Le nozze di Figaro, capolavoro operistico di Wolfgang Amadeus Mozart, affonda le sue radici in un libretto di straordinaria vivacità e complessità, frutto della penna di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera, definita "commedia per musica", rappresenta il primo e fondamentale tassello della celebre trilogia mozartiana in collaborazione con Da Ponte, a cui seguiranno Don Giovanni e Così fan tutte.
La genesi dell'opera è legata all'omonima commedia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, La folle journée ou Le mariage de Figaro. Quest'ultima, scritta tra il 1778 e il 1781, ottenne il permesso di rappresentazione pubblica solo nel 1784, dopo un iter travagliato a causa dei suoi contenuti critici verso l'aristocrazia. La traduzione tedesca del testo, autorizzata dalla censura viennese, fu pubblicata nel gennaio 1785, ma la sua messa in scena fu proibita all'ultimo momento dall'imperatore Giuseppe II. La testimonianza di Da Ponte nelle sue Memorie suggerisce che Mozart, consapevole della censura sulla commedia originale, abbia composto l'opera in gran segreto, impiegando circa sei settimane per completarla. Inoltre, una scena finale del terzo atto, che prevedeva un balletto e una pantomima, dovette scontrarsi con un divieto imperiale di rappresentare balli in scena, ma Da Ponte e Mozart riuscirono a superare l'ostacolo invitando l'imperatore a una prova.
Le nozze di Figaro fu messo in scena per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 1º maggio 1786. L'opera ottenne un successo strepitoso, tanto che l'imperatore fu costretto a emanare un decreto per limitare le richieste di bis, al fine di evitare che le repliche si prolungassero eccessivamente. Il successo fu ancor più grande al Teatro Nazionale di Praga, dove Mozart stesso annotò con entusiasmo: "Qui non si parla che del Figaro, non si suona, non si strombetta, non si canta, non si fischia che il Figaro, non si va a sentire altra opera che il Figaro."

L'opera è strutturata in quattro atti e ruota attorno alle vicende del Conte d'Almaviva, invaghito di Susanna, cameriera della Contessa, sulla quale cerca di imporre lo "ius primae noctis". La trama si sviluppa in un intreccio serrato e ricco di colpi di scena, dove le dinamiche tra uomini e donne si susseguono in una giornata di passione travolgente, con eventi sia comici che drammatici. Alla fine, i "servi" si dimostrano più astuti e intelligenti dei loro padroni.
La Trama in Dettaglio
La mattina del giorno delle nozze, il giovane Figaro misura la stanza che il Conte ha concesso a lui e alla sua promessa sposa, Susanna. Mentre Susanna prova un cappello, Figaro esprime gratitudine per la generosità del Conte. Susanna, tuttavia, lascia intendere che il gesto del Conte potrebbe avere motivazioni meno nobili, suggerendo che egli voglia rivendicare lo ius primae noctis, da lui stesso precedentemente abolito.
Nel frattempo, la non più giovane Marcellina intende impedire il matrimonio, desiderando sposare Figaro a causa di un vecchio prestito che egli non ha ancora restituito. Contemporaneamente, il paggio Cherubino chiede a Susanna di intercedere presso la Contessa per lui, temendo l'ira del Conte, che lo ha trovato in compagnia di Barbarina. L'improvviso ingresso del Conte, desideroso di fare nuove avance a Susanna, costringe Cherubino a nascondersi.
Susanna confida alla Contessa le attenzioni ricevute dal Conte. Figaro, per smascherare il Conte, escogita un piano: farà recapitare al Conte un biglietto anonimo che lo avviserà di un appuntamento romantico della Contessa con un ammiratore segreto. Susanna dovrà fingere di accettare le proposte del Conte, ma al suo posto si presenterà Cherubino, travestito da donna.

Mentre Cherubino si sta travestendo, entra il Conte, geloso, che decide di forzare la porta dello stanzino dove si è nascosto il paggio. Cherubino riesce a fuggire dalla finestra, e Susanna prende il suo posto. Vedendo Susanna, il Conte è costretto a chiedere scusa alla moglie per aver dubitato di lei. In quel momento, entra Susanna con il denaro per riscattare il debito di Figaro; vedendolo abbracciato a Marcellina, si infuria.
Con il calare della notte, la trama si infittisce. Figaro, venendo a conoscenza del biglietto recapitato al Conte, crede che Susanna voglia davvero cedere alle lusinghe del Conte e si sente tradito. La Contessa, travestita da Susanna, viene importunata prima da Cherubino e poi dal Conte. Nel frattempo, Figaro viene raggiunto da Susanna, a sua volta travestita da Contessa. Durante la conversazione, Susanna dimentica di imitare la voce della Contessa e viene scoperta da Figaro. L'arrivo della vera Contessa pone fine all'inganno, spiegando l'intera vicenda e lasciando il Conte sbalordito. Al Conte non resta che chiedere perdono alla Contessa e benedire le nozze tra Figaro e Susanna.
La Natura Musicale e Tematica dell'Opera
Le nozze di Figaro presenta i tratti esteriori tipici dell'opera italiana settecentesca, ma le convenzioni dell'opera buffa diventano veicolo di tematiche e contenuti di ben altra profondità. Si ravvisa una contaminazione con gli stilemi dell'opera seria, specialmente nella caratterizzazione dei personaggi aristocratici, pur mantenendo la separazione tra recitativi e numeri musicali. I recitativi "secchi", con il loro stile sillabico e ritmo parlato, prevalgono su quelli "accompagnati", dove il canto declamato è sostenuto dall'orchestra.

Il rapporto tra la commedia di Beaumarchais e l'opera di Mozart è stato oggetto di diverse interpretazioni. Alcuni studiosi si soffermano sulla valenza politica del testo originale, interpretando l'antagonismo tra il Conte e i suoi servitori come una rivendicazione del Terzo Stato. Altri, tuttavia, negano qualsiasi intento di polemica politica o sociale.
L'allestimento del 1998 al Metropolitan di New York, con il direttore d'orchestra James Levine e il soprano Cecilia Bartoli nel ruolo di Susanna, introdusse in alcune recite le due arie sostitutive, dimostrando la continua evoluzione e interpretazione di quest'opera intramontabile.
Vi racconto l'opera : "Le Nozze di Figaro" di W.A. Mozart
Le nozze di Figaro non rappresenta solo una delle vette del teatro mozartiano, ma insieme a Don Giovanni e Così fan tutte, segna il vertice del genere dell'opera buffa settecentesca. Ritornare a quest'opera dopo le atmosfere più cupe di Don Giovanni e l'amarezza di Così fan tutte, significa ritrovare l'intatta socievolezza mozartiana. Sebbene non manchino menzogne, ambivalenze e conflitti, l'idea razionale di una comunità riunita e pacificata viene alla fine salvata e custodita.
La prima rappresentazione dell'opera avvenne a Vienna nel 1786. L'autografo dei primi due atti è conservato a Berlino, presso la Staatsbibliothek.
L'opera è composta da:
- Atto I
- Atto II
- Atto III
- Atto IV
Il libretto di Lorenzo Da Ponte si distingue per la sua abilità nel gestire un cast vocale variegato, sebbene la parte del tenore sia lasciata a ruoli meno centrali come Don Curzio e Basilio.
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