Menu Chiudi

Renato d'Angiò: Il Re Umanista e Mecenate

Renato di Valois-Angiò, noto come Renato I di Napoli e soprannominato "il Buono", fu una figura complessa e affascinante del XV secolo. Duca d'Angiò, Conte di Provenza e di Forcalquier, Duca di Bar e Duca di Lorena, la sua vita fu segnata da successi e sconfitte, ma soprattutto da una profonda passione per le arti e la cultura.

Nato ad Angers il 16 gennaio 1409, Renato era il terzogenito del conte di Provenza e re titolare di Napoli, Luigi II d'Angiò, e di Iolanda di Aragona. La sua famiglia era legata a importanti casate reali, e fin da giovane fu coinvolto nelle dinamiche politiche del tempo.

L'Eredità del Regno di Napoli

Nel 1434, alla morte del fratello Luigi III, Renato ereditò i titoli e le pretese sul Regno di Napoli. Tuttavia, il suo regno fu breve e travagliato. Alfonso d'Aragona non accettò la nuova successione e invase il Regno di Napoli, dando inizio a un lungo conflitto. Nonostante il sostegno della Francia e dello Stato pontificio, Renato non riuscì a mantenere il potere stabile e nel 1442 dovette cedere la corona ad Alfonso, ritirandosi in Francia.

Mappa del Regno di Napoli nel XV secolo

Il Principe Umanista e Mecenate

Nonostante le difficoltà politiche, la figura di Renato continuò a brillare per la sua aura intellettuale. Soprannominato "il Buono", fu più un principe umanista e mecenate che un sovrano efficace. La sua sensibilità lo rese amatissimo dal popolo, anche dopo la sconfitta.

Nella sua corte provenzale, Renato ospitò pittori, poeti e umanisti, diventando un punto di riferimento per la cultura del tempo. Scrisse romanzi cavallereschi, come il "Libro del Cuor d'Amore e d'Onore", e si occupò di filosofia e di arte. La sua passione per le arti si rifletteva nella sua vita: prediligeva diletti culturali - passeggiate, banchetti conviviali e giostre - alle guerre, guadagnandosi l'appellativo "Buon Re René".

Corte di Renato d'Angiò con artisti e intellettuali

Renato non si limitò al regno; era un raffinato letterato e mecenate. I cronisti lo descrivono come re "dolce d'animo". A causa della sua fama come pittore dilettante, gli furono attribuiti molti dipinti in Angiò e in Provenza, spesso realizzati sotto il suo patronato e la sua direzione. Si può dire che formò una scuola d'arte in scultura, pittura, oreficeria e arazzi.

Tra gli altri letterati che frequentavano la sua corte ci fu Antoine de la Sale, tutore di suo figlio. Renato incoraggiò la rappresentazione di drammi biblici e nel 1462, durante la rappresentazione del mistero della Passione a Saumur, scontò quattro anni di tasse alla città. La rappresentazione della Passione ad Angers fu eseguita con la sua sponsorizzazione. Scambiò versi con il suo parente, il poeta Carlo di Valois-Orléans. Il migliore dei suoi poemi è "Regnault et Jeanneton", che rappresenta il suo corteggiamento di Jeanne de Laval.

Vita Familiare e Relazioni Politiche

Renato si sposò due volte. La prima moglie fu Isabella di Lorena, figlia di Carlo II di Lorena, dalla quale ebbe nove figli. Nel 1420, tramite il contratto di matrimonio, Renato ereditò il ducato di Bar e rivendicò il ducato di Lorena. La duchessa Isabella strinse una tregua con Antoine de Vaudémont, ma Renato rimase prigioniero dei borgognoni fino all'aprile del 1432. Il suo titolo di duca di Lorena fu confermato dall'imperatore Sigismondo nel 1434.

La sua seconda moglie fu Jeanne de Laval. Nonostante i Provenzali volessero mantenere il suo corpo nella loro regione, Jeanne de Laval dovette nasconderlo in un barile per portarlo via da Angers, dove fu sepolto nella cattedrale insieme alla sua prima moglie.

Ritratto di Renato d'Angiò

Renato partecipò ai negoziati con gli Inglesi a Tours nel 1444, consolidando la pace con il matrimonio della sua figlia più giovane, Margherita d'Angiò, con Enrico VI d'Inghilterra. Il matrimonio di Maria di Borbone con Giovanni II di Lorena, figlio primogenito di Renato, cementò la pace tra i due principi.

Renato godeva della fiducia di Carlo VII di Francia e fu associato alle sue operazioni militari contro gli Inglesi. Entrò con lui a Rouen nel novembre del 1449 e fu con lui anche a Formigny e Caen. Su invito di Carlo VII, Renato si recò nel 1450 nel Ducato di Milano per portare aiuto a Francesco Sforza.

Gli Ultimi Anni e l'Eredità

In età avanzata, le fortune di Renato e della sua casata declinarono. Suo erede, Giovanni II di Lorena, morì probabilmente avvelenato in Catalogna. Il nipote Nicola perì nel 1473, forse avvelenato dallo zio Luigi XI di Francia. La figlia Margherita d'Angiò venne sconfitta nella Guerra delle due rose, e il marito Enrico VI e il figlio Edoardo di Lancaster furono uccisi.

Renato si ritirò definitivamente in Provenza. Nel 1474 stese un testamento lasciando il Ducato di Bar al nipote Renato II di Lorena, e l'Angiò e la Provenza a un altro nipote, Carlo V d'Angiò. Luigi XI di Francia si impossessò dell'Angiò e di Bar.

Nel 1475, il duca di Borgogna invase la Lorena, ma fu sconfitto e ucciso nel 1477 dalle truppe di Renato II e degli Svizzeri nella battaglia di Nancy.

Renato morì il 10 luglio 1480 ad Aix-en-Provence, assistito da sua figlia Margherita. Le sue opere caritatevoli gli guadagnarono il soprannome di "il Buono". Nel 1464 aveva istituito l'Ordine della Luna Crescente, che non sopravvisse a Renato.

La storia di Vico Equense: da Carlo d'Angiò alle guerre romane

Renato d'Angiò è ricordato più per le sue qualità personali che per i risultati politici. Fu un principe umanista, un letterato appassionato e un generoso mecenate, lasciando un'impronta indelebile nella cultura del suo tempo.

tags: #luna #di #miele #del #re #renato

Post popolari: