Il matrimonio tra Francesco de’ Medici e Giovanna d’Austria, avvenuto il 18 dicembre 1565, segnò un evento di portata storica, un vero e proprio crocevia di culture e politiche che proiettò la Toscana nell'arena europea.
Furono nozze magnifiche e trionfali, così come le feste volute da Cosimo I, che durarono mesi, trasformando Firenze in un palcoscenico di rara bellezza. La magnificenza e la fantastica scenografia che accompagnarono i banchetti seicenteschi erano state descritte dettagliatamente nella trattatistica rinascimentale, come ad esempio nell’opera di Cristoforo de Messisbugo relativa alla composizione delle vivande e all’apparecchiatura in genere. Le feste fiorentine per il matrimonio tra Francesco I de’ Medici e la principessa Giovanna d’Austria vennero coordinate dal monaco benedettino Vincenzo Borghini, priore dell’Istituto degli Innocenti e luogotenente di Cosimo nell’Accademia del Disegno. Anche Giorgio Vasari contribuì all'organizzazione di questi straordinari festeggiamenti.

Le scenografie, che furono transitorie, sono state ricostruite dall’Accademia del Disegno, testimoniando la grandiosità degli allestimenti. Furono realizzate grandiose scenografie in tutta la città, a partire da Santa Maria del Fiore, dove il matrimonio fu celebrato. Il progetto degli apparati trionfali per l’ingresso della principessa in città si dimostrò all’altezza della grande attesa. Gli addobbi e le scenografie trasformarono per lungo tempo l’aspetto urbano.
Per il matrimonio, alcune decisioni riguardo alla pianificazione urbana furono implementate, come la rimozione dei macellai da Ponte Vecchio, che furono sostituiti da orafi, cambiando la disposizione di una città che era già in trasformazione grazie al grande cantiere degli Uffizi condotto da Vasari e alla realizzazione del Corridoio Vasariano. Oltre alle scenografie, i cosiddetti «apparati effimeri», furono realizzate anche opere permanenti, come ad esempio il Corridoio Vasariano o gli affreschi nel Cortile di Michelozzo in Palazzo Vecchio.

Questa mostra è un’occasione per sottolineare la creatività indotta da un evento unico nel suo genere che servì alla famiglia de’ Medici per dimostrare ai fiorentini, ma soprattutto agli stranieri, che la Toscana poteva ambire a diventare uno Stato di rilevanza europea.
Come ogni matrimonio reale, anche quello tra Giovanna d’Asburgo, la più giovane delle figlie dell’Imperatore Ferdinando I, e Francesco I de’ Medici, figlio di Cosimo I, Granduca di Toscana, non fu un matrimonio d’amore. I sentimenti dovevano cedere il passo alla ragion di Stato. Francesco si piegò al volere paterno e si sposò, senza amore. Certo, Giovanna d’Asburgo non era la donna che avrebbe voluto al suo fianco: era bassa, era curva per una deformazione della colonna vertebrale, aveva il viso lungo e appuntito, gli occhi sporgenti e non poteva certo competere in bellezza con l’affascinante Bianca.

Verso la fine del 1565 l’Arciduchessa partì per Firenze e l’8 dicembre giunse a Poggio a Caiano ricevendo l’omaggio della nobiltà fiorentina e degli abitanti presso la Villa Medicea voluta da Lorenzo de’ Medici e realizzata da Giuliano da Sangallo. Pochi giorni dopo Giovanna entrò trionfalmente a Firenze attraverso Porta al Prato e il 18 dicembre 1565 si sposò con Francesco nel Duomo di Santa Maria del Fiore.
La vita matrimoniale non fu affatto piacevole: Francesco era un intellettuale amante delle scienze occulte e dell’arte che trovava la moglie poco interessante, né molto colta, né elegante. Giovanna si sentì sempre una straniera a Firenze che, a sua volta, non l’accettò mai del tutto. Era sempre sola e triste anche a causa del mancato arrivo dell’erede. Ebbe infatti sei figlie, delle quali solo due arrivarono all’età adulta (una fu la famosa Maria de’ Medici) e che, per diritto dinastico, erano escluse dalla successione granducale. Nel frattempo Francesco I continuò alla luce del sole la sua relazione con Bianca Cappello dalla quale, nel 1576, ebbe il figlio Antonio che, si diceva, fosse in realtà figlio di una serva. Finalmente l’anno successivo Giovanna partorì l’erede legittimo, Filippo, che morirà all’età di soli quattro anni. Giovanna era già morta nel 1578, in seguito ad una caduta dalle scale del palazzo, dando alla luce un bambino morto. Nel 1587 morirono a distanza di un giorno l’uno dall’altra, nella villa di Poggio a Caiano a causa, così sembra, di un avvelenamento da arsenico.
La dote infatti ammontava a seicentomila ducati nonostante la Francia ne avesse richiesti un milione. Una data storica perché segnò un avvicinamento tra i due Stati, ridusse notevolmente il debito che la corona francese aveva accumulato nei confronti dei banchieri italiani.
Tavolinetti riccamente coperti da preziose tovaglie sono allestiti allo scopo di appoggiare vassoi e bacili collocati, come prescrivono i trattati sui conviti, di fronte alla credenza dei piatti freddi, accanto all’orchestra che scandisce con la sua musica fino all’alba le pause nell’andirivieni dei valletti. Tutto l’occorrente e l’organizzazione delle bevande è affidata al bottigliere che avrà a propria disposizione bicchieri, bicchierini d’ogni foggia, vasi di cristallo e d’argento, bottiglie, caraffe con vari tipi di vini, dai dolci ai digestivi agli aromatizzati pronto a rispondere alle richieste dei commensali. Furono settantadue portate tra piatti freddi e caldi formaggi dolci e liquori ai gusti di frutta. E ancora la meraviglia delle carni trattate e tagliare e composte in fogge singolari: pasticci di vitella a forma di liocorno, capponi in pasticcio a forma di gru, e fagiani e quaglie e pavoni. La scenografia si arricchisce della piegatura speciale dei tovaglioli con forme bizzarre e di animali, mentre nella sala, secondo la nuova abitudine, i valletti si muovono per servire le bevande che verranno portate di volta in volta ai commensali che ne faranno richiesta.
Riassunti d'arte: il Rinascimento in arte
I festeggiamenti continuarono anche nei giorni successivi, con spettacoli teatrali come l’Euridice a Pitti che segnò la nascita dell’opera moderna, fino all’imbarco della sposa nel porto di Livorno il 16 ottobre con destinazione Marsiglia.
tags: #dottori #le #nozze #della #principessa
