Il cassone, noto anche come "forziere" nel Rinascimento, era un grande mobile cassa o cassapanca, ampiamente utilizzato in Italia dal XIV al XVI secolo. La sua funzione principale era quella di contenere la dote della sposa o di essere offerto come dono nuziale. Questi preziosi manufatti non erano semplici contenitori, ma veri e propri emblemi matrimoniali, espressione di potere economico e politico delle famiglie aristocratiche e della borghesia abbiente.
I cassoni nuziali erano spesso realizzati in coppia, decorati con gli stemmi delle famiglie degli sposi, a simboleggiare l'unione tra i due casati. La loro importanza era tale che venivano trasportati solennemente dalla casa della sposa a quella dello sposo il giorno delle nozze, rappresentando sia il bagaglio personale della donna sia la dote che arricchiva il patrimonio familiare del marito. Cassoni venivano anche destinati alle fanciulle di nobile lignaggio che intraprendevano la vita monastica.
La produzione e la decorazione dei cassoni erano affidate a botteghe specializzate. A Firenze, nel Quattrocento, particolarmente attive erano quelle di Giovanni di Ser Giovanni, detto Lo Scheggia (fratello di Masaccio), e di Apollonio di Giovanni, quest'ultimo legato alla cerchia di Paolo Uccello.
Il cassone era un oggetto intriso di significato, celebrando non solo l'unione matrimoniale ma anche la continuità delle tradizioni familiari. Attraverso le raffigurazioni artistiche, veicolava valori di virtù, prosperità e unione.
Caratteristiche e Materiali del Cassone Rinascimentale
I cassoni erano realizzati principalmente in legno di noce, un materiale pregiato scelto per la sua durabilità e facilità di lavorazione. Le tecniche decorative impiegate erano diverse e includevano l'intarsio, la doratura e la pittura, spesso arricchite da dettagli in metallo e rivestimenti in pelle.
Le decorazioni erano estremamente elaborate e variavano in base alle preferenze della famiglia committente. I temi più diffusi includevano scene mitologiche, storie di eroi classici, allegorie e rappresentazioni religiose. Spesso, i cassoni decorati con scene di vita quotidiana o storie d'amore e virtù erano intesi come un augurio di prosperità e felicità per i futuri sposi.
La struttura dei cassoni rinascimentali era imponente, raggiungendo spesso i due metri di lunghezza, con coperchi piatti o arcuati. Alcuni esemplari presentavano piedistalli o basamenti decorati con intagli e rilievi, accentuando ulteriormente la loro magnificenza.

Temi Decorativi e Simbolismo
La faccia anteriore dei cassoni era il vero e proprio campo di espressione artistica. Spesso delimitata da fasce verticali con motivi vegetali, presentava al centro decorazioni complesse. Nel caso di un piccolo cassone prodotto nell'Italia settentrionale nella prima metà del XV secolo, la decorazione a pastiglia dorata e colorata a rilievo, con prevalenza di rosso, bianco e blu, è particolarmente notevole.
Le fasce verticali di questo cassone sono caratterizzate da candelabre a motivi vegetali con un fiore centrale. Sulla corolla, sagomata come uno scudo, si presumeva un tempo lo stemma familiare degli sposi. La doppia presenza di stemmi araldici conferma la destinazione nuziale del pezzo.
Il settore centrale del fronte di questo cassone è ornato da un intreccio di racemi fruttiferi che delimitano porzioni di superficie con scenette di contenuto cortese. A destra e a sinistra sono raffigurati episodi di scontro tra fanti e cavalieri e dame armate di scudo. Al centro, sotto la serratura, un uomo abbraccia e consola due donne piangenti.
Nel registro superiore, in corrispondenza dei nodi dei rami, sono rappresentati due volatili, probabilmente cigni, che intrecciano i loro colli. Questa iconografia, sin dallo "Speculum maius" di Vincenzo de Beauvais, era interpretata come simbolo di lussuria, aggiungendo un ulteriore livello di significato amoroso alla decorazione.
Si è ipotizzato che le scene cortesi possano derivare dal poema cavalleresco-satirico "Le tournoi des dames" di Hughes III, signore di Oisy. Tuttavia, nel cassone in questione, le dame non combattono tra loro, ma contro i cavalieri, una rappresentazione peculiare che potrebbe essere intesa come allegoria della relazione d'amore.
Il tipo di decorazione fitta, che non lascia spazi vuoti, è probabilmente derivato dai motivi ornamentali dei tessuti e dei ricami diffusi nell'Europa settentrionale e circolanti nell'Italia settentrionale tra il XIV e il XV secolo.

Artisti e Cassoni Celebri
Durante il Rinascimento, i cassoni divennero tele per i più grandi maestri dell'epoca, tra cui Sandro Botticelli, Paolo Uccello e Domenico Veneziano. Il maggiore specialista nella decorazione di cassoni fu Apollonio di Giovanni (1415-1465).
Botticelli arricchì i cassoni con temi mitologici e allegorici, riflettendo il gusto raffinato delle famiglie fiorentine. Paolo Uccello, noto per il suo uso della prospettiva, dipinse cassoni con battaglie e scene eroiche, trasmettendo i valori del coraggio e della virtù. Giovanni di Ser Giovanni (Lo Scheggia) sviluppò uno stile vibrante con scene di giostre e giochi cavallereschi.
Molti pannelli dipinti vennero staccati dai cassoni nel corso dei secoli e sono oggi esposti come opere d'arte a sé stanti. Di fatto, qualsiasi dipinto rinascimentale con le proporzioni tipiche del frontale di un cassone (larghezza circa tre o quattro volte l'altezza) è probabilmente classificabile come un dipinto da cassone, anche se simili pannelli potevano essere utilizzati per altri mobili, come letti.
Tra i temi più frequenti nei cassoni vi sono racconti tratti dal Decameron di Boccaccio. Un esemplare di inizio Quattrocento, opera di Giovanni Toscani, riprende la storia di Ginevra, Bernabò di Genova e Ambrogiuolo da Piacenza.
Un esempio significativo è un piccolo cassone, prodotto nell'Italia settentrionale nella prima metà del XV secolo, destinato a un'occasione matrimoniale. Attualmente attribuito all'ambito toscano del primo quarto del Cinquecento, deve essere considerato un prodotto quattrocentesco dell'area nord italiana, come indicato nei cataloghi del Museo di Palazzo Venezia, dove entrò nel 1919.
Nel 1984, questo cassone è stato restaurato presso il Museo di Palazzo Venezia, con interventi di pulitura e consolidamento del legno e della decorazione in pastiglia, nonché consolidamento delle tracce di colore e della doratura.
Contenuto e Funzione dei Cassoni
Il contenuto dei cassoni era vario e prezioso. Secondo Vasari, l'interno poteva essere foderato con tele o drappi, a seconda del rango di chi lo commissionava, per conservare al meglio abiti, fiorini d'oro, immagini sacre, libri di preghiere, monili, stoffe sontuose e biancheria. Sorprendentemente, potevano anche celare amanti, come suggerito dalla novella boccaccesca di Ambrogiuolo e Bernabò.
Il cassone non era solo un contenitore, ma un vero e proprio simbolo di status sociale e virtù. Rappresentava la transizione della sposa nella nuova famiglia e il trasferimento del patrimonio e dei valori della famiglia d'origine. Le scene raffigurate sui cassoni alludevano spesso a episodi mitologici o racconti epici per ispirare forza, saggezza e fedeltà nella nuova coppia.
IL RINASCIMENTO A FIRENZE
Evoluzione e Declino
Con il mutare dei gusti e degli stili abitativi, il cassone rinascimentale perse gradualmente importanza. Nel XVII secolo, nuovi tipi di mobili come armadi e comò iniziarono a sostituirlo nelle case nobiliari. Tuttavia, l'interesse per il cassone rinascimentale rinacque nel XIX secolo, durante il periodo del Neorinascimento, quando collezionisti e appassionati riscoprirono il suo valore artistico e storico.
Oggi, i cassoni rinascimentali sono tra gli oggetti più ricercati dai collezionisti di arte antica e arredamento, apprezzati per la loro bellezza, il valore storico e culturale. Alcuni cassoni, detti "da parata", erano decorati solo esternamente e servivano esclusivamente come oggetti d'esposizione, manifestando la ricchezza e il prestigio della famiglia.
Motivi naturali o figure femminili potevano simboleggiare un augurio di fertilità per la sposa. La complessità e l'attenzione ai dettagli dei cassoni rinascimentali hanno ispirato numerosi artisti moderni e artigiani contemporanei, che ripropongono cassoni d'epoca o creano nuove opere basate su motivi antichi.
Esplorare il cassone significa immergersi in un'epoca in cui arte e vita quotidiana si intrecciavano, e dove un oggetto d'arredo poteva diventare un simbolo eterno di amore, prosperità e continuità familiare.

Il cassone fu in uso soprattutto in Italia dal XIV al XVII secolo, ed era il tipico ripostiglio di abiti, biancheria, denaro e altro. Veniva generalmente collocato nelle camere da letto e spesso conteneva il corredo della sposa, per cui si parla di veri e propri cassoni nuziali. A volte veniva realizzato in due esemplari gemelli, uno per ciascuno degli sposi.
Il pannello dipinto non era tuttavia l'unico tipo di decorazione. Alcuni cassoni presentavano ricchi rilievi "a pastiglia", realizzati con un impasto a base di gesso applicato per strati e poi dipinto a colori o dorato. Un'altra tecnica usata per decorare la parte frontale del cassone era la tarsia lignea.
Il particolare formato del pannello frontale, esteso in orizzontale, consentiva di sviluppare narrazioni particolarmente complesse, con decine di personaggi e sfondi architettonici o naturali. Nei secoli seguenti queste preziose tavole, staccate dal contenitore, vennero rivendute a musei e collezionisti ma continuano a chiamarsi "cassone", come il baule che li ospitava.
tags: #cassone #nuziale #kestner #museum
