Pubblicata per la prima volta nel 1829, con la misteriosa firma di "un giovane single", e successivamente censurata nel 1842 perché ritenuta immorale e scandalosa, Fisiologia del matrimonio fu una delle opere che portò Honoré de Balzac a farsi apprezzare dal grande pubblico, quando ne fu rivelata la paternità.
Considerata dallo stesso autore come una delle pietre fondanti della Commedia umana, la Fisiologia è una meditazione ricca di sarcasmo, che oscilla tra lo studio dei costumi dell'epoca e un trattato analitico, vivisezionando una delle più importanti istituzioni culturali e sociali dell'umanità: il matrimonio.
Quando nel 1829 venne pubblicata Fisiologia del matrimonio. Meditazioni di filosofia eclettica sulla felicità e la infelicità coniugale, Balzac aveva appena 30 anni. Nonostante avesse già avuto diverse avventure amorose con donne dei salotti parigini, in realtà non conosceva ancora i meccanismi del matrimonio, infatti si sposò solo nel 1850, poco prima di morire.
L'opera provocò un enorme scandalo a causa del modo in cui veniva trattata la donna, per cui fu censurata. Nella ripartizione del corpus di 137 opere della Commedia umana, diviso in tre grandi categorie: gli “studi analitici”, gli “studi filosofici” e gli “studi di costume”, la Fisiologia del matrimonio si situa nella prima parte, sebbene ci dica molto dei costumi della Francia tra Settecento e Ottocento.
L'opera di Balzac si premura di dare indicazioni agli uomini per affrontare il matrimonio e per gestire le "paturnie" della donna, che, dal momento in cui diventa moglie, si trasformerebbe, in sostanza, in un’astuta arpia, interessata a ricavare quanti più benefici possibili dall’unione coniugale oppure a stuzzicare altri uomini per naturale disposizione alla provocazione e alla “minotaurizzazione” (cornificazione) dei predestinati.
Il tono è senz'altro ironico, ma vi è anche una certa profondità nel sondare i meandri dell'unione coniugale, da cui, tuttavia, il matrimonio non ne esce affatto rinforzato. Anzi, sembra rappresentato come una gabbia per l'uomo, una sorta di «morale eterna» che irretisce il piacere e anche l'amore.
Fisiologia del matrimonio, opera pedagogica pubblicata anonimamente per la prima volta nel 1829, fu poi censurata perché ritenuta scandalosa, prima di essere attribuita ad Honoré de Balzac. L'opera è un'analisi dettagliata di un'istituzione ormai celebrata da secoli: il matrimonio.
Lo scrittore, partendo dalla citazione di Napoleone Bonaparte: "Il matrimonio non deriva affatto dalla natura. La famiglia orientale è totalmente diversa da quella occidentale. la società s’innesta su di essa. Le leggi sanciscono i costumi e i costumi mutano", sviscera le parti principali e ne esamina ogni aspetto dalla statistica coniugale, divisa in numero delle mogli oneste e numero delle mogli virtuose; la religione, in merito alla quale lo scrittore preferisce non esprimersi troppo; il sesso; la luna di miele e la relativa educazione impartita alle fanciulle sulla prima notte di nozze; l'adulterio; i mal di testa; le nevrosi con annessi consigli agli uomini più coraggiosi; le suocere, viste come esseri da affrontare con una preparazione psicologica adeguata; la teoria del letto, divisa in due letti gemelli, due camere separate e un solo medesimo letto; l'amante; le amiche intime, alleate incorruttibili; e chi più ne ha più ne metta.
Un trattato scritto con uno stile chiaro, pulito, diretto e pregno di satira, beffa e genialità, capace di scardinare ogni luogo comune, ogni consuetudine, ogni carattere stereotipato e scontato del matrimonio. Di questa istituzione ne discute e demolisce ogni pro e contro poiché, stando all'autore, il concetto stesso del matrimonio è cambiato e si è evoluto nel tempo.
La donna acquisisce un ruolo centrale e la vita matrimoniale ruota interamente intorno alla sua volontà, mentre il marito o si adegua armandosi di santa pazienza, o dà vita ad una nuova crociata.
Nonostante il libro metta in luce il lato "femminista" della donna, rivolgendosi agli uomini come una sorta di manuale di “sopravvivenza” matrimoniale, la lettura risulta stimolante e offre spunti di riflessione, condividendo alcune critiche mosse dall'autore alla sfera femminile, ad esempio quando parla del rapporto moglie-amiche o moglie-suocera.
Una critica di costume ricca di notazioni psicologiche che diede al suo tempo una grande notorietà all'autore, e che segnò - in qualche modo - l'inizio della ricerca di Balzac in merito alla società con tutti i suoi tipi, nati in un particolare momento storico e sociale. Uno scritto che consiglio agli appassionati di saggistica e, perché no, a chi ha voglia di riflettere, in modo ironico, su un archetipo della nostra società.
Honoré de Balzac (1799-1850) è considerato il più grande maestro del romanzo francese del XIX secolo. Il monumentale insieme comprende 137 lavori di vario carattere: romanzi e racconti realistici, fantastici, filosofici, novelle, studi e saggi.
Tutte le opere rientrano, nell'idea di Balzac, in tre grandi categorie: gli ‘studi analitici’ che indagano i principi che governano la vita umana e la società; gli ‘studi filosofici’ che rivelano le cause che determinano le azioni umane; gli ‘studi di costume’ (Études de moeurs) che mostrano gli effetti di quelle cause nella vita quotidiana in sei diversi contesti: scene di vita privata, di vita di provincia, di vita parigina, di vita politica, militare e di campagna.
La Fisiologia del matrimonio, nella prima edizione, pubblicata anonima, attribuita ad un giovane celibe, fa parte degli studi analitici. All’uscita fece scandalo e subì un provvedimento di censura, prima di essere attribuita ad Honoré de Balzac.
Il termine "Fisiologia" (dal greco physiologia, "scienza della natura") indica la scienza che studia le funzioni degli organismi viventi, animali e vegetali, mirando a conoscere le cause, le condizioni e le leggi che determinano e regolano i fenomeni vitali.
Questo manuale di “sopravvivenza” matrimoniale, rivolto essenzialmente agli uomini, è ricco di satira, boutades, citazioni di fatti avvenuti (sarà vero?) e notazioni psicologiche.
Le opere di Balzac, pubblicate in infinite raccolte diverse, sono state tradotte in tutte le lingue e hanno avuto grandissima influenza su Flaubert, Zola, Proust, Gogol, Dostoevskij, Verga, Moravia.
La donna che, vedendo il titolo di questo libro, fosse tentata di aprirlo, può dispensarsene: ella lo ha già letto senza saperlo. Un uomo, per quanto malizioso possa essere, non dirà mai delle donne, né tanto bene né tanto male, quanto esse stesse ne pensano.
Le parole di Napoleone Bonaparte: "Il matrimonio non deriva punto dalla natura. - La famiglia orientale differisce intieramente dalla famiglia occidentale. L’uomo è il ministro della natura, e la società s’innesta sovr’essa", pronunciate davanti al consiglio di Stato al momento della discussione del Codice civile, colpirono vivamente l'autore di questo libro; e forse a sua insaputa, posero in lui il germe del lavoro che egli offre oggi al pubblico. Infatti all’epoca in cui, molto più giovine, studiò il Diritto francese, la parola Adulterio gli causò singolari impressioni. Immensa nel codice, giammai questa parola non appariva alla sua immaginazione senza trascinarsi dietro un lugubre corteggio.

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La Fisiologia del matrimonio si inserisce nel solco degli "studi analitici" della Commedia umana, indagando i principi che governano la vita umana e la società.
L'opera anticipa temi psicologici e sociologici, analizzando il matrimonio come un'istituzione complessa e spesso contraddittoria.
Balzac, con la sua consueta ironia e acutezza, demolisce i luoghi comuni sul matrimonio, offrendo una prospettiva disincantata ma profondamente umana.

La critica di costume di Balzac, ricca di notazioni psicologiche, segnò l'inizio della sua ricerca sulla società e sui suoi tipi umani.
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