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La Luna di Miele nel Diabete di Tipo 1: Una Fase Transitoria di Remissione

Il diabete mellito è una patologia cronica caratterizzata dal deficit della produzione dell'ormone insulina, prodotto dalle cellule beta del pancreas e deputato all'abbassamento del livello di zuccheri nel sangue. Questa condizione richiede cure specifiche e una buona aderenza ad esse da parte del paziente, al fine di ottenere un buon compenso glicemico che si mantenga costante nel tempo. Sappiamo che esiste il diabete di tipo 1 e quello di tipo 2, oltre che altre forme, come il diabete Lada per esempio. Il diabete di tipo 1 ha un'eziologia di tipo autoimmune, ciò significa che le cellule deputate alla produzione dell'insulina vengono distrutte dall'organismo stesso perché non vengono riconosciute come tali e vengono attaccate, come se fossero agenti esterni da eliminare. In questa forma di diabete può presentarsi una particolare fase, che prende il nome di luna di miele, a cui possono andare incontro alcuni pazienti.

Il termine "luna di miele" nel contesto del diabete di tipo 1 non è da intendersi in senso sarcastico, ma indica un periodo transitorio di remissione della malattia, caratterizzata da una progressiva riduzione del fabbisogno di insulina. Tale fenomeno compare nei mesi successivi alla diagnosi e dopo l'inizio della terapia insulinica. È una conseguenza della normalizzazione della glicemia, che è in grado di ripristinare temporaneamente la capacità secretiva delle residue cellule pancreatiche non ancora interessate al fenomeno di distruzione autoimmune che è alla base del diabete tipo 1. Si riscontra poco dopo l'esordio del DM1 in circa l'80% dei casi. In questo periodo il paziente riduce notevolmente la quantità di insulina esogena, fino, in alcuni casi, a sospenderla totalmente. La sua durata può variare molto (da pochi giorni a 2 anni) e sembra essere direttamente proporzionale con l'età di esordio.

Durante questa fase, si verifica un'apparente guarigione dalla malattia. I parametri degli zuccheri nel sangue si presentano bassi o nella norma e il paziente sembra non avere sintomi legati alla patologia. Questo può portare il paziente a non necessitare dell'insulina o di averne bisogno solo di minime quantità somministrate, perché il fabbisogno dell'ormone diminuisce notevolmente e queste risultano sufficienti a mantenere un buon controllo metabolico. Tutto questo non avviene per caso, ma trova le sue basi su una spiegazione scientifica ben nota. Infatti, si verifica che l'organismo mantenga ancora attive le cellule che gli rimangono, deputate alla produzione dell'ormone, ovvero le cellule beta del pancreas, che riescono momentaneamente a compensare il problema, anche se poi andranno gradualmente distrutte, andando incontro a quel processo irreversibile che porta il paziente con diabete di tipo 1 a dover ricorrere alla somministrazione di insulina a vita.

È quindi importante sottolineare che si tratta di una fase transitoria. Non significa che la persona sia guarita dalla malattia o che non abbia più bisogno di sottoporsi al trattamento terapeutico che è stato prescritto. Infatti, dopo un certo periodo, succede che quella piccola parte di cellule attive che riesce a produrre l'ormone, cessi di svolgere la sua funzione. Allora, è opportuno trovare il perfetto equilibrio per l'assunzione di insulina, al fine di evitare picchi o sbalzi glicemici, ed andrà regolata monitorando l'andamento della luna di miele, per essere pronti ad adattare le dosi man mano che questo periodo avanza per arrivare a cessare del tutto.

La fine della luna di miele può rappresentare un vero e proprio trauma per i pazienti affetti da diabete di tipo 1. La domanda che spesso si pongono è se ci sia modo di estendere la luna di miele per più tempo possibile. Le ricerche si sono mostrate promettenti con due possibili vie: la dieta priva di glutine (anche in pazienti non celiaci) e l'assunzione di vitamina D, che abbiamo già detto avere qualche collegamento con il diabete, oltre che con i problemi di tiroide, i calcoli renali e il controllo del peso.

Schema del funzionamento del pancreas e della produzione di insulina

Il diabete è una patologia insidiosa che coinvolge ogni aspetto della vita del soggetto e lo costringe a modificare drasticamente alcune sue abitudini. Per questo, il momento che segue la diagnosi della malattia è molto delicato per il paziente, che si troverà a combattere con una nuova patologia che durerà per tutto il resto della sua vita. La fase di luna di miele potrebbe destare parecchia confusione e incertezza nel paziente, per cui, risulta fondamentale informarlo sul fatto che questi alti e bassi che potrebbero presentarsi sono fisiologici e che tendono a scomparire con il passare del tempo. Anche se questo, non sempre risulta così semplice ed immediato da comprendere e la luna di miele dà una falsa speranza ai pazienti, che poi possono trovarsi nello sconforto. Talvolta, potrebbe essere utile un supporto psicologico per far sì che essi accettino la malattia e le eventuali complicanze che ne potrebbero conseguire. In questo modo, si eviteranno eventuali ripercussioni sulla persona che sperava di essere guarita e si ritrova invece a dover condurre la vita di una qualsiasi paziente diabetico.

All'esordio del DM1 l'inizio della terapia insulinica migliora il controllo glicemico tanto da creare spesso una temporanea e parziale remissione del diabete: la cosiddetta ‘luna di miele’. Inoltre, non più privo di insulina, l'organismo accresce la sua massa e quindi il peso. Uno studio ha confrontato la durata della luna di miele (o meglio la variazione della insulinosensibilità) con il peso. È emerso che l'aumento di peso contrasta la ripresa della sensibilità all'insulina. Quindi una anticipata e veloce ripresa del peso può ridurre l'effetto ‘luna di miele’ e comunque accorciarne la durata.

In merito alla gestione dei valori glicemici durante la fase di luna di miele, è importante monitorare attentamente i livelli di glucosio nel sangue. Nel caso di un bambino insulino dipendente, con valori mattutini elevati, potrebbe essere considerata l'introduzione di una dose di insulina intermedia serale. Tuttavia, in seguito a un recente episodio infettivo, come una broncopolmonite trattata con antibiotici, potrebbe trattarsi di un leggero scompenso dovuto proprio a questo. In questi casi, si potrebbe iniziare con piccole dosi di insulina intermedia (3-4 U.I.) somministrate alle 22:30, con l'accortezza di effettuare un controllo glicemico a quell'ora e, se la glicemia è inferiore a 110 mg/dl, consumare un frutto o bere un bicchiere di latte. È sempre consigliabile consultare il proprio diabetologo per adattare la terapia alle specifiche esigenze del paziente.

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È probabile che un bambino inizi ad avere bisogno di un po' di insulina intermedia all'ora di andare a letto. Tuttavia, visto il recente episodio infettivo, potrebbe ancora trattarsi di un leggero scompenso dovuto a questo. Comunque, si inizierebbe ad effettuare piccole dosi (3-4 U.I.) di insulina intermedia alle 22:30 con l'accortezza di effettuare un controllo glicemico a quell'ora e di fare mangiare un frutto o bere un bicchiere di latte se la glicemia è inferiore a 110 mg/dl.

Il diabete di tipo 1 è una condizione che richiede un monitoraggio costante e un adattamento della terapia. La fase di "luna di miele" rappresenta un periodo di apparente miglioramento, ma è fondamentale non abbassare la guardia e proseguire con le indicazioni mediche per gestire al meglio la malattia nel lungo termine.

Grafico che illustra l'andamento della glicemia durante la fase di luna di miele

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