Nel Vangelo di Giovanni, le Nozze di Cana rappresentano un momento cruciale: l'inizio dei "segni" compiuti da Gesù, un evento che manifesta la sua gloria e rafforza la fede dei suoi discepoli.
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua - chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Il Vangelo di Giovanni inizia con un solenne Prologo, enfatizzando che "In principio" era il Verbo. Con la venuta del Verbo fatto carne, i discepoli hanno visto "la sua gloria come di Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità". Il Figlio Unigenito ha donato la piena conoscenza di Dio, completando l'opera di Mosè.
Dopo il Prologo, Giovanni narra la predicazione del Battista, la sua indicazione di Gesù come l'Agnello di Dio, e come Andrea e Filippo abbiano convinto Pietro e Natanaele a seguire Gesù. Questo insieme di episodi, racchiuso in un arco temporale breve e forse simbolico di sei giorni, suggerisce che Giovanni non intende una cronologia rigorosa, ma il significato profondo delle Nozze di Cana. La frase chiave è: "Gesù a Cana manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui".
Questo evento richiama il Prologo: a Cana, i discepoli hanno contemplato per la prima volta la gloria portata da Gesù. Sebbene questa gloria debba ancora svolgersi completamente fino all'evento pasquale, essa è già presente e operante. L'allusione ai sei giorni acquisisce significato: le nozze, avvenute il sesto giorno dall'inizio della predicazione di Giovanni Battista, richiamano il sesto giorno della nuova creazione, quando l'uomo recupera pienamente l'immagine divina sfigurata dal peccato.
Dio iniziò l'opera di salvezza con l'Alleanza del Sinai attraverso la Legge data da Mosè. A Cana avviene la Nuova Alleanza, testimoniata dalle parole di Maria ai servitori: "Qualsiasi cosa [Gesù] vi dica, fatela". Questa espressione riecheggia il giuramento del popolo a Mosè: "Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo". Gesù appare come il nuovo Mosè, che dona la nuova Legge.
La pienezza di grazia e verità, menzionata nel Prologo, è simboleggiata dalla trasformazione dell'acqua in vino. Il vino rappresenta la verità del Vangelo, identificandosi con il Verbo di Dio fatto carne, che disse: "Io sono la via, la verità e la vita" (Giovanni 14,6). Nel contesto sociale dell'epoca, il vino era simbolo di gioia e ebbrezza nuziale. La Nuova Alleanza di Gesù si fonda sull'ebbrezza di un amore così grande da portare Gesù a donare la sua vita, espressa dal sangue versato nell'Eucarestia.
🇮🇹 Le nozze di Cana come non le hai mai lette: simboli, significati e lezioni per sempre
Papa Francesco, nelle sue parole all'Angelus, ha sottolineato come il primo miracolo di Gesù avvenga in un contesto nuziale perché in Lui Dio ha "sposato l'umanità". Gesù, lo Sposo messianico, è venuto a ricongiungere l'Eterno con l'umanità dispersa dal peccato. Il senso del simbolo del vino, al centro del miracolo, si comprende pienamente nel contesto dell'alleanza. Il vino esprime l'abbondanza del banchetto e la gioia dell'umanità riconciliata nello Sposo divino.
Gesù sceglie la trasformazione dell'acqua in vino come primo miracolo, riprendendo gli stessi elementi per il calice eucaristico, simbolo della nuova alleanza. "Per ognuno di noi, attingere dall’anfora equivale ad affidarsi alla Parola e ai Sacramenti per sperimentare la grazia di Dio nella nostra vita. Fare la Comunione significa, poi, obbedire a Gesù nella vita quotidiana." In questo, Maria è maestra: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela". Queste parole sono un testamento prezioso, e i servitori a Cana obbedirono, comprendendo l'autorità di Gesù.
Il miracolo di Cana è definito il "primo dei segni" da Giovanni, atti che "manifestano" la Gloria di Dio. Gesù si manifesta nella gioia di un sì, nell'amore tra due sposi, nell'allegria di una comunità. Non inizia la sua vita pubblica tra solenni celebrazioni, ma nei momenti quotidiani di una famiglia o di amici. Dio si fa prossimo, abita le occasioni "feriali e festive", affinché la gioia non venga meno.
Il Vangelo secondo Giovanni, con la sua profondità e il suo linguaggio a volte enigmatico, ci invita a un approccio diverso. Non si tratta di capire tutto subito, ma di avvicinarsi come a un invito a condividere un pasto, rimanendo "fino alla fine" e condividendo ciò che viene offerto. Il Vangelo inizia con un banchetto e finisce con una grigliata di pesce, sottolineando la condivisione e la comunione.
Le Nozze di Cana sono un punto di riferimento per gli sposi, testimoniando la simpatia di Gesù per loro e per la famiglia. La Chiesa attribuisce grande importanza a questo evento, vedendovi l'inizio della nuova alleanza in un contesto nuziale. Cristo, lo Sposo messianico, è venuto per sposare l'umanità, e questo segno archetipale prefigura il mistero nuziale che Egli illumina e compie.
Il vino, simbolo dell'amore e della gioia, rappresenta la pienezza che Gesù dona. Le anfore di pietra, usate per la purificazione rituale, vengono riempite d'acqua e trasformate in vino eccellente. Questo trasformazione simboleggia la conversione dell'uomo, la purificazione del cuore e la pienezza della vita donata da Dio. "Se il vangelo entra in noi, la vita è in abbondanza. Se riempiamo le anfore del cuore, la vita si trasformerà da vuota a piena, da spenta a fiorita."
Le parole di Maria ai servitori, "Fate tutto quello che vi dirà", sono l'ultima parola che troviamo nel Vangelo di Giovanni, un testamento per gli uomini: l'ascolto obbediente. Questo ascolto permette di gustare il vino buono del Vangelo, entrare nella gioia delle nozze e seguire Gesù sulle vie dell'Esodo Pasquale.
Le Nozze di Cana sono dunque l'epifania di Dio in Cristo Sposo. L'Incarnazione ha un fine sponsale che raggiungerà la sua pienezza nell'eternità: dalle nozze annunciate a Cana, a quelle di sangue sul Golgota, fino alle nozze eterne con il Veniente, principio e meta della storia.

Nel Vangelo di Giovanni, i miracoli sono chiamati "segni", atti che rimandano a una realtà ulteriore. Il segno di Cana sgorga dalla consapevolezza che all'uomo manca la gioia. La Madre, simbolo di Israele, presiede alle nozze tra il Messia e la sua Comunità, riconoscendo il bisogno di un Salvatore. La gioia piena sarà donata nell'umanità nella Pasqua del Figlio.
Le Nozze di Cana segnano l'inizio della fede della Chiesa. La Figlia di Sion, Gerusalemme, adombrata dalla Madre, conduce lo Sposo-Messia alla Chiesa e chiede di fare tutto ciò che Lui dirà. Questo è il cammino di Israele: l'ascolto che diviene vita, l'obbedienza che permette di gustare il vino buono dell'Evangelo e di entrare nella gioia delle nozze.
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