Il settore dei matrimoni, con banchetti e ricevimenti, è finalmente pronto a ripartire. Dopo un anno di rinvii, finalmente è scattato il semaforo verde per la ripartenza dei matrimoni. Il momento tanto atteso è arrivato! Finalmente dal 15 giugno, c’è la ripartenza dei matrimoni. È ufficiale: c’è il protocollo con “Linee guida per i matrimoni 2021”. Le misure, al momento, sono pensate per tutte le regioni italiane. Il protocollo per i ricevimenti dopo i matrimoni e tutte le altre funzioni civili e religiose (comprese prime comunioni e cresime) è finalmente stato validato. Il protocollo, come vi dicevo, è in corso d’approvazione manca soltanto una data certa d’inizio che, ci auguriamo, possa arrivare a giorni. La Puglia, inconfutabilmente terra vocata ai ricevimenti dei matrimoni nazionali ed internazionali, settore diventato industria per dimensioni di fatturato, ha dimostrato di essere capofila nel proporre le migliori soluzioni per una pronta ripartenza.

Il Green Pass Obbligatorio per Partecipare
A prescindere da queste il punto fisso, già inserito nel decreto appena entrato in vigore, sarà l’obbligo per tutti i partecipanti al banchetto di esibire la certificazione verde. Ovvero di poter dimostrare uno dei tre requisiti alternativi necessari per ottenere il green pass: aver completato il ciclo vaccinale (ma è allo studio la possibilità di assegnare documento già dopo la prima dose), essere guariti dalla Covid 19 oppure essersi sottoposti, con esito negativo, ad un tampone molecolare o antigenico. Quello del wedding in pratica, sarà il primo settore che sperimenterà il pass, oggi utile solo per spostarsi tra regioni italiane di colore diverso. Dovrete informare la struttura che dovrà mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni. Oltre che riorganizzare gli spazi per garantire l’accesso alla sede dell’evento in modo ordinato. Evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di distanza tra gli ospiti. Come per il tetto agli invitati, l’obbligo del Covid pass ha reso superflua la raccolta della documentazione nella fase di pianificazione/preparazione dell’evento. E quindi dell’ingresso degli ospiti. Successivamente alla cerimonia occorrerà comunque mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni. Così come resta l’obbligo, per gli ospiti, di misurazione della temperatura corporea. Accesso vietato nel caso in cui dovesse risultare superiore a 37,5 °C.
Cos'è il Covid Pass?
Ma cos’è il Covid pass? È la documentazione necessaria per partecipare all’evento. Vale a dire il certificato che attesta di essere stati vaccinati almeno con la prima dose ma oltre i 15 giorni precedenti o con la doppia dose. Oppure di essere guariti, oppure di aver effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti. Dovranno averlo tutti gli invitati, sposi compresi. Basterà l’autocertificazione che attesti di essere in possesso del certificato verde.
Misure di Sicurezza e Distanziamento
Il settore del wedding insieme per la ripartenza lancia un appello condiviso chiedendo misure chiare e linee guida per poter tornare a lavorare in sicurezza: è stato presentato in conferenza stampa online - a cui hanno partecipato anche alcuni politici bergamaschi - il Manifesto del wedding con il decalogo delle proposte avanzate dagli operatori bergamaschi: un documento nel quale vengono messe in evidenza tutte le richieste del settore da sottoporre al mondo politico. La lista degli invitati dovrà essere conservata per almeno 14 giorni così da tracciare facilmente le persone che sono venute a contatto con eventuali contagiati. Dovrà essere garantito l’accesso alla location dell’evento in modo ordinato, per evitare assembramenti di persone e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di distanza tra gli ospiti. All’ingresso della struttura e in diverse aree dovranno essere collocati i dispenser con gel igienizzante per le mani. I tavoli dovranno essere disposti in modo tale da assicurare almeno 1 metro di distanza tra i commensali seduti a tavoli diversi in un ambiente chiuso. Ci deve essere almeno 1 metro di distanza anche tra i tavoli negli ambienti all’aperto, come giardini e terrazze. Gli ospiti dovranno indossare la mascherina negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni (qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro). Il personale di servizio a contatto con gli ospiti deve utilizzare la mascherina e deve procedere a una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti. Gli ospiti potranno non indossare la mascherina chirurgica nei casi di allontanamento dal proprio tavolo (recarsi in bagno, al bar, ecc.). A condizione di rispettare il distanziamento interpersonale di 1 metro nel caso di soggetti non conviventi. La festa è consentita anche al chiuso. Ma il protocollo raccomanda che lo svolgimento degli eventi sia, quando possibile, in aree all’aperto. Nel caso in cui debbano utilizzarsi ambienti chiusi va sempre garantito il ricambio d’aria. Occorrerà, quindi, mantenere aperte - a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano - porte, finestre e vetrate. Per favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria.

Distanziamento tra i Tavoli e Organizzazione degli Spazi
Per i tavoli adiacenti, considerando l’ingombro delle sedie, la distanza minima (tra i tavoli) deve essere di almeno 2 metri (0,5+0,5+1m). Considerando il passaggio degli addetti al servizio di somministrazione. Si consiglia, tuttavia, ove possibile garantire una distanza di 2,5 metri. I tavoli devono garantire il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro (i classici tavoli tondi da 8 persone delle sale ricevimento lo garantiscono). Fatta eccezione per i tavoli composti da persone che non siano soggette al distanziamento interpersonale in quanto conviventi, così come definito DPCM del 17.05.2020 (il gestore ha la facoltà di chiedere eventuale autodichiarazione). La distanza tra i tavoli è fondamentale per individuare il numero massimo di invitati, che dipenderà appunto dal numero di tavoli che si potranno organizzare tenendo conto della distanza prescritta. Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso alla sede dell’evento in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti.
Buffet e Servizio Alimentare
Il buffet classico, quello a self-service, non è consentito. È possibile, però, organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato. Escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per ospiti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie. La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti. Anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali. Dovranno essere altresì valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere, ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet. Salse, pane, cracker, grissini potranno essere somministrati ai singoli consumatori/clienti in monoporzione non confezionata. Ma servita direttamente con utilizzo di pinze (come di solito già si fa). Piatti, bicchieri, posate e simili saranno lavati in lavastoviglie a temperatura adeguata, concordemente alla normativa HACCP già in vigore. Ed è consigliabile l’uso di segnaposto e/o altro sistema equipollente. In modo da rendere stabili le postazioni ai tavoli.

Musica e Intrattenimento
I gruppi musicali dovranno distanziarsi dal pubblico di almeno 3 metri, qualora non provvisti di barriere antidroplets in prossimità del microfono. Dovranno indossare la mascherina chirurgica esclusivamente nel caso in cui debbano spostarsi nelle aree comuni interne (recarsi in bagno, al bar, ecc.). Particolare attenzione e/o idoneo presidio monouso dovrà essere impiegato nell’utilizzo del microfono, qualora non di uso strettamente personale. Sono consentiti spettacoli e/o esibizioni artistiche di qualsiasi natura purché possa sempre essere rispettata la distanza interpersonale di un metro. All’esterno si potrà ballare. Dentro il locale, invece, gli eventi con ballo in spazi interni andranno organizzati con tempistiche predefinite, garantendo una superficie pro capite pari a 2 metri quadri, potenziando il ricambio d’aria dei locali. Le pause danzanti, comunque, non potranno superare i 15 minuti.
Considerazioni Aggiuntive
I fotografi dovranno indossare la mascherina chirurgica qualora dovessero trovarsi a una distanza interpersonale inferiore a 1 metro dagli invitati (e dagli sposi). E organizzare il servizio fotografico in modo responsabile e prediligendo i criteri di prevenzione anzidetti, quali regole comuni per chiunque. Non si possono usare appendiabiti comuni. Il momento tanto atteso è arrivato! Finalmente dal 15 giugno, c’è la ripartenza dei matrimoni. Dopo un anno di rinvii, finalmente è scattato il semaforo verde per la ripartenza dei matrimoni. E dopo aver investito un anno in formazione e aggiornamenti noi wedding planner siamo pronti a ripartire con nuovo slancio e nuove norme. Il wedding planner è tenuto ad informare gli sposi e vigilare che le norme vengano rispettate. Ma non solo: alle regole del protocollo si aggiunge il green pass per gli invitati. Per il ricevimento placè, il limite delle 4 persone al massimo sedute al tavolo al momento resta in vigore sia in zona bianca che gialla, ma su richiesta delle Regioni potrebbe essere rivisto e tolto. Bisogna indossare la mascherina ogni volta che si alza. Il buffet all’americana può essere eventualmente consentito per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali. Da valutare l’uso di apposita segnaletica per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet. Rispetto al protocollo recepito dalla Conferenza delle Regioni è stato tolto l’obbligo del Covid manager ogni 50 invitati. Che comunque sarebbe stato individuato tra i dipendenti della sala ricevimenti. Non necessario il Covid manager. E anche per gli sposi vige l’obbligo di indossare la mascherina (chirurgica o superiore) negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni (qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro). La distribuzione delle bomboniere. Le feste dei matrimoni terminano, in genere, con la distribuzione delle bomboniere. Non sarà possibile, come avveniva in passato, prendere la bomboniera da un tavolo comune all’uscita del locale.

Il Futuro del Wedding: Incertezze e Richieste del Settore
Il settore delle cerimonie è tra i più colpiti dalla pandemia, con perdite di fatturato anche del 100%, e sicuramente è tra i meno ristorati e considerati dal dibattito politico e dalla stampa, nonostante siano moltissime le imprese che afferiscono a tutta la filiera. Oggi, insieme ai colleghi di Ascom, presentiamo alla politica e all’opinione pubblica il Manifesto del wedding per esprimere innanzitutto vicinanza agli imprenditori e nel contempo contribuire a iniettare un po’ di fiducia alle imprese provando a dimostrare che una ripresa può esserci e che una convivenza con il virus è possibile e la nostra storica fiera Bergamo Sposi, arrivata alla sua 23ª edizione, ne è la riprova. “Il settore wedding è stato completamente dimenticato - conferma Matteo Mongelli, presidente di Confcommercio Professioni Ascom Bergamo -. Nei vari Dpcm che si sono susseguiti si è fatto riferimento solo alle cerimonie religiose e laiche senza considerare però tutta la filiera degli eventi che ruota attorno a un matrimonio e che numericamente rappresenta solo a Bergamo e provincia più di 10.000 persone, per un giro di affari di milioni di fatturato. La richiesta è tanto scontata quanto importante: si richiede un protocollo per dare una strada ad un settore che naviga ormai nel buio da mesi. Rinnoviamo anche la nostra disponibilità ad essere parte attiva nella realizzazione di queste linee guida. “Grazie a 30 aziende che, con coraggio e determinazione, si metteranno in gioco su una piattaforma digitale quest’anno desideriamo offrire ai futuri sposi un’esperienza virtuale che però non rinuncia al contatto diretto con i protagonisti della filiera del wedding - dichiara Ornella Schenatti, organizzatrice della fiera Bergamo Sposi e amministratrice di Ecspo Srl - . Il 2020 è stato un anno fuori dall’ordinario dove abbiamo imparato che la condivisione è un valore fondamentale. Con questo manifesto, creato a più mani, proponiamo un decalogo di richieste concrete da sottoporre alla politica a sostegno di un settore duramente provato dallo stop forzato delle cerimonie. “Questo protocollo - ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - è importante per far ripartire e poter salvaguardare il settore pugliese dei matrimoni, che è uno dei più importanti in Italia, forse il più importante. Le nostre aziende sono state capaci di darci molti suggerimenti, di collaborare con il professor Lopalco e con noi, e di suggerirci questo protocollo. Lo abbiamo proposto alle altre regioni e al tavolo nazionale e quindi il protocollo pugliese è stato la bozza sulla quale si sta lavorando e credo sulla quale si chiuderà un accordo, perché il 15 giugno il decreto nazionale riapre alle celebrazioni, alle feste matrimoniali e simili. Noi adesso abbiamo i vaccini però, se dovessero esserci sorprese come una variante che non è sensibile al vaccino, è chiaro che dobbiamo stare in guardia e questa è una fase nella quale quindi la cautela e l'intelligenza di chi vuole fare economia non sta nel liberi tutti, perché un liberi tutti scriteriato rischierebbe di riportarci nuovamente indietro. Non dovrebbe accadere, però il nostro lavoro è prevedere anche l’improbabile. Quindi dobbiamo tener conto che nella fase di riapertura, e in particolare in questo tipo di procedura, ci possono essere delle problematiche da affrontare. “Sono orgoglioso del risultato raggiunto - ha dichiarato l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco - Il settore del wedding è un tema centrale, non solo come volano economico ma perché fa parte della nostra cultura. Il fatto che la Regione Puglia sia stata protagonista della definizione delle regole del protocollo è una cosa importante. Mi auguro che questi protocolli, che al momento sono quelli da rispettare, andando avanti nell’evoluzione e nel progredire della campagna vaccinale, possano portare anche in questo campo ad un ripristino della normalità, perché la normalità non è sposarsi con una mascherina, ballare per 15 minuti. Ma questo protocollo era fondamentale per far ripartire il settore. Per l’Assessore alla Cultura Massimo Bray: “Con la ripartenza al 15 giugno dell’attività per le sale ricevimenti, una categoria produttiva della filiera allargata del Turismo e della Cultura, le imprese pugliesi del settore potranno contare anche su un sostegno ed una spinta alla ripartenza, grazie a un intervento molto atteso e appena approvato dalla Regione: le nuove misure “Custodiamo il Turismo in Puglia 2.0” e “Custodiamo la Cultura in Puglia 2.0” con le quali sarà possibile accedere a contributi a fondo perduto anche per le micro, piccole e medie imprese che operano nel settore dei ricevimenti per le feste di nozze e per tutte le altre funzioni civili e religiose. L’obiettivo è quello di accompagnare le PMI pugliesi che si occupano di “arte del ricevimento” - dai fotografi, agli allestitori, catering e wedding planner, proprio in questo momento di ripartenza economica, sostenendole con una sovvenzione diretta, calcolata in percentuale (dal 45% fino al 65%) sulle perdite di fatturato/corrispettivi registrate nel 2020-2021 (da settembre a gennaio) rispetto al corrispondente periodo 2019-2020. E al più presto siamo convinti che la Puglia tornerà ad occupare quel posto di rilievo che aveva conquistato come una destinazione italiana scelta e ricercata da tutti coloro che vogliono sposarsi in un luogo veramente unico. Soddisfatto anche Michele Boccardi, presidente di Assoeventi Confindustria e coordinatore del comitato tecnico scientifico regionale del wedding: “Abbiamo scongiurato l’imposizione di un limite massimo e aprioristico di invitati per il comparto del wedding e delle cerimonie private. L’unico criterio che verrà seguito, per stabilire quanti ospiti potranno essere presenti, è il distanziamento ‘sociale’ di due metri fra i tavoli. Un’altra novità importante è che non ci sarà più bisogno della presenza di un covid manager durante gli eventi privati: abbiamo così evitato un ulteriore costo per le imprese. Quindi, una struttura più grande potrà ospitare più persone di una struttura più piccola. Sembra una cosa banale e lapalissiana, ma ci siamo dovuti battere per settimane per ottenere l’applicazione di questo semplice principio di buonsenso e non ci saremmo riusciti senza il costante impegno della ministra per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, che ringrazio a nome mio e del CTS Wedding Puglia. Ringrazio, inoltre, tutti i componenti del comitato tecnico scientifico in particolar modo il Prof. Lopalco, il Dott. Tantimonaco, il Dott. Balacco, il Dott. Ricci, il Dott. D’Oro, il Geom. Vitto e tutti i componenti delle Associazioni sindacali che hanno collaborato attivamente alla realizzazione della bozza di protocollo recepita integralmente dalla conferenza delle regioni e dal CTS Nazionale. Ringrazio il Presidente Emiliano per avermi dato l’onore e l’onere di coordinare il comitato del wedding in questo drammatico periodo. “Sin da gennaio le maggiori confederazioni (Confcommercio e Assoeventi Confindustria) accompagnate da altre associazioni sorte a seguito della crisi pandemica (Movimento Impresa, PWPA), si sono unite per lavorare a quella bozza di protocollo avallata dal Prof. Lopalco, portata alla conferenza stato/regioni e recepita dal CTS nazionale. Confcommercio Puglia ha sin dall’inizio creduto nell’importanza che il green pass ha e di quanto questo strumento avrebbe determinato quella tanto auspicta data per la ripartenza di un settore che vive sul sottile fattore psicologico delle coppie di futuri sposi. La voglia di festeggiare il “giorno più bello” negli ultimi 15 mesi, è stato messo a dura prova tanto dalla terribile pandemia quanto dall’incertezza determinata dall’assenza di regole precise “d’ingaggio” . Dai matrimoni nascono nuove famiglie. Basta questa riflessione per comprendere quanti settori, come quello dell’ediliza, dell’arredamento ad esempio, sono indirettamente coinvolti.

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