Dopo l'inaspettato successo di Una notte da leoni, era prevedibile la messa in cantiere di un sequel. Sono passati due anni dal tragicomico addio al celibato in cui Phil, Stu, Alan e Doug rischiarono di mandare a monte il matrimonio di quest'ultimo, perdendosi (e soprattutto perdendo lo sposo) nei meandri e nelle tentazioni della Sin City per eccellenza, Las Vegas.
Nel frattempo, Doug ha smaltito l'esperienza e vive tranquillo con sua moglie, Phil ha avuto un altro figlio, Alan continua a vivere con i suoi genitori e ad essere preda delle sue simpatiche paranoie. E' la vita di Stu, però, ad essere cambiata più radicalmente: mandata definitivamente al diavolo la tirannica fidanzata, il dentista sta per sposarsi con Lauren, ragazza thailandese con cui c'è un sentimento genuino e reciproco. Logico l'invito a nozze dei tre amici, altrettanto logico l'imperativo di non ripetere la disastrosa esperienza che li portò a vivere quella (in)dimenticata notte di follie: specie perché il matrimonio si terrà proprio in Thailandia, e il padre di Lauren non vede esattamente di buon occhio il futuro sposo... ma un innocente falò in spiaggia due giorni prima delle nozze, quattro birre sigillate e qualche marshmallow finiranno di nuovo per far precipitare, inopinatamente, la situazione.
Stavolta ad essere disperso è Teddy, giovane fratello di Lauren, e il teatro della ricerca è la temibile Bangkok. Altro matrimonio, altro addio al celibato, altro hangover, altro delirio: Una notte da leoni 2. Nell'insieme, la struttura della seconda notte da leoni diretta da Todd Phillips ricalca in tutto e per tutto le dinamiche della precedente nottata da folli di due anni fa.
La Trama in Dettaglio
Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha) partono alla volta della Thailandia per il matrimonio di Stu. Dopo l'indimenticabile addio al celibato di Las Vegas, Stu decide di non correre rischi e opta per un piccolo e sicuro brunch pre-matrimoniale. Le cose, però, non andranno come previsto. Ciò che accadde a Las Vegas fu memorabile, ma ciò che accade a Bangkok è inimmaginabile…
Dopo l'inaspettato successo di Una notte da leoni, film con cui il regista Todd Phillips mescolava la classica commedia giovanilistica statunitense con suggestioni da thriller e altre quasi lisergiche (il fantasma di Hunter S. Thompson e del corrispondente filmico del suo romanzo, Paura e delirio a Las Vegas, era lì dietro l'angolo) era prevedibile la messa in cantiere di un sequel. Sequel che, sin dalle prime battute, sembra seguire il solco sicuro tracciato dal suo predecessore: di nuovo, una telefonata avvisa la futura sposa che c'è stato un grosso guaio che comprometterà le nozze, di nuovo il film si struttura come un lungo flashback in cui l'hangover del titolo originale è oggetto di un'ellissi narrativa, "buco" nella memoria dei protagonisti da ricostruire con un'attenta indagine a ritroso nei luoghi da loro attraversati.
Il teatro non è più la scintillante Las Vegas ma la cupa Bangkok, luogo alieno e pericoloso, che può prendersi le persone e non restituirle: a correre questo rischio è stavolta l'adolescente Teddy, amatissimo rampollo della famiglia di Lauren, mentre simili sono le dinamiche: una camera devastata, un animale come compagnia (alla tigre del film precedente si sostituisce una più innocua scimmietta), l'esile filo da seguire per la ricostruzione degli eventi della notte.
Il branco stanco. Phil, Stu, Alan e Doug decidono di fare un viaggio nell’esotica Thailandia per festeggiare il matrimonio di Stu. Dopo l’indimenticabile addio al celibato di Las Vegas, Stu non ha intenzione di ripetere l’esperienza e ha deciso di optare per un tranquillo brunch pre-matrimonio.
Su pressione della moglie, Doug prega Stu di invitare anche suo cognato Alan Garner (Zach Galifianakis), che da due anni non fa altro che rinchiudersi nella sua camera ripensando ai 'bei momenti' vissuti a Las Vegas visti nella prima pellicola. Con loro si risveglia anche Stu, che stavolta si ritrova in faccia un tatuaggio tribale, mentre del piccolo Teddy i tre ritrovano solamente...
Come regalo da parte di Alan, arriva anche Mike Tyson che si esibisce in uno show, mentre alla fine tutti assieme gli amici guardano le consuete immagini della notte brava scattate con la videocamera, e che mostrano il delirio scatenato a Bangkok dal 'branco'. Torna il personaggio di Leslie Chow, il pazzoide criminale asiatico molto amato dai fan che, anche in questo film, farà i bagordi con Stu e compagni.
Analisi e Confronto con l'Originale
Secondo episodio della saga, Una notte da leoni 2 non regge comunque il confronto con l’originale, perché ne ricalca pedissequamente la struttura e l’unica vera novità è rappresentata da una spinta ancora maggiore sul pedale dell’eccesso fracassone.
Il regista, qui anche co-sceneggiatore del film, sceglie di non rischiare e di seguire la struttura narrativa del fortunato predecessore, ammiccando in più punti ai suoi spettatori (difficile seguire ogni singolo passaggio della pellicola e capirne ogni gag se non si è visto il primo film) ma riproponendone al contempo stilemi e meccanismi comici. La follia bonaria di Alan (un Zach Galifianakis sempre mattatore, anche con la testa rasata), la fredda calma di Phil, la "metà oscura" del tranquillo Stu, che lo porta di notte a compiere azioni per lui impensabili alla luce del giorno: la sensazione di deja-vu è molto forte, la presenza più organica dell'effeminato Chow (il sempre simpatico Ken Jeong) non modifica sostanzialmente la formula, e lo stesso inserimento di Giamatti è limitato a poche scene e risulta poco più di una curiosità per lo spettatore.
Si ride ancora, a tratti di gusto, ma la prevedibilità delle situazioni stempera in parte il divertimento; lo stesso valore di novità del primo film, quel singolare mix di generi e suggestioni che esprimeva, è andato inevitabilmente perduto in questo sequel. Ci si trova così di fronte al paradosso che questo Una notte da leoni 2 è rivolto sì, principalmente, a chi abbia visto l'originale (per i motivi sopra spiegati) ma finisce per ricalcarne talmente alla lettera la struttura e le soluzioni narrative da risultare un po' stanco, e risaputo, proprio per questa categoria di spettatori. Era forse possibile, pur mantenendo alla base una formula che si è rivelata fortunata, osare un pochino di più.
È evidente l’investimento che la Green Hat Film e Legendary Pictures compiono per rendere il più spettacolare possibile un film che per stupire deve necessariamente per sua natura strafare. Se a Las Vegas era stata reclutata una tigre, qui una scimmietta sebbene ammaestrata divinamente, non può bastare, e allora spunta un elefante. Laddove c’era un inseguimento con una classica macchina della polizia, ora abbiamo una elegante e potente berlina semidistrutta dopo corse allucinanti tra le viuzze cittadine, motociclisti dal grilletto facile, esplosioni e motoscafi. Tutto si duplica, si triplica, si esagera. È questo probabilmente l’unico modo per non far sembrare questa storia soltanto un doppione, ma è questo allo stesso tempo il limite più grande del film. Per dare più spettacolarità alle sequenze e sfruttare al meglio una location colma di ambiguità come la città di Bangkok, piena di lussuosi alberghi e terrificanti vicoli pieni di bancarelle traballanti e night club, è stato penalizzato l’aspetto umano della storia. L’amicizia è in secondo piano relegata a pochi dialoghi un po’ prevedibili e a scene comunque secondarie. Il paradosso e l’assurdo prendono il sopravvento, a volte anche lo scurrile e il volgare eccedono, e non si intravede più quella malinconia nei personaggi che stanno per vivere il momento del passaggio definitivo dalla spensieratezza dell’immaturità all’età adulta. Il matrimonio non dà senso alla storia, è soltanto un pretesto e la ricerca dell’amico smarrito (acquisito e quindi neppure vero elemento del gruppo) è più che altro mossa dalla necessità di tirarsi fuori dai guai più che da vera fratellanza tra i protagonisti.
Le quasi due ore di proiezione passano con leggerezza e in allegria e probabilmente i risultati al box office saranno comunque favorevoli, ma Una notte da leoni 2 è una semplice commedia senza picchi di genialità, gradevole ritorno del branco, ma senza quell’acuto che forse un po' ci si aspettava.
Per i fan della serie, è da molti considerato l'episodio più divertente e meglio riuscito.

Cast e Produzione
Interpreti: Bradley Cooper, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Todd Phillips, Ed Helms, Nick Cassavetes, Juliette Lewis, Mike Tyson, Jamie Chung, Ken Jeong, Aedin Mincks, William A. Phil.
Regia: Todd Phillips
Sceneggiatura: Craig Mazin, Scot Armstrong, Todd Phillips
Fotografia: Lawrence Sher
Montaggio: Debra Neil-Fisher, Michael L. Sale
Colonna sonora: Christophe Beck
Produzione: Green Hat Films, Legendary Pictures, Living Films
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 99'
Data di uscita: 25/05/2011
Una notte da leoni 2
Bravi gli attori, ciascuno con la sua caratterizzazione ben determinata, dal “capobranco” Phil, all’equilibrato Dough, alla povera vittima sacrificale Stu, fino al folle Alan con l’ingresso di Teddy, il cucciolo di turno di cui il branco perde improvvisamente le tracce e un efficace cameo di Paul Giamatti.
Bradley Cooper (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha) partono alla volta della Thailandia per il matrimonio di Stu.
Il branco è tornato. Questa volta Stu si sposa con Lauren in Thailandia. Dopo una notte tranquilla, Stu, Alan e Phil si svegliano in un squallido appartamento a Bangkok. Doug è di nuovo al resort, ma il fratello di Lauren, Teddy, è scomparso. C'è una scimmia con un dito mozzato, Alan ha la testa rasata, Stu ha un tatuaggio tribale sul viso e non ricordano nulla. E Mr Chow è tornato.

Confronto con altri film della serie
- Una Notte da Leoni (2009): L'originale che ha dato il via a tutto, noto per la sua originalità e il mix di commedia e mistero.
- Una Notte da Leoni 3 (2013): Il capitolo conclusivo della trilogia, con una trama diversa dai precedenti.
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