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Addio al nubilato: tra amicizia, ricordi e un tocco di malinconia

Eleonora voleva rifarsi tutta; Linda voleva morire prima dei 40 anni; Vanessa scommetteva che sarebbe diventata grassissima; e Chiara ha fatto fare loro una promessa: che anche vent’anni dopo ci sarebbero state sempre l’una per l’altra.

Vent’anni sono passati, le quattro amiche dell’adolescenza hanno seguito strade diverse, ma da San Francisco, dove si è trasferita, Chiara invita le altre tre a celebrare insieme il suo addio al nubilato, ed Eleonora, Linda e Vanessa non possono mancare alla loro promessa di "esserci".

Linda, Eleonora, Vanessa e Akiko, amiche dai tempi del liceo, si ritrovano per festeggiare l'addio al nubilato di una loro amica, Chiara. La sposa, tuttavia, non si presenta sul luogo dell'appuntamento, lasciando invece degli indizi che portano le quattro amiche in giro per la città in una caccia al tesoro. L’amica ha lasciato degli indizi per rintracciarla. E così si trovano a girare per la città eterna in lungo e in largo sulle note di "Non sono una signora" di Loredana Bertè, tra momenti divertenti e spogliarelli inattesi, bevute di Mandragola e confessioni, fino ad arrivare in nottata davanti il loro vecchio, caro, liceo.

Così si danno appuntamento nella Royal suite del St. Regis. La sposa ha organizzato tutto ma non si fa trovare. E come in una caccia al tesoro, lascia indizi che portano le quattro damigelle ad attraversare la Città Eterna, in una nottata rocambolesca. Fino al colpo di scena finale.

Tra un flashback e l’altro, ricordi e consapevolezza del tempo passato, le amiche cercano di ritrovare quella leggerezza e spensieratezza che si è rarefatta, quel collante che teneva insieme il loro rapporto e che nel corso di vent’anni si è dissolto.

In realtà la futura sposa costringe le ex compagne di scuola a fare una caccia al tesoro che le porterà davanti al vecchio liceo.

Alla fine di un emozionante avventura, le 4 amiche si ritrovano nel cimitero dove andavano da giovani e li scoprono la tomba di Chiara, morta 2 mesi prima per un tumore il giorno dopo la proposta di matrimonio.

Il film è stato accolto dal pubblico positivamente, essendo stato per settimane uno dei più visti sulla piattaforma Amazon Primevideoit. La critica si è divisa.

Scrive Davide Colaiocco di TaxiDrivers: "Un film orgogliosamente italiano, molto ben riuscito che ci mette di fronte al tempo effimero della vita da sfruttare bene. Argomento caro a Apolloni, riproposto in salsa molto divertente in “Addio al nubilato”. Provare ad essere felici si può fare e il primo passo può essere proprio guardare questo film".

Paolo Baldini del Corriere della Sera ha scritto che il film "si blocca su un pacchetto di scherzi banali, da satira televisiva più che cinematografica, puntando a compiacere il palato di un pubblico femminile poco sofisticato".

Francesco Alò del Messaggero: "Che belle e che brave Francini, Chiatti, Liskova, Ichikawa e Fotaras".

Elisabetta Bartucca di Movieplayer.it ha scritto che il film è "un esperimento interessante, ma solo nelle intenzioni".

Scrive Cinematographe.it: "Il film risulta molto gradevole e divertente".

Addio al nubilato, diretto, coprodotto e cosceneggiato (insieme a Fabrizio Nardi, che ha anche un piccolo ruolo nel film) sulla base dell'omonima commedia teatrale firmata dallo stesso Apolloni, si ispira chiaramente alla saga di Una notte da leoni, affidando però i ruoli principali ad un cast tutto al femminile.

Il tono è sboccato, le ambientazioni volutamente trash, l'umorismo politically incorrect, ma il sottotesto è malinconico e le relazioni fra i personaggi a poco a poco rivelano tensioni sotterranee e rancori covati nel tempo.

Tutti fattori di interesse, per un cinema italiano che vuole tentare strade nuove: ma bisogna saperli gestire con umorismo tagliente, dialoghi innovativi e caratterizzazioni credibili, pur nell'esagerazione comica.

Invece Apolloni crea un pasticcio costellato di volgarità gratuite (e non divertenti: questo il vero peccato), stereotipi femminili, etnici e religiosi, svolte improbabili (anche al netto delle licenze concesse al genere di commedia) o scontate (la conclusione è intuibile molto prima che arrivi).

Chissà, forse sarebbe stato meglio far raccontare la storia di un gruppo di donne che non vogliono "fare le signore" ad una donna: ma certamente anche un uomo può capire l'universo femminile, e raccontarlo con intelligenza, humour e originalità.

L'unica salvezza qui viene dal cast, composto da quattro attrici visibilmente legate da un affetto reale, e ognuna singolarmente capace di comunicare ciò che manca a questa storia: ironia graffiante (Chiara Francini), pathos credibile (Laura Chiatti), intelligenza raffinata (Antonia Liskova) e stile sui generis (Jun Ichikawa).

Ogni volta che la regia "lascia fare a loro", ovvero allenta la briglia di una sceneggiatura meccanica e sovrascritta e di una regia sempre in cerca dell'applauso, la situazione immediatamente migliora.

Molti sono i film sull’addio al nubilato e al celibato, la maggior parte, se non tutti, sono di matrice anglosassone. Pensiamo a The Wedding Party, a Le amiche della sposa, a Una notte da leoni.

Locandina del film

Location del film:

  • Il cimitero nel quale Chiara (Fotaras) e le sue amiche da ragazze si erano giurate eterna amicizia è il Cimitero Acattolico situato in Via Caio Cestio a Roma. La panchina sulla quale sono sedute si trova di fronte a una delle tombe più celebri del cimitero, quella del poeta britannico John Keats.
  • La strada dove Vanessa (Francini) si ferma a tastarsi il volto, terrorizzata dall'idea di essere invecchiata, è Via Bocca di Leone a Roma.
  • L'albergo nel quale Chiara (Fotaras) prenota una suite per le amiche in occasione del suo addio al nubilato è The St. Regis di Roma.

Addio al nubilato 2, intervista Fabrizio Nardi e Francesco Apolloni: «Commedia sentimentale nel DNA»

Dati tecnici del film:

Regia Francesco Apolloni
Coproduzione Italia, Francia
Genere Commedia
Produttori Gianluca Curti, Santo Versace
Distribuzione Minerva Pictures, Rai Cinema, in collaborazione con Amazon Prime Video
Durata 90 minuti
Lingua Italiano
Interpreti Laura Chiatti, Antonia Liskova, Chiara Francini, Jun Ichikawa, Fabrizio Nardi, Alberto Molinari, Antonia Fotaras, Emma Matilda Liò, Adrian Gaeta, Thierno Thiam
Soggetto
Sceneggiatura Francesco Apolloni, Fabrizio Nardi
Fotografia Giulio Pietromarchi
Montaggio Luigi Mearelli
Musiche Alessandro Molinari
Immagine del Cimitero Acattolico di Roma

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