La storia della maison Gattinoni affonda le sue radici nel 1946, nel mondo dell'haute couture. Una storia che continua nell'atelier di via Toscana, a Roma, dove tante signore del jet set di tutto il mondo continuano a frequentare per avere abiti unici.
Nel 1946 apre nella capitale l’atelier di Fernanda Gattinoni. Si affidarono a “Madame” alcune tra le donne più belle di sempre: Ingrid Bergman, Audrey Hepburn, Kim Novak, Lucia Bosè, Ava Gardner, Margaret d’Inghilterra, Anna Magnani, Gina Lollobrigida, Anna Maria Pierangeli, Isa Miranda, Lana Turner, Maria Josè solo per citarne alcune. L’atelier romano divenne punto di riferimento internazionale anche per la creazione di abiti da sposa.
Fernanda Gattinoni è stata una donna d’altri tempi, insignita, nel corso della sua lunga carriera, di numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero per il suo instancabile impegno nel campo della moda e nel sociale.

Una produzione infinita di abiti da sogno e di alta moda: bustini, vite segnate, gonne a ruota, abiti impero. Mente le dive facevano la coda per farsi realizzare abiti che avrebbero portato in giro per il mondo contribuendo a diffondere quello che oggi è riconosciuto come made in Italy.
Couture, Prêt-à-Porter, Accessories: Gattinoni è 77 anni di moda. Attenzione e cura nella scelta dei materiali, passione per la ricerca stilistica e un tocco inconfondibile. Una forza che nasce dalla purezza delle linee, attuali nella loro ricercata semplicità.
L'abito da sposa di Gattinoni vola in Qatar per un matrimonio principesco. Ci sono voluti 4 mesi di lavorazioni, 2.500 ore di ricamo, 80 ore di pittura dei tessuti a mano per realizzare il capolavoro sartoriale degno di nozze da mille e una notte.
"Sublimi armonie" è il titolo degli abiti creati dalle artigiane di casa Gattinoni per uno dei matrimoni più importanti mai celebrati a Doha in Qatar. La sposa indosserà un maestoso abito nuziale realizzato in candido doppio raso duchesse con una imponente coda di sei metri. Sull'ampia sottana sono stati dipinti, a mano vedute di castelli e scorci di paesaggi rigorosamente italiani, seguendo la volontà di chi indosserà la creazione che è interamente impreziosita da ricami in cristallo, fili di seta e duemila boule foderate in raso.

La tradizione incontra la sperimentazione grazie alla maestria di Guillermo Mariotto direttore creativo dell'atelier.

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