La storia di Alessandro Anderloni è un intreccio di vita, guerra e oblio, una narrazione che emerge dalle pieghe della Grande Guerra per raccontare non solo il dramma individuale, ma anche il contesto storico e sociale di un'epoca.
Alessandro Anderloni, nato nel 1881, fu chiamato a combattere come fante durante la Prima Guerra Mondiale. La sua esperienza sul fronte, segnata dalla fuga dalla linea dell'Ortigara, culminò tragicamente il 7 marzo 1917, quando fu ucciso dai carabinieri. Questo evento segnò profondamente la sua memoria, tanto che la sua fotografia non compare né sul Monumento ai caduti di Velo Veronese, dove sorgeva il Teatro Orlandi, né sul Monumento ai caduti di Roveré Veronese, dove si era trasferito dopo il matrimonio con Maria Zumerle.

La sua diserzione non fu ritenuta degna di memoria, tanto che nel 1922 una squadra di fascisti arrivò a scalpellare il suo nome dal marmo del monumento di Roveré, nonostante gli abitanti del paese avessero voluto comunque onorarlo.
La figura di Alessandro Anderloni è stata riscoperta e portata alla luce grazie all'omonimo regista, Alessandro Anderloni. La sua ricerca è iniziata circa dieci anni fa, quando trovò un ingiallito ricordo funebre di un uomo fucilato nel 1917, a lui omonimo. La scoperta della lapide che ricordava la sua morte, in contrada Negri di San Rocco di Piegara, fu il punto di partenza per intrecciare la storia di questo "disgraziato" con altre narrazioni di un conflitto "misconosciuto e dimenticato".
Il regista ha deciso di raccontare questa storia attraverso un film, "Al disertore", interamente prodotto da Le Falìe e girato sul palcoscenico del Teatro Orlandi di Velo Veronese. Questo teatro, costruito nel 1948 per ricordare i caduti di entrambi i conflitti mondiali, diventa così il luogo simbolo della memoria e della riscoperta storica.
Il film, interpretato da 30 attori e attrici non professionisti, molti dei quali con una lunga esperienza teatrale con Le Falìe, è un omaggio a un disertore e, per estensione, a tutti coloro che, come lui, "quella guerra non la vollero". La Prima Guerra Mondiale, infatti, rappresenta un capitolo obbligato dell'esperienza di un paese che, grazie al teatro, recupera e riscopre la propria storia, affrontando un periodo storico difficile da narrare in assenza di testimoni diretti.

La realizzazione del film ha visto la collaborazione di numerosi abitanti di Velo Veronese, che hanno contribuito a scenografie, allestimenti, catering e logistica, dimostrando un forte senso di comunità e partecipazione. "Al disertore" prosegue il percorso de Le Falìe, iniziato nel 1993 con "La Madona l'à portà la luce", un racconto sulla rinascita dopo la Seconda Guerra Mondiale, proseguendo con spettacoli dedicati alle fiabe e alla condizione della donna in Lessinia.
La Grande Guerra un secolo dopo. Eredità e memoria del primo conflitto mondiale
La figura di Alessandro Anderloni, sebbene tragica, diventa un simbolo della memoria collettiva, un monito a non dimenticare le storie individuali che compongono il grande affresco della storia.
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