Il matrimonio è un evento ricco di tradizioni e superstizioni che si tramandano di generazione in generazione. Anche le spose più moderne non possono fare a meno di cedere alla scaramanzia. I tempi cambiano, ma matrimonio e superstizioni è un binomio ancora molto forte. Ci sono tradizioni e superstizioni che abbracciano ogni momento delle nozze: dal vestito, alle fedi, a piccoli gesti della sposa e dello sposo.
Dal momento in cui una coppia decide di unire le proprie vite in matrimonio, l'anello nuziale diventa un simbolo di amore eterno e impegno. Tuttavia, questo elegante gioiello porta con sé una serie affascinante di superstizioni che si tramandano di generazione in generazione. Queste credenze, radicate nella storia e nel folklore, aggiungono un ulteriore tocco di mistero al già significativo rituale dello scambio degli anelli.
Nel corso della storia si è scritto molto sugli anelli e intorno alle fedi nuziali si sono sempre avvicendati una serie di miti e superstizioni che hanno dato più potere al legame tra le coppie. Che tu sia una persona superstiziosa o meno, abbiamo pensato di raccogliere le storie più interessanti sugli anelli e sulle fedi nuziali. Chissà, magari ti ritrovi in qualche superstizione.
Storia e Origini delle Fedi Nuziali
Secondo i dati storici, forniti da antichi papiri conservati ancora oggi in condizioni ottimali, le fedi nuziali più antiche risalgono a più di 6.000 anni fa. Erano fatti di canapa intrecciata o giunchi e si credeva che la rottura o la perdita degli anelli nuziali lanciasse una potente maledizione sulla coppia.
Forse ti sarai chiesto perché l'anello è indossato sulla mano sinistra. Gli egiziani credevano che dall'anulare al cuore scorresse una vena di sangue molto speciale. La medicina ha dimostrato che questa vena non esiste, ma la tradizione è sopravvissuta fino ad oggi.
Fino al XX secolo solo le donne indossavano le fedi nuziali, segno della loro devozione agli uomini. Negli ultimi 100 anni anche gli uomini hanno iniziato a indossare fedi nuziali, il tutto culminato con le due guerre mondiali, le fedi nuziali hanno un simbolismo motivazionale per gli uomini che andavano al fronte.
Durante le guerre, quando l'oro veniva razionato, si indossavano fedi nuziali d'oro fino a 9 carati. Alcune coppie indossavano semplici fedi nuziali di metallo.
Superstizioni Legate alle Fedi Nuziali
Le fedi nuziali non vanno mai indossati dagli sposi prima delle nozze, nemmeno per provarle. Inoltre, è molto importante che le fedi non cadano nel portarle all'altare.
La superstizione che circonda la perdita dell'anello nuziale suscita un senso di apprensione, poiché spesso viene interpretata come un presagio di discordia all'interno del matrimonio. Molti credono che smarrire o perdere questo simbolo prezioso significhi l'imminenza di litigi o l'indebolimento del legame coniugale. Questa convinzione è profondamente radicata nel simbolismo dell'anello stesso: poiché incarna l'impegno e l'unità, la sua assenza può evocare sentimenti di insicurezza e paura. Si consiglia quindi alle coppie di prestare particolare attenzione alla custodia dei propri anelli, poiché si ritiene che una tale perdita non solo disturbi l'armonia della coppia, ma possa anche causare incomprensioni e disarmonia. Sottolineando l'importanza della vigilanza, questa superstizione serve come un toccante promemoria del delicato equilibrio di amore, fiducia e impegno necessari per coltivare un'unione duratura.
L'anello nuziale di una donna non deve mai essere indossato da nessun'altra persona, soprattutto da un'altra donna. Le future mogli dovrebbero quindi prestare attenzione a chi affidano il loro anello di diamanti, poiché secondo la superstizione, indossare o provare l'anello nuziale di un'altra persona porterà all'infedeltà nella relazione.
Far cadere l'anello nuziale durante la cerimonia è spesso considerato un presagio di sfortuna. Tuttavia, alcune culture hanno ribaltato questa superstizione. Ad esempio, in Svezia si crede che far cadere l'anello allontani gli spiriti maligni e garantisca un matrimonio senza problemi. Indipendentemente dalla credenza, questo momento spesso aggiunge un tocco inaspettato alla cerimonia, intensificando le emozioni della giornata. Ricordate solo che non è solo imbarazzante davanti a una chiesa piena, ma significa anche che potreste dover schivare la sfortuna per il resto del vostro matrimonio!
Se l'anello nuziale non scivola facilmente al dito della donna o addirittura si incastra, si dice che la donna sarà la persona dominante nel matrimonio. Se, invece, l'uomo riesce a infilare l'anello al dito della moglie con facilità, probabilmente sarà lui a comandare.
Sin dai tempi antichi si credeva che provare l'anello nuziale prima del matrimonio portasse sfortuna. Per le persone superstiziose si consiglia di provare un altro anello di dimensioni simili.
Qualunque cosa tu faccia, non perdere l'anello. Nella maggior parte delle società è considerato un gesto che danneggia irreparabilmente la relazione. Dalla perdita della relazione alla perdita del partner il passo è breve. Nel 1893 una donna di Londra si suicidò dopo aver perso l'anello nuziale e sentendosi in colpa per aver perso anche il marito.
Se lo sposo non ha preso le misure corrette e il giorno delle nozze si scopre che l'anello è troppo stretto, non è un buon segno: uno dei due è geloso, l'altro è troppo testardo. Resta per loro scoprire quale è quale. Se l'anello è troppo largo, non va ancora bene. Un anello largo simboleggia un pericolo ancora più grande: perdere l'anello, la relazione e implicitamente la relazione d'amore.
Tradizioni e Riti Collegati al Matrimonio
L’abito da sposa: l’abito è l’oggetto che più è preso di mira dalla superstizione. Si dice, infatti, che l’abito non deve essere assolutamente confezionato dalla sposa stessa, altrimenti si aprono le porte alla sfortuna.
Le 5 cose che la sposa deve assolutamente indossare: questa usanza è risalente addirittura all’epoca vittoriana.
Non si torna sui propri passi: questo gesto scaramantico è dedicato allo sposo che, una volta uscito per andare verso la chiesa, non dovrà per nessun motivo tornare indietro.
Pare che se una sposa entri nella sua nuova casa inciampando o cadendo sia di cattivo augurio, poiché gli spiriti maligni le hanno fatto lo sgambetto. Per evitare la possibilità che succeda, il marito prende in braccio la sposa per varcare l’uscio.
Un antico proverbio recita “Di Venere e di Marte, non si sposa e non si parte”. Martedì e venerdì, infatti, sono giorni sconsigliati sia per intraprendere un viaggio che per sposarsi. Il giorno di martedì, ad esempio, appartiene al dio Marte, dio della guerra, mentre venerdì è il giorno degli spiriti maligni.
Se ti capita di far cadere l'anello nuziale durante la cerimonia... va bene. O fare il bagno. Dipende da come vuoi interpretare il gesto. Alcuni credono che questo sia il modo per sbarazzarsi dei problemi nella relazione, altri che questo sia un chiaro segno che il matrimonio non andrà bene.
In alcune culture c'è la superstizione secondo cui un piccolo pezzo della torta nuziale viene infilato negli anelli nuziali degli sposi e dato ai giovani non sposati. Una volta eseguito questo rituale, i single celebreranno il loro matrimonio tra meno di un anno.
Non tutte le persone optano per gli anelli quando si tratta di matrimonio e fidanzamento. A seconda della cultura cambia anche il gioiello utilizzato. In alcune parti dell'India, le donne sposate indossano un braccialetto speciale, e nella religione indù optano anche per un anello indossato sulla punta.
Fedi Nuziali Ereditate e il Loro Significato
Qualcuno le ha usate di genitori o nonni? Anche se non erano della vostra stessa misura? Io la trovo una cosa molto bella, secondo me non avrai problemi a farle stringere e con la lucidatura tornano come nuove. Noi volevamo le fedi in oro bianco (o rosa, poi scartate dopo la prova) altrimenti mia mamma mi aveva offerto le fedi dei nonni che però erano classiche in oro giallo. Bellissimo, potendo, ma le ha prese una mia zia, lo avrei fatto sicuramente.
Se l’avessi avuta alla morte di nonna non avrei esitato ad usarla, mi manca molto e so che le avrebbe fatto piacere. Allora erano due fedi insieme, quella oro e quella argento, perché per i 25 anni di nozze mia nonna aveva fuso insieme quella in argento. L'ho fatta dividere perché a me piaceva averla solo oro, stringere e lucidare..è tornata come nuova..sembra proprio mai usata..e dentro ci ho fatto incidere il nome di mio marito e la mia data. Non era incisa quella di mia nonna!! Quella argento è rimasta ad una mia cugina.
Io avrei voluto farlo ma una delle mie zie si è presa le fedi e non volevo richiederle. Sicuramente mia nonna sarebbe stata felice se le avessimo avute. Comunque conosco amici che lo hanno fatto facendo stringere di molto quella del nonno.
Secondo me è una bellissima idea con un bellissimo significato, basta farle stringere, se sono incise si può aggiungere la nuova incisione lasciando quella vecchia se c'è spazio. Io anni fa avevo fatto sistemare la fede della nonna, l' ho fatta incidere e ho aggiunto delle pietre per cui quando mi sono sposata la usavo già come anello normale diciamo. Secondo me fai benissimo: lasciarle nell’armadio non ha senso per quanto mi attiene.
Per chiunque sia alla ricerca di una nuova opportunità di investimento, Fabienne è la guida perfetta in questo processo. Nessuna domanda rimarrà senza risposta e lei vi aiuterà in ogni fase del percorso.
Fedi Nuziali e la Vedovanza
La morte decreta la fine del matrimonio ma non la fine dell’amore. Su un punto però non condivido o meglio non mi pare, oso dire, collimare con il Vangelo, quando dice: “Pregare per gli sposi che vivono il tempo della vedovanza perché sappiano custodire l’unità coniugale nell’attesa di ritrovarsi nella vita che non ha fine”. L’unità coniugale non esiste più mi pare di capire dal Vangelo e da quanto scrive S. Paolo. Diverse volte dico che la vedovanza rende “liberi” dal vincolo precedente.
Il Vangelo annuncia che i fragili giorni della vita terrena troveranno il loro compimento nella beata eternità. Viviamo tutti con lo sguardo proteso al Cielo. Tutto ciò che appartiene alla terra, è destinato a scomparire. L’apostolo Paolo scrive che solo la carità resta (1Cor 13,8). Nell’eterna dimora non c’è posto per il matrimonio ma non c’è posto nemmeno per il sacerdozio. La morte decreta la fine del matrimonio ma non la fine dell’amore, come possono testimoniare tanti sposi che, dopo la morte del coniuge, non si sentono affatto sciolti dal vincolo, anzi lo vivono con una più grande intensità.
Il tempo della vedovanza diventa così il tempo dell’attesa: attesa di quel nuovo e definitivo incontro in cui tutto sarà vestito a festa, senza più quei limiti umani che hanno sperimentato sulla terra, gli sposi potranno sperimentare un amore che sarà tutto immerso nella carità di Dio. È utopia? No, è la logica conseguenza di tutto quello che la teologia insegna. La beata eternità è certamente altra rispetto a questa vita ma al tempo stesso è il prolungamento dell’oggi.
Come si sa, la Chiesa non vieta nuove nozze. La Scrittura presenta un’esperienza più che significativa a riguardo: quella di Rut, la donna moabita che torna in Israele assieme a Noemi, sua suocera, e sposa Obed: da questa nuova unione nasce Iesse, padre del re Davide. Il secondo matrimonio entra di diritto nella storia della salvezza come un passaggio importante. Nella storia della Chiesa vi sono tanti sposi che hanno custodito il patto nuziale ed altri che hanno scelto di vivere una seconda relazione affettiva. A mio parere il secondo matrimonio non deve nascere da motivi umani (vincere la solitudine, dare una mamma ai figli) ma dall’intima certezza di una precisa chiamata di Dio. In ogni caso, a mio parere rappresenta un’eccezione rispetto alla scelta di custodire il patto nuziale.
Il caso giunto al Tribunale di Torino e definito con la sentenza n. 1234/2015: deceduto il marito, la moglie, rimasta vedova, conveniva in giudizio la propria figlia, figlia del de cuius, riferendo che, al momento del decesso in ospedale, la figlia avesse sfilato la fede nuziale dal dito del padre impossessandosene. La vedova pretendeva la restituzione in suo favore dell’anello, ritenendo che tale bene, una volta deceduto il marito, appartenesse a lei, quale coniuge superstite, essendo la fede segno dell’amore consacrato durante la cerimonia del matrimonio cattolico. Il Tribunale rigettava le richieste della vedova affermando che la fede nuziale rientra nel patrimonio della persona che la indossa, alla quale appartiene e che potrebbe anche disporne durante la propria vita in favore di persone diverse. Sulla base di tale presupposto, non trattandosi di bene che è di proprietà della moglie vedova (ma di bene del de cuius), l’azione di restituzione del bene (c.d. di rivendica) che presuppone la prova di essere proprietaria di tale bene non può essere accolta.

tags: #superstizione #ricevere #in #regalo #fede #nuziale
