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Le Nozze di Peleo e Teti: L'Inizio della Guerra di Troia

Teti, una delle Nereidi, figlie del dio marino Nereo e della dea Doris, era una creatura di straordinaria bellezza e potere.

Così incantevole che persino Zeus e Poseidone ne furono attratti, desiderosi di prenderla in moglie.

Ma una profezia interruppe i progetti divini: un oracolo annunciò che il figlio di Teti sarebbe stato più forte del padre.

Fu allora deciso che Teti avrebbe sposato un mortale, e tra tutti fu scelto Peleo, principe della Tessaglia, noto per il suo coraggio e la sua lealtà.

Peleo non era un eroe qualsiasi.

In un episodio noto della sua vita, si trovava sul Monte Pelio quando fu assalito da una banda di centauri.

Fu salvato dal saggio Chirone, centauro divino, diverso dai suoi simili per la sua saggezza e rettitudine.

Quando Peleo espresse il desiderio di sposare Teti, Chirone non lo scoraggiò.

Anzi, gli rivelò un segreto: la ninfa marina aveva il potere della metamorfosi e rifiutava da sempre l’unione con un mortale.

Chirone indicò a Peleo il luogo preciso dove Teti era solita emergere dalle acque.

Seguendo il consiglio del centauro, Peleo si appostò nascosto e, al momento giusto, la afferrò con forza.

Teti possedeva infatti il potere di trasformarsi in una varietà di forme diverse senza fermarsi: in fuoco, acqua, leone, serpente e seppia.

Ma il centauro Chirone aveva consigliato Peleo di tenerla stretta e di non lasciarla andare finché non avesse assunto il suo aspetto originale.

Fu in quella forma, viscosa e ingannevole, che Peleo riuscì a tenerla stretta, impedendole ogni via di fuga.

Questo episodio della lotta tra l’uomo e la dea fu molto raffigurato nell’arte vascolare arcaica.

Solo tra il 510 e il 460 a.C. si conoscono circa 350 vasi che raccontano visivamente l’impresa di Peleo.

Le nozze tra Peleo e Teti furono celebrate con sfarzo inimmaginabile, degno dell’unione tra un mortale e una dea.

Tutti gli dei dell’Olimpo vi presero parte.

A celebrare gli sposi c’erano numerosi invitati: Zeus e consorte, ospiti provenienti dal 🌊mare, divinità delle acque e dei boschi, le nove Muse e le quarantanove Nereidi sorelle di Teti.

Canti e balli hanno allietato l’avvenimento, mentre al banchetto venivano serviti pietanze a base di 🍗🍖carne, frutta🍇, miele🍯, ambrosia e coppe colme di vino🏺🍷.

Ma la gioia fu turbata da un episodio fatidico.

Era, dea della discordia, non fu invitata alle nozze.

Pur non essendo stata invitata, si è presentata a sorpresa la divinità della discordia: Eris.

La dea è apparsa davanti a tutti provocando così grande stupore e immensa paura.

Nel giorno della cerimonia festosa, allietata dal suono 🎼🎵🎼 del flauto e della lira, mentre uomini mortali e divinità festeggiavano il matrimonio tra Peleo e la raggiante ninfa Teti, l’arrivo di Eris ha interrotto la bella cerimonia.

La sgradita apparizione di Eris è riuscita a guastare l’atmosfera di generale allegria che regnava alle nozze.

Eris, per vendicarsi dell’offesa subita, sempre più infuriata, ha gettato sul tavolo una mela d’oro sulla quale c’era scritto “ALLA PIÙ BELLA”.

Sotto la fiamma delle torce, tutti gli invitati hanno subito capito che si trattava di un frutto straordinario, un pomo d’oro massiccio che avrebbe portato discordia tra gli uomini e gli immortali.

Appena ⚡Zeus ha letto le parole incise sulla mela, subito tre dee si sono alzate di scatto: la contesa per il trofeo vede protagoniste Era, Atena e Afrodite.

A dirimere la contesa immediatamente sorta tra Afrodite, Atena ed Era su chi meritasse il pomo fu chiamato il principe troiano Paride, che come ricompensa per aver scelto Afrodite ricevette l’amore della bella Elena, moglie del re greco Menelao.

Così, dalla scelta degli dei di rinunciare a Teti per timore di essere superati, nacque un intricato disegno mitologico che portò guerra, amore e rovina.

Teti rese immortali i primi sei figli avuti da Peleo, immergendoli nelle acque dello Stige.

All’approssimarsi della guerra di Troia, l’indovino Calcante predisse che quella città non sarebbe mai stata conquistata senza la partecipazione di Achille; Teti, allora, già a conoscenza della prematura morte del figlio, lo inviò a Sciro, alla corte del re Licomede.

Qui, in abiti femminili, Achille poté agilmente mescolarsi alle figlie del sovrano.

Per tutta la durata della guerra, Teti fu al suo fianco.

Quando Achille venne ucciso il suo corpo fu bruciato sul rogo e le sue ceneri, mescolate a quelle di Patroclo, vennero riposte in un’urna d’oro fabbricata da Efesto, dono di nozze a Teti.

In seguito, Teti portò il marito Peleo con sé negli abissi, dove avrebbe ottenuto l’immortalità anche per lui.

Peleo però l’abbandonò per raggiungere la Terra dei Molossi, dove credeva di rintracciare Neottolemo, il figlio di Achille.

Raffigurazione delle nozze di Peleo e Teti

Le nozze di Teti e Peleo

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