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Castello di Torrechiara: Un Gioiello Architettonico e Romantico nel Cuore dell'Emilia

Tra verdeggianti e rigogliosi vigneti, a pochi chilometri da Parma, sorge un Castello che fu regno di una favola d’amore d’altri tempi: era quella di Pier Maria Rossi e l’amata Bianca Pellegrini e il Castello in questione quello di Torrechiara. Il Castello di Torrechiara si trova ad una ventina di chilometri da Parma, nel comune di Langhirano. Il nome Torrechiara deriva dal "torchio” nel cuore della valle dove si produceva olio nel medioevo e oggi invece si producono vini. Pochi sanno che il Castello fu posto sotto la protezione della Madonna, per volere di Pier Maria Rossi devoto alla Vergine: iniziò infatti la sua costruzione nel mese di maggio del 1448. Oggi di proprietà dello Stato è tra gli esempi più significativi dell’architettura castellare italiana. Il Castello di Torrechiara è chiamato la fortezza dal cuore affrescato: sorge "altiera et felice".

Fatto costruire tra il 1448 e il 1460 come dimora e strumento di difesa da Pier Maria Rossi, conte di San Secondo, la rocca mostra l’influenza dei castelli sforzeschi-viscontei: costruita su una piattaforma murata posta al sommo di un colle terrazzato, è composta dal maniero, dall’antico borgo alto, da un cortile interno, da quattro torri angolari e da numerosi locali sotterranei, oggi visitabili dopo un lavoro di recupero conclusosi nel 2006. Il Castello di Torrechiara si presenta in una splendida posizione panoramica e la sua struttura esterna è altrettanto caratteristica. Sorgendo a 278 mt, infatti, domina la Val Parma e all’esterno presenta una doppia cinta muraria e una forma rettangolare, con quattro imponenti torrioni quadrangolari alle estremità. Un tempo era dotato anche di un doppio ponte levatoio. La Rocca d’impianto quattrocentesco, turrita ed elegante, è una fortezza avvolta da cinta murarie e protetta da quattro torri angolari, ma allo stesso tempo è una raffinata dimora nobiliare. La struttura di questo meraviglioso Castello è solida ma armonica grazie alle torri di diverse altezze.

Vista panoramica del Castello di Torrechiara

Il conte di S. Secondo, Pier Maria Rossi, era uno dei nobili condottieri quattrocenteschi più potenti della zona: alla sua famiglia appartenevano un gran numero di rocche e dimore, tanto da fargli guadagnare il soprannome di “signore dei cento castelli”. In giovane età Pier Maria sposa Antonia Torelli, figlia di Orsina Visconti: si tratta di un matrimonio combinato, la cui finalità era il mantenimento della pace e della stabilità nel territorio parmense. Tuttavia, la loro unione fu tutt’altro che felice: Pier Maria si innamorò perdutamente di Bianca Pellegrini, che ne divenne l’amante ufficiale. Proprio alla corte viscontea, a Milano, Pier Maria Rossi conoscerà quello che sarà il grande amore della sua vita: Bianca Pellegrini. Bianca era già sposata, ma abbandonerà il marito per seguire Pier Maria. A partire dal 1446 Pier Maria eresse due Castelli in onore di Bianca: quello di Torrechiara, e quello di Arzenoldo, chiamato proprio “Roccabianca“. Si dice che il progetto e l’impianto dei castelli fu opera di Pier Maria e che l’armonia degli esterni, possenti ma equilibrati e proporzionati, sia da imputare proprio ai suoi studi, a quelle nuove conoscenze artistico- architettoniche che si diffusero in epoca Rinascimentale.

Tutto parla della loro passione in stile epico-cavalleresco: dalla Camera d’Oro, attribuita a Benedetto Bembo, alla stanza nuziale. L’interno del Castello è ricco di sale affrescate, principalmente a temi naturalistici, fantastici e a grottesche. Da notare all’interno la ricchezza degli affreschi a 'grottesche' di Cesare Baglione. Bellissimo il ciclo di grottesche che vediamo in alcune stanze del Castello di Torrechiara: si tratta di decorazioni parietali, recuperate in epoca Rinascimentale, e da lì anche nei secoli successivi, dalla pittura Romanica. Sono famose anche le Grottesche della Domus Aurea. Al piano terreno, le decorazioni delle sale di Giove, del Pergolato, della Vittoria, del Velario sono da ascriversi a Cesare Baglione; mentre la sala degli Angeli, con richiami alla cupola del Correggio nel Duomo di Parma, ad anonimo parmense dei primi decenni del ’600. Al primo piano della torre di nord-est il Conte fece realizzare una sala, probabilmente destinata a camera da letto e studiolo privato, e la fece decorare in stile tardo-gotico con formelle di terracotta e affreschi. Al piano superiore è il grande salone degli Acrobati, con affreschi sempre di Baglione e di Giovan Antonio Paganino (ultimi decenni del ’500) e la più famosa Camera d’oro (torre di nord-est), la stanza nuziale che deve il suo nome alle foglie d’oro zecchino che un tempo rivestivano le formelle alle pareti, affrescate tra il 1460 e il 1462 da Benedetto Bembo (1420/25-1493?), o, secondo recenti ipotesi attributive, dal meno noto fratello Gerolamo, con scene del rituale dell’amore cavalleresco. Percorrendo il loggiato si accede al piano nobile, in cui si trovano le Sale della Caccia e della Pesca, che prendono il nome dai soggetti raffigurati negli affreschi, e le Sale della Sera, del Vespro, del Meriggio e dell’Aurora. Quest’ultima comunicante con la Camera d’Oro. Sempre al piano superiore troviamo altre quattro bellissime stanze, oggetto tra l’altro di restauro a fine anni ’90: la Camere dell’Aurora, del Meriggio, del Tramonto e della Sera.

Dettaglio affresco della Camera d'Oro

La Leggenda della Camera d'Oro e l'Amore di Pier Maria e Bianca

La splendida Camera d’Oro è così chiamata in quanto le formelle in terracotta che adornano la parte bassa delle sue pareti erano un tempo ricoperte di lamine d’oro zecchino. Questa un tempo era la camera nuziale, ad oggi è l’unica stanza del Castello ad avere mantenuto la decorazione quattrocentesca originaria. La Camera d’Oro presenta un ciclo di affreschi che celebra proprio l’amore tra Bianca e il conte, realizzati nel 1462 da Benedetto Bembo. I colori dominanti sono l’oro e il blu. In una delle scene ritratto Pier Maria, inginocchiato, nell’atto di donare la sua spada a Bianca in segno di fedeltà; nella successiva Bianca accoglie la dichiarazione di Pier Maria e gli pone una corona di alloro sul capo. Nella lunetta a nord è ritratto Pier Maria che da le spalle al Castello di San Secondo, dove ha vissuto con la moglie, e Bianca che da le spalle al Castello di Roccabianca: tra i due sorge Torrechiara, qui dove si trova il loro amore. Sull’affascinante Bianca Pellegrini sono nate leggende suggestive, la più nota delle quali racconta che il suo fantasma - dalle fattezze di una bellissima donna dai lunghi capelli neri e dagli occhi verdi - si aggiri ancora tra le stanze del Castello di Torrechiara e protegga le passioni segrete degli amanti. Che Castello sarebbe, senza una spaventosa leggenda? Secondo la storia tramandata, il fantasma di Pier Maria Rossi si aggira ancora nel castello e nelle zone adiacenti. La leggenda narra che Pier Maria vaghi alla ricerca della sua amata Bianca, nelle notti di plenilunio, ripetendo la frase “Nunc et semper” (ora e sempre). Vi lascio con due curiosità: Torrechiara fu una delle locations del film Ladyhawke e, curiosamente, Bianca e Pier Maria non si sposarono dopo che lui rimase vedovo.

IL CASTELLO DI TORRECHIARA (PR)- STORIA DI UN AMORE PROIBITO - The castle of Torrechiara.

Torrechiara: Un Rifugio d'Arte e Storia

Durante la Seconda Guerra Mondiale le opere d’arte della Galleria di Parma sono state trasferite e accentrate a Torrechiara per salvaguardarle dai bombardamenti e dai furti. Durante la Seconda Guerra Mondiale il Castello di Torrechiara ha svolto il ruolo di “salvatore” del nostro patrimonio artistico. La Rocca d’impianto quattrocentesco, turrita ed elegante, affascinò scrittori e registi: fu set del celebre film Ladyhawke. Il Castello di Torrechiara non presenta stanze arredate sfarzosamente come Soragna, o arredi originali come Fontanellato, al contrario il suo fascino risiede nell’imponente struttura e nei delicati affreschi, che lasciano spazio all’immaginazione e riescono ugualmente a catapultare in un’epoca di condottieri, dame e amori passionali e contrastati. Abbiamo concluso la visita passando attraverso le scuderie e soffermandoci sul bellissimo panorama che circonda il castello.

Informazioni Utili per la Visita

Il Castello di Torrechiara si trova a circa venti chilometri da Parma, nel comune di Langhirano. Dalla Tangenziale di Parma è consigliato uscire a Str. Langhirano/SP665 e proseguire proprio verso la località Langhirano. Sulla strada, appena passato il paese di Torrechiara si svolta a destra in Strada del Mulino. Qui potrete lasciare la macchina nel parcheggio e salire la corta salita a piedi, altrimenti è possibile anche girare in Strada del Castello con l’auto, ma i posti di fronte all’entrata sono più limitati. La visita alla Torre di San Nicomede è gratuita. Le visite si effettueranno alle ore 11:30. Verrà comunque garantito l'accesso a quei gruppi che hanno in precedenza prenotato la visita. Per accedere al castello di Torrechiara nei giorni di domenica e festivi è obbligatorio effettuare la prenotazione, esclusivamente chiamando la biglietteria al numero 0521-355255, con almeno un giorno di preavviso. Si accettano massimo 15 persone ogni 10 minuti per una visita della durata massima di 45 minuti. In caso di ritardo l'ingresso verrà differito al primo orario disponibile. La sua riapertura, dopo la chiusura forzata causata dall’emergenza Covid-19, è avvenuta domenica 24 maggio. L’ingresso prevede il pagamento di un biglietto del costo di 5,00 Euro.

Mappa per raggiungere il Castello di Torrechiara

Il Castello di Torrechiara e il borgo che vi si sviluppa attorno, sono avvolti da un’aura fiabesca. Già dai primi passi che muoverete nel ciottolato, una volta lasciata la strada asfaltata, superato il voltone ed entrati all’interno della cinta muraria, non potrete che rimanere affascinati!

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