Carmen Lavani, nata in Francia l'8 maggio 1942 da genitori italiani, ha intrapreso un percorso artistico straordinario che l'ha vista affermarsi come una delle voci più significative nel panorama lirico internazionale. La sua carriera, iniziata con il conseguimento di due diplomi nazionali di borsa di studio ai concorsi ENAL, è stata costellata di successi e riconoscimenti.
Il suo talento fu subito riconosciuto nel 1966 con il diploma di merito assegnatole dal Circolo degli Artisti di Torino. L'anno successivo, il 1967, segnò una svolta decisiva con la vittoria del primo premio assoluto al concorso del Teatro San Carlo di Napoli, un prestigioso riconoscimento ottenuto di fronte a una commissione d'eccezione composta da figure del calibro di Franco Capuana, Giulietta Simionato, Maria Caniglia e Carlo Tagliabue.
Il 1968 vide Carmen Lavani vincere il Concorso Teatro lirico sperimentale Adriano Belli di Spoleto, aprendo le porte alla sua attività teatrale. Il suo debutto avvenne con due ruoli significativi: Lauretta in Gianni Schicchi, al fianco di Leo Nucci, e Suor Genovieffa in Suor Angelica, entrambe le opere dirette dal maestro Ottavio Ziino. La sua versatilità e il suo precoce talento la portarono a cantare nella Pia de' Tolomei di Donizetti al Comunale di Bologna e, nel 1969, negli Astrologi Immaginari di Paisiello per la Radio della Svizzera Italiana.
Il 1969 fu un anno particolarmente prolifico, durante il quale Carmen Lavani registrò il suo primo concerto lirico con l'Orchestra Sinfonica di Torino della RAI e un concerto dedicato alle musiche di Luigi Dallapiccola con l'Orchestra Sinfonica di Roma della RAI, sotto la direzione di Nino Sanzogno. Questi successi segnarono l'inizio di un percorso artistico che, per oltre vent'anni, la vide eccellere in diversi repertori.
Inizialmente, si distinse come soprano lirico-leggero, interpretando ruoli brillanti di coloratura e soubrette. Tra questi, spicca la sua acclamata interpretazione di Susanna ne Le Nozze di Figaro, un ruolo che portò in scena ben 12 volte in Italia e all'estero, inclusa un'edizione memorabile con la regia di Luchino Visconti, ripresa da Alberto Fassini. Questo periodo fu caratterizzato da una notevole crescita vocale e da una ricerca costante di sfide sempre più stimolanti, che la condussero gradualmente verso i ruoli del repertorio lirico drammatico.

Nel 1984, Carmen Lavani si affermò come autentico soprano verdiano, ottenendo un successo sorprendente nel ruolo di Leonora ne La Forza del destino al Teatro Verdi di Trieste. L'anno successivo, sempre al Teatro Verdi di Trieste, debuttò nell'opera Jenůfa di Leoš Janáček, dimostrando ulteriormente la sua ampiezza di repertorio.
La sua carriera internazionale prese slancio con il ruolo di Nannetta nel Falstaff, interpretato prima con Mario Petri e poi con Tito Gobbi e la Barbieri a Monte Carlo, sotto la direzione di Franco Mannino. Successivamente, si esibì a Tolosa, ancora con la Barbieri, ma con Giuseppe Taddei.
Il suo percorso artistico l'ha vista passare dalla Sophie ne Il Cavaliere della Rosa a Genova, a innumerevoli edizioni de Le Nozze di Figaro (a Roma e Venezia con la regia di Luchino Visconti, a Torino con Peter Maag, a Bologna con Zoltán Peskó, a Palermo, Genova, Nizza, Montecarlo), alle edizioni de Il Pipistrello nel ruolo di Adele (a Bologna e Genova con Gianfranco De Bosio), a Giulietta ne I Capuleti e i Montecchi, alla Contessa Rosina, e a Donna Anna al Festival di Villa Reale di Marlia a Lucca.
La sua versatilità si è estesa anche a ruoli come Mimì ne La Bohème, e Luisa ne Il Matrimonio al convento di Sergej Prokofiev, diretta da J. Temirkanov, al Comunale di Firenze, con la regia di Ugo Gregoretti per entrambe le opere. La sua discografia testimonia l'ampiezza del suo talento, includendo esecuzioni di brani quali lo Stabat Mater e il Requiem di Antonín Dvořák, la Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven con Macal, Le Campane di Sergej Rachmaninov al Festival dei Due Mondi diretto da J. e la Messa in Si maggiore di Franz Schubert al Teatro alla Scala sotto la direzione di G.

Tra i suoi dischi incisi, spiccano registrazioni con la R.C.A. e la RAI, che includono interpretazioni di arie d'opera, brani di compositori come Luigi Dallapiccola, Edvard Grieg, Igor Stravinsky, Lorenzo Perosi, e opere di Antonín Dvořák, Ludwig van Beethoven, Sergej Rachmaninov, e Franz Schubert.
La sua presenza scenica e la sua vocalità hanno arricchito numerose produzioni operistiche e concertistiche in tutto il mondo, consolidando la sua reputazione come artista di eccezionale talento e profonda musicalità.
Il percorso artistico di Carmen Lavani non si limita alla sola interpretazione, ma abbraccia anche la sua profonda conoscenza della musica e la sua capacità di trasmettere emozioni attraverso la sua voce. La sua eredità musicale continua a ispirare nuove generazioni di cantanti e appassionati d'opera.
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