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Federica Fazzini: Un Viaggio Nella Milano del Dopoguerra

La storia che ci viene narrata è quella della famiglia Fazzini, intrecciata con la grande Storia collettiva della città e della Nazione, attraverso le vicende storiche e di costume che le passano accanto.

La voce narrante è quella del figlio, lo storico Paolo Colombo, docente universitario e noto protagonista di History telling a teatro o in forma di podcast. La storia domestica e privata della sua famiglia si interseca con la grande Storia collettiva della città e della Nazione, con le vicende storiche e di costume che le passano accanto.

Milano nel Dopoguerra: Ricostruzione e Speranza

Nel quartiere periferico del Giambellino - zona sud-ovest di Milano, ancora piena di campi nebbiosi - la chiesa di San Vito era andata vicino alla distruzione e una bomba aveva devastato l’edificio dell’oratorio maschile; il cinema Ducale era stato raso al suolo.

Il manifesto della tenace speranza dei milanesi è sintetizzato nelle parole di Antonio Greppi, primo sindaco di Milano dopo la Liberazione: “Molto si è distrutto, ma noi tutto ricostruiremo con pazienza e con la più fiduciosa volontà. Per tutti gli uomini e le donne di buona volontà l’unico imperativo era non cedere all’angoscia e alla paura, ma rimboccarsi le maniche e aggrapparsi alla certezza di poter costruire un futuro migliore, un giorno dopo l’altro.”

Sulle sponde dello scalo portuale della Darsena, venivano scaricati sabbia e ghiaia per la ricostruzione degli edifici danneggiati dalla guerra; il cumulo delle macerie raccolte dagli edifici distrutti venne usato per costruire la collina artificiale del Monte Stella.

Ricostruzione di Milano dopo la Seconda Guerra Mondiale

In poco tempo anche al Giambellino, lungo una strada quasi inesistente, tracciata frettolosamente tra i campi in via di rapida edificazione, venne su un quartiere fatto di caseggiati tutti uguali, affittati a canoni irrisori, in cui ben presto si mescolarono idiomi d’immigrati e di milanesi autentici.

Quartiere Giambellino negli anni '50

La Famiglia Fazzini e l'Impegno nel Lavoro

Nel quartiere Giambellino il padre Carlo era nato e cresciuto e era stato abituato fin da bambino a lavorare per aiutare i genitori nell’attività della rivendita di frutta e verdura.

Ora era giunto per lui il momento di assumersi il rischio d’impresa e Carlo, che con cervello e umiltà era riuscito a conquistarsi anche un diploma serale di ragioneria, non si lasciò sfuggire l’occasione.

Furono anni di duro lavoro, sacrifici e rinunce, niente ferie e nemmeno riposo domenicale, niente viaggio di nozze, dopo il pranzo in casa all’insegna della semplicità: pasta fresca con il ragù, arrosto con patate, fiaschi di vino rosso toscano e le tradizionali michette, che da secoli erano il pane tipico degli operai milanesi.

La storia di Carlo Fazzini e della sua famiglia è un esempio della resilienza e della laboriosità che hanno caratterizzato Milano nel difficile periodo della ricostruzione post-bellica, un periodo in cui la determinazione e la speranza hanno permesso di superare le avversità e costruire un futuro migliore.

Mercato di frutta e verdura

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