Menu Chiudi

Pedro, con juicio: la figura del cocchiere nei "Promessi Sposi" e le sue implicazioni filosofiche

Nel celebre romanzo "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, un personaggio secondario ma memorabile è Pedro, il cocchiere che accompagna il Gran Cancelliere Ferrer durante un momento di grande tumulto popolare a Milano. La frase "Pedro con juicio dice Ferrer nei Promessi Sposi" fa riferimento a un preciso momento narrativo e, più ampiamente, a una riflessione sulla leadership e sulla responsabilità.

G.B. Galizzi, nel capitolo XIII, presenta Pedro come il cocchiere che guida la carrozza con cui Ferrer, gran cancelliere spagnolo, giunge alla casa del vicario di Provvisione per sottrarlo alla folla che intende linciarlo. Pedro è descritto come uno dei più felici bozzetti comici del romanzo e risulta una sorta di "doppio" parodico del suo padrone. Si mostra pieno di ossequio e di rispetto per la folla quando questa è vicina e minacciosa, salvo poi diventare molto meno cerimonioso quando la carrozza è al sicuro e protetta dai soldati. Questo atteggiamento, sebbene a un livello più "alto", è osservato anche in Ferrer stesso.

Carrozza del XVII secolo

La frase "Vai avanti, Pedro, con giudizio, se puoi" pronunciata da Ferrer, sottolinea la precarietà della situazione e l'importanza della prudenza, anche da parte di chi è al comando. Questo passo tratto da "I Promessi Sposi" si svolge in carrozza, un mezzo di trasporto che diviene metafora di un viaggio, di un percorso che richiede guida e discernimento.

La metafora della carrozza di Gurdjieff

La figura di Pedro e la scena della carrozza trovano un'eco filosofica profonda nella metafora della carrozza sviluppata da Georges Ivanovič Gurdjieff, un filosofo, scrittore e studioso della spiritualità di origine greco-armena. Gurdjieff sostiene che il nostro corpo, il nostro benessere fisico, è fondamentale quanto la perfetta manutenzione della carrozza. Tentare qualsiasi attività, iniziare progetti o lanciarsi a capofitto in un'impresa è difficile e pericoloso se le nostre condizioni fisiche non lo permettono.

Tuttavia, la carrozza da sola è poco utile. È necessario qualcuno che la governi: il cocchiere, che Gurdjieff identifica con il cervello. Ma il solo pensiero non è sufficiente. Sono indispensabili le emozioni, i nostri cavalli, che ci forniscono le energie e la spinta vitale per muoverci. L'elemento più importante della metafora è il passeggero, colui che fornisce al cocchiere le indicazioni su dove e come muoversi, il Gran Cancelliere, colui a favore del quale la carrozza si sta muovendo.

Schema della metafora della carrozza di Gurdjieff

Leadership e responsabilità: Ferrer e il Vicario

Nel contesto del romanzo, la vicenda si concentra sull'assalto della folla inferocita alla casa del vicario di Provvisione, accusato a torto di essere responsabile della carestia e dell'aumento del prezzo del pane. Il vicario, temendo per la propria vita, si nasconde mentre i rivoltosi tentano di scardinare la porta.

Renzo, protagonista della vicenda, si trova nel pieno del tumulto e, contrariamente a molti, si oppone all'idea di una giustizia sommaria, rischiando a sua volta di essere linciato. In questo momento di caos, appare Antonio Ferrer, il Gran Cancelliere, che interviene per salvare il vicario. La sua apparizione crea una divisione nella folla: alcuni lo acclamano come colui che ha messo il pane a buon mercato, altri lo osteggiano.

Ferrer, con la sua carrozza, si fa strada tra la folla, promettendo di arrestare il vicario e di abbassare il prezzo del pane. Manzoni sottolinea come le promesse di Ferrer, pur accattivanti, non verranno mantenute. Il cancelliere riesce a portare in salvo il vicario, ma il suo intervento è un esempio di come la leadership possa utilizzare la manipolazione per placare gli animi e ottenere il proprio scopo.

Ferrer, pur mostrando un atteggiamento umile e ridente verso la folla, usa gesti e parole per calmare gli animi e ottenere ciò che vuole. La sua capacità di gestire la situazione, anche attraverso l'inganno, evidenzia la complessità della leadership e la sottile linea tra la saggezza e la manipolazione.

Illustrazione del capitolo XIII de

Pedro: un personaggio comico con una morale

Pedro, il cocchiere di Ferrer, contribuisce alla scena con il suo atteggiamento quasi caricaturale. La sua deferenza verso la folla quando è minacciosa, che si trasforma in un tono più burbero una volta al sicuro, lo rende una figura comica e, al contempo, un riflesso delle dinamiche di potere. La sua breve comparsa è un intermezzo comico in un contesto serissimo, ma non privo di significato.

La sua esortazione a Pedro, "con giudizio, se puoi", sebbene detta in un momento di tensione, racchiude un insegnamento universale. Essere capi non significa solo dare ordini, ma avere la responsabilità di guidare, di prendere decisioni ponderate, soprattutto quando queste ricadono su altri. Le scelte avventate possono avere ripercussioni sull'intero tessuto sociale.

Quando le decisioni coinvolgono solo la nostra vita, possiamo permetterci maggiore audacia, ma quando riguardano gli altri, è necessaria un'analisi ancora più attenta. La figura di Pedro, il cocchiere, ci ricorda che anche chi occupa una posizione apparentemente subordinata può svolgere un ruolo cruciale nel guidare il percorso, e che la saggezza, il "giudizio", è una qualità essenziale per tutti, indipendentemente dal ruolo ricoperto.

LA CARROZZA DI GURDJIEFF - L' Allegoria del Risveglio

La vicenda di Pedro e Ferrer nei "Promessi Sposi" ci offre quindi spunti di riflessione non solo sul romanzo stesso, ma anche su temi universali legati alla leadership, alla responsabilità, alla gestione delle folle e all'importanza del giudizio nelle decisioni, che siano esse individuali o collettive.

Milano nel XVII secolo

tags: #pedro #con #juicio #dice #ferrer #nei

Post popolari: