Sono passati tantissimi anni ormai, ma lei continua a ricordarlo. L'ex super modella Carol Alt è tornata a parlare della storia d'amore vissuta con Ayrton Senna: un rapporto mai ufficializzato con il campione brasiliano di Formula Uno, iniziato nel 1990 e durato fino alla tragica morte del pilota nel 1994 sul circuito di Imola, durante il Gran Premio di San Marino.
Per l'attrice oggi 64enne si è trattato di un amore importante, tenuto segreto e mai dimenticato. Carol Alt ha ricordato Ayrton Senna con parole che toccano il cuore, rivelando la profondità di un sentimento che ha segnato la sua vita in modo indelebile.
Modella e pilota si sono conosciuti a Milano, nel backstage di una sfilata di Ferragamo. "Un amico mi fa: 'Vieni a incontrare Ayrton Senna' e io non riuscivo a capire il nome. Lui dice: 'È un autista'. E io: 'Ma un autista di limousine?'". Poi l'incontro nel backstage, di fronte ai fotografi: "Lui guarda me, non l’obiettivo. Capisco, tolgo le scarpe e lui: 'Grazie'". La modella era, infatti, più alta di lui: con un gesto semplice, come quello di togliersi un paio di scarpe con il tacco per non "svettare" troppo nelle foto, è nato qualcosa tra i due.
Ayrton Senna l'ha poi invitata a cena: lei non voleva, ma l'agente ha insistito. "Mi è cambiata la vita. Sono arrivata al ristorante, una tavola piena di gente e ho visto solo lui. L’universo si è aperto, un’emozione che non avevo mai sentito prima. Ho anche capito che sarebbe stata dura, e così è stato". All'epoca, però, Carol Alt era sposata con Ron Greschner, giocatore di hockey, ma secondo la 64enne, nonostante la situazione complicata, "ne è valsa la pena. Ma questa è solo la mia versione della storia".
Carol Alt nell'intervista ha spiegato che quel sentimento non si è mai sopito: "Ho da poco sentito una canzone degli anni Novanta, il cuore si è fermato. Quando faccio un film e devo pensare a una scena di dolore, penso ad Ayrton. È un’emozione che è sempre appena sotto la superficie. È lì, sempre". Poi la confessione: "Non ho mai provato nulla di così forte e profondo nella vita. È stato il grande spartiacque: c’è un prima e un dopo nella mia vita e dopo non è stato mai più lo stesso".

Tutto è finito improvvisamente quel primo maggio del 1994, quando la notizia della morte in pista di Ayrton Senna ha fatto velocemente il giro del mondo. Lei era a casa con suo marito, in Florida. "Mio marito aveva capito tutto. Stava guardando la tv e, quando ha girato su un canale sportivo, stavano dando la notizia della morte di Ayrton. In quel momento mi ha chiesto: 'Stai bene?' e io ho risposto: 'No', e gli ho raccontato tutto". E da quel momento qualcosa si è rotto anche nel rapporto con Greschner, dal quale la super modella ha divorziato nel 1996.
Con il pilota di F1 Carol Alt voleva una famiglia ed era disposta a tutto per stare con lui: "È stato l’amore più grande della mia vita", ha concluso la modella. Supermodella, attrice e scrittrice statunitense, Carol Alt gira il mondo da tutta la vita. Dell'Italia, però, ha sempre detto che è la sua seconda casa: "Ogni volta che vengo qui provo gratitudine e un pizzico di nostalgia". In un'intervista al settimanale Chi, si racconta tra sogni, paure e l'amore per il pilota Ayrton Senna, con cui è stata quattro anni, dal 1990 fino alla sua morte, mentre era sposata con Ron Greschner: "Lui è stato la persona più importante, il mio amore più grande". Grande come il dolore che ha provato dopo l'incidente che gli fu fatale sul circuito di Imola, nel 1994.
La storia d'amore tra Ayrton Senna e Carol Alt, pur essendo stata vissuta nella clandestinità, ha lasciato un segno profondo in entrambi. Nonostante i legami preesistenti e la tragica fine del pilota, il sentimento è rimasto vivo nel cuore della modella, che lo ricorda ancora oggi con grande emozione.
Le relazioni di Ayrton Senna
Ayrton Senna si sposò una sola volta: nel 1981 convolò a nozze con Lilian De Vasconcelos, ex compagna del liceo. Il matrimonio, però, durò otto mesi e i due decisero di separarsi quando il pilota scelse di concentrarsi sulla sua carriera in Gran Bretagna. Successivamente ebbe diversi flirt, tra cui si annovera quella più celebre con la presentatrice brasiliana Maria da Graça Meneghel, in arte Xuxa. I due si frequentarono per qualche mese nel 1988. Senna poi frequentò la top model e attrice statunitense Carol Alt e l’italiana Cristina Pensa. La sua ultima storica fidanzata fu Adriane Galisteu, che rimase insieme a lui fino alla sua morte nel ’94.

La serie Senna, disponibile da venerdì 29 novembre su Netflix, ripercorre anche gli amori del pilota. È passato tutto troppo in fretta nell’esistenza di Ayrton Senna, l’amore prima di tante altre cose. Logorato dalla consapevolezza di inseguire una normalità impossibile. Ayrton, sacrifici e passione: una missione da compiere, attimi di felicità concessi alla dimensione totalizzante dell’essere pilota.
Chi era Xuxa Meneghel
Lei: una celebrità in Brasile. Attrice, cantante, ballerina. Successo e ambizione, come «Beco», il soprannome di Senna (pure lei lo chiamava così). Era capace di presentarsi in elicottero nella villa ad Angra dos Reis, pur di incontrarlo soltanto per qualche ora. Momenti rubati fra uno show e un Gran Premio, di intensità potentissima.
I baci e il mistero del 1994
C’è una scena che scandisce tutto: sono insieme in tv poco prima di Natale, Xuxa conduce un programma per i bambini. Gli auguri per il prossimo campionato piovono sotto forma di baci, entrano in milioni di case insieme alle macchie di rossetto sulle guance di un divertito ma imbarazzato Ayrton. «Auguri per il 1989, per il 1990. E per il 1991, per il 1992…» dice mentre lo bacia, fermandosi al 1993.
Dalla cotta al capolinea delle illusioni
Stupidaggini, la realtà è che il loro amore passò dalla fase della cotta, a quella dei progetti (impossibili) fino al capolinea delle illusioni. Alle gare lei andava molto poco, così come lui ai suoi spettacoli. Capitava che non si vedessero per mesi, entrambi avrebbero voluto essere più vicini, ma nessuno fece il primo passo in direzione dell’altro.
Lilian De Vasconcelos, la moglie
Xuxa era bellissima e indipendente, già accolta dalla famiglia di lui e tenuta accanto anche nel giorno dei funerali, nonostante la loro relazione fosse terminata anni prima. Ayrton confessò che avrebbe desiderato costruire qualcosa con lei, di aver sofferto molto quando si erano lasciati.
Il matrimonio che durò meno di un campionato
Sposati in fretta prima che Ayrton nel 1981 si trasferisse in Inghilterra.
L'amore clandestino con la supermodella
Dopo Xuxa l’ultima fidanzata ufficiale di Senna fu Adriane Galisteu, conosciuta nel 1993 durante il Gp del Brasile, mai accettata dalla famiglia, una dinamica raccontata in maniera splendida nel libro Suite 200, l’ultima notte di Senna di Giorgio Terruzzi.
La Storia Segreta di Ayrton Senna: Cosa Non Sai
"Racing, competing, it's in my blood. (italiano)«Correre, competere, è nel mio sangue. Fa parte di me, fa parte della mia vita." Nel 1977 e nel 1978 vinse il Campionato Sudamericano di categoria e dal 1978 per quattro volte consecutive quello brasiliano. Sbarcato in Italia, a Milano, in rappresentanza della Dap fu protagonista dei campionati mondiali del 1979 e del 1980, sfiorando entrambe le volte il titolo. Conosceva già Chico Serra, che viveva nell'isola da tre anni e parlava la lingua inglese. Serra presentò il giovane pilota a Ralph Firman, proprietario della scuderia Van Diemen e, dopo un test, riuscì ad ottenere un ingaggio. L'anno seguente passò alla Formula Ford 2000, disputando sia il campionato britannico Pace British sia l'Europeo EFDA e vincendoli entrambi con 21 vittorie, 15 pole e 22 giri veloci su 29 gare. A fine stagione partecipò alla prestigiosa gara internazionale di Formula 3 di Macao nella quale si confrontano tutti i più forti piloti della categoria. Nel corso del 1983 Senna svolse i primi test con delle vetture di Formula 1. Dopo aver effettuato una giornata di prove, il 19 luglio sul circuito di Donington Park, a bordo di una Williams FW 08C - Ford messagli a disposizione da Frank Williams per curiosità personale, il 27 ottobre, come premio per avere appena vinto il campionato britannico di Formula 3, partecipò insieme a Martin Brundle e Stefan Bellof a una sessione di prove organizzata dalla McLaren (che per l'occasione mise a disposizione una MP4/1C - Ford) sul circuito di Silverstone, risultando il più veloce dei tre.
Nonostante ciò, Senna riuscì a mettersi in mostra conquistando due sesti posti in Sudafrica e Belgio, quest'ultimo ottenuto in seguito alla squalifica delle Tyrrell dopo i fatti di Detroit. Senna, partito tredicesimo, riuscì nel corso della gara a recuperare diverse posizioni, fino a portarsi al secondo posto subito dietro al battistrada Alain Prost su McLaren, a cui stava recuperando tra i quattro e i sei secondi al giro. D'altro canto, la vittoria di un debuttante su una monoposto di gran lunga inferiore alle vetture di vertice avrebbe potuto alterare la lotta per il mondiale, che sembrava già riservata ai grandi team. Nelle gare successive ottenne un altro podio giungendo terzo a Brands Hatch, ma fu anche costretto a diversi ritiri dovuti a guasti tecnici. Il comunicato colse di sorpresa sia la Toleman sia lo stesso Senna, che non era stato preavvisato. Entrambi erano considerate prime guide e potevano usufruire in partenza degli stessi materiali. La conoscenza della nuova monoposto per Senna fu però rallentata da un problema di salute che lo tenne lontano dalle piste per tutto l'inverno, consentendogli di eseguire le prime prove solo poche settimane prima dell'inizio del mondiale. Dopo un ritiro all'esordio in Brasile, sul circuito portoghese dell'Estoril, teatro del secondo appuntamento stagionale, Senna ottenne la sua prima vittoria in Formula 1, in una gara caratterizzata dalla pioggia torrenziale. La gara portoghese mostrò nuovamente, dopo il Gran Premio di Monaco dell'anno precedente, l'abilità del brasiliano sul bagnato. Senna infatti, (partito dalla pole position per la prima volta in carriera) vinse il gran premio con oltre un minuto di vantaggio su Michele Alboreto, doppiando tutti gli altri piloti arrivati al traguardo, compreso il terzo classificato Patrick Tambay.
Dopo questo brillante inizio di stagione, il brasiliano incappò in una serie di risultati negativi dovuti alla scarsa affidabilità della Lotus, ma riuscì comunque a mettersi in luce in qualifica, conquistando diverse pole position, compresa quella sullo storico tracciato di Monte Carlo. Proprio sulla pista monegasca, la determinazione e la grinta del brasiliano fecero infuriare piloti ben più esperti del calibro di Lauda e Alboreto, che accusarono Senna di ostacolare gli avversari nei loro giri di qualificazione, con il fine di mantenere la pole position, fondamentale in un tracciato cittadino come quello di Monaco. Il pilota brasiliano, dopo una prima parte di stagione non facile, riuscì a raddrizzare il campionato cogliendo quattro podi (Austria, Olanda, Italia e Gran Bretagna) e la seconda vittoria in carriera, ottenuta sul tracciato belga di Spa-Francorchamps, nuovamente in condizioni di bagnato. L'anno seguente Senna si ritrovò come compagno di squadra l'ex test driver della Ferrari Dumfries. L'arrivo del pilota scozzese fu preceduto da molteplici trattative. Il candidato favorito sembrò essere Derek Warwick, sostenuto anche dalla stampa britannica, ma Senna pose il suo veto onde evitare che gli sforzi e gli sviluppi della squadra si disperdessero su due piloti e non venisse rispettato l'accordo che lo voleva prima guida. Il campionato iniziò molto bene, con un podio ed una vittoria nelle prime due gare; un secondo posto in Brasile, dietro al connazionale Piquet e l'incredibile successo a Jerez de la Frontera, in volata su Nigel Mansell, con un vantaggio di soli 14 millesimi. Con questo successo Senna prese la testa della classifica per la prima volta, ma con l'avanzare della stagione la superiorità tecnica di Williams e McLaren prese il sopravvento, con Piquet e Mansell in lotta per il titolo con il campione in carica Alain Prost. Nel 1987, dopo il ritiro dalle corse della Renault, la Lotus trovò un accordo per la fornitura dei motori con la Honda. L'accordo prevedeva che alla scuderia britannica fossero forniti i propulsori di penultima generazione, lasciando alla sola Williams i più moderni RA167E. Senna, in Lotus per il terzo anno consecutivo, venne affiancato dal debuttante Satoru Nakajima, ingaggiato grazie all'appoggio del motorista nipponico. Per questa stagione, la Lotus mise a disposizione dei suoi piloti il modello 99T dotato del rivoluzionario sistema di sospensioni attive; questo permetteva di mantenere sempre l'altezza ideale da terra della monoposto, garantendo flussi aerodinamici migliori, in particolare sui circuiti che avevano un fondo sconnesso, ma assorbiva una parte della potenza del motore e rendeva più complicato per il pilota capire il limite della vettura stessa. Senna, nonostante il notevole divario tecnico con la Williams, riuscì a sopperire alle difficoltà, restando in lotta per il mondiale per gran parte della stagione, ma la superiorità del team di Frank Williams divenne evidente con l'avanzare del campionato, con Mansell e Piquet in lotta per il titolo. A Monza, nel frattempo, venne annunciato il passaggio di Senna alla McLaren, come compagno del due volte campione del mondo Alain Prost.

Senna sul gradino più alto del podio, davanti al compagno di squadra Prost, al termine del Gran Premio del Canada 1988. Firmato un nuovo contratto triennale, in McLaren Senna trovò come compagno di squadra il “professore” Prost, con cui iniziò una rivalità destinata a segnare la storia della Formula 1. La netta superiorità tecnica della McLaren MP4/4, motorizzata Honda, consentì ai due piloti di dominare il campionato, aggiudicandosi 15 delle 16 gare in programma e riducendo di fatto il mondiale a una lunga lotta tra di loro. Alla squalifica nel GP di casa in Brasile (a causa dell'utilizzo del muletto, azione vietata dal regolamento di allora) seguì il ritiro nel GP di Monaco a poche tornate dalla fine; in testa con un vantaggio di 55 secondi, il pilota paulista andò a sbattere all'uscita della curva del Portier, regalando a Prost una vittoria ormai certa. Nelle otto gare seguenti, tuttavia, Senna inanellò una striscia positiva di sei vittorie e due secondi posti, portandosi in testa alla classifica con un vantaggio di pochi punti sul rivale. La battaglia tra i due, sempre più accesa, raggiunse il suo apice al Gran Premio del Portogallo, dove Senna spinse il compagno contro il muretto dei box nel tentativo di mantenere la testa della corsa. A fine gara, interrogato sull'accaduto, Prost criticò ampiamente la manovra, accusando il compagno di aver messo a repentaglio la gara di entrambi. Il campionato si decise alla penultima gara a Suzuka. A causa della regola degli scarti, a Senna bastava una vittoria per diventare campione. In qualifica il brasiliano ottenne la dodicesima pole position stagionale, ma questa fu vanificata da un'esitazione in partenza, a causa dell'improvviso spegnimento del motore, che lo fece scivolare a metà gruppo. Nonostante ciò, non si arrese, e si lanciò in un'impressionante rimonta nei confronti del compagno che si concretizzò con un sorpasso sul rettilineo del traguardo al 28º passaggio. Il 1989 iniziò sulla falsariga dell'anno precedente, con un dominio incontrastato della scuderia britannica e con Senna protagonista di tre vittorie nelle prime quattro gare. Al Gran Premio di San Marino, seconda prova del mondiale, la rivalità con Prost esplose definitivamente. A questo punto, Senna si involò verso la vittoria, con Prost incapace di avvicinarsi; a fine gara i due si scambiarono accuse reciproche, con il francese che arrivò addirittura a minacciare la squadra di non correre il seguente Gran Premio se il brasiliano non si fosse scusato. Nelle gare successive però, Senna fu fermato da varie rotture meccaniche che permisero al compagno di prendere la testa del campionato con un buon margine. A tre gare dalla fine il brasiliano era distanziato di ben ventiquattro lunghezze. La matematica lo costringeva a vincere tutte le gare rimanenti per confermarsi campione del mondo. Senna vinse in Spagna, dove dominò la gara dalla partenza all'arrivo, precedendo sul traguardo Berger e Prost. Lo scontro per il titolo iridato giunse al punto di maggiore tensione al Gran Premio del Giappone. Senna, partito in pole position, fu sopravanzato da Prost al via. Il Francese guadagnò un margine di circa 5 secondi, ma poi il compagno cominciò a recuperare terreno, mettendosi in scia. Al 46º giro, nel disperato tentativo di mantenere vive le chance iridate, Senna tentò un attacco alla Casio Triangle, ma Prost chiuse la traiettoria e i due si agganciarono, terminando la loro corsa nella via di fuga. La sua vettura aveva il musetto danneggiato e il Brasiliano fu costretto a tornare ai box per sostituirlo. Rientrato in pista alle spalle di Alessandro Nannini, rimontò velocemente e al 51º passaggio lo sopravanzò con una manovra analoga a quella tentata su Prost, conquistando la vittoria. L'episodio di Suzuka diede avvio a un mare di polemiche tra Senna e il Presidente della FISA Jean-Marie Balestre che si trascinò per tutto l'inverno. La McLaren, con Prost in procinto di passare alla Ferrari, prese le difese del brasiliano, presentando ricorso contro la decisione dei commissari al tribunale d'appello. Questo fu respinto, con Senna che anzi fu accusato, nella sentenza del 31 ottobre 1989, di essere pericoloso per l'incolumità degli altri piloti, in riferimento ad altri episodi controversi in cui il pilota era stato coinvolto nelle ultime due stagioni, vedendosi infliggere inoltre una multa di 100 000 dollari. La polemica tra Senna e Balestre si risolse solo poco prima dell'inizio della nuova stagione; alle scuse (via lettera) del Brasiliano seguì il ripristino della superlicenza da parte della federazione. Con l'arrivo di Berger al posto del francese, la situazione in McLaren si normalizzò, con Senna al centro del progetto tecnico del team. Tuttavia, il leitmotiv della stagione era sempre lo stesso: Prost contro Senna. A due gare dalla fine i due contendenti erano distaccati di sole nove lunghezze in favore del brasiliano. Alla partenza, il pilota della Ferrari prese il comando, sfruttando il lato più pulito della pista. Arrivati alla prima curva, mentre il francese si accingeva a rallentare per impostare correttamente la traiettoria, Senna non alzò il piede dall'acceleratore, speronando Prost ad oltre 270 km/h. La corsa era finita per entrambi. La manovra del brasiliano destò grandi polemiche, ma la Fia, contrariamente a quanto fatto l'anno precedente, non sanzionò il pilota, considerando l'accaduto come un incidente di gara. Senna era campione del mondo per la seconda volta in carriera. Commentando l'episodio a caldo, il pilota brasiliano affermò, alludendo all'episodio dell'anno precedente: a volte le gare finiscono a sei giri dal termine, a volte alla prima curva. Nel 1991 Senna divenne campione del mondo per la terza volta in carriera. L'inizio di stagione fu decisivo per la vittoria del campionato; al trionfo sulla pista cittadina di Phoenix seguirono le vittorie ad Interlagos (la prima davanti al pubblico di casa), Imola e Monaco che, sommate ai problemi tecnici dei rivali, consentirono al brasiliano di prendere un margine rassicurante. Con il passare delle gare, tuttavia, il britannico Mansell al volante della Williams iniziò ad opporsi al dominio del pilota McLaren, ravvivando il campionato. Non appena lo sviluppo della vettura di Frank Williams si perfezionò, questa divenne la macchina da battere, con Mansell che in estate colse tre vittorie consecutive (Magny Cours, Silverstone e Hockenheim). Il titolo arrivò alla penultima gara a Suzuka. Con Mansell obbligato a vincere, a Senna bastava un secondo posto per aggiudicarsi il mondiale. Nel 1992 Senna e la McLaren non poterono nulla contro lo strapotere della Williams FW14B guidata da Nigel Mansell. Nelle prime cinque gare il brasiliano arrivò al traguardo solo due volte, terzo in Sudafrica ed a Imola, accusando in più occasioni problemi di affidabilità. Fu proprio con il giovane tedesco che Senna durante la stagione si ritrovò a discutere più volte. I rapporti tra i due si deteriorarono già in Brasile, secondo appuntamento stagionale, dove il tedesco accusò pubblicamente Senna di averlo ostacolato con comportamenti poco corretti, mentre in realtà, come ammesso dallo stesso brasiliano al termine della gara, la sua vettura soffriva di problemi di elettronica che causavano continui rallentamenti. Nel Gran Premio di Francia l'accusa cadde invece su Schumacher, dopo che questi tamponò nel corso del primo giro Senna, costringendolo al ritiro. I contrasti degenerarono infine durante dei test ad Hockenheim, dove i due si sfiorarono più volte con le ruote in pista ed ai box arrivarono quasi alle mani. Nei primi mesi dell'anno, dopo aver pensato al passaggio nella CART e quindi ad un eventuale ritiro dalla Formula 1, Senna decise di firmare un accordo in extremis con la McLaren. La Mclaren, nel frattempo, dopo l'uscita di scena della Honda, intavolò trattative per la fornitura dei motori con Renault e Lamborghini, ma alla fine decise di optare per i propulsori Ford. Nonostante l'evidente inferiorità di mezzo e un rapporto con il team che andava sempre più deteriorandosi durante la stagione, la prima parte di campionato fu incredibilmente positiva, con Senna che colse tre vittorie, in Brasile, a Donington e a Monaco, che lo proiettarono in testa alla classifica davanti al suo eterno rivale Prost. A Monaco Senna co...
Sono passati ormai 24 anni da quel terribile 1 maggio 1994, il giorno che tutti ricordano come quello dell’incidente e della morte di Ayrton Senna, uno dei piloti più talentuosi di sempre in Formula 1. Sebbene però le notizie sul Senna pilota, nel tempo, sono rimbalzate sulle testate di tutto il mondo, meno si conosce della sua vita privata. Senna era un uomo molto riservato e solo in pochissime occasioni parlo di sé, del suo passato e della sua intimità. Senna è stato sposato dal febbraio 1981 con Lilian de Vasconcelos, una sua amica d’infanzia, ma il suo matrimonio è durato appena un anno: «Quando ho cominciato a correre in Europa ci siamo trasferiti lì. Devo dire che cucinava molto bene… Poi sono successe tante cose, otto mesi dopo sono tornato in Brasile con l’idea di smettere di gareggiare ed entrare nel business di mio padre. La donna della sua vita, come egli stesso la definì, è stata Xuxa Meneghel: «Posso dire con sicurezza che in tutta la mia vita c’è stata solo un’occasione in cui ho avvertito il forte desiderio di costruire una famiglia. Solo una volta ho voluto un figlio con qualcuno.
Nel corso della sua carriera alcune malelingue avanzarono ipotesi sulla presunta omosessualità di Senna. Addirittura Nelson Piquet dichiarò che a Senna non piacevano le donne. Dopo quella dichiarazione il brasiliano disse: «Ero molto triste. È stata una campagna incredibilmente distruttiva. Siccome non sono stati in grado di battermi in pista, hanno cercato di rovinarmi personalmente. Ma anche questo tentativo è fallito». Probabilmente però l’accusa di Piquet a Senna deriva da qualcos’altro: il brasiliano infatti aveva una particolare amicizia con Katherine, quella che poi diventò la moglie di Piquet. Senna disse: «La conoscevo.
Nell'intervista a Playboy Brazil Senna parlò anche di una stalker italiana, una donna che lo perseguitava e una volta riuscì anche a spingerlo con forza in una stanza dove subì delle avances esplicite, ma il brasiliano rifiutò e disse: «La spinsi fuori.
Ayrton Senna e Carol Alt si amarono segretamente per anni prima del tragico incidente del 1994 a Imola dove il pilota brasiliano perse la vita.Negli ultimi 30 anni - a cominciare da quella maledetta domenica 1 maggio del 1994 in cui nel circuito di Imola lui perse a soli 34 anni tragicamente la vita durante il 7° giro del Gran Premio di San Marino - Carol Alt non ha mai smesso di pensarlo e di dirlo in più occasioni: “Ayrton Senna è stato l'amore della mia vita”.Lei, la diva delle passerelle, e lui, il tre volte campione del mondo di Formula 1 (nel 1988, 1990 e 1991), si amarono clandestinamente e con una sconfinata passione. Erano entrambi impegnati, ma sognavano di vivere insieme, mossi dalla stessa voglia di viversi senza più nascondersi. La loro storia poteva viaggiare ad alta velocità - proprio come il pilota brasiliano era abituato a fare in pista - ma si frantumò su quel muro alla curva del Tamburello.
Entrambi giovani e bellissimi, rispettivamente lanciati nelle proprie carriere. Gli anni 80 di Ayrton Senna e Carol Alt - coscritti dell'anno 1960 (nato il 21 marzo lui, il 1° dicembre lei) - iniziano per tutti e due con un matrimonio: il pilota nel 1981 sposa l’amica d’infanzia Lilian De Vasconcelos (il matrimonio durò due anni, «un errore di gioventù» spiegherà in seguito Ayrton alla rivista Caras: i due rimasero però amici), mentre la modella statunitense - su forte volere di suo padre Anthony - nel 1983 convola a nozze con il giocatore di hockey su ghiaccio Ron Greschner, dal quale divorzierà nel 1996, anche per via della sua storia segreta con Senna, che lei gli rivelò solo dopo l'incidente fatale di Imola.
Una è anche italiana, Cristina Pensa, che conosce a metà degli anni 80 quando è ancora un pilota alle prime armi della Lotus e con la quale rimase insieme 2 anni. “L'ho lasciato a 22 anni, non me la sentivo di fare quella vita”, racconterà lei nel 2018 alla trasmissione Vieni da me su Rai 1, ricordando anche come Ayrton le avesse confidato un brutto presentimento che provava: “Sul divanetto della nostra camera c’era un libro con la storia di Gilles Villeneuve, io ho chiesto spiegazioni a Senna e lui mi ha risposto "Era un grande pilota, ma penso che questa sarà anche la mia fine”.
Dopo altri flirt, è nel 1988 - in diretta tv durante un programma natalizio per bambini - che Senna si innamora della conduttrice Xuxa Meneghel. Lui aveva appena vinto il suo primo Campionato e lei, per festeggiarlo, lo aveva sommerso di baci lasciandogli il segno del rossetto sulle guance. Dopo un anno lei lo lasciò perché non voleva rinunciare alla sua carriera: nel 1990, a Playboy Brazil, lui la ricorderà con amore: «Ho avuto diverse rotture dolorose, ma solo con una donna ho avvertito il forte desiderio di costruire una famiglia e avere figlio. E quella donna era Xuxa».
È proprio nel 1990 che Ayrton Senna e Carol Alt si incontrano la prima volta, a Milano, nel backstage di una sfilata di Ferragamo. Anche lei è ormai una modella affermata, sulle copertine di mezzo mondo, e anche attrice in Italia per i fratelli Vanzina. Come spesso accade a quelle anime che si incastrano perfettamente, tra i due bastò solo uno sguardo a far scattare il colpo di fulmine. «I fotografi continuavano a chiedermi di posare accanto a questo tizio dal nome strano. Non sapevo chi fosse e quando mi dissero che era un driver, pensai che fosse l’autista. Era molto più basso di me, mi batteva il cuore, d’istinto mi sono tolta i tacchi. Lui ha sorriso e ha detto: “grazie”. Io: “No problem”», racconterà la modella al Corriere. Subito dopo il pilota la invitò a cena e lei rifiutò prima di cambiare idea: «Il mio assistente mi ordinò: “Carol sei matta, vai!”» dirà. Fu in quel momento che nacque la loro travolgente e clandestina storia d'amore.
A fare innamorare Carol, fu la dolcezza di Ayrton: «Era carino, pieno di attenzioni, e poi mi colpì la sua sensibilità, nessun ragazzo prima di lui mi aveva parlato di Dio e della Bibbia» racconterà la modella a GQ Italia. Per tre anni i due si frequentarono appena possibile, rincorrendosi in giro per il mondo. E in modo furtivo, visto che la Alt teneva nascosta la relazione al gelosissimo marito. Così solo diversi anni dopo lei ricorderà alcuni momenti che passarono insieme, come quella volta che andarono a cena in un ristorante elegante: «Eravamo io e lui. Sotto il piatto mi aveva messo un orologio d'oro, bellissimo. Ma io non me ne accorgo, rovescio in terra il piatto, cadono i bicchieri. Lui diventa rosso. Un disastro. Ma quell'orologio lo conservo ancora oggi, fu importante». Oppure come quella fuga che fecero insieme, in Italia: «Lui guidava la sua Ferrari in campagna, io accanto ridevo felice. Dopo quella corsa folle ci fermammo per fare benzina a Novara, ma Ayrton non sapeva come fare. Così bussò al finestrino del signore in fila dietro di noi, per farsi aiutare. Quel tipo cominciò a gridare: “Oddio ma tu sei Ayrton Senna!”».

Quello tra Ayrton Senna e Carol Alt fu un amore assoluto, ma mai ostentato. Sia per via dei loro caratteri - entrambi erano timidi e riservati, soprattutto in un'epoca nella quale la cesura tra sfera pubblica e privata era tangibile - sia per il matrimonio che ancora legava la modella a Greschner, che a suo dire doveva restare protetto. Questa situazione impose loro scelte dolorose e una vita di coppia relegata all'oscurità, fatta di corse precipitose per assecondare i reciproci impegni lavorativi. Eppure, insieme, erano sempre felici. E sognavano di vivere davvero in pieno la loro storia, ambendo a fare dei figli e rincorrendo l'obiettivo di trascorrere una vita senza rimpianti.
Ma visto che il tempo continuava a passare e la situazione non cambiava, il pilota brasiliano - che non era abituato a restare secondo a nessuno - arrivò a dare un ultimatum a Carol, anche perché in fondo all'animo temeva che la sua vita poteva terminare ogni volta che correva. «Mi disse: dobbiamo sbrigarci, non abbiamo molto tempo» racconterà la Alt a Verissimo nel marzo 2023, ricordando come Senna l'esortasse di continuo nel prendere una decisione e percorrerla fino in fondo. Ma non ci riuscì.
Senna non smise mai di amare Carol Alt, anche nel 1994, mentre stava insieme a Adriane. La fine di tutto però arrivò tragicamente il 1° maggio di quell'anno, quando la McLaren di Ayrton si frantumò insieme alla sua storia con la modella che voleva sposare. Nel momento dell'incidente lei si trovava in Florida per girare una serie tv. Ed fu proprio dalla tv di una camera d'albergo che apprese la notizia: «Mi crollò il mondo addosso, ricordo ogni momento, anche com'ero vestita» racconterà. Al momento del decesso - che avvenne alle 18:40 all'Ospedale Bellaria di Bologna - nel vederla davanti alla TV, il marito capì tutto. Le chiese se stesse bene e allora vuotò il sacco. Il giorno dopo, lei prese finalmente il coraggio di lasciarlo, quando ormai Ayrton non c'era più.
Quel Telegatto che “Non arrivò mai”
A rendere ancora più amare e dolorose le ore successive fu anche il fatto che di lì a pochi giorni - e più precisamente, il 10 maggio 1994 - Carol Alt avrebbe dovuto ricevere proprio dalle mani di Senna il Telegatto come interprete del film televisivo Donna d’onore 2. Ma a quella cerimonia del Gran Premio Internazionale dello Spettacolo (che si teneva a Milano, dove ci conobbero la prima volta) lui non arrivò mai: «Ho ricevuto il premio, ma Ayrton che doveva portarlo sul palco non c’era più. Non ricordo chi fece la premiazione, ma per me è uno dei momenti più dolorosi della vita. Quel giorno la mia vita ha preso un’altra direzione. Piango ancora oggi.
“Ayrton mi manca ogni giorno: è il mio rimpianto più grande”
Dopo la morte di Senna, Carol Alt decise di dedicarsi totalmente alla professione - «Mi buttai nel lavoro», racconterà al Corriere - un modo per non pensare al più grande rimpianto della sua vita. Durante l'intervista dello scorso anno rilasciata a Silvia Toffanin nella trasmissione Verissimo, la super modella ha infatti ricordato: «Senna è stato il grande amore della mia vita, sognavo un futuro con lui». Parole che dimostrano quanto il pilota abbia lasciato in lei un vuoto profondo e ancora oggi indefinibile. Non hanno avuto dello stesso significato anche le sue successive relazioni, con l’ex giocatore di hockey su ghiaccio Aleksej Jašin e con gli attori Warren Beatty e Adriano Giannini: «Con Ayrton ho conosciuto il vero amore, solo che la nostra non era una relazione ufficiale perché all'epoca ero sposata. Se Ayrton non fosse stato vittima di quel terribile incidente, sono sicuro che tra noi sarebbe potuto durare per sempre».
Il ricordo indelebile e le dediche su Instagram
In occasione del venticinquesimo anniversario della morte di Ayrton Senna, Carol Alt lo ha voluto ricordare pubblicando sul suo profilo Instagram una foto inedita di loro due, accompagnata da questa didascalia. «Tutti i miei fan sanno che giornata triste è per me oggi. Per favore pubblicate qualsiasi parola gentile che avete in sua memoria». Non c'è foto più significativa di quella che la modella ha condiviso sul suo profilo social, uno scatto rimasto simbolicamente in bianco e nero, oscuro, ma che avrebbe meritato colore, e luce. Una relazione segreta durata quattro anni, mai ufficializzata, ma mai dimenticata.
