L'ingresso della sposa in chiesa rappresenta l'inizio “ufficiale” della cerimonia e per questo deve essere ben pianificato. La marcia nuziale è il brano musicale che fa da sottofondo alla cerimonia di nozze, risuona tra le pareti della chiesa per accompagnare la sposa lungo la navata, sottobraccio al padre, fino allo sposo. L’ingresso in Chiesa è uno dei momenti più emozionanti dell’intera giornata, dà il via all’intera cerimonia e per questo ed altri motivi, la scelta della melodia che renderà questo momento unico è altrettanto importante. La musica riprodotta, invece, soffre il terribile on/off dello stereo, forse la cosa più brutta che si possa sentire. Facci caso di quante volte la marcia nuziale inizia proprio mentre la sposa è all’ingresso della corsia o ha già mosso i primi passi.
Il rito religioso cattolico in Italia segue tradizioni e rituali precisi, che hanno concesso qualcosa alla modernità, ma senza esagerare. Per chi si sposa con rito cattolico, la scelta del luogo dove si svolgerà la cerimonia è fondamentale per tanti motivi speciali. Sebbene molte chiese siano già meravigliose di per sé, per non parlare della sposa stessa e degli allestimenti floreali, ci sono tanti accorgimenti da prendere per fare in modo che la camminata della sposa lungo la navata sia trionfale (e non solo). Sebbene i dati ufficiali parlino di un netto superamento delle cerimonie civili su quelle religiose, le coppie che scelgono di sposarsi in chiesa sono ancora tante.
Visto che esistono diverse varianti persino all’interno della tradizione cattolica, una buona regola è parlare con il prete e fare delle prove prima delle nozze. Ad esempio, sapete qual è l’ordine giusto per il corteo nuziale, ovvero l’entrata di sposi e ospiti in chiesa? Spesso gli sposi hanno dubbi sul Corteo Nuziale, anche perché negli ultimi anni è stato influenzato dalle tradizioni di altri Paesi, che sempre più stanno entrando a far parte delle nostre, affiancandosi alle più antiche regole del Galateo.
L'ordine di ingresso alla cerimonia è un aspetto importante del corteo nuziale. Se in Italia non è più la formula maggiormente diffusa, lo è invece in America e in Inghilterra. Una volta che la sposa è arrivata, tutti gli invitati e i testimoni devono entrare e prendere posto, dopodiché entreranno gli sposi. Prima lui, accompagnato per tradizione dalla mamma, che può essere sostituita da un’altra persona cara se la mamma non c’è più o non è in grado di percorrere la navata, e infine la sposa accompagnata per tradizione dal suo papà. Vale per il papà la stessa considerazione fatta per la mamma dello sposo. L’unico personaggio che può entrare dopo la sposa, che solitamente chiude il corteo, è la damigella che regge il lunghissimo strascico, come Pippa Middleton al matrimonio regale di Kate con il principe William.
Poiché nel matrimonio italiano esistono però anche i testimoni, la sposa dovrà decidere se le sue damigelle dovranno essere anche testimoni, nel qual caso una volta terminato il corteo si accomoderanno a sinistra della sposa nelle sedute riservate a loro, oppure se vorrà differenziare i ruoli avendo testimoni differenti già sistemati al loro posto. Il mio consiglio, specialmente se vi sposate in chiesa, è di non trasformare il corteo in uno spettacolo e di non togliere solennità al momento.
Il Significato del Posizionamento della Sposa
Non è quindi un caso che la fidanzata, non ancora moglie, entri e si posizioni a sinistra, anzi! Il rito cambia tutto, durante quel rito è successa una cosa importante. La Sposa è diventata moglie e il suo ruolo nella vita di suo marito è totalmente nuovo. Ora è la persona più importante della sua vita. Tu dopo il matrimonio sarai la persona più importante nella vita di tuo marito, e da quel momento in poi dovrai rimanere sempre alla sua destra. Non solo uscendo dalla chiesa, ma anche camminando per strada, seduta al tavolo, al taglio della torta. Non è bello? Io amo tantissimo questo racconto perché dà un senso profondo ad una cosa che molti ritengono semplicemente un dettaglio da ricordare a memoria. E spesso viene anche sbagliato da chi lo dovrebbe conoscere bene.
Infine, arriva il momento dell’ingresso della sposa al braccio di suo padre, che sta alla sua destra. Insieme percorrono lentamente la navata, ma con decisione, guardando in avanti verso l’altare e non gli ospiti (meglio non salutare e non distrarsi); la sposa tiene il bouquet nella mano sinistra. Una volta arrivati, il padre alza il velo della sposa, la bacia sulla fronte e stringe la mano dello sposo, che a sua volta bacia la sposa sulla guancia. Secondo il galateo, amici e parenti della sposa dovrebbero stare a sinistra, mentre quelli dello sposo a destra.
La tradizione che sia il padre ad accompagnare la sposa nasce infatti secoli fa, quando i matrimoni erano visti come opportunità strategiche per stringere alleanze e accordi. Il padre, di fatto, accompagnava la figlia e la “consegnava” al futuro marito per suggellare un patto. Ciò non toglie che con il tempo la tradizione si sia trasformata in un gesto dolce, in cui un papà affida la figlia all’amore del genero.
Chiunque si sposi in contesti civili, che sia in comune o in una villa autorizzata, può personalizzare la cerimonia come preferisce. Tuttavia, se il sacerdote è d’accordo, è possibile fare qualche piccolo cambiamento all’ingresso della sposa in chiesa. Ad esempio, in mancanza del padre potrebbe scegliere di essere accompagnata da un fratello o da un figlio, oppure entrare da sola.

La Scelta Musicale per l'Ingresso della Sposa
Il matrimonio in chiesa richiede un accompagnamento musicale solenne, in linea con un luogo sacra. Sono acconsentite le esibizioni di strumentisti, cantanti e di un coro, ma la musica deve essere concordata con il sacerdote. Ciò detto, il sottofondo musicale per l’ingresso della sposa in chiesa deve essere solenne e gioioso.
La marcia nuziale è il brano che crea l'atmosfera commovente e suggestiva per l'entrata della sposa in chiesa. Scopriamo i retroscena e la storia della marcia nuziale. L’ingresso in Chiesa è uno dei momenti più emozionanti dell’intera giornata, dà il via all’intera cerimonia e per questo ed altri motivi, la scelta della melodia che renderà questo momento unico è altrettanto importante. Ora facciamo un piccolo passo indietro e cerchiamo di capire da dove viene la tradizione di suonare la marcia nuziale e perché è rimasta una tradizione imprescindibile durante l’entrata in chiesa.
Probabilmente saprete già, essendo stati ospiti di un matrimonio, che ci sono varie marce nuziali, alcune principalmente scelte per l’entrata della sposa e altre più adatte ad accompagnare i due sposi verso l’uscita, quando già si sono uniti in matrimonio. Le origini della musica suonata nei matrimoni sono molto antiche. La tradizione racconta che la prima marcia nuziale fu voluta, per le proprie nozze, dalla principessa Victoria, figlia della regina Vittoria d’Inghilterra, nel 1858. Sembra che da quel momento in poi tutte le spose vollero farsi accompagnare da una dolce melodia per la loro entrata in chiesa.
Si dall’antichità lo strumento più utilizzato per le cerimonie religiose fu l’organo che solo o insieme ad altri strumenti tipo violino, sassofono o clarinetto scandiva le note della melodia scelta per la cerimonia. Con il perdurare della tradizione e potendo contare su musiche straordinarie che vari compositori scrissero nel tempo, il ventaglio di marce nuziali crebbe negli anni, fino a diventare un archivio ricco di melodie con cui gli sposi oggi giorno possono deliziarsi.

Marce Nuziali Celebri
- "Coro nuziale" (Ecco la sposa) di Richard Wagner: Scritto nel 1848, è una melodia sontuosa sin dall’antichità scelta per essere suonata nei matrimoni. Nei paesi anglosassoni, questa composizione viene solitamente suonata all’inizio del matrimonio, quando la sposa entra.
- Marcia Nuziale di Felix Mendelssohn: Meno classica e molto più festiva, questa marcia venne scritta per la commedia “Sogno di una notte di mezz’estate” di Shakespeare e divenne popolare dopo essere stata suonata alle nozze della figlia della regina Vittoria del Regno Unito. Nei paesi anglosassoni questa marcia viene scelta piuttosto per l’uscita dalla chiesa dei due sposi novelli.
- Marcia di Pachelbel: Una delle marce nuziali più commoventi ed eleganti, dalle prime note crea un’atmosfera imperiale e coinvolgente. Viene in genere scelta da spose molto romantiche. Composta nel 1860 durante il periodo barocco, può essere una bella alternativa alla classica marcia nuziale.
- Marcia di Elgar ("Pomp and Circumstance"): Meno utilizzata in Italia ma molto gettonata nei paesi anglosassoni, fa parte di una raccolta di sei marce composte a Londra nel 1901. Negli Stati Uniti viene solitamente suonata nei college o nei licei per il ritiro dei diplomi. In Inghilterra è una canzone patriottica cantata.
Abbiamo detto che laddove è concesso, non ci sono vincoli per ciò che riguarda ingresso ed uscita e non ci sono vincoli neanche per la parte finale della cerimonia. Sappiate che gli sposi, in entrata e in uscita dalla chiesa, possono scegliere un brano a piacere, perché entrata ed uscita non sono momenti cosiddetti liturgici. Tenete ben a mente che ogni parroco ha le sue direttive specifiche: non pensate che tutto sia sempre possibile!
Gli sposi che scelgono di sposarsi con rito civile o simbolico sono meno vincolati alla scelta di una marcia nuziale canonica, spesso infatti per l’entrata e l’uscita dalla chiesa vengono scelti brani che rappresentano qualcosa di speciale per gli sposi, artisti particolarmente cari a lei o a lui o musiche classiche di sottofondo suonate da quartetti. Anche la scelta degli strumenti è più libera, non si è più vincolati all’organo ma si spazia nella scelta prediligendo chitarra, archi, fiati. Nella playlist degli artisti da scegliere per l’entrata della sposa ci sono artisti che spesso si ripetono, The Beatles, Ed Sheeran, Ludovico Einaudi, musicisti che hanno creato melodie perfette per queste occasioni e che parlano di amori bellissimi.
Come scegliere la musica per il proprio matrimonio
Per un rito civile preferite i brani più confacenti agli strumenti scelti durante il rito e allo stile della cerimonia. Abbiamo ascoltato Enya in esecuzione con l’Arpa Celtica, o ancora colonne sonore famose da C’era una volta in America a Nuovo cinema Paradiso oppure brani che hanno segnato la vita della coppia. Prima ancora di scegliere il repertorio in un rito civile andrebbe stabilito il testo - personalizzato - di tutta la cerimonia e si andrà a scegliere il numero dei brani ed i momenti in cui suonarli.
Dall’ organo a canne, in dotazione nelle chiese più importanti, alle semplici tastiere, dalle chitarre acustiche all’arpa e al quartetto di archi, non esistono particolari vincoli all’uso di strumenti durante il rito. Si tratta di un momento memorabile dove più che lo strumento, è fondamentale che il brano scelto venga eseguito nel migliore dei modi, al fine di regalare le giuste emozioni. Il luogo ci dice molto, per esempio una cattedrale o il duomo richiedono l’uso dell’organo a canne, ed il repertorio sarà senz’altro più classico con voce soprano o tenore. Un coro parrocchiale, laddove previsto, non dà invece spazio ad altre scelte, gli strumenti in questo caso saranno l’organo e la chitarra mentre il repertorio è senza dubbio più moderno. Duo, trio, quanti strumenti sono consigliati? La risposta sta nel vostro gusto e questo vale anche per la scelta di una voce, femminile o maschile.

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