L'organizzazione di un matrimonio è un evento complesso che coinvolge numerosi aspetti, tra cui la scelta del catering. Comprendere le implicazioni fiscali legate a questo servizio è fondamentale per una corretta pianificazione del budget. In Italia, l'IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) applicata ai servizi di catering per matrimoni può variare a seconda di diversi fattori.
La somministrazione di alimenti e bevande, ai fini IVA, rientra tra le prestazioni di servizi. Secondo quanto previsto dalla Tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/72, l'elemento preponderante per identificare un servizio di catering riguarda il fatto che devono esserci servizi diversi da quelli che solitamente accompagnano la commercializzazione dei beni. Tale attività deve essere inquadrata nella prestazione di servizi e quindi nella somministrazione di alimenti e bevande, in quanto possono essere previste più combinazioni di operazioni.
Al fine di individuare correttamente l’aliquota IVA applicabile, occorre far riferimento all’art. 3, co. 2, n° 4, del DPR n. 633/72 che qualifica la somministrazione di alimenti e bevande come prestazioni di servizi, dunque, riferendosi alla Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972. L'Agenzia delle Entrate, con il principio di diritto n. 9 del 22 febbraio 2019, che ha recepito una direttiva della Corte di Giustizia Europea, ha chiarito che la somministrazione di alimenti e bevande, caratterizzata dalla commistione di prestazioni di dare e prestazioni di fare, rientra tra le prestazioni di servizi ed è soggetta all'applicazione dell'aliquota IVA ridotta del 10%, come disposto dal n. 121) della Tabella A, Parte III allegata al D.P.R. n. 633 del 1972. In assenza di una definizione di “somministrazione di alimenti e bevande”, occorre fare riferimento all’art. 6 del Regolamento di esecuzione n. 2011/282/UE, che al par. 1 prevede che “i servizi di ristorazione e di catering consistono nella fornitura di cibi o bevande preparati o non preparati o di entrambi, destinati al consumo umano, accompagnata da servizi di supporto sufficienti a permetterne il consumo immediato. La fornitura di cibi o bevande o di entrambi costituisce solo una componente dell’insieme in cui i servizi prevalgono.
La Corte di Giustizia Europea già il 2 Maggio del 1996 evidenziava: se il consumo di alimenti e bevande avviene nel quadro di un servizio complessivo di ristorazione (composto da cottura, consegna materiale del cibo, predisposizione di infrastrutture per agevolare il consumo), prevale la prestazione di servizi sulla cessione di alimenti. Possono essere presenti persone fisiche, la cui attività professionale consiste nell’effettuare tali operazioni di ristorazione, che provvedono ad apparecchiare i tavoli, a consigliare il cliente, a fornirgli spiegazioni sulle vivande o sulle bevande proposte, a servire a tavola tali prodotti e, infine, a sparecchiare dopo il consumo.
Ad esempio, i servizi di buffet e i rinfreschi, aventi ad oggetto, a titolo esemplificativo, la fornitura di panini, piatti caldi e freddi, bibite, risultano soggetti ad aliquota agevolata del 10%.
IVA Catering Esterno vs. Catering Interno alla Location
La distinzione tra catering esterno e catering interno alla location è cruciale per determinare l'aliquota IVA corretta.
- Catering interno alla location (cucina in loco): Se la ristorazione è interna alla location e il catering si appoggia alle cucine della stessa, l'IVA applicata è del 10%. Questo avviene perché la location agisce come un ristorante, fornendo un servizio di somministrazione di alimenti e bevande.
- Catering esterno: Se il catering è esterno e non utilizza le cucine della location, la situazione può essere più complessa. In alcuni casi, se il catering esterno riceve una fattura dalla location e gestisce autonomamente il rapporto con il proprietario della villa, l'IVA potrebbe rimanere al 10%. Tuttavia, se il catering esterno fornisce solo il cibo e non altri servizi accessori, l'inquadramento potrebbe variare.
È importante notare che, in alcuni contesti, l'affitto della villa viene fatturato separatamente con un'IVA al 22%, mentre il servizio di catering associato ha un'IVA al 10%. Questa distinzione è spesso chiarita nei contratti.

Il Ruolo del "Banqueting" e Servizi Accessori
Il termine "catering", dall'inglese "to cater" (cioè ristorazione), riguarda tutte le attività legate alla fornitura di alimenti e bevande nell'ambito di grandi eventi. Il moderno servizio di catering fornito dal ristorante, con le annesse varianti relative alle modalità di preparazione, consegna, presentazione delle pietanze, composizione del menù e scelta delle bevande da abbinare ai cibi, prevede anche la messa a disposizione di stoviglie, posate, tavoli e personale di servizio. Dunque, trattasi in sostanza del cosiddetto “banqueting” (il derivato inglese banqueter indica il commensale, il banchettante) che comprende tutte le operazioni di presentazione e allestimento.
Alcuni servizi accessori possono influenzare la fatturazione. Ad esempio, se un catering non ha la pasticceria interna, potrebbe richiedere un costo extra per torte più elaborate. La torta nuziale è solitamente prevista in ogni menù. Inoltre, la scelta delle sedie (come la Thonet, la sedia parigina o la sedia Chiavarina) e l'allestimento dell'aperitivo di benvenuto (di solito servito a buffet dopo la cerimonia) sono parte integrante del servizio di banqueting.

IVA sulla Locazione della Location per Eventi
Per quanto riguarda la locazione della location stessa, la situazione fiscale può essere differente. In alcuni casi, le prestazioni di locazione di strutture per eventi, soprattutto se di breve durata e con servizi accessori limitati, possono essere soggette all'IVA al 22% in quanto prestazioni di servizi. Tuttavia, in altri contesti, la locazione di immobili a persone fisiche può essere considerata esente IVA ai sensi dell'art. 10 del Dpr 633/1972. È fondamentale verificare attentamente le condizioni contrattuali e le specifiche normative applicabili alla singola situazione.
Un esempio pratico è quello di una società che prende in locazione una struttura provvisoria e parte del parco di una villa per organizzare matrimoni ed eventi. Se la società dà la disponibilità dei locali e delle strutture del parco a terzi per l'organizzazione di eventi, fatturando direttamente, queste prestazioni possono essere inquadrate come imponibili con IVA al 22%. In questo scenario, è importante valutare se tali prestazioni debbano essere inquadrate come corrispettivi di locazione esenti ex articolo 10 del Dpr 633/1972, e se sia possibile optare per l'assoggettamento a IVA del corrispettivo in sede di contratto.
Consigli per la Scelta del Catering e Gestione IVA
Quando si sceglie un catering per il proprio matrimonio, è consigliabile:
- Richiedere preventivi dettagliati: Assicurarsi che i preventivi includano tutte le voci di spesa e l'indicazione chiara dell'aliquota IVA applicata.
- Verificare la fatturazione: Controllare se la fattura viene emessa dal catering o dalla location, e come questo influisce sull'IVA.
- Chiarire la natura del servizio: Comprendere se si tratta principalmente di somministrazione di cibo (IVA 10%) o di un servizio più ampio che include la locazione di spazi e attrezzature (possibile IVA 22% sulla componente di locazione).
- Chiedere chiarimenti in caso di dubbi: Non esitare a porre domande al fornitore o a consultare un professionista per comprendere appieno le implicazioni fiscali.
È importante ricordare che l'IVA, sebbene rappresenti un costo per il cliente finale, è un'imposta indiretta che viene versata allo Stato dal fornitore. Comprendere queste dinamiche aiuta a gestire al meglio il budget del matrimonio.
Un caffè prima del Sì - EP. 04 ST. 01 - Cosa c'è davvero dietro il catering di un matrimonio?

La somministrazione di alimenti e bevande, ai fini IVA, rientra tra le prestazioni di servizi (ex art. 3, co. 2, n. 4 del DPR n. 633/72). Secondo quanto previsto dalla Tabella A, parte III, allegata al DPR n. L'elemento preponderante per rientrare nei servizi di catering (somministrazione di alimenti e bevande) riguarda il fatto che devono esserci servizi diversi da quelli che solitamente accompagnano la commercializzazione dei beni. Tale attività deve essere inquadrata nella prestazione di servizi e quindi nella somministrazione di alimenti e bevande, in quanto possono essere previste più combinazioni di operazioni. Al fine di individuare correttamente l’aliquota IVA applicabile, occorre far riferimento all’art. 3, co. 2, n° 4, del DPR n. 633/72 che qualifica la somministrazione di alimenti e bevande come prestazioni di servizi, dunque, riferendosi alla Tabella A, parte III, allegata al DPR n. Ad esempio, i servizi di buffet e i rinfreschi, aventi ad oggetto, a titolo esemplificativo, al fornitura di panini, piatti caldi e freddi, bibite, risultano soggetti ad aliquota agevolata del 10%.
Se la ristorazione é interna, l'iva é al 10%. Se é un catering esterno che si appoggia alle cucine della location é al 22%. A me un catering me l'avrebbe lasciata al 10% perché, a sua volta, riceveva la fattura della location e se la vedeva, quindi, col proprietario della villa. Poi ho scelto altro...villa col suo staff di cucina interno e cosi ho iva solo al 10%. Sisi altre ragazze mi hanno detto che è al 10! Um ma non dovrebbe essere del 10 cm ristorante e bar? Un ristorante fornisce un servizio di catering in occasione di una cerimonia privata. Il catering, dall’inglese “to cater” cioè ristorazione, riguarda tutte le attività legate alla fornitura di alimenti e bevande nell’ambito di grandi eventi, come meeting, cerimonie, ecc. Il moderno servizio di catering fornito dal ristorante, con le annesse varianti relative alle modalità di preparazione, consegna, presentazione delle pietanze, composizione del menù e scelta delle bevande da abbinare ai cibi, prevede anche la messa a disposizione di stoviglie, posate, tavoli e personale di servizio, dunque trattasi in sostanza del cosiddetto “banqueting” (il derivato inglese banqueter indica il commensale, il banchettante) che comprende tutte le operazioni di presentazione e allestimento. N. B. Le sentenze del 2011 della Corte di Giustizia CE, sezione III, nr. Quanto esposto trova una conferma più risalente nella la risoluzione 107/E del 1998 fornita dall’Agenzia delle Entrate, in merito ai “piatti da asporto”, cioè quelli consumati al momento, rispetto ai quali l’Amministrazione finanziaria precisa che “stante la relativa natura composita (minestre, zuppe, paste alimentari cotte, con carne e senza carne, etc. ) l’aliquota IVA applicabile deve di volta in volta essere individuata a seconda delle componenti che costituiscono i pasti stessi e che qualificano la preparazione alimentare consentendo di individuarne la relativa classifica doganale e la eventuale corrispondente voce della Tabella A allegata al D. P. R. N. 633 del 1972.
Ragazze voi avete la conferma di quanto è l'IVA per l'affitto della villa? A me sembra il 22% .. Ciao ... scusate non sono italiana ma mi sposo in Italia ... la location mi chiede 500€+22% di iva però non so quanto é nemmeno cosa sia ... qualcuno può dirmi ? Ciao scusami x la domanda un po sciocca. Ma quando il catering e della villa(quindi senza la possibilità di un catering esterno) l iva e del10%? Si si è cosi: 22% per affitto location e 10% per catering. A noi non hanno detto niente dell'iva...penso dia compresa nel prezzo! 10% per.coloro.Che hanno cucina in loco.... 17 febbraio 2023Una società ha preso in locazione una struttura provvisoria (categoria C3) e parte del parco di una villa di un privato. In questa location vengono organizzati matrimoni ed eventi. La società dà la disponibilità dei locali e delle strutture del parco - quali piscine e servizi - a società e sposi per l'organizzazione di eventi e matrimoni. La società fattura direttamente alle società o agli sposi non occupandosi quasi mai direttamente del catering che viene di solito gestito dai clienti con operatori diversi. È corretto inquadrare queste prestazioni imponibili con Iva al 22% in quanto si tratta di prestazioni di servizi, tenendo presente che il periodo di disponiblità degli spazi è ridotto ad alcune ore della giornata e nelle stesso giorno possono esserci diversi eventi? Oppure le stesse devono essere inquadrate come corrispettivi di locazione esenti ex articolo 10 del Dpr 633/1972? In quest'ultimo caso è possibile, in sede di contratto con i clienti, optare per l'assoggettamento a Iva del corrispettivo?Quesito con risposta a cura diProcedi con la lettura del QuesitoLa lettura di Quesiti, anche nella modalità Free, è riservata agli iscritti al servizio dell'esperto risponde. La proprietaria della villa, al fine di farci risparmiare qualcosina, ci ha consigliato di appoggiarci a un paio di catering di sua fiducia in quanto in questo modo catering-villa possono giocare sul discorso iva al 10%. Ma guarda che ti stanno manipolando, l'iva al 4% viene applicata per beni di prima necessità, al 10% sui medicinali, lavori strutturali o cmq beni secondari e tutto il resto viene applicata l'iva al 22% perché considerato "bene di lusso" e nn essenziale. Te l'ho spiegata un po' spicciola ma è questo, mi sembra stranissimo già che ti dicano prezzo+iva, nn esiste, solo un possessore di partita iva ha questo tipo di pagamento perché, appunto scarica iva ecc....il cliente finale ha solo il prezzo compreso di Iva perché nn ha modo di scaricarsela, quindi irrilevante. (Sono commerciante) Di sicuro è un modo per giocare il prezzo. Anche noi la villa ha suggerito un paio di catering con cui sono soliti appoggiarsi ma abbiamo comunque stipulato due contratti distinti. Ciao e propio ieri siamo andati parlare per il catering e infatti anche a noi successo. Molto contenti del prezzo torniamo a casa e guardiamo che fianco c'è scritto la cifra + 22% di iva ammazza. Ti riporto quanto scritto nella loro offerta:La villa viene affittata in esclusiva ed ospita un solo evento al giorno.Il prezzo di affitto per l'uso in esclusiva della villa dal 1 maggio al 31 ottobre2016 (sale al piano terra e spazi esterni) per un giorno da lunedì a giovedì è di €..... per un venerdì o una domenica è di € ...... per un sabato è di €..... IVA esente ( non si applica alle persone fisiche) ai sensi dell'art. 10 DPR 633/72 e s.m.i. -servizio ristorazione escluso. Prova a chiedere come mai loro non applicano questa legge... No scusa a noi la villa non ha chiesto nulla di IVA! Sì. Se il catering è della villa (che, quindi, è come se fosse un ristorante), l'IVA è al 10% (come per i ristoranti). Ciao scusami. Quindi se il catering e della stessa location l iva e del 10%???? Ciao, anch'io ho pagato la villa con il catering per risparmiare sull'iva, in pratica l'importo della villa è stato distribuito in quota parte su ciascun invitato, però avevamo regolarmente firmato un contratto per l'affitto della villa in cui figurava anche l'importo da pagare. Poi come si sono sistemati tra di loro non ne ho idea. Si sì certo! L'IVA per i ristoranti è al 10%, come per il catering, e se il contratto lo fa solo il catering, è come se fosse un ristorante perché ti serve il cibo in un luogo "suo". Così l'IVA è il 10%. Funziona proprio come ti ha detto.lei! Lo avevano.proposto anche a noi! Un esempio? Se il catering scelto non ha la pasticceria interna, potrebbe chiederti un extra per le torte più elaborate. 2. La torta è sempre prevista in ogni menù. Quanti piani? Come è decorata? 3. 4. Quasi tutti i catering danno come sedia standard la thonet (se non sai di cosa sto parlando, clicca sul nome della sedia per vederla), che è la sedia più tradizionale possibile che si trova ai matrimoni. Alcuni catering o sale hanno anche sedie più preziose, come la sedia parigina o la sedia chiavarina. 5. L’aperitivo di benvenuto, di solito, è servito sempre a buffet dopo la cerimonia. 6. 7. Chiedi sempre di farti vedere un esempio, ma non ti aspettare che ti tolgano qualche euro dal costo totale del menù. Il noleggio delle sale riunioni che con vari nomi vanno dalla sala corsi alle più ampie e capienti sale convegni e congressi hanno come servizio accessorio il noleggio di attrezzature tecnologiche: videoproiettori, lavagne interattive, notebook. Il termine di catering identifica la fornitura di cibo e bevande pronte da essere consumate, si va da un veloce caffè accompagnato con della biscotteria o della pasticceria, alla pausa pranzo con finger food fino a piatti più elaborati. Vogliamo rispondere alla domanda: quale aliquota iva devo applicare al servizio di catering? Partiamo chiarendo cos’è l’iva, l’imposta sul valore aggiunto. L’iva è un’imposta indiretta, un tributo di prelievo coattivo fatto dallo Stato che grava sui consumi e sulla cessione di beni e servizi, voluta a livello comunitario e recepita nell’ordinamento italiano con il Dpr 633/1972. Sull’iva c’è l’obbligo di rivalsa, vuol dire l’obbligo da parte del fornitore di applicarla al suo cliente e di versarla successivamente allo Stato. Se quindi per il soggetto acquirente il servizio di catering l’iva pagata non è un costo è certamente un esborso monetario. Come specificato dal principio di diritto dell’Agenzia delle Entrate n. 9 del 22 febbraio 2019 che ha recepito una direttiva della Corta di Giustizia Europea, la distinzione si rende necessaria in quanto la somministrazione di alimenti e bevande, caratterizzata dalla commistione di prestazioni di dare e prestazioni di fare, rientra tra le prestazioni di servizi di cui all’art. 3, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972 ed è soggetta all’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 10%, come disposto dal n. 121) della Tabella A, Parte III allegata al D.P.R. n. 633 del 1972, mentre le cessioni di alimenti e bevande sono considerate cessioni di beni ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. n. In assenza di una definizione di “somministrazione di alimenti e bevande” occorre fare riferimento all’art. 6 del Regolamento di esecuzione n. 2011/282/UE, che al par. 1 prevede che “i servizi di ristorazione e di catering consistono nella fornitura di cibi o bevande preparati o non preparati o di entrambi, destinati al consumo umano, accompagnata da servizi di supporto sufficienti a permetterne il consumo immediato. La fornitura di cibi o bevande o di entrambi costituisce solo una componente dell’insieme in cui i servizi prevalgono. Il successivo par. La Corte di Giustizia Europea già il 2 Maggio del 1996 evidenziava: se il consumo di alimenti e bevande avviene nel quadro di un servizio complessivo di ristorazione (composto da cottura, consegna materiale del cibo, predisposizione di infrastrutture per agevolare il consumo), prevale la prestazione di servizi sulla cessione di alimenti. Possono essere presenti persone fisiche, la cui attività professionale consiste nell’effettuare tali operazioni di ristorazione, che provvedono ad apparecchiare i tavoli, a consigliare il cliente, a fornirgli spiegazioni sulle vivande o sulle bevande proposte, a servire a tavola tali prodotti e, infine, a sparecchiare dopo il consumo.
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