Amleto, il cui titolo originale è The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark, è una delle più celebri tragedie di William Shakespeare, scritta presumibilmente tra il 1599 e il 1601. Quest'opera monumentale, la più lunga di Shakespeare, narra la complessa vicenda del principe Amleto e della sua implacabile ricerca di vendetta contro lo zio Claudio, assassino del padre e usurpato del trono di Danimarca, che ha anche sposato la madre di Amleto, Gertrude.
Considerata una delle "tragedie più potenti e influenti in lingua inglese", la storia di Amleto è stata oggetto di innumerevoli rivisitazioni e adattamenti, confermando il suo status di capolavoro letterario senza tempo. La sua risonanza universale la rende una delle opere teatrali e letterarie più grandi di tutti i tempi.

Le Fonti della Tragedia: Tra Leggenda e Letteratura
La genesi di Amleto affonda le radici in diverse tradizioni narrative. Sono pervenute tre versioni testuali primordiali: il Primo Quarto (Q1, 1603), il Secondo Quarto (Q2, 1604) e il Primo Folio (F1, 1623). Sebbene molti testi siano stati indicati come possibili fonti, gli studiosi delle Arden Shakespeare mettono in guardia dall'idea di una semplice "caccia alle fonti", sottolineando come essa possa sminuire l'originalità creativa dell'autore.
Tuttavia, è innegabile la presenza di temi ricorrenti nella letteratura dell'epoca: storie di figli che vendicavano l'assassinio dei padri e di personaggi astuti che fingevano follia per ingannare i nemici. Tra queste, spicca la leggenda di Lucio Giunio Bruto, figura dell'antica Roma che Shakespeare conosceva.
Una fonte primaria e diretta sembra essere la storia di Amleth, tramandata dal cronista danese del XIII secolo Saxo Grammaticus nelle sue Gesta Danorum e pubblicata a Parigi nel 1514. Successivamente, lo studioso francese François de Belleforest incluse una versione adattata di questa storia nel quinto volume delle sue Histoires Tragiques, pubblicate in francese nel 1576. La versione di Belleforest presenta molti elementi della trama e personaggi chiave in comune con l'opera shakespeariana, sebbene ne manchino altri. La traduzione inglese della storia di Belleforest, The Hystorie of Hamblet, apparve nel 1608, dopo la stesura di Amleto, ma è plausibile che Shakespeare ne abbia avuto conoscenza attraverso la versione originale francese.

La Trama: Follia, Vendetta e Intrighi a Elsinore
La tragedia si apre sui bastioni del castello reale di Elsinore, in Danimarca, dove le sentinelle Bernardo e Marcello, insieme all'amico del principe Amleto, Orazio, sono testimoni dell'apparizione del fantasma del defunto Re Amleto. Il fantasma, che assomiglia al re scomparso, si manifesta in modo spettrale, rimanendo muto e scomparendo rapidamente. Orazio, informato della situazione, si unisce a loro nella speranza di un nuovo incontro.
Nel frattempo, la corte danese è riunita in consiglio. Il re Claudio, fratello del defunto sovrano, ha sposato frettolosamente la regina Gertrude, vedova di Re Amleto, e si è impossessato del trono. La Danimarca è coinvolta in una faida con la vicina Norvegia, a causa di un precedente duello tra Re Amleto e Re Fortebraccio di Norvegia. Durante la riunione, si discute della minaccia rappresentata da Fortebraccio, nipote del re norvegese, e si decide di inviare ambasciatori in Norvegia. Laerte, figlio del ciambellano Polonio, ottiene il permesso di partire per la Francia, mentre Claudio proibisce ad Amleto di tornare alla sua università di Wittenberg, rimproverandolo per il suo prolungato lutto.
Rimasto solo, Amleto esprime il suo profondo dolore per la morte del padre e il rapido secondo matrimonio della madre. Laerte, prima di partire, ammonisce sua sorella Ofelia riguardo alle dichiarazioni d'amore di Amleto. Polonio, padre di Laerte e Ofelia, offre al figlio saggi consigli prima della sua partenza, culminanti nella massima "sii fedele a te stesso". Successivamente, Polonio interroga Ofelia sui suoi rapporti con Amleto.
Quella notte, sul bastione, il fantasma si rivela ad Amleto, svelando di essere stato assassinato dallo zio Claudio, che gli aveva versato del veleno nell'orecchio mentre dormiva in giardino, per impadronirsi del trono e sposare Gertrude. Il fantasma ordina ad Amleto di vendicarlo, ma di risparmiare Gertrude. Amleto costringe Orazio e Marcello a giurare di mantenere il segreto e annuncia la sua intenzione di adottare un "atteggiamento bizzarro", fingendo follia.

Ofelia, turbata dal comportamento bizzarro di Amleto, racconta tutto a suo padre Polonio, che crede che la causa sia l'amore. Polonio decide di informare Claudio e Gertrude. Nel frattempo, il re e la regina accolgono Rosencrantz e Guildenstern, amici di Amleto, ai quali hanno chiesto di indagare sulle cause del suo mutamento d'umore. Messaggeri dalla Norvegia informano Claudio che il principe Fortebraccio è stato rimproverato per le sue ambizioni militari. Polonio espone la sua teoria sulla follia di Amleto a Claudio e Gertrude e poi tenta di interrogarlo, ma Amleto finge pazzia e insulta sottilmente Polonio.
Amleto accoglie calorosamente Rosencrantz e Guildenstern, ma capisce presto che sono stati inviati per spiarlo. Nonostante ciò, ammette di essere turbato, ma rifiuta di spiegare il motivo, osservando la grandezza dell'uomo. Rosencrantz e Guildenstern informano Amleto dell'arrivo di una compagnia di attori. Amleto, dopo averli accolti, chiede loro di mettere in scena "L'assassinio di Gonzago", un'opera che presenta una morte simile a quella del padre, sperando di cogliere la reazione di Claudio.
Il celebre monologo "Essere, o non essere" esplora la profonda riflessione di Amleto sulla vita, la morte e la sofferenza, interrogandosi sulla nobiltà di sopportare le avversità o di porre fine alle proprie pene attraverso la morte. La sua indecisione e il suo tormento interiore sono palpabili.
"Essere, o non essere, è questo il dilemma. È forse più nobile soffrire, nell'intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall'oltraggiosa fortuna, o imbracciar l'armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e combattendo contro di esse metter loro una fine?"
Claudio e Polonio, convinti che la causa della tristezza di Amleto sia la lontananza da Ofelia, organizzano un incontro tra i due mentre li osservano di nascosto. Ofelia tenta di restituire ad Amleto le lettere d'amore, ma lui la accusa di immodestia e le intima di ritirarsi in un convento, concludendo con la tetra frase: "Non avverranno più matrimoni e degli sposati uno morirà". La sua reazione convince Claudio che non si tratti di follia amorosa.
Durante l'esecuzione della rappresentazione teatrale, la reazione di Claudio, che abbandona la sala sconvolto, conferma la sua colpevolezza agli occhi di Amleto. Nel frattempo, Amleto viene convocato dalla madre. Mentre si dirige da lei, vede Claudio in preghiera. Amleto esita ad ucciderlo, temendo che, morendo in preghiera, suo zio possa finire in paradiso, mentre il fantasma del padre è bloccato in purgatorio.
Nella camera di Gertrude, Amleto affronta la madre. Sentendo un rumore dietro un arazzo, crede sia Claudio e pugnala selvaggiamente, uccidendo Polonio. Resosi conto dell'errore, Amleto rimprovera duramente Gertrude per la sua complicità. Il fantasma riappare, esortando Amleto a non essere crudele con la madre e a concentrarsi sulla vendetta contro Claudio. Gertrude, non vedendo il fantasma, interpreta le parole del figlio come ulteriore prova di follia.

Sconvolta dalla morte del padre e dalla presunta follia di Amleto, Ofelia impazzisce e vaga per Elsinore. Laerte, tornato dalla Francia, è furioso per la morte del padre e la pazzia della sorella. Claudio lo convince che Amleto è il colpevole e, quando arriva la notizia del ritorno di Amleto in Danimarca, propone un duello truccato: Laerte userà una spada avvelenata e, in caso di fallimento, Claudio offrirà ad Amleto vino avvelenato.
Amleto, in cammino verso il porto per imbarcarsi per l'Inghilterra, incontra le truppe di Fortebraccio dirette in Polonia. Orazio riceve una lettera da Amleto, che racconta di essere stato attaccato da pirati e di essere riuscito a negoziare il suo ritorno. I due amici si riuniscono.
Due becchini discutono della morte di Ofelia mentre scavano la sua fossa. Amleto, accompagnato da Orazio, scherza con uno dei becchini e raccoglie il teschio di Yorick, il giullare di corte della sua infanzia, riflettendo sulla caducità della vita. Il corteo funebre di Ofelia arriva, guidato da Laerte. Amleto si rivela, proclama il suo amore per Ofelia e si scontra con Laerte. Claudio sfrutta la situazione per proporre il duello tra i due.
Durante il duello, Amleto ha la meglio. Laerte, pentito, rivela il piano avvelenato e muore. La regina, bevendo accidentalmente il vino avvelenato destinato ad Amleto, soccombe. Amleto, ferito mortalmente, uccide Claudio e, prima di morire, nomina Fortebraccio suo successore.
Amleto: trama e analisi dell'opera
Il Significato Profondo di Amleto
Amleto trascende la semplice narrazione di una vendetta. La tragedia esplora temi universali come la mortalità, il tradimento, la corruzione, la sessualità, la follia e la complessità della condizione umana. Il tormento interiore di Amleto, la sua introspezione filosofica e la sua lotta contro un mondo corrotto lo rendono una figura tragica profondamente moderna.
La famosa frase "Il tempo è fuori di sesto!" cattura perfettamente il senso di disillusione e spaesamento che pervade l'opera. Amleto è un uomo costretto ad agire in un mondo che non comprende appieno, combattuto tra il desiderio di giustizia e la paura delle conseguenze, tra la ragione e l'irrazionalità.
La figura di Amleto, con la sua intellettualità, la sua malinconia e la sua apparente indecisione, ha affascinato generazioni di lettori e spettatori, stimolando infinite interpretazioni e dibattiti sul suo vero significato e sulla sua psicologia complessa.

