Il rito ebraico del matrimonio è senz'altro una delle celebrazioni più affascinanti e cariche di significato tra quelle delle religioni monoteistiche. L'ebraismo è una civiltà millenaria che prende le mosse dal cammino umano e spirituale di Abramo, ha un suo codice di fede, di storia e di Bibbia ebraica, cioè l'Antico Testamento. La celebrazione del matrimonio è coinvolgente, ricca di usanze, rituali, nenie e litanie.
Le Fasi del Matrimonio Ebraico
La tradizione ebraica considera la fase dei Tena’im, l'incontro tra le rispettive famiglie e il raggiungimento degli accordi tra i rispettivi genitori, una fase molto significativa per ottenere l'assenso al matrimonio delle proprie famiglie. Tuttavia, nel caso in cui i genitori facessero obiezione alla scelta del partner, il diritto ebraico permette comunque che un uomo e una donna si sposino, nonostante il parere contrario della famiglia.
La cerimonia del matrimonio è di forte impatto visivo ed emotivo e può essere celebrata in una sinagoga o in luogo privato. In entrambi i casi, non può svolgersi durante lo Shabbat, la festa del riposo, che è celebrata ogni sabato, né in un giorno festivo. Dopo questo dettaglio delicato, ha inizio la cerimonia.

Entrambi gli sposi stanno in piedi davanti al rabbino e sotto un baldacchino chiamato chuppàh, che poggia su quattro pali e che simboleggia la famiglia che insieme costruiranno i due coniugi. La cerimonia è articolata in due fasi.
La Kiddushin e la Consegna dell'Anello
La prima fase è la Kiddushin, durante la quale lo sposo consegna l’anello che desidera dare alla sua sposa. Un anello semplice in oro giallo che unisce la coppia e simboleggia il legame d'amore eterno e la protezione che la sposa riceverà da suo marito. Più raramente, al posto dell'anello lo sposo può donare una moneta d'oro.

La parola kiddushin, che significa "santificazione", è usata nella letteratura ebraica quando si fa riferimento al matrimonio. La prima fase proibisce la donna a tutti gli altri uomini (tanto che tale vincolo può essere annullato solo con un ghet, un divorzio religioso).
La Nessu’in e la Ketubbàh
La seconda fase è la Nessu’in durante la quale si tiene la benedizione del vino. Durante la cerimonia il rabbino legge in aramaico la Ketubbàh, un vero e proprio contratto matrimoniale che disciplina gli obblighi del marito nei confronti della moglie. La seconda fase permette alla coppia di instaurare la propria vita coniugale.
Una volta che gli sposi hanno bevuto dal calice di vetro, questo viene gettato a terra dallo sposo e rotto con un piede, a ricordare la distruzione del tempio di Gerusalemme o, secondo altre interpretazioni, per scacciare gli spiriti demoniaci. Dopo la rottura del bicchiere di cui parlavano nel paragrafo precedente, gli invitati gridano "Mazal Tov", l’augurio che accompagna i novelli sposi nella loro vita insieme.

Tradizioni e Significati
L'ebraismo considera il matrimonio santo, come la santificazione della vita. D'altra parte, il giudaismo considera il matrimonio come uno scopo. Secondo la Torah, la donna è stata creata perché "non è bene che l'uomo sia solo". Inoltre, il matrimonio permette di adempiere al precetto: «Siate fecondi e moltiplicatevi». Va notato che l'istituzione del matrimonio nell'ebraismo ha contribuito notevolmente alla sopravvivenza degli ebrei per generazioni.
Durante un matrimonio ebraico, per tradizione la donna vestirà di bianco; di questo colore dovrà essere il suo abito e il suo velo. Si dice che questo sia dovuto a un'antica tradizione legata alla verginità e alla purezza e al fatto che la sposa inizi una vita nuova e pura con suo marito.

Forse tutti non sanno che prima del matrimonio la sposa è accompagnata al Migveh. Qui si immerge nell'acqua senza nient'altro addosso, inclusi smalti, anelli o trucchi e cose che impediscano il contatto diretto con l'acqua, e si immerge in un bagno purificatore.
Il Banchetto e i Festeggiamenti
Dopo il rito avrà inizio il banchetto, solitamente caratterizzato da un'atmosfera molto allegra e gioiosa. La festa prenderà il via con un rito particolare ovvero la benedizione della challah, il tipico pane intrecciato. A questo punto, anche tra una pietanza e un'altra proseguiranno i festeggiamenti tra balli, canti e danze tradizionali. Quindi iniziano i festeggiamenti e i balli.

Il Matrimonio nell'Antico Israele
Secondo la Torah, il matrimonio può essere la conseguenza di: acquisto della donna mediante denaro, contratto oppure rapporto sessuale. Nell'antico Israele del Secondo Tempio di Gerusalemme il matrimonio veniva combinato dai genitori e avveniva quasi sempre all'interno della famiglia tra cugini di secondo o maggior grado, mentre i sacerdoti sceglievano le loro spose all'interno di altre famiglie sacerdotali. Era ammessa la poligamia, solo l'uomo aveva il diritto di divorziare e dopo dieci anni di vita coniugale senza figli il marito era tenuto a prendere un'altra donna.
Qual è la differenza tra ebreo, giudeo, israeliano...
Esistono, nella tradizione ebraica, preghiere a favore degli sposi, oltre alle Sheva Berakhot.
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