L'emergenza della pandemia Covid-19 ha imposto profonde modifiche nell'organizzazione dei servizi sanitari, generando un carico di lavoro eccezionale per gli operatori e un impatto significativo sulla loro salute psicologica. Di fronte a un evento complesso e in gran parte sconosciuto nelle sue implicazioni, era lecito ipotizzare reazioni psicologiche ed emotive variabili, caratterizzate da smarrimento, confusione, rabbia e impotenza. Gli operatori sanitari, in particolare, non sono immuni a queste reazioni, che possono essere accentuate dal loro ruolo di cura, esponendoli direttamente e prolungatamente alle emozioni dei pazienti e dei loro familiari.
In risposta a questa situazione, la Direzione Aziendale della USL Sud Est ha richiesto l'attivazione di un supporto psicologico per gli operatori sanitari in prima linea nell'affrontare l'emergenza pandemica, con l'obiettivo di tutelarne la salute psicologica e prevenire eventuali distress emotivi. Successivamente, si è ritenuto opportuno estendere il supporto anche alla cittadinanza, in particolare a coloro maggiormente colpiti dall'emergenza: i contagiati, i loro familiari e le persone in isolamento domiciliare.
L'Organizzazione del Supporto Psicologico
La risposta più rapida attuata è stata l'attivazione di tre caselle di posta elettronica dedicate a ciascuna provincia (Arezzo, Siena, Grosseto), diffuse tramite il sistema intranet aziendale. È stata scelta un'ampia fascia oraria (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13,30) per facilitare l'accesso immediato al supporto. Nei colloqui telefonici venivano effettuati interventi di prima accoglienza e una prima analisi della domanda.
I referenti del progetto hanno gestito la turnazione degli psicologi volontari, garantendo il servizio in orario divisionale. L'azienda ha fornito i supporti tecnologici necessari per svolgere il progetto sia dalle sedi ambulatoriali che in smart working. È stata organizzata una formazione specifica sul modello di gestione della telefonata secondo il modello SAFIRIA, con passaggi ben definiti per un'interazione completa ed efficace. È stato inoltre predisposto un database CRM per monitorare i contatti e le pratiche aperte, favorendo la costruzione di relazioni personalizzate e continuative.
Il clima tra i colleghi è stato caratterizzato da grande collaborazione e propositività. Molti psicologi con esperienza nella psicologia dell'emergenza, nell'uso di protocolli di intervento (come EMDR) o nell'ambito degli help line psicologici hanno condiviso materiale formativo e portato le proprie esperienze, creando un modello circolare di condivisione di informazioni, esperienze e conoscenze. Sono stati organizzati eventi formativi in modalità webinar, sia tra colleghi che coinvolgendo esperti internazionali.
È importante sottolineare che, parallelamente a questo servizio, anche altre istituzioni e associazioni si sono attivate per offrire canali di ascolto psicologico. Ad esempio, l'Ordine degli Infermieri della Provincia di Grosseto e l'Ordine degli Psicologi della Toscana hanno predisposto servizi di ascolto e attivato linee telefoniche di supporto.
Analisi delle Richieste e dei Bisogni
L'osservazione dei dati relativi agli accessi al servizio ha evidenziato una domanda da parte dei dipendenti ASL inferiore rispetto all'offerta. Si ipotizza che ciò possa essere dovuto al contenimento dell'epidemia nelle province della ASL Toscana Sud Est, rispetto ad altre regioni, e alla conseguente minore percezione di pericolo concreto e ravvicinato. Potrebbe anche darsi che gli operatori, ancora pienamente immersi nell'emergenza, non avvertissero la necessità di supporto, o che vi fossero difficoltà oggettive nell'erogare interventi psicologici in contesti emergenziali nuovi, con spazi di relazione ostacolati dai dispositivi di protezione.
Tuttavia, laddove la figura dello psicologo era già integrata nella realtà organizzativa ospedaliera (come nella provincia di Arezzo), si sono registrati messaggi e contatti informali che aprivano maggiormente alla riflessione e alla richiesta di intervento. Il confronto con colleghi di altre realtà italiane ha permesso di ottenere una "fotografia dinamica" della domanda, delle proposte e delle difficoltà riscontrate, con richieste a volte intense e pressanti, altre volte assenti.
Dall'analisi dei dati raccolti nell'area di riferimento, le richieste dei cittadini sono circa la metà del totale, equivalenti per numerosità a quelle degli operatori. Questi eventi epidemici rappresentano emergenze sanitarie di grande impatto psicologico, in particolare per gli operatori sanitari e le fasce sociali più vulnerabili. In tali circostanze, l'impatto psicosociale può superare le capacità di gestione psico-emotiva, portando allo sviluppo di disturbi psichici.
Nella zona dell'USL Sud Est Toscana, elementi naturali di distanziamento sociale, come l'estensione territoriale e un numero relativamente esiguo di abitanti, uniti a un tessuto sociale con limitate differenze socio-economiche, potrebbero aver agito da barriere protettive contro la diffusione del virus, riducendo l'impatto delle richieste sul servizio locale di help line.
È stata definita una tipologia di richieste, emergendo quattro principali gruppi di motivazioni: preoccupazioni per la salute o le condizioni psicologiche dovute alla riduzione della socialità e all'intensificazione dei contatti familiari (Relazioni); reazioni ai casi di contagio (Contagio); preoccupazioni legate alla riorganizzazione degli ambienti di lavoro (Lavoro); e preoccupazioni per la gestione della propria salute e quella altrui in relazione alla malattia (Salute).

Approcci e Tecniche di Intervento
Nella realtà aretina, l'U.O.S.D. di Psicologia Ospedaliera opera presso l'Ospedale San Donato dal 2008, favorendo l'accesso all'aiuto diretto in emergenza grazie alla presenza dello psicologo in alcuni reparti e al supporto a pazienti e familiari. Per la pandemia, è stato strutturato un team di esperti in tecnica EMDR per offrire interventi di comprovata efficacia a gruppi di operatori particolarmente coinvolti nell'emergenza (emergenza/urgenza, rianimazione, malattie infettive, pneumologia).
Le caratteristiche di efficacia di un intervento di supporto psicologico in situazioni epidemiche sono state identificate come: dinamicità, tempestività e sviluppo per "fasi" (durante e dopo). È stata attivata l'Associazione EMDR a scopo umanitario per supervisionare e guidare il gruppo di terapeuti. Sono stati utilizzati strumenti di intervento appartenenti alla Psicologia dell'Emergenza, come il programma di Gestione Globale dello Stress da Incidenti Critici (CISM). Il Defusing, uno strumento metodologico standardizzato per interventi rapidi, mira ad alleviare e gestire gli effetti di esperienze dolorose, permettendo ai partecipanti di condividere impressioni ed esperienze sull'evento critico, fornendo nozioni relative alla psico-traumatologia e alle reazioni da stress-acuto.
Il Debriefing è uno strumento fondamentale per aiutare le popolazioni colpite da eventi critici, volto a dare un senso a quanto vissuto e prevenire lo sviluppo di problemi psicologici futuri. L'EMDR, protocollo del trattamento di gruppo integrativo (EMDR IGTP), combina un protocollo di gruppo con stimolazione bilaterale auto-somministrata e utilizza le 8 fasi dell'EMDR. Osservazioni cliniche e studi sul campo evidenziano che l'EMDR può essere benefico per alleviare angosce eccessive e prevenire complicazioni nelle settimane e mesi successivi agli eventi traumatici.

Le Fasi della Risposta Psicologica all'Emergenza
Un'utile cornice teorica per leggere i fenomeni innescati dalla pandemia in relazione alle richieste di aiuto è il modello concettuale dello stress, in particolare il modello di Selye che evidenzia le fasi di risposta a uno stimolo stressante: allarme, resistenza/adattamento ed esaurimento. Il disagio psicologico causato da un'emergenza produce cicli che possono durare fino a un anno, con un andamento prevedibile che include problemi comportamentali.
La SAMHSA ha identificato 6 fasi caratteristiche dell'emergenza:
- Fase Eroica: Normale reazione iniziale a una minaccia improvvisa, caratterizzata da un'intensa energia per il salvataggio e l'aiuto.
- Fase della Luna di Miele: Ottimismo e speranza di ritorno alla normalità, con l'afflusso di risorse e attenzione mediatica.
- Fase della Disillusione: Realizzazione che le aspettative non sono soddisfatte, diminuzione dell'attenzione esterna, aumento della stanchezza, rabbia, esasperazione e frustrazione.
- Fase di Ristabilizzazione/Ricostruzione: Inizio del recupero, con la ricostruzione fisica, finanziaria, sociale ed emotiva.
È possibile che dovremo prepararci alla fase di disillusione e di perdita di speranza, con un potenziale aumento di problemi psicologici come abuso di sostanze, ansia, tendenze suicidarie, sintomi depressivi, violenza domestica e alti livelli di stress. La resilienza, intesa come capacità di equilibrio e flessibilità di pensiero, è fondamentale per affrontare le avversità. L'ottimismo e la gioia, coltivati attraverso la gratitudine, l'amore e la gentilezza, sono potenti strumenti per mantenere l'energia e la speranza.

La Psicologia dell'Emergenza e i Soccorritori
La psicologia dell'emergenza si occupa dello studio, della prevenzione e del trattamento dei processi psichici e sociali implicati negli eventi traumatici. Nasce dall'esigenza di fornire linee guida per affrontare e gestire accadimenti traumatici, offrendo assistenza qualificata alle persone coinvolte e ai soccorritori. Le sue finalità includono la prevenzione e la riduzione della sofferenza psichica, la tutela e il ripristino dell'equilibrio psichico, dell'identità e della sicurezza individuale e collettiva.
L'emergenza è una situazione critica che minaccia l'integrità fisica e psichica delle persone, caratterizzata da impatto emotivo e imprevedibilità. Le fasi tipiche includono l'avvertimento, l'allarme, l'impatto, l'inventario, la fase eroica, la luna di miele, la disillusione e la ricostruzione.
Cosa vuol dire resilienza? Ce la posso fare...
I rischi professionali per i soccorritori sono molteplici e includono l'esposizione a pericoli fisici, l'incontro con la morte e la sofferenza, turni lunghi, lavoro disorganizzato, faticano estrema, e conflitti interpersonali o organizzativi. Anche gli stressor personali, come lo stress preesistente, un basso livello di preparazione, aspettative irrealistiche, o scarso supporto sociale, possono incidere significativamente sulle reazioni di stress.
Le reazioni di stress negli operatori sono normali e vanno messe in conto. Anche gli operatori esperti non diventano insensibili di fronte a situazioni particolarmente drammatiche. Le reazioni di stress possono manifestarsi con riduzione della reattività psichica, menomazioni transitorie della memoria, della capacità di risolvere problemi e della comunicazione. A lungo termine, possono includere depressione, ansia cronica o sintomi da trauma vicario, con possibili ripercussioni su relazioni coniugali, lavorative o sull'abuso di sostanze.
La prevenzione e la promozione della salute psicofisica dei soccorritori sono fondamentali e includono comportamenti di autoprotezione, defusing e debriefing. L'autoprotezione implica la salvaguardia della propria incolumità fisica e mentale, la condivisione delle esperienze, l'apprendimento dai successi e dai fallimenti, e la fiducia nelle proprie capacità, riconoscendone i limiti. È naturale chiedere aiuto in situazioni difficili. Le tecniche di gestione dello stress da evento critico, come il defusing e il debriefing, mirano a ridurre il senso di isolamento, favorire l'appartenenza al gruppo e aiutare il ritorno alla normalità attraverso la stabilizzazione delle emozioni e la normalizzazione dell'esperienza.
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