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Santo Stefano d'Aveto: Storia, Geografia e Tradizioni di un Borgo Appenninico

L'insediamento del comune di Santo Stefano d'Aveto probabilmente risale all'epoca preistorica e divenne ben presto centro importante della val d'Aveto, soprattutto per la favorevole posizione geografica, confine tra diverse culture locali, in primis la civiltà dei Liguri.

Secondo alcune fonti storiche, proprio alle pendici del monte Penna si svolse una delle ultime battaglie dell'Impero romano per la dominazione sui Liguri. Fin dall'epoca longobarda la zona era sotto il dominio dei monaci dell'Ordine di San Colombano dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, che fondarono anche il monastero di Torrio.

Nel XII secolo, più precisamente nel 1164, il feudo di Santo Stefano e l'intera valle furono ceduti alla famiglia Malaspina da Federico Barbarossa tramite un diploma imperiale. Quest'ultimi dotarono il villaggio e il territorio circostante di numerose fortificazioni e castelli, tra cui l'ancora presente castello malaspiniano presso il paese.

Successivamente, nel 1495, i conti di Lavagna, i Fieschi, già presenti nelle altre valli adiacenti, comprarono il feudo dagli stessi Malaspina e tale vendita a Gianluigi Fieschi fu confermata dall'imperatore Massimiliano I prima e da Carlo V poi.

Nel 1547, a seguito della celebre e storica Congiura dei Fieschi, contro la famiglia genovese Doria, il territorio fu assoggettato a quest'ultimi, nella persona dello stesso ammiraglio Andrea Doria, e inglobato quindi nei territori della Repubblica di Genova.

La proprietà del feudo santostefanino passò dal 1649 alla discendenza dei Doria Pamphilj. La nuova dominazione della famiglia Doria causò nel tempo malcontento tra la popolazione locale, a causa dei continui soprusi e malgoverno del feudo, che scatenò una vera e propria insurrezione popolare nel 1796 conclusa con l'uccisione dei padroni del locale castello; i Doria mantennero comunque la signoria santostefanina fino al 1797.

Da tale anno, con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte, rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798, con i nuovi ordinamenti francesi, Santo Stefano d'Aveto rientrò nell'XI cantone, come capoluogo, della Giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 centro principale del V cantone dell'Aveto nella Giurisdizione dell'Entella.

Nel 1803 le furono aggregate le municipalità di Amborzasco e Magnasco, queste ultime istituite e rese autonome nel 1797 con decreto dell'arcitesoriere dell'impero francese e nel 1804 i comuni di Allegrezze, Alpepiana e Pievetta, anch'essi costituiti nel 1797. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, venne inserito nel Dipartimento degli Appennini. Nel 1805 la frazione di Cabanne venne ceduta al comune di Santo Stefano d'Aveto dalla municipalità di Rezzoaglio.

Con l'inserimento nel Regno di Sardegna dal 1815, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, la municipalità di Rezzoaglio venne soppressa e quindi aggregata a Santo Stefano d'Aveto, pur conservandone l'ufficio locale di stato civile fino al 1876.

Mappa di Santo Stefano d'Aveto e dintorni

Dati Demografici e Geografici

Il comune di Santo Stefano d'Aveto conta 1143 abitanti (al 31/12/2014) distribuiti in 653 famiglie. I suoi abitanti sono denominati Santostefanesi. La festa patronale si celebra il 12 dicembre in onore della Madonna di Guadalupe, mentre il mercato settimanale si tiene il mercoledì mattina nei mesi di luglio e agosto.

Dal punto di vista geografico, il comune si estende su una superficie di 55,26 km². L'altitudine media è di 1012 metri s.l.m., con un'altitudine minima di 620 metri e una massima di 1799 metri, collocandosi nella zona altimetrica ISTAT.

Panorama di Santo Stefano d'Aveto con le montagne circostanti

Le Frazioni di Santo Stefano d'Aveto

Il territorio comunale comprende diverse frazioni, ognuna con le proprie peculiarità storiche e culturali:

Allegrezze

Allegrezze, con circa venti abitanti, si incontra poco prima di arrivare a Santo Stefano d'Aveto provenendo da Genova o dalla Riviera Ligure. La frazione vanta la Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al XIII secolo, eretta parrocchia nel X secolo. All'interno, spicca un affresco raffigurante il Battesimo di Gesù. Vicino alla chiesa si trovano due sequoie giganti, piantate a fine '800, di cui uno è inserito nel registro regionale degli alberi monumentali. Ad Allegrezze operano due aziende agricole: "I Mooretti", dedita all'allevamento e alla produzione di formaggi, e "Rio dei mulini", specializzata in coltivazioni.

La frazione ha dato i natali ad Albino Badinelli, carabiniere insignito della Medaglia d'Oro al Merito Civile per il suo gesto eroico nel 1944.

Alpicella

Alpicella, con circa 63 abitanti, è situata al centro di un piccolo altipiano. L'insediamento risale probabilmente all'epoca preistorica. La Chiesa di San Michele, edificata intorno al 1200 dai frati benedettini, conserva un affresco del Battesimo di Gesù. Di particolare interesse è il Mulino F.lli De Vincenzi, attivo fino al 1990. L'organizzazione no-profit "Alpicella c'è" promuove eventi e sagre.

Nel paese operano tre aziende agricole: "Sapori Antichi", "Az. Agricola Squeri" e Balicco Osvaldo, noto per la coltivazione di patate, ortaggi e funghi.

Amborzasco

Amborzasco è la frazione più grande del comune, con 74 abitanti, situata ai piedi del Monte Aiona. Il paese è caratterizzato da antiche case in pietra unite da archi. La Chiesa dei S.S. Angeli Custodi, risalente al 1702, è riccamente decorata. Salendo verso il Monte Aiona si incontra una cappelletta panoramica.

È presente il Mulino di Bacin o dei Mercanti, attivo fino ai primi anni '70. La Proloco di Amborzasco organizza la festa patronale e sagre, tra cui la sagra itinerante.

Ascona

Ascona, con 14 abitanti residenti ma che si animano in estate, si trova alle pendici del monte di Mezzo. Le prime notizie risalgono all'VIII secolo. Fino agli inizi del XVII secolo, Ascona faceva parte del marchesato di Gambaro e dal 1687 del Ducato di Parma e Piacenza. Nel paese era presente una caserma doganale fino al 1860.

Nel 1719 gli abitanti eressero un proprio oratorio dedicato a San Bernardo da Mentone, costituendo una propria parrocchia. Nel 1822 il paese venne ceduto al Regno di Sardegna e nel 1823 iniziarono i lavori per l'attuale chiesa parrocchiale, unica nella valle per la sua pianta a croce greca.

Santo Stefano d'Aveto - 15 aprile 2025

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