Menu Chiudi

Sant'Agostino: Matrimonio, Amore e la Ricerca della Verità

La vita di Sant'Agostino, uno dei più grandi pensatori e teologi della storia del Cristianesimo, è un affascinante intreccio di ricerca spirituale, passioni giovanili e profonda trasformazione interiore. Nato a Tagaste, nell'attuale Algeria, nel 354 e morto a Ippona nel 430, Agostino è una figura complessa la cui eredità intellettuale e spirituale continua a influenzare il pensiero occidentale.

Benedetto XVI ha lodato una recente produzione televisiva sulla vita di Sant'Agostino, definendola "un viaggio spirituale per scoprire che la Verità è più forte di ogni sconvolgimento umano". Sebbene la fiction, per sua natura, offra un "racconto libero", essa aiuta a comprendere la straordinaria personalità di questo uomo.

Copertina di un libro

Tuttavia, per una conoscenza più approfondita e veritiera, è necessario esaminare i dettagli della sua vita, in particolare le circostanze della sua giovinezza e delle sue relazioni amorose. Contrariamente a quanto spesso riportato, Agostino ebbe un figlio, ma non da una schiava come talvolta si afferma. La donna che amò era "molto speciale", e per lei Agostino cambiò profondamente la sua condotta.

La Giovinezza e le Passioni

Agostino stesso, nelle sue "Confessioni", descrive la sua giovinezza come un periodo turbolento. Fu un "libertino scatenato", attratto dalle feste, dai piaceri, dalla bella vita, dal sesso, dalle prostitute, dal gioco e dalle compagnie dissolute. Questa condotta era in parte una reazione alle frustrazioni della sua giovinezza.

Proveniente da una famiglia di modeste condizioni economiche, suo padre Patrizio, un consigliere municipale, non disponeva di grandi mezzi. Sua madre, Monica, una donna cristiana devota, gli impartì un'educazione religiosa che Agostino, nell'adolescenza, dimenticò quasi completamente.

Nonostante fosse un ragazzo intelligentissimo, primogenito di tre fratelli, e eccellesse negli studi, Agostino sognava di proseguire la sua formazione a Cartagine per diventare un famoso retore. L'impossibilità economica della famiglia lo portò a sentirsi frustrato. Si narra che salisse su una collinetta per guardare in direzione di Cartagine, nutrendo la sua disperazione con tutti i vizi.

Era ribelle, litigioso, giocava d'azzardo, rubava e molestava le ragazze, persino le amiche di sua madre. Un amico di famiglia, Romaniano, riconoscendo il suo potenziale, gli offrì un impiego come precettore dei propri figli. Agostino accettò, ma intascò i soldi e partì per Cartagine.

Mappa dell'antica Cartagine

L'Amore e la Nascita di Adeodato

Cartagine, una città piena di divertimenti, lo accolse. Agostino, estroverso, bello, affascinante e colto, divenne presto un idolo. Fu in questo periodo che incontrò la donna che avrebbe segnato profondamente la sua vita. Non era una schiava, ma una donna incontrata in una comunità cristiana, un dettaglio cruciale.

Le donne nelle comunità cristiane dell'epoca partecipavano alle riunioni solo se accompagnate da genitori o mariti. Esistevano però ordini femminili come le "Vergini consacrate", spesso giovani, che dedicavano la loro vita a Cristo. Agostino si innamorò di una di queste fanciulle, seducendola con il suo fascino.

La ragazza rimase incinta e andò a convivere con Agostino, creando un grave scandalo. Questo amore profondo e intenso provocò un cambiamento drastico in Agostino, segnando l'inizio della sua conversione. Tuttavia, il loro legame non poté essere legalizzato a causa delle leggi ecclesiastiche dell'epoca, che impedivano il matrimonio con una "Vergine consacrata".

La loro unione fu quindi un "concubinato", uno stato civilmente tollerato. Dalla loro relazione nacque un figlio, Adeodato, il cui nome significa "dono di Dio". Agostino, padre a soli 19 anni, rimase fedele a questa donna per quindici anni.

La Ricerca della Verità e l'Incontro con Ambrogio

Dopo aver terminato gli studi, Agostino tornò a Tagaste con la compagna e il figlio. Tentò di aprire una scuola, ma senza successo. La madre Monica, considerandolo un "sacrilego" per la sua convivenza con una "vergine consacrata", non volle ospitarlo. Fu nuovamente Romaniano ad aiutarlo con un prestito, permettendogli di aprire una scuola.

Ma Tagaste non si rivelò un ambiente favorevole. Agostino tornò a Cartagine, poi emigrò a Roma, continuando i suoi studi e la sua incessante ricerca della verità. Aderì a diverse correnti filosofico-religiose: dal materialismo allo stoicismo, al neoplatonismo e infine al manicheismo.

Ritratto di Sant'Ambrogio

A Milano, dove era stato nominato "Retore imperiale", Agostino conobbe il vescovo Ambrogio. Inizialmente attratto dalle sue capacità oratorie, iniziò ad ascoltarne le prediche, trovando infine la Verità che cercava. Si iscrisse tra i catecumeni, preparandosi al battesimo.

La Difficile Scelta e la Separazione

La Chiesa imponeva ai catecumeni di mettere ordine nella propria vita prima del battesimo. Agostino avrebbe dovuto sposarsi, ma non lo fece. Alcuni biografi affermano che abbia allontanato la sua compagna, ma padre Vittorino Grossi ritiene questa versione non veritiera, data la profondità del suo amore.

Agostino non sposò la sua compagna perché non poteva farlo legalmente. L'idea di abbandonarla gli causava un dolore insopportabile. Fu lei, con un sacrificio immenso, a risolvere la questione: tornò a Roma, lasciando ad Agostino anche il figlio Adeodato. Una separazione dolorosissima, che segnò profondamente Agostino.

Nonostante i tentativi della madre Monica di presentargli altre donne, Agostino rifiutò sempre, rimanendo fedele al ricordo del suo grande amore. Decise di tornare a Tagaste per dedicarsi allo studio e alla preghiera.

Il Ritorno a Ippona e il Ministero Episcopale

Dopo la morte della madre a Civitavecchia, Agostino si fermò a Roma, interessandosi alle nascenti comunità monastiche. Nel 388 tornò a Tagaste, vendette i suoi beni e si ritirò con amici per una vita di preghiera e studio. Tuttavia, la sua fama e la sua saggezza attiravano continuamente persone in cerca di aiuto, disturbando la sua quiete.

Si trasferì quindi a Ippona, dove la sua fama lo precedeva. Fu chiamato a diventare sacerdote e poi vescovo, succedendo a Valerio. Per 34 anni, Agostino si dedicò anima e corpo alla sua missione pastorale, diventando un punto di riferimento per le chiese d'Africa.

Icona di Sant'Agostino

Fu un pastore premuroso, attento ai poveri e agli umili. Curò la predicazione e la scrittura, dando vita a un vero e proprio "laboratorio" per la stesura delle sue opere. Nonostante soffrisse di insonnia, utilizzava le notti per scrivere, lasciando un'eredità immensa di scritti filosofici, teologici e spirituali.

Agostino morì nella notte tra il 28 e il 29 agosto del 430, all'età di 76 anni, lasciando un segno indelebile nella storia del pensiero e della fede.

3. Agostino: vita e opere

tags: #sant #agostino #era #sposato

Post popolari: