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La Giarrettiera: Un Accessorio Carico di Storia e Tradizione

Esistono dettagli capaci di attraversare il tempo, di mantenere intatto il loro fascino anche quando il mondo cambia. Un anello di pizzo e raso, un ornamento dalla grazia sottile, ma carico di significati. La giarrettiera è più di un accessorio: è un rito, un talismano, una promessa sussurrata al destino.

Origini e Significato Storico della Giarrettiera

Ma da dove nasce questa tradizione? Perché, tra tutti gli accessori nuziali, proprio la giarrettiera è sopravvissuta nei secoli? Nascosta sotto strati di tulle e seta, la giarrettiera è un piccolo accessorio, ma capace di portare con sé secoli di fascino e tradizione.

Un tempo, la giarrettiera aveva una funzione pratica ben precisa: sostenere le calze in un’epoca in cui le autoreggenti non esistevano e i collant erano ancora lontani dall’essere inventati. Se si potesse viaggiare indietro nel tempo, scopriremmo che la giarrettiera esisteva già in un’epoca in cui il matrimonio era più un contratto sociale che un atto d’amore. Nel Medioevo, durante i banchetti nuziali, gli ospiti erano soliti strappare pezzi dell’abito della sposa come portafortuna. Per evitare scene poco eleganti, si iniziò a sostituire questa pratica con un gesto meno invasivo: la sposa offriva volontariamente un piccolo accessorio, che divenne il simbolo di fertilità e buona sorte.

In Inghilterra, nel 1348, durante un ballo di corte, la Contessa di Salisbury perse accidentalmente la sua giarrettiera. L’oggetto scivolò a terra davanti agli occhi dell’intera nobiltà presente, suscitando sussurri e maliziose occhiate. Con questo gesto di galanteria, Edoardo III non solo difese l’onore della Contessa, ma trasformò la giarrettiera in un simbolo di nobiltà e prestigio.

La giarrettiera è un indumento di biancheria intima formato da un laccio o una striscia di stoffa e utilizzato per sostenere le calze. Alte in genere pochi centimetri, le giarrettiere possono essere di cuoio o di tessuto, e decorate con fiocchi o pizzi. L'avvento dell'elastico ne ha reso obsoleto l'uso, se non come accessorio di abbigliamento, al di là della sua funzionalità.

STORIA - Anche se oggi è indossato quasi esclusivamente dalle donne, la giarrettiera aveva il suo posto anche nella moda maschile. negli scritti di Eginardo nel descrivere le "giarrettiere" che sostengono le calze del monarca Carlo Magno, ma fa parte dell'abbigliamento maschile dal 1200. Nel 1300, indossarne solo una era segno di fedeltà ad una istituzione o famiglia nobile. Nel 1363, re Edoardo II d'Inghilterra ne proibirà l'uso, unitamente ad altri capi di abbigliamento, ad una vasta categoria di persone: potranno perciò essere indossate solo dalle categorie più abbienti. Nel 1400, Giuseppe degli Orologi, parlando del simbolismo dei colori, afferma che le dame dovrebbero sorreggere le calze violette con giarrettiere bianche e nere (simbolo di perseveranza). I nobili le ponevano, a sostegno della calzamaglia, appena sotto al ginocchio. Già nel sec. XV erano di moda per le donne e per gli uomini giarrettiere con motti e cifre ricamate. Le giarrettiere femminili potevano essere ricamate con frasi amorose e cuori oppure, per le vedove con teschi o frasi struggenti, od occhi con le lacrime: in questo caso in velluto nero. Nel 1500 la giarrettiera divenne per l'uomo un nastro annodato con gran fiocchi frangianti, chiamati in Italia «poste». Nel 1630 circa, sorreggono le brache aderenti lunghe al ginocchio. Nella moda femminile del 1700 presero anche il nome di: «legaccioli»: inizialmente semplici cordoni, in seguito composte da nastri intrecciati, ornati anche con gioielli. Nel 1800 scompaiono completamente nell'abbigliamento maschile, in quanto le fibbie che fermano i pantaloni al ginocchio sostituirono la giarrettiera. Dopo i primi decenni del 1900 le calze femminili saranno fissate all'orlo del busto, oppure quando l'era del busto tramonterà, ad un nastro fissato alla vita: il reggicalze.

La giarrettiera ha un duplice significato: è un accessorio simbolico, legato alla tradizione e alla superstizione di buon auspicio, e un dettaglio di lingerie per la sposa. Indossare la giarrettiera è una tradizione legata all’idea di fortuna e prosperità per la coppia.

Storia della giarrettiera

Il Rito del Lancio della Giarrettiera

Ogni gesto compiuto il giorno delle nozze porta con sé un significato. Nel corso dei secoli, questa tradizione si è trasformata, ma il suo fascino è rimasto immutato. C’è un momento, nel cuore della festa, in cui gli sguardi si fanno attenti e l’aria si carica di aspettativa. Lo sposo si inginocchia davanti alla sua sposa, le mani sfiorano il tessuto dell’abito mentre cercano quell’anello di pizzo nascosto sulla coscia. Intorno, gli invitati sorridono, alcuni ridono, altri attendono con curiosità.

Com’è nato davvero questo gesto? Oggi il lancio della giarrettiera è vissuto come un gioco, un momento di ilarità che coinvolge gli invitati. Nell’Europa medievale, il matrimonio non era solo l’unione di due persone, ma un patto tra famiglie, spesso accompagnato da riti scaramantici e gesti propiziatori. Tra questi, uno dei più diffusi era la convinzione che toccare o possedere un frammento dell’abito della sposa portasse fortuna e fertilità. Il problema? Per porre fine a questa pratica, si diffuse una soluzione più raffinata: invece di lasciare che l’abito venisse rovinato, la sposa donava volontariamente un piccolo accessorio. Questa usanza si consolidò nel tempo, trasformandosi in un rituale più strutturato.

C’è un momento, durante il ricevimento, in cui l’atmosfera si fa più giocosa, le formalità si allentano e la festa entra nel vivo. Il lancio della giarrettiera è un rito che ha mantenuto il suo spirito goliardico, pur adattandosi ai tempi.

Ogni cultura ha il proprio modo di celebrare l’amore, e sebbene il lancio della giarrettiera abbia radici antiche, il modo in cui viene vissuto cambia da paese a paese. È uno dei momenti più attesi del ricevimento. Lo sposo spesso inscena un piccolo spettacolo prima di sfilare la giarrettiera, tra musica e applausi. È presente nei matrimoni più tradizionali, ma viene eseguito con sobrietà. Diffusissima, soprattutto nei matrimoni più vivaci. Spesso si svolge in parallelo con il lancio del bouquet, creando una sfida divertente tra uomini e donne celibi. In alcune regioni è la sposa stessa a togliere e lanciare la giarrettiera, con un gesto che richiama indipendenza e autoironia. Meno comune rispetto ad altri paesi, ma presente nei matrimoni più festosi.

Lancio della giarrettiera durante un matrimonio

Come Scegliere la Giarrettiera Perfetta

Nessuno la vede, eppure è lì. Un piccolo anello di pizzo, raso o seta che sfiora la pelle, nascosto sotto l’abito, carico di simbolismo e tradizione. Ma come sceglierla? Se un tempo la giarrettiera aveva un compito puramente pratico, oggi è un ornamento che deve essere bello, confortevole e in armonia con lo stile della sposa.

  1. Il tessuto: La giarrettiera deve sfiorare la pelle senza stringere né irritare, avvolgere la gamba con leggerezza e rimanere al suo posto per tutta la giornata. La scelta del tessuto non è solo una questione estetica, ma anche di comfort.
  2. Lo stile: La giarrettiera è un accessorio che può rispettare la tradizione o rompere gli schemi con un tocco inaspettato.
  3. La vestibilità: Una giarrettiera troppo stretta può diventare fastidiosa, mentre una troppo larga rischia di scivolare.
  4. Il dettaglio: La giarrettiera può essere un dettaglio segreto o un protagonista discreto del look nuziale.
  5. L'armonia con l'abito: Anche se lontana dagli sguardi, la giarrettiera non è un accessorio da scegliere a caso. Deve essere comoda, raffinata e perfettamente in armonia con l’abito, un dettaglio che si sposa con l’eleganza del vestito senza risultare fuori posto. L’abito da sposa definisce l’atmosfera delle nozze, e la giarrettiera può esserne un piccolo riflesso segreto.

A prima vista, scegliere una giarrettiera sembra il dettaglio più semplice dell’intero look da sposa.

  1. Comfort e stabilità: Se la giarrettiera è troppo stretta, dopo poche ore inizierà a lasciare segni sulla pelle e a diventare fastidiosa. Se è troppo larga, scivolerà continuamente, costringendoti a sistemarla ogni volta che ti muovi. Soluzione: provala prima del matrimonio e verifica che resti al suo posto senza stringere.
  2. La morbidezza del pizzo: Il pizzo può essere meraviglioso da vedere, ma non sempre è morbido sulla pelle.
  3. L'eccesso di decorazioni: Perline, fiocchi voluminosi, strass… belli, certo, ma attenzione! Soluzione: se l’abito è aderente, meglio una giarrettiera sottile e raffinata.
  4. Coordinazione con l'intimo: Sembra una banalità, ma indossare la giarrettiera senza considerare l’intimo e le calze può portare a scomode sorprese.

La giarrettiera non è solo un accessorio: è un piccolo simbolo, un dettaglio che accompagna la sposa nel suo giorno più bello.

Vari tipi di giarrettiere da sposa

Consigli per la Sposa: Tradizione e Personalizzazione

Ci sono dettagli che, pur rimanendo nascosti, rendono ancora più speciale il giorno del matrimonio. La giarrettiera è qualcosa che si sceglie per sé, prima ancora che per gli altri. Se hai deciso di indossarla, fallo con il cuore. Non è solo un accessorio: è un piccolo rito d’amore e di buon auspicio.

  1. Libertà di scelta: Nessuna sposa “deve” indossare la giarrettiera. Se questa tradizione non ti rappresenta, puoi farne a meno. Ma se hai deciso di portarla, scegli un modello che ti emozioni, che ti faccia sorridere quando lo indossi.
  2. Prova e verifica: La giarrettiera sembra un dettaglio secondario, ma se è troppo stretta potrebbe dare fastidio, mentre se è troppo larga rischia di scivolare. Provala qualche giorno prima, camminaci un po’, assicurati che sia perfetta.
  3. Un ricordo da custodire: Dopo il matrimonio, la giarrettiera diventa un ricordo da custodire con affetto. Puoi tenerla in una scatolina insieme ad altri dettagli delle nozze: un pezzetto di velo, il biglietto con le vostre promesse, il fermaglio che teneva l’acconciatura.
  4. Personalizzazione: Non deve per forza essere bianca o blu. Se il tuo matrimonio ha un tema particolare, la giarrettiera può richiamarlo con un piccolo dettaglio: un colore, un charm, un fiocchetto che richiami il bouquet.
  5. Il lancio su misura: Se hai deciso di fare il lancio della giarrettiera, fallo nel modo che più ti somiglia. Può essere un momento divertente, giocoso, un’occasione per coinvolgere gli amici… ma se non ti senti a tuo agio, non farlo.

Ci sono tradizioni che sopravvivono perché sanno rinnovarsi senza perdere il loro fascino. La giarrettiera, questo piccolo accessorio che attraversa i secoli, passando dal Medioevo ai matrimoni contemporanei, sempre con lo stesso significato nascosto tra le pieghe dell’abito, non è solo un pezzo di tessuto: è un simbolo, un rito, un portafortuna.

Alcune spose la scelgono per rispettare la tradizione, altre per il piacere di un dettaglio intimo e prezioso, altre ancora per rendere più giocoso il ricevimento.

Curiosità e Superstizioni

CURIOSITÀ - Un noto costume matrimoniale delle famiglie nobili consisteva nel dividere fra gli invitati una giarrettiera in piccoli pezzi. Il cosiddetto "don de la jarretière" è conosciuto e praticato in Francia, presso le popolazioni francofone del Belgio, anche nel matrimonio fra i contadini del Palatinato superiore e dell'Alsazia. Tuttavia è tuttora in uso in particolari occasioni, nelle quali assume una funzione quasi scaramantica. Nel giorno del matrimonio la sposa dovrebbe indossarne una di merletto bianco, mentre la notte di capodanno è uso che l'indumento rosso portafortuna, d'obbligo per le donne, sempre secondo la superstizione, necessiti di essere completato dalla giarrettiera di pizzo rosso. In entrambi i casi di superstizione nasce dalla forma che avevano, prima dell'avvento degli elastici, nastri e merletti chiusi con un fiocco. Sciogliere il fiocco o il gancio era simbolo di entrata in una nuova vita, insieme alla persona amata, o comunque di ingresso in un nuovo anno.

Tradizionalmente, la giarrettiera si indossa sulla coscia sinistra, appena sopra il ginocchio.

COME ERAVANO i MATRIMONI TRADIZIONALI nell’ITALIA degli ANNI 50: Storia, Costumi e Curiosità

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