Ancor oggi mi viene da canticchiare ogni tanto questa canzoncina che ho in mente da ben 37 anni, tanto è passato da quel lontano 1970, anno in cui la RAI all’interno della TV dei Ragazzi programmò la serie di Gianni e il magico Alverman ogni lunedì alle ore 18,15.
Come ho già detto quell’ora era la più attesa della giornata ed Alverman fu una vera fonte di giochi e magie per i bimbi dell’epoca.
Oltre a Gianni ricordo benissimo il saltellante folletto Alverman che canticchiava cose simpaticamente incomprensibili pronunciando parole magiche e ovviamente Don Cristobal de Bobadilla.
Alverman, che proviene dalla terra di Avalon, dona un anello magico a Gianni… e chiaramente, anch’io avevo un anello con il quale fingevo di compiere magie 15 anni prima di leggere Il Signore degli Anelli.
Gianni e il Magico Alverman (Johan en de Alverman) è il titolo di una serie televisiva belga di lingua fiamminga ideata da Karel Jeuninckx e prodotta nel 1965 dalla Universal Video.
I protagonisti della serie erano ideati per i bambini.
Le avventure si svolgono in un mondo ambientato tra il medioevo e l'inizio dell'era moderna (più precisamente agli inizi del XVII secolo), tra boschi fatati, grotte (in cui vive il popolo di Alverman), taverne, dimore signorili e castelli.
Il soggetto e l'ambientazione possono essere considerati antesignani del genere fantasy.
Lo sceneggiato ebbe un immediato successo ed è annoverato fra i programmi cult del periodo.
Il ritornello del motivetto suonato col piffero dal folletto Alverman ("Don Cristobal, vorrei sposar sua figlia ...") divenne il tormentone fra i giovani del periodo.
Alverman, co-protagonista della storia, è stato certamente il personaggio più popolare fra il pubblico, tanto che in località Assais nel comune di Verzegnis, in Carnia, alla grotta più estesa è stato dato il nome La grotta Magico Alverman.
Gli episodi sono stati girati in Belgio a Bookrijk, nel castello di Gaasbeek e nelle grotte della zona.
Il telefilm andò in onda in 6 paesi: Belgio, Paesi Bassi, Germania, Svezia, Norvegia e Italia.
Della serie è disponibile il DVD in lingua italiana, con gli episodi trasmessi, uscito nel novembre 2012 (a lungo aveva attecchito una leggenda metropolitana sulla presunta perdita della versione in italiano da parte della Rai).
Gianni Claeszoon, un giovane studente di medicina, si è appena laureato. Senza molte risorse economiche, per riposarsi dalle fatiche degli studi, si reca in vacanza presso il mulino ad acqua degli zii William e Liezelotje.
Durante la sua permanenza si invaghisce della bella Rosita, figlia del nobile don Cristobal de Bobadila.
Il suo desiderio di frequentare la fanciulla è però contrastato dal cattivo di turno Guy de Sénancourt, un nobile borioso e spia francese, ma favorito come sposo dal padre della ragazza.
Un giorno Pepito, il pappagallo di Rosita, sfugge al controllo della ragazza.
Gianni che si doveva recare al Mulino degli zii passando per la scorciatoia di un bosco magico, si imbatte in Alverman, un curioso ometto che pronuncia frasi magiche, suona il flauto saltellando e parla solo in una lingua sconosciuta.
Durante il cammino ritrova il pappagallo di Rosita.
Alverman si rivelerà essere un folletto originario della mitica terra di Avalon, che vive nelle caverne dei dintorni insieme ai suoi simili.
Tra i due nasce fin dall'inizio una forte amicizia, tanto che Alverman regala a Gianni il magico anello Fafifurni.

La serie, ambientata intorno alla metà del ’600, racconta le vicende di Gianni Keleszoon (Frank Aendenboom), neolaureato in medicina all’università di Bruxelles, in vacanza presso lo zio proprietario di una casetta con annesso mulino ad acqua nella contea di Gand.
Qui il giovane conosce Rosita (Rosemarie Bergmans), bellissima fanciulla figlia di Don Cristobal de Bodadilla (Cyriel Van Bent), per cui lavora l’inquietante domestico indiano Otorongo (Dolf De Winter).
Infatuato della ragazza, disperata per la scomparsa del suo pappagallo, Gianni si offre di andarne alla ricerca addentrandosi nel bosco: qui s’imbatte nello stravagante Alverman, un ometto che saltella come un grillo e pronuncia formule magiche; un folletto che, con incantesimi magici, aiuta il giovane a superare le diverse prove che deve affrontare per sposare Rosita (la canzoncina divenuta famosa recita “Don Cristobal, io voglio sposare tua figlia”).
Otorongo getta la maschera e si rivela perfido antagonista di Gianni.
Un’inquietante atmosfera fantasy permea tutta la serie, concepita come una fiaba dai crismi classici (il bosco, le prove per raggiungere la meta, la bella di turno, la casetta, il “diverso” che diventa cattivo).
Il serial è prodotto dalla RTB, la televisione belga di lingua fiamminga.

Scarica da Youtube alcuni minuti di Gianni e il magico Alverman mi è tornato alla mente qualcosa, perchè 39 anni sono tanti.
Quello forse che ho di più vivido nella memoria è la cavalcata del rivale di Gianni per avere Rosita, De Senancourt, se ricordo bene, e soprattutto il refrain che io e altri bambini cantavamo cambiandolo da "io " a "noi": Don Cristobal, vogliam sposar tua figlia!
Dialoghi e scene dal copione:
- "Uomini e donne, attenzione."
- "Zitto, ragazzo."
- "Ecco che il tamburo comincia a suonare."
- "Ridere, a me non importa niente di niente."
- "Subito, signor direttore."
- "Benissimo."
- "d'oro. L'oro ha l'aspetto del fuoco, e io son poeta notturno."
- "Certo, certo."
- "Cos ci guadagno."
- "Come?"
- "Eccomi, eccomi, signor direttore."
- "Andiamo, don Cristbal. Bisogna iniziare il dramma."
- "Io non sono un medico."
- "Bravo."
- "Questo mi convince che lei un gran medico che pu curarmi. Bravo."
- "Questa cosa che passa con la decapitazione."
- "carotide."
- "Cerchi di muovere la carotide, le dico."
- "Se potessi l'avrei gi fatto."
- "giorno, buon giorno, buon giorno."
- "Ora ti faccio vedere io."
- "Ahi, ahi, come mi duole la carotide! Ahi, la mia carotide."
- "la carotide."
- "(rientra con la mazza) Eccomi qua."
- "Cos'questo, don Cristbal? E l'alambicco dell'acquavite. E a che serve? A farti una cura di lignite. Mi raccomando, non mi faccia danno. Chi picchia non fa inganno. E a quattrini come sta?"
- "con venti scudi."
- "raccontare."
- "giorno, buon giorno, buon giorno."
- "notte. T'ho preso. Non posso, don Cristbal. (dandogli un colpo) Fuori il collo. Ahi, la mia carotide. Pi collo. Pi collo. (Colpo.) Pi collo. Pi collo."
- "T'ho ammazzato, carogna, t'ho ammazzato..."
- "Danaro ne aveva? Allora bisogna pensare a sposarsi. Bisogna pensare a sposarsi. Sta venendo la madre di donna Rosita. Bisogna che lei le parli."
- "e possibilmente di due. Signora..."
- "di penna e inchiostro..."
- "sposare..."
- "quanto mi d?"
- "per andare a Lisbona quando spunta la luna. Una mula troppo; non posso, signora."
- "Lei ha danaro, signor don Cristbal. lei vecchio. Vecchio, stravecchio, tutto pellecchia."
- "che si pulisce il culo con una tegola."
- "Va bene per la mula. Dov' Rosita?"
- "Ahi, come m'arrapo."
- "Mi dia il suo ritratto."
- "io ti far veder!"
- "far quello che voglio. mio! Ahim, che notte limpida palpita sopra i tetti! quest'ora stan counting le stelle, e i vecchi dormono sui loro cavalli. del Portogallo. Allora, siamo d'accordo?"
- "Ahi, che le ho fatto io? Ha paura, eh?"
- "(tremando) Ahi! Dica: ho paura."
- "Dica: don Cristbal mi ha domata."
- "Don Cristbal mi ha domata. Come domer tua figlia."
- "dente e non lo . Ma ci nonostante una bella ragazza. Dica, dica, dica..."
- "e una passeretta..."
- "... che le smania e le cinguetta. cardinale."
- "Vossignoria parla l'italiano? sono stato in Francia e in Italia, al servizio d'un tal don Pantalone. poi, a lei della mia vita non deve importarle niente. Tremi!"
- "Sto gi tremando. Chiami Rosita."
- "Rositaaaaa!"
- "ci vanno bene tutti."
- "che ci ha davanti e di dietro!"
- "Ti vuoi sposare? Mi voglio sposare."
- "Ti vuoi sposare? Mi voglio sposare. Figlia mia, figlia mia, che pena! Che pena! La madre esce gridando."
- "vanno insieme alla chiesa."
- "Vedete? La cosa migliore riderci sopra."
- "candida. La luna una gallina che cova le uova. pane, e per i ricchi un tamburetto di seta bianca."
- "Rosita vedono la luna."
- "crine al terz'atto, dove la neve cade sugl'innocenti. che vanno al circolo e sillabano: Ca-ram-ba."
- "Mi usi la cortesia di non mettere becco. Cosa c'? Mi piacerebbe esser tutto di vino e bermi da me stesso. Va bene. (Canta.) Che vuoi che ti canti? Goicoechea o la Marsigliese di Gil Robles1?"
- "paura."
- "Rosita."
- "Ahi, Rosita mia. Perch non schiacci un pisolino?"
- "per far svegliare il mio cardellino."
- "Cristbal russa. Entra Currito e abbraccia Rosita."
- "Non vedi che gran luna che c'? Che splendooooore!"
- "ombra. Ombra, va' via. Va' via, ombra. Oh, la luna, come importuna, vero, Cristbal? un altro sonnellino?"
- "perch la mia uccelliera si possa risvegliare."
- "Compare il Poeta e si mette a baciare Rosita. Come, non vedi? Ah, hai ragione, c' cos poca luce."
- ", ... Tombolo, va' via. Ma tu perch non fai un altro sonnellino?"
- "Uhm! Cos'? Ma no, che ti prende ora? Sar, ma questa storia ha messo la barba. Non gridare."
- "urlano nella via."
- "(dall'interno) Rositaaaaa."
- "il dottore. Ahi, ahi, il dottore! Ahi, ahi, ahi, il mio pancino!"
- "(affacciandosi) Malcreato, cane! ora, per castigo, dovrai darci tutto il tuo danaro. S, tutto il tuo danaro. Cristbal! Scenda subito perch donna Rosita sta male. Cos'ha? Sta partorendo. Partorendo?! Ha avuto quattro bambini."
- "Ah, Rosita, me la pagherai! Malafemmina! Di chi son figli?"
- "(entrando) Tuoi, tuoi, tuoi. (la percuote) Di chi son figli?"
- "Altro colpo. Ora sta sfornando il quinto. Di chi il quinto?"
- "Tuo, tuo, tuo, tuo. Ti ho uccisa, carogna, ti ho uccisa."
- "questi figli."
- "Prendi, prendi, per... per... (affacciando il gran lesione nel teatrino) Basta!"
- "delle stalle abbandonate. carte. mimano l'incanto di questa antichissima farsa rurale. Altro che The Blair Witch Project."
Gli eroi di Hogan - Come conquistare una donna
La serie è un vero e proprio antesignano del genere fantasy, con la sua ambientazione fiabesca e i suoi personaggi magici.
Il tormentone "Don Cristobal, io voglio sposar tua figlia" è rimasto impresso nella memoria di molti, testimoniando il successo e l'impatto culturale di questa produzione.

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