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Monsoon Wedding: Una Celebrazione di Colori, Emozioni e Tradizioni Indiane

“Monsoon Wedding” si avvia con un'esplosione di colori ed un ritmo funk sinuoso, facendoci immergere immediatamente in quell’atmosfera corale che avvolge il frizzante mood del lungometraggio. È una commedia romantica, a tratti languidamente melodica, sul divario che separa le generazioni di una famiglia indiana, in attesa di un matrimonio la cui cerimonia viene preparata con la logistica e l’attenzione di un’operazione marziale.

Il vivace campionario di sotto-vicende composte da piccoli siparietti farseschi stigmatizzano ed esaltano (evitando stucchevolezze) l’humus eclettico di una comunità dalle norme di perentoria osservanza e costante inadempienza. I personaggi ne appaiano premurosamente ed entusiasticamente legati, fra improbe circostanze (l’abbiente zio dai modi generosi ma l’indole ambigua, il tradimento irredimibile della sposina, il fratellino adolescente, aspirante ballerino, inviso dal padre) e rocambolesche traversie.

La trama comunque ruota principalmente intorno agli incidenti e le incomprensioni dei consanguinei di Hemant (Parvin Dabas), e della candida fanciulla Aditi (Vasundhara Das), entrambi futuri consorti combinati dai rispettivi parenti, a sua volta coinvolti, assieme agli organizzatori, in esilaranti, fervide infatuazioni.

Non è difficile costatare che la più suadente, in quanto minimalista nella stentata comunicazione ed abbacinante nel pathos, è chiaramente quella di P.K. Dubey (Vijay Raaz), il consulente del ricevimento, stregato gradualmente da Alice (Tillotama Shome), timida e carina serva dei Verma.

Le piogge monsoniche temperate dal calore estivo di Delhi, le tinte sfavillanti e la luce meticolosamente soffusa del fotografo Declan Quinn attribuiscono a questi frangenti quel lirismo rifulgente degno di lode per la misura e l'armonia con cui è stato sviluppato: non si cede a soluzioni dalla prassi manierista o logorate da una simulazione sdolcinata dell'attrazione, ragion per cui gli incontri tra i due innamorati si palesano cocenti e ben amalgamati alla struttura del plot.

Meno persuasiva, invece, la parentesi più prevedibile del nipote di Melbourne e il corteggiamento nei confronti della cugina di Aditi, il quale termina con un'ordinaria gara danzereccia durante la festa precedente all’unione ufficiale.

Alla vigilia della stagione delle piogge monsoniche, la famiglia Verma si riunisce a Nuova Delhi da ogni parte del mondo, per un matrimonio 'combinato'. Reduce da una storia fallita con Vikram, la sposa Aditi accetta di sposare l'ingegnere americano Hemant. Ma alla vigilia delle nozze, terrorizzata all'idea di dover vivere una vita lontano dalla sua terra, Aditi rivede il suo ex amante gettando il proprio futuro nell'incertezza. Intanto il padre della sposa Lalit e sua moglie Pimmi dopo molti alti e bassi tipici di un matrimonio di lunga data, alla vigilia del matrimonio trovando conforto nella loro storia d'amore.

Il film che ha vinto il Leone d’oro a Venezia, ruota intorno all'attesa e ai preparativi di un matrimonio che coinvolge un'intera famiglia. Sessantotto personaggi sono raccontati con maestria dall'indiana Mira Nair. Monsoon wedding si intreccia lungo cinque storie che hanno come tema comune l'amore, vissuto in maniera diversa dai protagonisti, viste le differenze sociali e morali di questi.

La Nair gira con estrema leggerezza e traccia un ritratto dell'India e di Nuova Delhi che sembra soprattutto un inno d'amore. Mescolando antico e moderno, vecchie mentalità e apertura alla globalizzazione, città ricca e povera, la Nair ci racconta una nazione, come nessuno aveva mai fatto prima, affascinante e colorita soffermandosi su i Punjab che definisce come gli italiani, un popolo sempre pronto a festeggiare, che ama la vita e che lavora con molta passione.

Elemento che viaggia parallelo alle immagini è la musica. Usata come un inno celebrativo della felicità, la musica Bollywood accompagna e segue le cinque storie quasi in ogni momento. Una musica che ormai è diventata un simbolo della cultura indiana in occidente, un simbolo della globalizzazione che non è solo un dare (spesso un imporre- siamo costretti ad aggiungere), ma anche un ricevere da parte di paesi che fino a poco tempo fa neanche sapevano dell'esistenza di un cinema e una musica indiana (e non solo).

Mancano solo tre giorni al matrimonio della ventiquattrenne Aditi (Vasundhara Das) e dell'ingegnere trentaduenne Hemant (Parvin Dabas). Sembrerebbe poco tempo, ma resta ancora molto da fare. Il padre della sposa, Lalit (Naseeruddin Shah), è già completamente sfinito perché nulla va secondo i piani. In fondo, è comprensibile: secondo la tradizione indiana, deve farsi carico di tutte le spese delle nozze, e una festa simile costa una fortuna. Poco dopo arriva tutta la parentela della famiglia Verma e il caos creativo inizia a prendere forma. Alcuni vanno sorprendentemente d'accordo, altri invece riportano a galla antiche storie oscure, il che a volte rischia di smorzare l'allegria della festa di nozze.

P.K. Dubey (Vijay Raaz), come «Wedding Planner», deve assicurarsi che la cerimonia ufficiale si svolga senza intoppi. È perfettamente a suo agio nel ruolo e, solo grazie alla sua abilità oratoria, riesce a risolvere la maggior parte dei problemi. Peccato che non abbia ancora trovato la sua sposa, così finisce per prendersi una cotta per la domestica Alice (Tilotama Shome).

Ria, cugina della sposa, si sente osservata e giudicata per non essersi sposata, e quando lo zio Tej, arrivato dagli Stati Uniti, si apparta con una piccola invitata, lei rivela a tutti l'orribile notizia della pedofilia dell'uomo. Ayesha, altra cugina della sposa, incontra Rahul, tornato da Sydney dove studia, e tra i due scatta una improvvisa scintilla di passione. Intanto Aditi, atterrita dall'idea di trascorrere il resto della vita come casalinga nel Texas, rivede il suo ex amante e passa con lui la notte. I futuri sposi si vedono poi per un incontro chiarificatore, sembrano decisi a lasciarsi, ma lui riesce a ricucire il rapporto.

Dopo che anche Lalit e Pimmi hanno avuto forti scontri verbali sulla gestione della situazione e sul futuro del figlio più piccolo, finalmente arriva il giorno tanto atteso. Sotto una fitta pioggia portata dai monsoni, Aditi e Hemant si sposano, e la gioia sembra tornare sul volto di tutti i presenti.

Preparativi matrimonio indiano

Parlato un po’ in inglese e per il resto in Punjabi, coadiuvato dalle performance di validi attori (quali Lillete Dubey, Naseeruddin e Shefali Shah), pulsante di arrangiamenti techno, jazz e pop, “Monsoon Wedding” si conferma quindi un intrattenimento dilettevole che trae paradossalmente il suo fascino dalla deliziosa, polimorfa foggia “usa e getta”.

Il nuovo film di Mira Nair è un affresco che ruota attorno a una cerimonia nuziale, ma siamo anni luce dal rigore al cianuro di Altman. L'autrice di "Salaam Bombay!" cerca d'infondere la brezza ilare che - si dice - spira in quel di Bollywood ad una struttura narrativa che rimanda alla commedia classica americana: insomma, parenti, amici e tanti guai attorno alla coppia di fidanzati, il tutto volenterosamente condito da un'ironia bonaria e screziata di amarezza e dall'esplicita ambizione di tracciare un ritratto dell'India tra passato (il suggestivo cerimoniale della tradizione) e presente (la complessa situazione sentimentale e sociale che complica ulteriormente i rapporti tra i personaggi).

Interessante, e forse la cosa migliore del film, il lavoro compiuto sulla componente linguistica: i personaggi parlano, a seconda del contesto e persino della singola frase, inglese (modernità, ribellione alle convenzioni) e dialetti locali, ma ad una prima visione non è facile cogliere le sfumature di senso che regolano quest'alternanza, anche perché si è costretti a seguire contemporaneamente lo scorrere dei sottotitoli.

Una pellicola insomma universale, completa, divertente che spesso parla d'amore, e al pubblico questo piacerà, e di molto altro.

Non ho mai visto un film così prezioso e vivace... ed anche se la storia fa un po' acqua e non è molto realistica, l'ho seguita con molto piacere. Attualmente, molti film propongono il contrasto tra una cultura legata al passato e l'inevitabile ammodernamento con tutte le contraddizioni che ciò comporta. Si ricordi "East is East" o "Kadosh", tanto per citarne alcuni. In questo film il contrasto è solo apparente, forse irrisolto. Volutamente. Si assiste al ripetersi dell'antico che poco ha di nuovo (vedi matrimonio combinato, autoritarismo patriarcale e divisioni sociali perentorie). Si aggiornano (in parte) vestiti e musica. Poco.

Famiglia indiana durante una cerimonia

Brava Mira, nonostante alcune forzature, hai dipinto un quadro sociale dell'India sincero e realistico. Bel gioco di prestigio... Complimenti!

Penso che le critiche non siano state troppo generose con questo film. Sono convinto che la regista riesca ad impostare una buona armonia tra atmosfere (decisamente coinvolgenti i colori e le musiche) e i temi presi di mira. Interessante la contraddizione tra tradizione e modernità, anche se poi la contraddizione secondo me sta di più nel fatto che la regista ha voluto descrivere la vita di una famiglia decisamente benestante occultando un po' i problemi sociali che rimangono in un'India spaccata in caste. Questa emerge in minima parte negli squarci su una caotica Delhi che Mira Nair ci propone forse più con l'intento di affascinare lo spettatore essendo ben cosciente della forza manipolatrice del cinema. Nonostante ciò rimango positivo sul giudizio del film perché è comunque riuscito a far emergere la cinematografia Indiana dall'etichetta Bollywoodiana seppur evitando con abilità di avvicinarsi eccessivamente a Hollywood.

Una leggera e divertente commedia indiana matrimoniale, per lasciarsi avvolgere (dai fiori di calendula). Purtroppo il DVD non offre molto di più del film stesso. Negli extra si trovano solo un trailer e un abbastanza debole «dietro le quinte».

Behind-the-Scenes of stage adaptation of Mira Nair's "Monsoon Wedding"

All'uscita dal cinema volevo ridere e piangere insieme. Questo film mostra tutte le sfumature che l'amore può avere: dal semplice affetto e complicità della coppia "navigata" alla passione improvvisa, la gelosia, il trovarsi, fino al marcio vero e proprio. Da vedere e rivedere.

Il film è stato girato in un mese con attori sconosciuti, amici e parenti, ma anche grandi star del cinema indiano, il più prolifico a livello mondiale.

Personaggi Principali di Monsoon Wedding
Attore Personaggio
Naseeruddin Shah Lalit Verma
Lillette Dubey Pimmi Verma
Shefali Shetty Ria Verma
Vijay Raaz P.K. Dubey
Tilotama Shome Alice
Vasundhara Das Aditi Verma
Parvin Dabas Hemant Rai

tags: #monsoon #wedding #recensione

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