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David e Victoria Beckham: Stile e Beneficenza al Royal Wedding

David e Victoria Beckham sono una delle coppie più amate e seguite al mondo e a ogni loro apparizione pubblica riescono ad attirare l'attenzione dei media. Lo scorso maggio hanno preso parte al Royal Wedding, il matrimonio del principe Harry e Meghan Markle, e hanno incantato tutti con i loro look elegantissimi e impeccabili.

Il Royal Wedding tra Meghan ed Harry è stato celebrato quasi un mese fa ma oggi si ritorna a parlare dei look originali e sofisticati degli invitati, primi tra tutti David e Victoria Beckham. L'ex Posh Spice ha indossato un lungo abito scuro della sua collezione Primavera/Estate 2018-19, completando il tutto con delle scarpe arancio tangerine di Manolo Blahnik, mentre il marito ha puntato su un completo colore antracite di Dior Homme disegnato da Kim Jones con tanto di panciotto doppiopetto e cravatta abbinata.

David e Victoria Beckham al Royal Wedding

Come aggiudicarsi gli abiti di Victoria e David Beckham? A partire da questo momento sarà possibile aggiudicarsi i due outfit prendendo parte a una lotteria online. I due coniugi hanno infatti organizzato una lotteria benefica accessibile a chiunque in collaborazione con l'associazione The We Love Manchester Emergency Fund, che ha intenzione di donare i proventi alle vittime dell'attentato del 2017 durante il concerto di Ariana Grande a Manchester, che ha causato 22 morti e 250 feriti. Tutti potranno fare la loro offerta, acquistando dei biglietti per aggiudicarsi gli abiti a partire da 8,5 euro, e i fondi andranno ad aggiungersi ai quasi 24 milioni di euro raccolti dall'associazione a partire dalla sua apertura. Ancora una volta David e Victoria hanno dimostrato di avere a cuore il loro paese: chi riuscirà ad aggiudicarsi i loro vestiti firmati?

Il Ruolo dello Stylist nei Matrimoni Reali

Devono conoscere il protocollo ma al contempo devono essere aggiornate sulle tendenze contemporanee, da una parte con il centimetro in mano per misurare la lunghezza di una gonna e dall’altra l’enciclopedia dove sono descritti usi e costumi di un paese insieme e una nutrita rubrica di numeri di telefono di brand e sartorie. Sono solo alcune delle competenze necessarie di chi si occupa dello styling delle reali di cui tanto ci piace scorrere le fotografie scattate nei vari royal tour, in occasione di impegni formali o semplicemente durante una passeggiata.

Negli ultimi anni praticamente tutte, tra regine, principesse, duchesse, hanno una professionista che le segue (in campo reale le stylist sono di fatto tutte donne), anche quelle che nelle interviste si vantavano di curare la propria immagine per conto loro. Gli incidenti nella moda, come si sa, sono sempre in agguato e dato certe immagini sono destinate a durare per sempre anche a causa del rimbalzo sui social network, meglio farsi scegliere gli abiti da chi fa questo di mestiere.

Le Pioniere dello Stile Reale: Elisabetta e Diana

La regina ha avuto tante grane in 70 anni e passa di regno ma quella del pensare a come vestirsi per gran parte della vita se l’è risparmiata. Ci sarà stato pure qualche passo falso nel suo curriculum ma sono stati oscurati da quasi un secolo di stile unico e pressoché inimitabile. Si è affidata nella prima parte della sua vita, negli anni in cui i suoi sarti di riferimento erano Norman Hartnell e Hardy Amies, a Bobo MacDonald, bambinaia prima e personal dresser poi: un legame durato 67 anni.

Regina Elisabetta con Bobo MacDonald e la Principessa Margaret

In tempi più recenti ha fatto capolino il nome di Angela Kelly in qualità di quella che potremmo definire una stylist se solo non parlassimo di una sovrana di 96 anni. Al servizio di sua maestà dal 1993, da semplice assistente è passata velocemente a ricoprire il ruolo di guardarobiera senior. Angela Kelly è essenziale per Elisabetta: è molto più della sarta che le crea gli abiti o che le suggerisce come abbinare le spille al cappotto. È soprattutto un’amica e una confidente.

Per Diana Anna Harvey era più che altro una consigliera. La futura principessa e l’allora fashion editor di British Vogue si incontrarono in redazione nel 1980: Sarah e Jane Spencer pensarono che la loro sorella minore, nell’occhio del ciclone per via della frequentazione con l’erede al trono d’Inghilterra, avesse bisogno di qualcuno che la prendesse per mano e la portasse a fare shopping. In quel preciso istante, il soprannome di Diana era Shy Di non era ancora riconosciuta per il suo stile ma era una ragazza semplice, tutta maglioncini, gonnelline e salopette vestita come le sue coetanee aristocratiche definite Sloanies.

Principessa Diana a una sfilata alla London Fashion Week

Anna Harvey le presentò tutti gli stilisti che hanno legato la loro carriera alla principessa, da Catherine Walker a Bruce Oldfield, passando per Victor Edelstein fino ad arrivare a Gianni Versace. La sua mediazione garantiva quella riservatezza necessaria a proteggere la fragile principessa dall’isteria collettiva che l’ha accompagnata nella sua breve vita. La giornalista ha contribuito a costruire l’immagine di Diana che però non rinunciava a metterci del suo, una volta scoperto che il senso dello stile non le faceva difetto. Senza Anna Harvey però quel talento non sarebbe mai sbocciato e quella che tutti noi riconosciamo come fashion icon, forse, non sarebbe mai esistita.

Natasha Archer e Virginia Chadwyck-Healey: Le Stylist di Kate Middleton

Tubini stretti, a volte acquistati in serie, pochi guizzi e scelte rassicuranti. Quando Kate Middleton è salita alla ribalta dopo avere sposato il principe William nel 2011 si è fatta conoscere come la ragazza della porta accanto. «Una di noi» che ogni tanto ha un impegno più formale dei nostri e ha più soldi da spendere, per farla semplice. Nel 2014 pare sia stata la regina stessa a chiedere alla moglie del nipote di spingere un po’ di più il piede sull’acceleratore della regalità. La duchessa, in partenza per il tour in Australia e Nuova Zelanda, affidò il ruolo di personal dresser a Natasha Archer detta «Tash», la sua assistente a Kensington Palace dal 2007. L’evoluzione dello stile di Kate è sotto gli occhi di tutti quelli che hanno memoria di faccende reali. Abiti riciclati, il mix tra lusso e low cost, spazio ai designer britannici, outfit come uniformi (parliamo della cifra distintiva di Kate, i coat dress: sono solo alcuni degli ingredienti cucinati da Tash e la sua principale in grado di garantire alla duchessa di Cambridge la nomina perenne a royal best dressed.

Natasha Archer durante un tour reale

Natasha Archer grazie al suo lavoro ha trovato anche marito: è infatti sposata con Chris Jackson, il fotografo autore degli scatti più memorabili della famiglia Windsor (con un occhio di riguardo alla capa della moglie). La stylist reale 2019 ha ricevuto dalle mani di William anche la nomina a membro del Royal Victorian Order con una cerimonia a Buckingham Palace, per dire quanto sia profonda la loro relazione che ha visto un solo tradimento, si mormora.

Non c’è mai stata una conferma ufficiale ma durante la gravidanza di Tash, a seguire Kate si dice sia stata Virginia Chadwyck-Healey. Vecchia amica di Kate, Virginia detta Ginnie viene da British Vogue (come Anna Harvey) ma si è messa in proprio come consulente d’immagine. Le malelingue sostengono che l’arruolamento della stylist fosse dovuto alla necessità di non farsi rubare i riflettori dalla prima gravidanza di Meghan. E ci riuscì (o quantomeno condivisero lo spazio nei giornali di moda) se diamo credito alla periodizzazione che vede Ginnie operare nel momento in cui Kate sfoggiò la blusa col fiocco di Gucci, il monospalla bianco da sera di Alexander McQueen e l’altro McQueen modificato sartorialmente con il cambio di scollatura. In effetti se ne parla ancora. Tuttavia Tash ha ripreso il suo posto a palazzo e con Ginnie è rimasta l'amicizia che le assicura qualche dritta sulle ultime tendenze.

Lo Styling di Meghan Markle: Un Caso di Studio

L’affare dello styling di Meghan invece è finito in tribunale. La vicenda è lunga e complessa ma, riassumendo, i due stavano concordando quali informazioni condividere con Omid Scobie e Carolyn Durand, gli autori di Finding Freedom, e Meghan, che si considerava una it-girl prima di sposare Harry, non tollerava che i suoi successi di stile venissero attribuiti ad altri. Sono tanti i nomi che sono spuntati durante la sua carriera da working royal. Uno su tutti era quello di una delle sue amiche del cuore, Jessica Mulroney, fashion consultant conosciuta ai tempi di Suits e del blog di lifestyle che Meghan gestiva The Tig (ora cancellato).

Jessica Mulroney e Meghan Markle

Tuttavia nel periodi compreso tra il tour in Sudafrica e l’uscita di scena «col botto», così definita nella biografia, pare confermata la collaborazione tra Meghan e Maria Means Cote, ex PR e responsabile delle relazioni con le celebrità per Prada. Ecco quindi che la professionista potrebbe avere suggerito alcuni brand etici africani indossati dalla duchessa in tour e andati rapidamente sold out, l’abito rosso Safiyaa visto la sera del Mounbatten Festival of Music e il tubino celeste di Victoria Beckham passato alla storia immortalato all’Endeavour Fund. In quell’occasione, a dire il vero, più che il design o la stylist potè la pioggia che donò alla coppia una foto leggendaria. Ora, sotto il sole della California, è legittimo pensare che sia tornata a fare tutto per conto suo.

Le Sorelle Beatrice ed Eugenia di York: Dall'Eccentricità all'Eleganza

Ci sono voluti dieci anni di outfit azzeccati per far dimenticare quel cappello di Philip Treacy maltrattato, forse ingiustamente, non solo dalla critica ma da chiunque. Chi non si ricorda dei look delle sorelle York al matrimonio di William e Kate nel 2011 è perché probabilmente non era nato: Beatrice aveva scelto un soprabito di Valentino color cipria e il famigerato copricapo mentre Eugenie era in Vivienne Westwood e un cappello dello stesso modista. Dietro quei look sembra ci fosse lo zampino di Sarah Ferguson che, cuore di mamma, si mise subito a cercare qualcuno che scegliesse vestiti per le figlie per le quali forse sognava una sorte migliore della sua per quanto riguarda il giudizio sul modo di vestire.

Le sorelle Beatrice ed Eugenia di York

Il primo incarico ufficiale fu affidato a Charlie Anderson, ex fashion director di Tatler, già ingaggiata da Emma Watson, Anne Hathaway e Nicole Ritchie. La stylist, che ora insegna yoga a tempo pieno, con diplomazia aveva subito affermato che il trattamento della stampa fosse stato ingiusto nei confronti delle due sorelle, piazzando appena convocata a Beatrice un incantevole abito di Elie Saab e un nuovo Westwood a Eugenie per ripristinare un equilibrio con la più amata designer britannica. Poi sempre mamma Fergie nel 2012 si trovò a condividere il soggiorno in uno chalet in montagna con Mary Fellowes, sua cugina di secondo grado ma soprattutto ex stylist di British Vogue. Le deve aver chiesto: «Mary, non è che puoi dare una mano alle ragazze in vista del Giubileo di Diamante della regina?». E la congiunta non si sottrasse alla sfida nonostante stesse pianificando di trasferirsi a New York.

«Se mi lasci fare quello che penso dovrei fare, ti prometto che le metterò nella lista delle migliori vestite di Vogue entro l'estate» le giurò sulla testa degli avi comuni. Mary Fellowes cominciò subito a fare un accurato lavoro di ricerca non solo stilistica ma anche storica per le occasioni al cospetto della nonna delle due clienti con grande soddisfazione di tutto il reame, Elisabetta compresa. Nel 2019 la palla è passata a un'agenzia di styling Emily & Olivia, fondata dalle aristocratiche Lady Emily Compton e Olivia Buckingham, ex redattrice di Tatler la prima, collaboratrice di Tatler Asia, la seconda.

Per Beatrice in particolare si è trattato di un rifiorire concomitante con il fidanzamento e il successivo matrimonio con Edoardo Mapelli Mozzi. Se Eugenie si tiene un po’ distante dai riflettori e alcuni riportano abbia un’altra stylist, Sarah Price, che l'ha aiutata soprattutto con le nozze con Jack Brooksbank nel 2018, Beatrice negli ultimi tempi si è decisamente ripreso tutto quello che il «pretzel» (così veniva chiamato il cappello del royal wedding) le aveva tolto. Non tutti sanno forse che quel pezzo è stato battuto all’asta su eBay poco dopo, raccogliendo più di 80mila sterline da destinare all’Unicef e a un altro ente di beneficenza che si occupava di bambini. Beatrice, con ironia, si era fatta giustizia da sola anche senza stylist a libro paga.

Sophie di Wessex e Zara Tindall: Da "Faccio da Sola" a "Chiamate la Mia Stylist"

Nel 2015 la contessa di Wessex dichiarava che avere una stylist non era cosa sua, che cercava di fare il meglio che poteva con quello che aveva. Ora che anche l’ultima delle influencer della rete ha un o una consulente che la veste, la nuora prediletta di Elisabetta si è ricreduta. Ex PR, nei primi anni da reale la moglie del principe Edoardo, ha sfoggiato tailleur e qualche abito senza ambizione, passando poi alla scelta di firme per convertirsi poi alla figura della stylist. I nomi legati a lei sono quelli di Georgie Pincus, ora ritirata dalla professione per insegnare yoga (pure lei come la stylist di Beatrice: vorrà dire qualcosa?) e Pandora Delevingne, quest’ultima ex buyer di Selfridges ma anche madre delle più celebri Poppy, Cara e Chloe.

Famiglia Delevingne

L’idea iniziale della contessa di Wessex era che non voleva che un abito rubasse la scena a una causa che patrocinava finché qualcuno l’ha convinta del contrario: il look giusto dà visibilità alla tua attività di beneficenza. Sophie ora è davvero una delle reali più acclamate per le sue scelte di stile: come abbiamo visto di recente, ha decisamente rivisto la sua posizione sul ruolo della moda nel servizio a sua maestà.

Un’altra che non voleva cedere al lusso della consulente era Zara Tindall, la figlia della principessa Anna. Non essendo una reale lavoratrice ma un'ex campionessa di equitazione pensava le bastasse qualche acquisto in solitaria da indossare quando si trovava costretta ad accantonare gli stivali inzaccherati di fango. «Chiama la mia stylist» deve averle detto Autumn Phillips, ex moglie del fratello Peter, chissà se per farle aggiustare il tiro o semplicemente un consiglio disinteressato da buona cognata. Fatto sta che Annie Miall, questo il nome della professionista di nascita australiana e con una laurea in psicologia, sta facendo un ottimo lavoro con Zara che a ogni uscita riesce a conquistare il favore della stampa con look audaci e colori sgargianti mai fuori luogo.

Camilla Parker Bowles: Eredità di Stile

Per comprendere l’amore di Carlo per questa donna basterebbe dire che non ha una stylist ma ha ereditato la personal dresser della nonna, la Regina Madre. Si chiama Jacqui Meakin l’assistente della duchessa di Cornovaglia che la supporta nelle scelte di abbigliamento dei suoi doveri reali. Lei è il tramite tra Camilla e Fiona Clare, Anna Valentine e Philip Treacy, i nomi di riferimento del guardaroba della futura regina consorte. Per quanto bistrattata, forse ingiustamente, nel passato, ora Camilla è apprezzata per il suo stile ed è finita pure su British Vogue in occasione del suo 75esimo compleanno.

E le Altre Reali? Eva Fernandez e Letizia di Spagna

Il caso più interessante è quello di Eva Fernandez, la riservatissima stylist di Letizia di Spagna. Per tutte le occasioni più importanti, la sovrana era solita rivolgersi a Felipe Varela, il suo designer di fiducia. Quando però la ex giornalista ha incontrato nel 2015 la collaboratrice di Glamour in uno showroom si è lasciata sedurre dalla prospettiva di dare una svolta al suo look giudicato forse eccessivamente istituzionale. Sono arrivate quindi le grandi firme ma soprattutto una pletora di brand made in Spain come, solo per fare qualche nome, The 2nd Skin, Laura Bernal, José ...

Le nozze reali di Montecarlo e il look gli invitati

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