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Lettera della Sposa allo Sposo: Un Amore Eterno

Una lettera d'amore e gratitudine che una giovane sposa ha scritto al marito nel giorno del loro matrimonio è un gesto di profonda intimità e un'espressione tangibile dei sentimenti più veri. L'atto di mettere nero su bianco i propri pensieri e le proprie emozioni, specialmente in un'occasione così solenne, aggiunge un ulteriore livello di significato e commozione. Una lettera dedicata agli sposi, o a uno solo di loro, non può che essere commovente. È la parte in cui dovrai esprimere i tuoi sentimenti e dovrai farlo a modo tuo, con il tuo linguaggio, senza copiare da altri.

La lettera che segue è un esempio toccante di questo tipo di espressione. Giulia, la sposa, ha scritto al suo neo-marito Nicolò il giorno delle loro nozze, condividendo una dichiarazione d'amore sincera e profonda. Questo non è solo un semplice scritto, ma una vera e propria promessa di devozione eterna.

«Marito, tanta la gioia che mi dà esserci scambiati la nostra quotidianità in una dimensione temporale diversa, quella dell’eternità. Negli ultimi anni ho scritto continuamente e tu lo sai: un tempo mi divertivo a far brillare le nostre ricorrenze imprimendole su carta, guardare cosa capitava al tuo cuore mentre leggevi e spezzare la banalità di un comune momento di condivisione per sospenderlo in qualcosa da ricordare. Poi ho smesso, da quando mi hai chiesto di sposarti, due anni fa, promettendoti che avrei scritto una sola lettera in occasione del nostro matrimonio. Quindi, eccomi, tua moglie, a fissare su carta oltre che nel cuore, la mia devozione per te.

Eravamo molto diversi quattro anni fa e il tempo che ci ha condotto a questo giorno è stato predisposto perché potessimo amarci nonostante tutto, all’interno delle scelte radicali che all’unisono abbiamo voluto compiere. Ci siamo cercati veramente dopo aver scoperto di quel solo punto in comune, fra tanti, quello decisivo: la fede e la devozione a Maria. Dio ci ha dato un avvio tremendamente voluto e da quell’inizio, oggi, siamo rinati insieme nella grazia che veste un semplice amore umano dell’amore divino.

Vorrei solo farti sapere che l’attesa è stata gradualità, il dosaggio è stato crescita, la crescita è stata conoscenza e la conoscenza l’estensione del rispetto. Attendere chi si ama per affidargli la propria vita è una benedizione perché in quel tempo si ha l’occasione di tornare piccoli.

Ti sono grata per aver visto ogni mia debolezza, fragilità, contraddizione ed essere rimasto, senza condizioni, lontano dall’esitazione. Ti sono grata per aver abbandonato le tue priorità a favore dei nostri progetti. Ti sono grata perché sei stato instancabilmente presente. Ti sono grata perché mi hai insegnato una fede genuina. Ti sono grata perché sei rimasto dopo l’innamoramento.

Oggi il mio sì è un sigillo di presenza: non sono tua moglie nell’idea che ho di te, della vita, del matrimonio. Non sono tua moglie nei miei vorrei. Non sono tua moglie nel mio “io”. Ho deciso di diventare tua moglie non per bisogno, neanche per possesso, ma prefissandomi lo scopo di donarmi a te e servirti, che ha il sapore della sottrazione dei due dalla solitudine, due libertà che promettono di incontrarsi ogni giorno. Due libertà che si dispongono all’accoglienza consapevoli che, senza le corrispettive braccia aperte, statura dell’umiltà, non vi è che la cima dell’egoismo. Invece noi abbiamo scelto, sposandoci, di essere felici insieme, rivestendoci di un amore personale, accogliendoci da diverse dimore ad una casa sola, decorata dall’allegria, ammobiliata con il rispetto, perfezionata dall’ascolto.

Per questa sete di esserci, consolidata nell’affidamento a Maria, si sono notate le nostre esistenze non sempre nel comfort, nemmeno valutandosi entro parentesi di prova sui difetti individuali, sulle abitudini decennali che ci rendono un po’ più insopportabili all’altro: si sono strette solo per l’insostituibile.

Coppia che si tiene per mano in abiti da sposa

“Totus tuus”, frase d’apertura del nostro libretto nuziale, chiave che ha reso possibile il principio e garantisce continuità al ristoro dal pericolo dell’oblio, come solo una Madre può fare: “ti dono tutta la mia persona e la mia vita, ti dono il mio corpo, i miei pensieri e affetti, la mia capacità profonda di amare e di conoscere il vero. Tutto ciò che è mio è tuo e ti appartiene”, così ci siamo consacrati a Lei, con la preghiera di Chiara Corbella ed Enrico, nella domenica più importante della nostra vita.

L’unicità amata in te e tu in me è la chiamata alla vocazione del matrimonio. Io mi offro a te come tua migliore amica, sorella nella fede, come tua sposa. Ho scelto te persona: insostituibile, indisponibile; non un possesso, non mi sei dovuto, ma un dono, per essere collaboratori di Dio, custodi e non proprietari dei suoi beni.

Sapere di essere nel cuore di qualcuno è una carezza dal tocco deciso, ma leggero. Sapere che hai concesso parte del tuo spazio per farmi spazio, mi ha dato il “permesso di esistere benedicendo la mia vita”, mantenendo la bellezza anche nell’umana imperfezione, perseverando amorevolmente oltre la mediocrità.

Tolto ogni superfluo, ogni assolutismo dell’io, ciò che resta è tutto. Grazie perché mi hai spinto ad essere una persona migliore -e non è retorica- non cercando di farmi diventare il tuo modello ideale di me, ma ciò che sono in armonia con ciò che tu sei, così noi due ci siamo scoperti.

Diverse volte che mi è stato chiesto: ma come fai ad essere sicura di lui? E la mia risposta è stata sempre la stessa: perché so che se non avessi incontrato lui avrei pregato Dio di mettere al mio fianco un uomo esattamente come lui. Non mi serviva sapere prima dove mette i calzini, se nel ripiano che approvo o in quello che disapprovo, ma se sapremo insegnare gli stessi valori e trasmettere come carne sola e anima sola la fede ai figli che il Signore vorrà donarci.

Con queste premesse abbiamo potuto fare un percorso d’intensa comunicazione spirituale, i cui germogli sono bacche di tenerezza. Questo tipo di bellezza è il ritratto di un prodigio: quando ci si tocca nel punto in cui posso disfarmi dell’armatura protettiva, beh l’istante riecheggia l’eternità.

Quando la tempesta arriverà, turbando i cuori di timori, insicurezze, paure fa, caro marito, che il tuo risollevarti sia anche il mio e io mi occuperò che il mio sia anche il tuo. Quando le turbolenze ci chiederanno prova del nostro amore coniugale, della nostra fede che oggi ha sigillato una misera promessa umana, che essa sola nulla potrebbe, ti prego, caro sposo, ti prego fratello e amico, di invitarmi a guardare la croce: ce lo siamo detti più volte che le nostre mani in questo giorno sono fuse sulla croce che abbiamo deciso di abbracciare, sull’amore più grande che in lei si fa memoria, quello di dare la vita per amore.

Così, la mia preghiera è la promessa di un impegno a levare lo sguardo, sapendo che la tentazione di abbandonare l’uno o l’altro magari quando malati, burberi o banalmente un po’ meno carini, sarà in realtà la tentazione di abbandonare la Croce. Inginocchiamoci insieme davanti a questo Amore, mai stanco dei nostri errori, pronto a perdonare la nostra tiepidezza.

Volevo solamente dirti che è bello che tu esisti e che siamo insieme, insieme per davvero, in questo trampolino di lancio coraggioso che è l’unione celebrata oggi, il cui mistero sarà scoprirsi con stupore ogni giorno: sposi in Cristo, nuova famiglia. Oggi “il cielo si è aperto su di noi (…) suonano le campane, cantano gli angeli nel cielo”. Oggi cielo e terra si sono toccati sul nostro sì.

Illustrazione di angeli che cantano nel cielo

Scrivere una lettera d'amore è un'arte che richiede sincerità e profondità. Lo schema generale per una lettera agli sposi, o a uno di loro, suggerisce di iniziare con un pensiero personale, portare la narrazione al presente, esprimere sentimenti e gratitudine, e concludere con un augurio sincero. La frase giusta per continuare, tuttavia, dipende interamente dalla storia unica e dal legame che si condivide con la persona amata.

Se sei stato tu a presentare gli sposi, potresti iniziare dicendo: "Mi sembra incredibile pensare che sia stato proprio io a farvi conoscere...". Questo tocco personale rende la lettera ancora più speciale.

È fondamentale esprimere i propri sentimenti con il proprio linguaggio, senza cercare di imitare altri. Continua poi la tua lettera portandola al presente: cosa rappresenta per te oggi la persona che si sta per sposare, o la coppia se stai scrivendo ad entrambi? Ti è di ispirazione? Se sì, perché? La chiusura di una lettera con una battuta divertente è sempre carina, specialmente se prima sei riuscita a far commuovere gli sposi. Il ringraziamento è sempre importante in una lettera di sentimenti.

Un'altra prospettiva interessante viene dall'idea che il matrimonio sia un atto di dono reciproco. Il matrimonio consiste nel non dimenticare mai la meraviglia e la bellezza dell'essere dono di Dio l'uno per l'altra. Ancor di più, il matrimonio responsabilizza e riempie di gratitudine perché Dio sceglie di essere mediatore del Suo amore, rendendo capace di amare come Lui per manifestarsi alla sposa attraverso di sé con tutta la sua tenerezza, le sue attenzioni, la sua misericordia e il suo amore gratuito e incondizionato.

Attraverso il proprio amore, la sposa deve sentirsi amata in modo unico e personale. Lo sposo deve concretizzare nella propria vita e nel dono alla propria sposa il Vangelo. La sposa deve poter fare esperienza di Dio e della Sua Parola nella sua storia e nella sua carne attraverso di lui che è mediatore tra lei e Dio; lo è senza nessun merito particolare, ma perché consacrato da Dio per questo. Consacrato, reso sacro, reso di Dio, e quindi anche reso capace da Dio.

Certo è facile, ed è capitato anche a chi scrive, sentirsi come Davide contro Golia, contro tutti i propri peccati e le proprie fragilità, che sono sembrate, in alcuni momenti, cime insormontabili. Poi però, si ricorda di non essere solo, ma di essere il prescelto di Dio per amare quella creatura. Certo si continuerà a sbagliare, ma non se ne fa un dramma, e neanche la sposa lo fa.

Scrivere una lettera agli sposi seguendo il mio schema - Matrimoni con l'accento - Roberta Patanè

Il mio fm (futuro marito) ed io ogni tanto ci inviamo delle missive, dato che viviamo lontani, ogni volta è un'emozione. Chissà che non mi arrivi anche prima delle nozze. Ma ovviamente la terrò gelosamente, esclusivamente per me. Davvero un bellissimo gesto.

Alcuni sposi, anche prima del matrimonio, decidono di dedicare una lettera alla propria dolce metà. E cosa c'è di più poetico di una lettera scritta di proprio pugno, in occasione di un giorno così importante? È un'idea bellissima.

La sera prima del matrimonio, scrivere una lettera e poi consegnarla al testimone che la mattina l'avrebbe aiutato a vestirsi, è stato un gesto bellissimo che ha commosso molto lo sposo.

Il matrimonio è esattamente questo: consiste nel non dimenticare mai la meraviglia e la bellezza dell’essere dono di Dio l’uno per l’altra. E ancor di più, il matrimonio responsabilizza e riempie di gratitudine perché Dio ha scelto di essere mediatore del Suo amore, rende capace di amare come Lui per manifestarsi alla propria sposa attraverso di sé con tutta la sua tenerezza, le sue attenzioni, la sua misericordia e il suo amore gratuito e incondizionato. Attraverso il proprio amore, la sposa deve sentirsi amata in modo unico e personale. Lo sposo deve concretizzare nella propria vita e nel dono alla propria sposa il Vangelo. La sposa deve poter fare esperienza di Dio e della Sua Parola nella sua storia e nella sua carne attraverso di sé che è mediatore tra lei e Dio; lo è senza nessun merito particolare, ma perché consacrato da Dio per questo. Consacrato, reso sacro, reso di Dio, e quindi anche reso capace da Dio.

Certo è facile, ed è capitato anche a me, sentirsi come Davide contro Golia, contro tutti i miei peccati e le mie fragilità, che mi sono sembrate, in alcuni momenti, cime insormontabili. Poi però, ricordo di non essere solo, ma di essere il prescelto di Dio per amare quella creatura. Certo continuerò a sbagliare, ma non ne faccio un dramma, e neanche la mia sposa lo fa.

E poi, ecco la parte finale della lettera: "Ora siamo una famiglia. Di difficoltà ne incontreremo ancora tante, ma so che insieme ce la faremo. Ho scelto te, hai scelto me. Sei la mia persona."

Il matrimonio è un viaggio di scoperta continua, un'unione che si perfeziona giorno dopo giorno. La lettera della sposa allo sposo celebra questo inizio, promettendo amore, fedeltà e un cammino condiviso sotto la guida divina.

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