L’organizzazione del viaggio è per le coppie che aspettano di convolare a nozze uno degli aspetti più belli ed emozionanti dei preparativi nuziali. Ma vi siete mai chiesti perché si dice luna di miele? Si tratta di un’espressione così comune che la ritroviamo in tantissime parti del mondo, ma probabilmente in pochi si sono soffermati a pensare al perché. Su questa espressione esistono diverse teorie che trovano fondamento in tempi più o meno lontani.
L’espressione “luna di miele” evoca immediatamente l’immagine romantica dei primi giorni di un matrimonio, quel periodo sospeso tra realtà e sogno in cui gli sposi vivono la felicità piena e indisturbata della loro unione. Ma dietro la dolcezza apparente di questa formula si nasconde una storia antica, complessa e ricca di simbolismi, che intreccia astronomia, cultura popolare e tradizioni nuziali risalenti a millenni fa.
L’espressione “luna di miele” è la traduzione letterale di termini presenti in molte lingue europee, come l’inglese honeymoon, il francese lune de miel o lo spagnolo luna de miel. In gallese (mis mêl) e in arabo (shahr el ‘assal) si usano espressioni che tradotte letteralmente significano “mese di miele”, che ha lo stesso significato poiché con il termine "luna" si fa riferimento al primo mese di matrimonio.
Le sue origini risalgono al Medioevo, ma la radice simbolica è ancora più antica. Già presso i popoli mesopotamici e indoeuropei si celebrava il matrimonio con riti che prevedevano un mese di festività durante il quale agli sposi veniva offerta bevanda a base di miele fermentato, l’idromele, ritenuta afrodisiaca e propizia alla fertilità.
Il riferimento alla “luna” indicava il ciclo temporale di un mese lunare, quello successivo alle nozze, considerato un periodo di auspicio e di armonia coniugale. Le due parole che compongono l’espressione portano con sé un ricco bagaglio simbolico.
La luna, fin dall’antichità, è stata associata ai cicli naturali, alla fecondità e al ritmo del tempo. Nel contesto matrimoniale rappresenta il periodo iniziale dell’unione, un ciclo compiuto ma destinato a mutare, proprio come la luna che cresce e poi si consuma.
Il miele, invece, è da sempre simbolo di dolcezza, abbondanza e prosperità. Nell’antico Egitto e in Grecia veniva usato come offerta agli dèi e come augurio di benessere. Nel contesto nuziale simboleggiava l’amore giovane, tenero e dolce, ma anche l’energia vitale che sostiene la coppia.
Durante il medioevo era tradizione che la famiglia della sposa portasse presso la casa del suo futuro sposo del miele, come segno di ricchezza, prosperità e fertilità. Per i romani era usanza mangiare miele la prima notte di nozze, come simbolo di fertilità e buon auspicio. La prima notte di nozze veniva chiamata “luna di miele” per il momento dolce che viveva la coppia appena convolata a nozze, e la luna si riferiva alle fasi lunari del ciclo mestruale.
Nel Medioevo europeo si diffuse l’usanza, soprattutto nei Paesi del Nord, di far bere agli sposi idromele per i primi trenta giorni dopo le nozze. Si riteneva che questa bevanda potesse favorire la fertilità e consolidare l’amore. Gli storici della lingua fanno risalire proprio a questa tradizione l’origine diretta del termine honeymoon, documentato in inglese già nel XVI secolo.
La tradizione norrena è praticamente uguale: per luna si intende il primo mese di nozze e il miele si ritrova anche qui perché nelle loro usanze nel corso del primo mese gli sposi dovevano bere l'idromele, ed ecco quindi l’associazione luna & miele. Si pensa che queste ultime tradizioni siano le più veritiere e sembrerebbe che il termine luna di miele sia nato proprio da questi due popoli.
Una di esse fa risalire l'espressione addirittura ai tempi di Babilonia: in tale periodo era uso regalare alle coppie di sposi una quantità di idromele sufficiente per un mese. Si pensava che tale bevanda garantisse fertilità. Nonostante l'origine babilonese non sia sicura, l'abitudine di regalare idromele o simili bevande agli sposini era comune nell'antica Roma e nel medioevo.
La metafora della “luna di miele” passò poi anche alle lingue romanze, tra cui l’italiano, dove si impose nel Settecento. Dal punto di vista linguistico, “luna di miele” è un composto metaforico che unisce due sostantivi dal valore fortemente simbolico. La fusione non è casuale: la luna, che governa il tempo e i cicli, delimita il periodo; il miele, dolce e prezioso, ne definisce la qualità.
L’efficacia dell’espressione risiede nella sua musicalità e nel contrasto poetico tra il freddo pallore lunare e il calore dorato del miele, due immagini che insieme creano un equilibrio armonioso, quasi pittorico.
Nel corso dei secoli l’espressione ha mantenuto intatto il suo fascino, anche grazie al suo tono evocativo. In molte culture antiche, la “luna di miele” aveva anche un significato apotropaico e rituale. Il miele, considerato sostanza divina, veniva offerto agli sposi come protezione dagli spiriti maligni e come pegno di fecondità.
Nelle culture germaniche e nordiche il riferimento alla luna si collegava anche alla deità femminile della fertilità. Il mese lunare successivo al matrimonio era considerato sacro, e la coppia veniva lasciata vivere in solitudine per favorire il concepimento.
La luna e il miele legati al periodo post nozze si trovano addirittura all'interno delle Sacre Scritture, dove l’unico compito dell’uomo era quello di rendere felice la futura sposa. Si veda per questo il capitolo 24 del libro del Deuteronomio, in particolare al versetto 5 si legge: “Nel caso che un uomo prenda una nuova moglie, non deve andare alle armi, né gli si deve imporre alcun'altra cosa.”
Esistono anche studi che indicano che la parola miele viene associata solo al primo mese di matrimonio, considerato il più dolce e romantico, anche se poi messo assieme alla luna potrebbe significare che soltanto il primo mese è dolce e romantico... ed ecco questo lo è un pò meno!
Se guardiamo ai tempi nostri, il termine luna di miele così come lo intendiamo noi, è diventato popolare durante l’epoca vittoriana e precisamente durante La Belle Époque. Stando alle testimonianze riportate in alcuni testi di narrativa europea, la tradizione dei viaggi post nozze nasce e si impone come usanza nel 1800 in Gran Bretagna ma con una finalità molto diversa da quella a cui siamo abituati oggi. Infatti all’epoca queste fughe fuoriporta servivano agli sposi per raggiungere i familiari e gli amici che non avevano potuto partecipare alla cerimonia nuziale. Una tendenza che in breve tempo si evolvette, soprattutto durante la Belle Époque, lasciando da parte le ottemperanze e gli obblighi familiari per dare spazio all’intensa intimità della coppia.
L’espressione “luna di miele” è la traduzione letterale di termini presenti in molte lingue europee, come l’inglese honeymoon, il francese lune de miel o lo spagnolo luna de miel. Luna di miele lo ritroviamo in moltissime altre lingue: honeymoon in Inglese, luna de miel in spagnolo, lune de miel in francese, lua de mel in portoghese e in tante altre lingue del mondo. Se traduciamo letteralmente queste parole come significato otteniamo “mese di miele”, che fa riferimento al periodo post-matrimonio.
Espressioni equivalenti si trovano in quasi tutte le lingue europee, segno di una comune matrice culturale. Tuttavia, in alcune lingue il significato si è spostato verso l’ironia: in tedesco die Flitterwochen significa letteralmente “le settimane di paillettes” o “di festeggiamenti”, con un tono più mondano; in inglese, invece, honeymoon ha mantenuto l’aura romantica ma può essere usato anche in senso figurato, per indicare la fase iniziale di entusiasmo in qualsiasi tipo di relazione.
In italiano, la forza poetica della parola “luna” e la delicatezza di “miele” ne conservano l’equilibrio originario, sospeso tra realismo e sogno, dolcezza e caducità. Dire “luna di miele” significa evocare l’inizio dolce e luminoso di un legame, ma anche la consapevolezza che quella felicità, come il ciclo della luna, non è destinata a durare immutata. È un’espressione che racchiude la poesia dell’amore giovane, la memoria di antichi riti e la saggezza dei popoli che sapevano leggere nei fenomeni naturali i simboli della vita umana.
Adesso che abbiamo scoperto i miti che si celano dietro alle parole luna di miele, scopriamo quali sono gli ingredienti per una buona luna di miele. Il nostro consiglio è quello di prendervi il giusto tempo per un po' di meritato relax da trascorrere con la vostra anima gemella. L’organizzazione del viaggio è per le coppie che aspettano di convolare a nozze uno degli aspetti più belli ed emozionanti dei preparativi nuziali.
In uno scorso articolo avevamo parlato delle cinque fasi dell’amore, ovvero il percorso di maturazione sentimentale che ogni coppia segue, dall’innamoramento fino alla maturità. Il primo passaggio viene definito dalla psicologia con il termine Luna di Miele, o fase dell’innamoramento. Secondo la tradizione dell’antica Roma, i novelli sposi erano soliti mangiare del miele per riprendersi dall’intensa prima notte d’amore. Durante questo step, infatti, i difetti dell’altra persona non vengono presi in considerazione o vengono sminuiti. Si tende quindi a illudersi, evitando di porsi domande scomode sul partner. Ecco che, alla prima reale difficoltà, tutto potrebbe scoppiare.
I giorni successivi alle nozze è tradizione che i novelli sposi partano per la tanto attesa “Luna di Miele”: un viaggio, dalla durata variabile, che li porterà verso mete più o meno lontane, in cui potranno godersi in pieno relax e “cuore a cuore”, senza distrazioni, questi primi giorni da marito e moglie. Questa usanza, e la curiosa espressione per indicarla, “luna di miele”, ha origini antiche e misteriose.
Questa tradizione ha perso quella carica emotiva che investiva gli sposi nei secoli scorsi e li rendeva finalmente liberi di passare del tempo soli poiché oggigiorno le coppie hanno fin da subito l’occasione di consolidare la relazione tramite momenti di confidenza ed intimità. Inoltre attualmente le mete del tanto agognato viaggio di nozze si fanno sempre più lontane e turistiche. Le più ambite sono sicuramente per noi italiani, l’America, le isole caraibiche, ma anche quelle più esotiche come la Tailandia o Jamaica.
Ma lontano o vicino che siano, dedito alla scoperta di nuovi luoghi e culture o dedito al relax assoluto, la Luna di Miele è il momento più desiderato dagli sposi. Un’occasione irrinunciabile per staccare dallo stress quotidiano, accumulato anche per i continui impegni relativi all’organizzazione delle nozze, e godersi istanti pregni di romanticismo e tenerezza con la compagna/o con cui si è deciso di passare il resto della vita.

Si tratta di un’espressione così comune che la ritroviamo in tantissime parti del mondo, ma probabilmente in pochi si sono soffermati a pensare al perché. Su questa espressione esistono diverse teorie che trovano fondamento in tempi più o meno lontani.
È incredibile come delle parole associate a delle tradizioni riescano a vivere così a lungo nel tempo, no?
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Se siete in fase di organizzazione luna di miele, potrebbe tornarvi utile leggere questo articolo con i consigli su cosa portare in valigia durante la vostra honeymoon!

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