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I Personaggi de "I Promessi Sposi": Un Ritratto Dettagliato di Anime e Caratteri

Alessandro Manzoni, nel suo capolavoro "I Promessi Sposi", dipinge un affresco vivido e complesso dell'umanità attraverso una galleria di personaggi indimenticabili. Attraverso figure come Renzo e Lucia, simboli di umiltà e tenacia, o personaggi complessi e ambigui come l'Innominato e la monaca di Monza, Manzoni esplora grandi temi universali: la giustizia, la fede, il potere e la redenzione.

Il sistema dei personaggi dei Promessi Sposi è piuttosto articolato e presenta una netta separazione fra gli umili e i potenti. I protagonisti del romanzo, insieme a don Abbondio, Agnese e Perpetua, appartengono alla prima categoria. Tra i potenti, invece, troviamo figure di fantasia come don Rodrigo e personaggi storici come il cardinale Federigo Borromeo.

Alcuni personaggi, sebbene non storici, si prestano a un'identificazione più o meno sicura, come Gertrude, la monaca di Monza, o Bernardino Visconti, che diventa l'Innominato. Di alcuni l'autore ci fornisce una dettagliata descrizione e ci racconta la loro storia, su altri è decisamente più reticente. I personaggi principali presentano una notevole profondità psicologica e un indubbio realismo, che spesso attribuisce loro difetti e qualità in modo verosimile.

I Protagonisti: Renzo e Lucia

Renzo Tramaglino

Renzo Tramaglino è il protagonista maschile del romanzo. È un giovane di circa 20 anni, operaio e filatore di seta, orfano dall'adolescenza. Viene descritto come un ragazzo pacifico e alieno dal sangue, schietto e nemico di insidia. È inoltre molto furbo e razionale. Renzo è positivo, virtuoso ed onesto. Ma allo stesso tempo ribelle ed impulsivo, quando viene ingannato o quando subisce ingiustizie e soprusi. Generalmente indossa vestiti molto colorati e accessori ostentati. Ha le "larghe spalle da montanaro" che lo rendono di solida e probabilmente alta corporatura. Per il matrimonio, veste bene, portando alla cintola un pugnale. Veste di solito da artigiano e contadino. Renzo è un personaggio fortemente dinamico, che nel corso del romanzo, grazie alle esperienze di cui è protagonista, subisce varie trasformazioni che lo rendono migliore. Le circostanze lo portano a percorrere chilometri e chilometri, trasformandosi da giovane ingenuo a scaltro imprenditore.

Renzo Tramaglino in abiti del XVII secolo

Lucia Mondella

Lucia Mondella è la promessa sposa di Renzo e l'oggetto della contesa con don Rodrigo. Viene descritta come una ragazza dalla bellezza modesta, senza avere nulla di eccezionale. Aveva i capelli lunghi neri sempre spartiti a metà. Il giorno del matrimonio erano raccolti in delle trecce trapassate da lunghi spilli d'argento. Indossava una collana molto importante, portava un bel busto di broccato a fiori, con le maniche separate e allacciate tramite dei nastri. Anche lei, come Renzo, è orfana del padre e vive perciò con sua madre Agnese. Lucia è molto diversa rispetto a Renzo; discreta e composta, è mite per natura, timida in modo esasperato, molto tenace e sicura. Lucia ha un profondo sentimento religioso e il suo nome non a caso, evoca appunto la luce divina, la stessa "luce" che "guida" in un certo senso Renzo. Lucia è uno di quei personaggi statici che non cambia nel corso della storia, rimanendo fedele a se stessa e diventando uno strumento della Provvidenza Divina in alcuni momenti. La sua "modesta bellezza" corrisponde al valore dell'umiltà. È un'immagine di femminilità cristiana, quintessenza popolare della donna angelo, segno di bene e salvezza. È l'esaltazione delle virtù cristiane: la fede, la pudicizia, la mansuetudine e la capacità di persuadere attraverso la forza della bontà.

Lucia Mondella con acconciatura tradizionale

Personaggi di Supporto e Antagonisti

Agnese

Agnese è la madre di Lucia. È una donna pratica e assennata, anche se ama avere sempre ragione; è molto pettegola e ha sempre un'opinione su tutto. Tanto impicciona ma un po' goffa. È una donna protettiva nei confronti della figlia e di Renzo, dispensatrice di consigli ma anche chiacchierona. È descritta come una donna "affezionata e fedele, che sapeva ubbidire e comandare, secondo l'occasione".

Don Abbondio

Don Abbondio è il curato del paese di Renzo e Lucia. Manzoni lo descrive come un uomo dagli occhi grigi, dalla statura bassa e una costituzione. Caratterialmente viene descritto la maggior parte delle volte come una persona paurosa. Schivo, introverso, timoroso, diffidente e a volte pusillanime. Non è nobile e non è ricco. Durante la sua vita, spinto sempre dalla famiglia, decise di farsi sacerdote per avere un po' la sicurezza "di essere protetto" e di appartenere comunque ad una società medio alta: il clero. È un personaggio statico, che rimane fedele a se stesso nel corso della narrazione. È un personaggio pavido, pusillanime, "un uomo senza coraggio".

Don Abbondio in parrocchia

Perpetua

Perpetua è la serva di don Abbondio, pettegola ma a lui molto affezionata. L’età della donna viene indicata come “sinodale”, nel senso di prescritta dai Canoni per le cameriere dei sacerdoti, quindi di oltre cinquant’anni; ancora nubile, si presume non sia molto attraente.

Don Rodrigo

Don Rodrigo ha meno di 40 anni. Viene descritto come una persona che suscita timore, con un gran ciuffo arricciato sul capo. Nonostante la sua fama di malvagio, è prepotente, spietato, ostinato ma a volte diventa pauroso davanti a personaggi più valorosi. È la figura di un malvagio aristocratico, che abita in un palazzotto isolato e tetro presso il paese dei due fidanzati Renzo e Lucia. Egli, nonostante la sua cattiveria e il violento rifiuto degli inviti alla conversione, appare insidiato da un sotterraneo senso di colpa e dalla paura del castigo divino. È un personaggio statico, cattivo è e cattivo rimane. È l’antagonista principale dei Promessi Sposi.

Don Rodrigo nel suo palazzotto

Fra Cristoforo

Padre Cristoforo era una persona che è cresciuta in una vita da aristocratica. Era figlio di un mercante ed inoltre, ebbe avuto un'educazione molto alta. Entrò nei cappuccini per espiare l'omicidio di un arrogante signore, che in una rissa aveva ucciso il suo fedele difensore e servo Cristoforo. E così a 30 anni prese i voti. Aveva più o meno 60 anni. Uomo coraggioso, battagliero, ricco d’animo, molto buono e molto interessato nel porre giustizia ai poveri che venivano minacciati dalle classi sociali più alte. È la figura religiosa più importante dei Promessi Sposi, figura chiave nei momenti cruciali del romanzo.

Fra Cristoforo che parla con i poveri

L'Innominato

L'Innominato è una delle figure psicologicamente più complesse e interessanti del romanzo. Personaggio storicamente esistito nel quale l'autore fa svolgere un dramma spirituale che affonda le sue radice nei meandri dell'animo umano. L'Innominato, figura malvagia la cui malvagità più che ripugnanza forse incute rispetto, è il potente cui Don Rodrigo si rivolge per attuare il piano di rapire Lucia. In preda a una profonda crisi spirituale, l'Innominato scorge nell'incontro con Lucia un segno, una luce che lo porta alla conversione; solo in un animo simile, incapace di vie di mezzo, una crisi interiore può portare a una trasformazione integrale. È un personaggio dinamico, che evolve nel corso della storia.

L'Innominato nel suo castello

Gertrude (La Monaca di Monza)

Gertrude è la monaca di Monza, conosciuta anche come la Signora. Ha 25 anni, bella, occhi neri, capelli scuri e una pelle molto pallida. Manzoni scrive che la sua bellezza è una bellezza sfiorita, la fronte bianca ma corrugata, occhi superbi e timidi. Al contrario delle altre monache ha i capelli lunghi. Geltrude infatti aveva sempre sognato una vita più mondana e invece era stata costretta a prendere i voti; spinta dalla propria famiglia ma in particolar modo dal padre. Ciò successe perché nel 600 in genere per evitare di suddividere in maniera eccessiva il patrimonio delle famiglie nobiliari, ad ereditare tutto era soltanto il primogenito e perciò gli altri figli erano spesso indirizzati alla vita monacale. Per questo caratterialmente è a volte capricciosa, invidiosa e addirittura a tratti malvagia. Il suo comportamento è a volte molto contraddittorio, misurato in presenza di Agnese ma intrepido con Lucia. È un personaggio ispirato alla figura di Marianna De Leyva.

Ritratto della Monaca di Monza

Don Rodrigo e i suoi Alleati

Don Rodrigo è il signorotto invaghitosi di Lucia che, solo per capriccio, vuole avere per sé. Egli rappresenta l'espressione umana e il simbolo del suo secolo; non riveste una carica particolare, ma è uno dei tanti nobilotti dell'epoca, uno qualsiasi. Il suo carattere, per niente deciso e fermo, riflette passivamente e fedelmente le magagne e le ingiustizie sociali dell'epoca in cui è chiamato a vivere. Il conte Attilio è il cugino di don Rodrigo, e lo aiuta nel suo infame obiettivo, ovvero quello di catturare Lucia. Costui si presenta con le stesse caratteristiche del cugino. Scommette con lui sul fatto che non sarebbe riuscito ad impossessarsi di Lucia, ed è proprio a causa di questa scommessa che inizia tutta la vicenda. Il conte Attilio in seguito cercherà di aiutare don Rodrigo andando a Milano per fare in modo che padre Cristoforo non interferisca con la scommessa, anzi cercherà di farlo trasferire. Il Griso è il capo dei bravi di don Rodrigo. È uno dei personaggi più spietati del romanzo. Il dottor Azzecca-garbugli è un avvocato di Lecco, famoso per la sua abilità nel districare questioni legali, non sempre con onestà. Viene chiamato così dai popolani per la sua capacità di sottrarre dai guai le persone.

Personaggi Storici e Religiosi

Federigo Borromeo (1564-1631), cardinale dal 1587 e arcivescovo di Milano dal 1595. Uomo dotato di eccezionali risorse di volontà, intelligenza e zelo religioso, egli sa veramente applicare alla vita i principi della religione cattolica, offrendo sempre un valido esempio del bene operare. Modesto, frugale, umilissimo, deve lottare contro il suo stesso ambiente per affermare i suoi principi e dedica tutta la sua vita alla carità e allo studio, tanto da essere considerato uno degli uomini più dotti del secolo.

I personaggi principali dei Promessi Sposi in 4 minuti

La distinzione tra personaggi vittime e oppressori è fondamentale: Renzo e Lucia sono le vittime, mentre Don Rodrigo è l'oppressore. Gli alleati di Don Rodrigo sono l’Innominato, il cugino Attilio, il Conte Zio, i bravi e l’Azzecca-garbugli. Invece Fra Cristoforo, il cardinal Federigo Borromeo, Agnese, Perpetua e gli amici al paese, Tonio e il fratello Gervaso, possono annoverarsi fra gli aiutanti delle vittime. Don Abbondio, con la sua paura di ribellarsi al signorotto del paese, dà il via alla vicenda, rinviando il matrimonio tra Renzo e Lucia.

I personaggi possono essere ulteriormente classificati come statici e dinamici. Don Abbondio e Don Rodrigo sono personaggi statici, che non modificano la propria personalità nel corso della narrazione. Renzo e l'Innominato, invece, sono personaggi dinamici, che subiscono profonde trasformazioni nel corso della storia.

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