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Inviti Matrimonio: Guida Completa per Parenti e Amici

La scelta di chi invitare al proprio matrimonio è uno dei primi passi da compiere nell’organizzazione del grande giorno, un compito all’apparenza semplice ma che richiede di tener conto di diversi fattori tutt’altro che banali.

Il matrimonio, come detto, è il giorno più importante della nostra vita e dobbiamo condividerlo con le persone con le quali abbiamo una relazione, possibilmente stabile. Il desiderio è sempre quello di potersi circondare delle persone importanti ed indispensabili se si pensa alla condivisione di un momento così gioioso e intimo; d’altro canto, c’è sempre anche l’auspicio di non offendere parenti o conoscenti rischiando spiacevoli malumori durante o dopo i preparativi del proprio giorno più bello.

Una delle tecniche migliori per iniziare la lista degli invitati al matrimonio è quella di partire elencando le persone per voi più vicine, quei cari che vi viene naturale immaginare al vostro fianco in un’occasione così importante e di cui non potreste fare a meno. A questo punto, avrete identificato quella che potrebbe definirsi la vostra lista con priorità alta, il gruppo delle scelte su cui non avete titubato nemmeno un istante.

Ma si sa che una cerimonia così significativa può essere oggetto di aspettative da parte di diverse persone. D’altro canto troviamo anche i desiderata dei genitori degli sposi, che spesso contribuiscono non solo aiutando nei preparativi ma anche sostenendo i costi dei festeggiamenti. Il buon senso deve sempre prevalere. Qualora le proposte invece dovessero sfuggire di mano, è importante riportare il focus sulle priorità della coppia di futuri sposi - bando a parenti di cui a malapena ci si ricorda, così come a tutte le persone potenzialmente scomode o fonte di disagio per i festeggiati.

Gli sposi sono solitamente confrontati con due principali fattori che possono incidere sulla scelta degli invitati: budget disponibile e location desiderata. Pur cercando di far quadrare i conti o eventualmente stringendo la cinghia su altre spese, spesso la questione della disponibilità del budget pone dei limiti in termini di numero di invitati.

Solitamente gli invitati del cuore (lista A) rientrano senz’altro nel budget (o si fa in modo che vi rientrino); in caso contrario si può fare lo sforzo di distinguere per priorità anche all’interno di quel gruppo, per poi scegliere i veri irrinunciabili ed eventualmente valutare integrazioni che subentrino al posto di qualche invito declinato. Se invece, fortunatamente, il budget consente più invitati rispetto a quanti previsti nella nostra lista di prime scelte, ecco che potremo attingere alla lista B, valutando anche in questo caso un ordine di preferenza e cercando di non creare le differenze di trattamento che abbiamo accennato in precedenza.

Evitate comunque di spedire gli inviti di seconda scelta troppo a ridosso della data del matrimonio, perché in questo modo si renderebbe evidente a questi ospiti che fanno parte della vostra lista di serie B. Lo stesso discorso potrebbe valere se fosse la location dei sogni ad imporre delle limitazioni al numero di partecipanti alla cerimonia - in questo caso però si può sempre ponderare la scelta tra più opzioni per il ricevimento proprio alla luce degli invitati desiderati, nel caso in cui il desiderio della compagnia avesse la meglio su quello della cornice proprio perfetta.

Chi invitare: Parenti, Amici e Colleghi

Il matrimonio, come detto, è il giorno più importante della nostra vita e dobbiamo condividerlo con le persone con le quali abbiamo una relazione, possibilmente stabile. Se, per esempio, la nostra famiglia ha membri sparsi in più località, magari sceglieremo di invitare quelli con i quali intratteniamo un rapporto costante nel tempo anche se non siamo vicini di casa.

Così come tra i colleghi di lavoro sceglieremo quelli con cui si è instaurato un rapporto di amicizia perché viene naturale immaginare la loro presenza alla cerimonia e al ricevimento. Non l’ha prescritto il medico che i colleghi - e il capo - devono esserci tutti. Quanto ai colleghi? Non sentitevi in dovere di invitarli per forza ma valutate caso per caso in virtù del rapporto che avete stretto. Ovviamente i colleghi che sono poi anche amici al di fuori del contesto lavorativo saranno insieme alle altre persone vicine che vorrete senz’altro includere nella vostra lista A. Quelli con cui intrattenere rapporti strettamente professionali, seppur cortesi, possono essere considerati per la lista B, insieme agli amici e familiari persi di vista da un po’ e altri conoscenti su cui si è incerti.

I genitori - anche se saranno di grande aiuto nell’affrontare le spese - non possono influire sulle scelte. O meglio, non possono dettare l’agenda organizzativa. Diciamo che se le famiglie contribuiscono in maniera attiva alle spese del matrimonio, è giusto che possano invitare qualcuno dei loro amici più cari. Forse i tuoi genitori tengono ancora alla forma, a quello che potrebbero dire i parenti più lontani o forse ci tengono a ricambiare qualche invito.

Se lavori in un piccolo ambiente dove vi conoscete tutti e i rapporti sono abbastanza intimi, evita ogni conflitto e invita tutti. Se, invece, lavori in una multinazionale e ti rendi conto che di alcuni colleghi non ti ricordi nemmeno quanti figli hanno, lascia stare e offri loro dei confetti o un piccolo aperitivo qualche giorno prima delle nozze. Per le conoscenze dei vostri hobby, a volte basta portare dei confetti. Non dire che ti sposi è brutto, ma nemmeno obbligare qualcuno a venire. Non sarebbe a suo agio e magari si sente pure in difetto di farti il regalo.

La scelta di chi invitare al proprio matrimonio è uno dei primi passi da compiere nell’organizzazione del grande giorno, un compito all’apparenza semplice ma che richiede di tener conto di diversi fattori tutt’altro che banali. Oltre alla famiglia, gli amici più stretti di lui e di lei giocano un ruolo fondamentale nella vita della coppia. Questi sono gli amici con cui si condividono, o si sono condivise, gioie e dolori, momenti di crescita e sfide. Queste persone (spesso facenti parte della categoria degli amici intimi o dei famigliari stretti) hanno un ruolo sia simbolico che pratico durante la cerimonia. Sono infatti figure scelte per accompagnare e supportare la coppia durante il giorno del matrimonio ed hanno un forte legame con gli sposi.

In definitiva però è bene essere a conoscenza di quanto prescritto dal galateo degli inviti a nozze che consiglia, per questioni di buon gusto, di non fare differenze tra invitati della stessa categoria. Fare distinzioni del tutto arbitrarie (per questioni di posti o di taglio alle spese) non è mai elegante e può creare dissapori del tutto evitabili.

Annosa questione è poi quella relativa agli accompagnatori. Tutte queste riflessioni non avrebbero ragion d’essere se non ci fossero delle restrizioni.

Non esiste una risposta universale. Dipende dalla relazione che i genitori hanno con queste persone e soprattutto dal budget di spesa che abbiamo preventivato.

Se è un collega, lo frequenti fuori dall’orario d’ufficio? - è confermato che in ufficio si passa la maggior parte della nostra giornata ed è normale che qualche collega diventi anche un amico.

Familiari più stretti, colleghi, amici occasionali e di lunga data, sono soltanto alcuni dei gruppi di persone che potreste pensare di invitare al vostro matrimonio.

Se con alcuni non c’è rapporto, probabilmente saranno loro stessi a declinare l'invito.

Io inviterei solo quelli con cui avete rapporti, gli altri se ne faranno una ragione. Tra l'altro non so nemmeno quanto farebbe piacere ricevere un invito di cortesia al matrimonio di parenti con cui non si ha un legame: alla fine sarebbe un impegno di tempo ed economico per persone a cui non tieni granché.

Ciao Eleonora, ti dico come ci siamo regolati noi. La mia parte della famiglia è più ristretta, perciò ho invitato anche zii e cugini, con relativi coniugi e figli, e in tutto sono circa 20 persone. La famiglia del mio compagno invece è molto più estesa, ha tanti fratelli e tutti sposati e con figli, quindi lui ha deciso di invitare solo loro, senza estendere l'invito a zii e cugini (che sono tantissimi, si tratterebbe di circa 35 persone in più). Eventualmente con i parenti esclusi faremo un pranzo successivamente, se si presenterà l'occasione, giusto per non scontentare nessuno. Comunque fossi in te prenderei una decisione oggettiva basata sul grado di parentela (es. zii sì e cugini no) e non sulla simpatia (quindi i cugini simpatici sì e gli altri no).

Ciao, io con i miei parenti di primo grado (dai nonni in giù per intenderci) siamo 30 persone, dalla parte del mio compagno non arrivano a 10, per cui hanno esteso l'invito ad amici di famiglia, prozii, i cugini dei genitori e ci hanno fatto chiamare anche dei cugini del nonno (abbiamo provato ad opporci ma non ce l'abbiamo fatta).. insomma con la famigli allargata di lui sono altre 30 persone (io ho rinunciato a chiamare i miei prozii ad esempio, anche con alcuni ho un bel rapporto, se no eravamo 200 parenti). Tutta questa premessa per dire che secondo me dovete scegliere voi: mi pare brutto invitare alcuni si e alcuni no, considerando che il legame di sangue è lo stesso ! io probabilmente inviterei solo gli zii e (i cugini ancora conviventi) per non allargare troppo la cerchia e non fare un torto a nessuno, ma sta a voi valutare il rapporto che avete magari con alcuni cugini si e altri no...

Ciao eleonora, noi non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che, quel giorno, avremmo voluto accanto solo le persone che, non solo fanno parte della nostra vita, ma con le quali siamo legate da un sentimento importante, indipendentemente che queste persone siano parenti o amici! avremo una sessantina di invitati, forse qualcosina meno e apparte pochissimo familiari stretti, ci saranno i nostri amici, che poi sono forse più famiglia loro di tante altre persone legate a noi solo dal sangue. è giusto che ognuno organizzi il suo matrimonio come vuole e come lo ha sempre desiderato ma se posso darti un input, circondati di persone a cui vuoi bene, che ti fanno ridere e che saranno capaci di essere sinceramente contente per te in quella giornata così importante!

Dipende se vuoi proseguire la via del matrimonio grande o meno. Personalmente inviterò solo pochissimi parenti più stretti e con cui sono in contatto, escludendo gli altri che non avrebbe senso ci fossero. In caso di domande e risentimenti spiegherò che vogliamo un matrimonio intimo e per questo abbiamo scelto di invitare solo determinati parenti e persone, o che comunque non aveva senso invitare persone con cui non mi sento mai. Ma ti lascio una domanda : nel caso parenti che non vedi mai e con cui non hai rapporti si indignino per non essere invitati, a te cosa cambia?

Ciao! Anche io eviterei di invitare proprio tutti sinceramente ma, nel mio caso specifico, mi sembra una mancanza nei confronti dei parenti con cui ho invece un rapporto! Non posso, ad esempio, invitare mia zia e non invitare il figlio, nonché mio cugino, con cui non ho rapporti, non mi sembrerebbe bello nei confronti di mia zia! Penso dipenda molto dai casi! Io sono abbastanza drastica: al matrimonio si invita solo chi ha un reale rapporto con gli sposi. Poco conta se sono parenti "stretti" sulla carta se poi, magari, non sanno nemmeno come sei fatta in faccia. Io al mio matrimonio non ho invitato né il fratello di mia mamma e seguito, né la sorella di mio papà e seguito proprio perché non abbiamo rapporti. Si saranno offesi? Amen. Non ci rivolgevamo la parola prima e continuiamo a non farlo dopo.

Ciao! Noi in realtà non avevamo esattamente lo stesso problema, perché io ho sì una famiglia mediamente numerosa, ma mio marito per nulla, quindi alla cena eravamo in 64. Però ti posso dire che io ad esempio ho invitato alcuni parenti più alla lontana e non altri dello stesso grado di parentela (per capire, in un gruppo di sorelle, cugine di mia madre, ho invitato solo una di loro) spiegando che purtroppo abbiamo dovuto fare delle scelte anche perché il matrimonio ce lo pagavamo noi.

Io i parenti di Mia Mamma che vivono in puglia e nn Ho Mai visto non Li invito...solo quelli del Nord perché cmq CI Ho passato l infanzia...se nn Hai rapporti Hanno Poco da dire Sai!

Il Galateo degli Inviti di Matrimonio

Molti pensano che invito e partecipazione siano la stessa cosa... È gradita la partecipazione al nostro matrimonio, una frase molto classica che introduce un argomento abbastanza complesso come è quello dell’invito al proprio matrimonio. Vediamo le differenze sostanziali tra invito e partecipazione di matrimonio, e soprattutto conosciamo quando si usano entrambe all'interno dell'evento matrimoniale.

Un piccolo prologo per capire le differenze è però necessario, e verte sul fatto che ormai sia uso comune invitare parenti e amici al proprio sposalizio. Nel passato essi venivano invitati dai genitori degli sposi, ultimamente questa tradizione è andata scomparendo, e l’invito di parenti e amici è un’incombenza diretta dei futuri sposi, che sarà comunque espletata tramite l’invio di un cartoncino da far recapitare a tutti gli invitati.

Essi saranno avvertiti con congruo anticipo allo scopo di organizzarsi, sia per quanto riguarda la data, l’orario, e soprattutto il luogo dove il matrimonio avrà luogo. Le comunicazioni, anche se preventivamente fornite a voce, dovranno essere necessariamente formalizzate grazie al passaggio o alla spedizione delle partecipazioni, partecipazioni che di fatto rappresenteranno il primo passo ufficiale verso il giorno più bello della coppia, e che dovranno essere consegnate almeno un mese prima della data in cui l’evento è fissato.

Le partecipazioni saranno redatte per questo motivo con estrema cura, essi dovrebbero in linea di massima riflettere il tema scelto per il matrimonio, e recare gli annunci basilari, contemplando in quest'ultime le indicazioni per raggiungere il luogo dove l'evento si svolge.

Buona norma che innalza l’eleganza della partecipazione quella di optare per un buon cartoncino, meglio se colore bianco o in alternativa neutro, (avorio, crema) ed evitare ove possibile colori sgargianti o caratteri poco eleganti. Di solito le partecipazioni sono stampate direttamente in tipografia, qui gli sposi sceglieranno il carattere, la grafica e le informazioni da stampare. Attenzione anche alla busta, essa deve essere come la partecipazione di ottima fattura e non discordarsi dal colore della partecipazione.

Relativamente all’indirizzo degli invitati, esso dovrebbe essere scritto a mano, meglio poi se si evita il servizio postale per l’invio, e si predilige invece il passaggio brevi manu. La partecipazione, soprattutto per i credenti, è una cosa importante, forse anche più dell’invito. Essa serve infatti per "partecipare" la gioia del matrimonio, una gioia che gli sposi hanno intenzione di estendere ai parenti e agli amici più stretti.

All’interno della busta sarà posizionato l’invito, nient’altro che un cartoncino a parte dove si comunicherà la sala scelta per il ricevimento. A differenza della partecipazione vera e propria, l’invito estende il festeggiamento non solamente nel luogo di culto ma anche in un ristorante, esso è riservato solamente ai parenti e agli amici più stretti, e serve a dividere finanche la regalia che l’invitato dovrebbe effettuare.

Alcuni sposi, almeno ultimamente, optano per l’inserimento nell’invito di una sigla: R.S.V.P. che deriva dal francese Repondez S’il Vous Plaît, e di fatto chiede di confermare la presenza in maniera tale da avere certezza del numero degli invitati che parteciperanno al ricevimento, e di conseguenza concordarne il numero con il ristorante.

Come abbiamo visto per quanto gli inviti e le partecipazioni sono simili, essi presuppongono delle differenze sostanziali, soprattutto relativamente alla presenza o meno nella sala da ricevimento. La partecipazione è infatti riservata ai conoscenti, a coloro cioè che si vuole rendere partecipi del proprio matrimonio senza però di fatto vincolarli ad una cerimonia impegnativa e completa, in questo caso l’invitato o la famiglia che è stata partecipata potrà seguire la funzione civile e religiosa, ma di fatto sarà esclusa per il ricevimento. La differenziazione tra invito e partecipazione influisce anche e soprattutto relativamente al regalo da fare agli sposi, in caso di partecipazione limitata alla chiesa o al municipio, esso sarà solamente un dono, dono che può essere rappresentato da un piccolo "presente", da un telegramma o finanche da un mazzo di fiori bene augurante.

Illustrazione di un invito di matrimonio tradizionale

Cosa Scrivere nelle Partecipazioni: Regole e Consigli

Il grande dubbio: Partecipazioni Matrimonio, cosa scrivere e come? Ci sono delle regole del Galateo da rispettare? Sono ancora valide oggi? Secondo il Galateo infatti erano i genitori ad annunciare il matrimonio dei propri figli, che a quei tempi vivevano ancora insieme a loro. La partecipazione infatti, come dice il nome stesso, veniva inviata a tutti i conoscenti della famiglia per “partecipare” la gioia dell’imminente matrimonio.

Oggi le cose sono molto cambiate e sono gli sposi ad invitare in prima persona i propri ospiti, perché spesso già convivono o comunque non vivono più con i genitori. Molto spesso le coppie hanno anche dei bimbi e tendono a coinvolgerli nella stesura dell’invito. La seconda, che apprezzo meno, è che l’invito venga impostato come se fossero i bimbi ad invitare le persone al matrimonio con diciture del tipo “mamma e papà si sposano”. Mia madre, che è molto legata alle tradizioni, per il mio matrimonio mi chiese di stampare le partecipazioni da mandare a tutte le persone che conosceva in giro per il mondo!

Andiamo al sodo di questo articolo! Partecipazioni matrimonio: cosa scrivere?

Informazioni Essenziali

  • DOVE si svolgerà: luogo sia della cerimonia che del ricevimento. In origine nelle partecipazioni di nozze non si inseriva l’indirizzo della Chiesa perché si presumeva che in ogni città ci fosse una sola chiesa con un certo nome. Come ho già detto nel video dove ho parlato di design delle partecipazioni, queste informazioni devono essere scritte in modo molto chiaro e facilmente individuabile da tutti, anche dai nonni!

RSVP: La Richiesta di Conferma Presenza

Cosa vuol dire RSVP? Anche in questo caso il concetto che ti deve guidare è la conoscenza che solo voi due potete avere dei vostri invitati: se pensate che possano capire la dicitura RSVP, ben venga. È sicuramente la formula più elegante da utilizzare in questo caso. Sappi comunque che potresti scriverlo anche in turco e cinese, ma molti invitati non risponderanno in ogni caso e dovrai provvedere tu a richiamarli per avere delle risposte!

Dress Code: Indicazioni sull'Abbigliamento

Se stai pensando cosa scrivere nelle partecipazioni di matrimonio per far sì che i tuoi invitati si presentino vestiti in linea con lo stile delle nozze, quella che fa per te è l’indicazione di un dress code. Anche in questo caso esistono delle formule ben precise e dettagliate derivanti dal Galateo, ma purtroppo anche in questo caso mi trovo a dover dire che quasi nessuno le conosce più. Per esempio, se scrivessi negli inviti abito scuro sarebbe chiaro per tutti cosa significa? O pensi che si presenterebbero tutti vestiti di nero, grigio e colori scuri a prescindere dall’eleganza?

Intestazioni delle Buste: Eleganza e Precisione

Sulle buste dei vostri inviti dovrete scrivere tutto sempre per esteso, evitando qualunque abbreviazione. No quindi a Gent. I titoli, al di fuori di quelli nobiliari e militari, andrebbero evitati. Mi permetto però di prevedere una deroga a questa regola, nel caso in cui sappiate che un vostro invitato tiene tanto al proprio titolo e non usarlo possa rischiare di urtare la sua sensibilità.

Salve, Dobbiamo scrivere i nomi dei familiari sulle nostre partecipazioni. Abbiamo dei dubbi sulla forma giusta. Per esempio per una cugina o un cugino va bene scrivere il suo nome e a seguire a famiglia o va messo anche il cognome? In particolare nel caso di una cugina devo scrivere prima il nome del marito o va bene p.esempio Monica e Famiglia? Noi scriveremo zia xxx, zio xxx, per le famiglie Fam. xxx e per gli altri solo i nomi senza cognome...li consegneremo tutti a mano... Credo che la forma corretta sia quella di mettere nome e cognome del marito + famiglia. Onestamente a noi non piaceva perché abbiamo invitato solamente le persone a noi più vicine per cui non avevamo bisogno di formalità. Noi abbiamo scritto zii e il nome, i nomi di entambi nel caso di coppia e il nome dei bambini nel caso di famiglie. Ma certo che va bene!

Sappi però che ci sono delle regole ferree a cui attenersi e che se le seguirai eviterai di fare brutte figure. Le intestazioni degli inviti di matrimonio si scrivono sulla busta che conterrà le partecipazioni e si tratta delle informazioni base di chi riceverà l’invito. Secondo il galateo del matrimonio, infatti, andrebbero consegnate a mano per mostrare quanto ogni singolo invitato sia importante per gli sposi. Nel caso comunque tu optassi per una consegna a mano, puoi anche lasciare aperte le buste. Perciò, abbiamo già capito che in caso di spedizione le intestazioni sugli inviti di matrimonio servono, come ogni lettera, ad indicare un destinatario. Ma in questo caso specifico hanno anche un’altra importantissima funzione… quella di invitare persone specifiche alle tue nozze. Se scrivi male il testo degli inviti di matrimonio potresti trovarti in situazioni davvero scomode. Chiaramente questo alle volte dipende da errori organizzativi degli sposi, ma alle volte può dipendere anche da un’errata compilazione delle intestazioni sulle buste. Oppure potresti far nascere il dubbio negli invitati su chi è ammesso alle tue nozze e chi invece no e quindi imbarazzati saranno costretti a doverti fare una chiamata di cortesia per saggiare il terreno. Capisci bene quindi che scrivere il testo degli inviti di matrimonio in maniera corretta è decisamente una priorità per gettare le basi di una celebrazione di successo e senza problematiche di sorta.

Il galateo sugli inviti di matrimonio è molto specifico e preciso. Non dovrai far altro quindi che attenerti alle regole che stiamo per suggerirti e vedrai che non avrai il minimo problema! Queste sono le regole fondamentali, anche se nel corso del testo vedremo dei casi più specifici e particolari che sicuramente ti saranno utili.

Scrivere le intestazioni degli inviti di matrimonio a mano non è un semplice capriccio. In realtà testimonia l’importanza che gli sposi danno ad ognuno dei loro invitati. Per l’intestazione sulle buste di nozze si precede il nome dell’invitato con l’attributo “Gentile” o “Gentilissimo“. Le uniche eccezioni sono in caso di membri del Clero o delle forze armate. Per le coppie sposate si usa solo il cognome del marito, ad esempio “Gentilissimi Francesco e Maria Rossi”. Inoltre, sempre secondo quanto afferma il galateo, le intestazioni andrebbero scritte in basso a destra sulla busta, ma questa non è affatto una regola ferrea.

Casi Specifici di Intestazione

Abbiamo quindi visto le regole fondamentali e sappiamo cosa afferma il galateo sulle partecipazioni di nozze. Ma se ti dovessi confrontare con casi più specifici?

  • Famiglia con bambini: ci sono due modi per impostare l’intestazione. Puoi infatti scrivere un generico “Gentile Famiglia Rossi”, in cui sono contemplati anche i bimbi avendo invitato tutto il nucleo familiare. Oppure, se vuoi essere più specifica, puoi menzionare ogni singolo componente della famiglia. Ad esempio “Gentili Giovanni, Maria, Susanna e Roberto Rossi”. In questo caso non ci sarà sicuramente alcun tipo di equivoco né dubbio da parte dei tuoi invitati!
  • Donna divorziata con figli: in questo caso si inserisce il nome della donna ed il suo cognome da nubile, seguito dal nome e dal cognome dei figli.

Questi sono i casi specifici più frequenti e grazie agli esempi appena fatti dovresti avere un’idea ormai molto chiara di come compilare le intestazioni degli inviti di matrimonio! Ci sono molti altri aspetti da chiarire però, come la dicitura RSVP sugli inviti. Speriamo quindi che questo articolo ti sia stato utile ed abbia chiarito tutti i tuoi dubbi.

Schema che illustra le diverse categorie di invitati al matrimonio

Liste Invitati: Un Approccio Organizzato

Prepariamo due liste: sulla prima inseriremo i nomi dei nostri parenti stretti e gli amici più intimi, cioè tutte le persone indispensabili che vogliamo al nostro fianco durante l’evento; sulla seconda lista andremo a segnare tutti gli altri invitati - dividendoli per ambiti, esempio: partenti meno stretti, vicini di casa, colleghi di lavoro etc - cui abbiamo pensato più per dovere che per piacere. Una volta terminato chiediamoci se sia davvero necessario che tutte queste persone partecipino al nostro matrimonio. Alla fine, a meno che non siamo vip o personaggi pubblici, meglio pochi ma buoni.

La scelta di invitare al proprio ricevimento amici meno stretti e colleghi di lavoro dipende spesso dalla dimensione del matrimonio e dal budget disponibile. Se la coppia desidera una celebrazione intima, potrebbe decidere di limitarsi ad invitare la famiglia e gli amici intimi. In questo caso, a spingere la coppia ad invitare questa categoria di persone, entra in gioco la tradizione del gruppo di cui si fa parte od aspettative familiari.

La lista degli invitati al proprio matrimonio è un elemento molto personale, è legato alla sfera degli affetti e dipende dalla storia, dalle relazioni e dalle prioritari della coppia. Per cui alcune persone potrebbero dare la priorità alla famiglia ed altre potrebbero privilegiare gli amici o desiderare una celebrazione più intima.

Come ridurre il numero di invitati al matrimonio

Grafico a torta che mostra la suddivisione degli invitati per categorie (famiglia, amici, colleghi)

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