Più il diamante è grande, meglio è. Forse niente di più vero quando si tratta di anelli di fidanzamento e specialmente di quelli di persone ricche e famose. Durante gli anni '50 e '60 prese piede l'ossessione di Hollywood per gli anelli di fidanzamento giganteschi, e da allora non si è mai fermata.
Marilyn Monroe e il giocatore di baseball Joe DiMaggio hanno dimostrato che i grandi diamanti non sempre garantiscono lunghi matrimoni: infatti il loro matrimonio durò solo nove mesi.
Joe DiMaggio, il più grande giocatore di baseball di tutti i tempi, sposò Marilyn Monroe, la dea del sesso di Hollywood, il 14 gennaio 1954. Erano la coppia più famosa del mondo. Dopo un corteggiamento piuttosto turbolento, i due decisero di sposarsi a San Francisco mentre trascorrevano le vacanze con la famiglia di Joe. Avevano considerato di unirsi per un po' e avevano preso la decisione solo pochi giorni prima di sposarsi il 14 gennaio. Il matrimonio ebbe luogo al municipio, e la cerimonia fu presieduta dal giudice municipale Charles S. Peery. Secondo alcune stime, centinaia di giornalisti si radunarono al municipio per riferire delle nozze.
A un certo punto, Joe presentò a Marilyn un anello eternity con diamanti, in platino, incastonato con 35 diamanti taglio baguette. L'anello faceva parte dell'asta Christie's del 1999, "The Personal Property of Marilyn Monroe", con la seguente descrizione del lotto: Lotto 10 - UNA BANDA ETERNITY in platino, incastonata con trentacinque diamanti taglio baguette (manca un diamante), regalata a Marilyn Monroe da Joe DiMaggio dopo il loro matrimonio del 1954. Stima: $30.000-50.000. L'anello fu venduto all'asta per l'incredibile cifra di $772.500,00, secondo solo in prezzo all'abito disegnato da Jean Luis che Marilyn indossò mentre cantava "Happy Birthday" al Presidente Kennedy il 19 maggio 1962, venduto per $1.267.500.
Il significato di questo anello eternity con diamanti non può essere sottovalutato. Si può presumere che sia stato scelto da Joe e regalato a Marilyn come un simbolo speranzoso di una relazione duratura, promettendo una vita eterna che Marilyn probabilmente desiderava, quella di amore, compagnia, partnership e, infine (si spera), maternità.
Ci si può chiedere, tuttavia, cosa potrebbe essere successo all'altro anello di diamanti che Joe regalò a Marilyn. Purtroppo, l'unione eterna di "Joltin' Joe" e la "Ragazza MMM" fu ostacolata dopo soli otto mesi e tredici giorni, il matrimonio fu vittima di un marito non disposto a piegarsi al desiderio della moglie di essere ogni donna: una moglie e una star del cinema. Il 3 ottobre 1954, Marilyn fece un'apparizione in lacrime a una conferenza stampa sul prato della casa di North Palm Drive che aveva condiviso con Joe. Il suo avvocato annunciò la separazione della coppia.
Joe continuò a essere una parte importante della vita di Marilyn, spesso venendo in suo soccorso, fino alla fine, quando pianificò il funerale di Marilyn. Trascorse la notte prima del funerale vegliando privatamente sul corpo di Marilyn. Fece consegnare fiori alla cripta di Marilyn per i successivi 20 anni. Molti credono che Marilyn avesse in programma di risposare Joe nel 1962, e che avesse commissionato a Jean Luis di disegnare un altro abito per lei, uno che avrebbe indossato per sposare DiMaggio una seconda volta. Joe mantenne per sempre un rispettoso silenzio riguardo a Marilyn, e non è mai stato confermato se avessero effettivamente pianificato di risposarsi.
Non si può non notare che un diamante dell'anello eternity che Joe regalò a Marilyn a un certo punto si staccò, perso per sempre, ponendo fine al ciclo dell'eternità e simboleggiando la loro relazione spezzata. Marilyn disse ad Amy Greene: "Non avrei mai dovuto sposarlo. Non potevo essere la casalinga italiana che lui voleva. Disse anche: "Non ho mai amato nessun uomo di più". Dopo la morte di Marilyn, fu trovata una nota incompiuta per Joe nel suo elenco telefonico, che diceva: "Caro Joe, se solo riuscirò a renderti felice, avrò avuto successo nella cosa più grande e difficile che esista - cioè, rendere una persona completamente felice. La tua felicità significa la mia felicità, e..."
Joe DiMaggio non si risposò mai più. Fu eternamente di Marilyn.
"Ci sposiamo?" deve aver detto Joe di Maggio a Marilyn Monroe, quando hanno scelto di unirsi in matrimonio in grande fretta e senza troppi fronzoli. Lui, divo del mondo dello sport americano per eccellenza, lei, senza bisogno di presentazioni. Un'unione diventata memorabile più per il post che per la durata stessa della relazione; il matrimonio si scucì dopo neanche un anno, ma il sentimento che rimase tra i due fu motivo di grandi chiacchiericci. Da un lato il sospetto che la coppia Monroe Di Maggio avesse progettato le seconde nozze poco prima della morte di lei, dall'altro l'estremo gesto d'amore che lui fece dopo la scomparsa della Monroe: le rose recapitate sulla tomba della diva, di persona o tramite fattorino, puntualmente ogni settimana fino alla morte di lui.
Il matrimonio dunque, fece scalpore ma bruciò in fretta. Si ricorda un'unione a San Francisco, era il 14 gennaio 1954 e al comune della città la coppia aveva invitato soltanto sei ospiti - qualcuno però avvisò la stampa, che accorse con giornalisti e un centinaio di fotografi. Marilyn indossava un cappotto cioccolato con collo di ermellino impreziosito da una spilla, Joe Di Maggio accanto a lei, in abito con cravatta a rombi e un lungo cappotto. Tra loro, un anello che il neo sposo aveva dato alla Monroe, un anello con diamanti le cui foto fecero il giro del mondo.

L'eternity ring di Marilyn Monroe infatti è una fedina con diamanti baguette, venduta all'asta da Christie's come parte della collezione ufficiale dell'attrice per più di 700mila dollari. L'anello, che simboleggiava l'amore destinato a durare in eterno tra i due, è stato indossato dall'attrice in numerosissime occasioni, tuttavia di recente sono sorti alcuni dubbi. Il Marilyn Monroe Collection ha sollevato l'ipotesi secondo la quale, guardando attentamente, si nota come nelle foto della luna di miele della coppia, la Monroe non indossi l'eternity ring di Di Maggio ma un altro anello dalla forma differente. Che si tratti di un anello dato in prestito dai parenti, in occasione delle nozze decise all'ultimo momento? O di un altro regalo fatto alla Monroe di cui semplicemente si sono perse le tracce? Una cosa è certa: all'asta dei suoi averi l'anello del mistero non era catalogato, e sembrerebbe non essere più stato avvistato dopo le apparizioni post nozze sul dito della Monroe. Nonostante il tempo, nessuno è ancora riuscito a stabilire con certezza la veridicità del dubbio che aleggia sul gioiello. Anche questo, come molti altri misteri nella vita di Marilyn Monroe, è destinato a rimanere tale.
L'inizio della loro storia è leggendario: mentre il suo solito barbiere è intento a tagliargli la barba, Joe sfoglia la rivista National Enquirer e incappa in un servizio fotografico che ha come protagonisti la squadra di baseball dei Chicago White Sox e una frizzante biondina vestita da battitore, descritta come la “madrina” del club. Joe ne resta folgorato. Con l’aiuto del collega Gus Zernial dei White Sox, che aveva posato con Marilyn per il servizio fotografico, riesce ad ottenere il numero di telefono della nascente stella di Hollywood. Lei infatti, non era ancora una diva planetaria, mentre lui, al contrario, era l’eroe d’America, figlio di emigrati siciliani che aveva raggiunto il successo e la gloria. I due iniziarono a scambiarsi lunghe telefonate, finché una sera riuscirono ad organizzare una cena al ristorante “Villa Capri” di Los Angeles. Si dice che Marilyn fosse piuttosto restìa ad incontrare Joe, che immaginava come il classico atleta arrogante e fanfarone. Tuttavia quando si rese conto che Joe era un uomo alla buona, gentile, riservato e rispettoso, lei si innamorò senza riserve. I fotoreporter li seguivano ovunque (anche perché Joe non aveva ancora ottenuto il divorzio dalla prima moglie) e la famiglia Di Maggio - in particolare il fratello Dominic - tentò più volte di dissuadere Joe dal continuare la relazione con Marilyn. Joe tirò dritto per la sua strada, innamorato più che mai e, dopo un paio di anni di frequentazione, durante una vacanza a San Francisco per fare visita alla famiglia di lui, all’improvviso chiese a Marilyn di sposarlo. A due giorni dalla proposta, il 14 gennaio 1954, la coppia si recò in Municipio per la funzione civile, convinti che si trattasse di una cerimonia riservata. Invece la notizia, già trapelata, fece spuntare fotografi, giornalisti e fans. Marilyn era molto elegante, con un abito semplice color cioccolato e collo di ermellino. Il team del sito “The Marilyn Monroe Collection” ha controllato in modo accurato e approfondito le foto scattate durante quella giornata e ha notato che l’anello infilato da Joe all’anulare di Marilyn non è una tipica fede matrimoniale, bensì parrebbe essere un anello antico, elaborato, forse tempestato da piccole gemme.
Purtroppo fu un matrimonio burrascoso. Nel giro di pochi mesi, forse anche grazie alla pubblicità gratuita derivata da questo matrimonio, lei sfondò al botteghino con due film e divenne una star. Lui era un uomo all’antica che l’avrebbe voluta a casa, divisa tra fornelli e pargoli. Si amavano, ma non si capivano. Seguirono litigi, discussioni, si dice anche botte. Non so se, come alcuni sostengono, lui avesse intenzione di risposarla. Quel che è certo è che la morte di Marilyn fu per lui devastante. Fu Joe a organizzare i funerali di Marilyn nel cimitero di Westwood. Joe visse fino a 84 anni e non si risposò mai più.

L'eternity fu messo all’asta da Christie’s a New York nel 1999, insieme ad altri effetti personali di Marilyn.
MAI MAI MAI accetterò o giustificherò un uomo che picchia o usa violenza contro una donna e spero sinceramente che Joe non abbia mai alzato un dito su Marilyn. In tutta sincerità, ogni volta che rifletto sul valore intrinseco di un eternity, mi viene sempre in mente Joe, il suo sentimento impossibile e incompreso da tutti, eppure paziente e tenace. Lui che si addolcisce per amore di Marilyn e la sposa nonostante tutti gli consigliassero il contrario, ma soprattutto lui che - dopo la separazione - la ama a distanza come un sincero e fidato amico. In fondo l’amicizia non è una versione platonica dell’amore?
DiMaggio chiese la mano della bella Marilyn con un anello di fidanzamento degno di un'icona di stile. 35 diamanti dal taglio baguette circondavano l'anello eternity.
Il 14 gennaio del 1954 Marilyn Monroe e Joe DiMaggio si sposarono nel municipio di San Francisco, affollato da fotografi e giornalisti. Dato che per nessuno dei due era il primo matrimonio, lei non indossava l’abito bianco ma un tailleur cioccolato con il collo di ermellino fermato da una spilla, lui un completo blu e la stessa cravatta del loro primo appuntamento. Si trovavano a San Francisco perché lui l’aveva voluta presentare alla famiglia che viveva lì, per rispettare la tradizione. La proposta di matrimonio le era stata rivolta da Joe due giorni prima, a sorpresa e senza anello di fidanzamento. Ma alla fine della cerimonia, durata appena tre minuti, alla richiesta dell’officiante di scambiarsi gli anelli, lui le aveva infilato al dito una fede eternity con 36 diamanti baguette. Intorno a questo gioiello nascerà però una leggenda. Nei mesi successivi, infatti, Marilyn sembrerà indossarlo in tutte le foto, ma secondo molti esperti che ne hanno esaminato attentamente le immagini non si trattava dello stesso gioiello. Si presume ancora oggi che quell’anello che DiMaggio aveva infilato al dito alla sposa fosse stato prestato da una familiare, per portare a termine quel matrimonio inspiegabilmente frettoloso.
I due volarono in Giappone per il viaggio di nozze, e mentre erano lì, a lui venne offerto un ingaggio per andare a visitare i soldati americani stanziati in Corea. Il primo screzio fra i due prese vita in quell'occasione. Marilyn Monroe, infatti, si rifiutò di partire con lui e se ne tornò in America mentre erano ancora in Giappone. Da quel momento, Joe cominciò a non fidarsi più di lei e a dare retta a tutte le voci di tradimenti che gli giungevano all’orecchio dai set, che ormai per lei si susseguivano uno dopo l’altro. Il suo amico Frank Sinatra gli consigliò di ingaggiare un investigatore privato per seguirla. Joe sospettava che Marilyn lo tradisse con il suo insegnante di dizione Hal Schaefer e mentre la popolarità della moglie cresceva, lui si rendeva conto di essere diventato il “signor Monroe”. Una volta, pazzo di gelosia, sfondò la porta di una casa in cui credeva si stesse consumando un tradimento della moglie e si trovò davanti una coppia di pensionati. Hollywood, poi, sembrava prendersi gioco di lui e i registi offrivano a Marilyn Monroe parti sempre più sensuali. Sul set di Quando la moglie è in vacanza, prima dell’iconica scena della gonna che si alza per lo spostamento d’aria sulla grata della metropolitana, il regista Bill Wilder fece in modo di convocare quanti più paparazzi possibile per creare aspettativa sul film. Ma arrivò anche Joe, che quando vide la moglie mostrare le gambe nude in un numero infinito di ciak ripetuti davanti alla folla di curiosi, reporter e crew del regista, rimase disgustato.
Marilyn Monroe e Joe DiMaggio divorziarono nell’ottobre del 1954. Il loro matrimonio era durato solo 274 giorni ed era stata lei a chiedere separazione. Marilyn dichiarò davanti al giudice, come causa di divorzio, “crudeltà mentale” da parte del marito, che non le rivolgeva la parola per giorni come punizione per una scena di un film o un servizio fotografico che non aveva gradito, o per un sospetto nuovo tradimento. Lui, durante l'udienza, non fece una piega. Sembrava che i teorici della storia d’amore inventata per lanciare la starlette l’avessero vinta. Invece il tempo ha smentito tutto. Calata la tensione, quando lui non sentì più ferito l’onore di maschio italico dell’epoca, i due ricominciarono quasi subito a sentirsi e vedersi. Lui ne seguì la storia e la carriera, il successivo matrimonio con Arthur Miller e le vicende con i Kennedy, senza mai intromettersi, ma cercando di proteggerla dalle insidie di Hollywood. Lei ricorreva a lui per tutto, era l’unica persona di cui si fidava e a cui chiedeva consigli, che spesso finiva per non seguire. Marilyn Monroe finì nel tunnel dell’alcol e dei barbiturici, che sul set venivano somministrati di regola alle star per costringerle ad addormentarsi presto, salvo poi dovergli somministrare anfetaminici la mattina per risvegliarli. La salute di Marilyn era precaria, aveva girato per ore una scena in acqua nell’ultimo film, Something's Got to Give, e si diceva avesse abortito in Messico un figlio di Bob Kennedy. Quando la mattina del 5 agosto 1962 viene trovata morta nella sua casa di Brentwood, è stato Joe DiMaggio a occuparsi delle esequie. L'ex campione subì un crollo psicologico a seguito dedl lutto. Da quel momento, come è noto, fece deporre da un fioraio tre rose rosse fresche a settimana sulla tomba dell'unica donna mai amata.
Marilyn Monroe e Joe DiMaggio: l'amore che la fama non ha potuto salvare 💔🥰
Per prima cosa questo anello apparteneva alla principessa Diana. Un gesto romanticissimo per far entrare Kate nella famiglia reale. La casa reale britannica non riesce ad interrompere la romantica tradizione dell'anello di fidanzamento. Anche al fratello del principe William, Harry, è venuto in mente qualcosa di speciale per la sua amata. Disegnò l'anello da solo! Tre diamanti adornano l'anello d'oro di Meghan Markle. Due dei diamanti provengono dalla collezione della mamma di Harry, Lady D. Harry comprò il diamante centrale in Botswana, Paese che lui ama definire come la sua seconda patria.
John F. Kennedy fece la sua proposta di matrimonio in modo classico. Per chiedere la mano alla sua ragazza Jacqueline Kennedy Onassis, o „Jackie“, si fermoò in un dinner in un ristorante di Boston. Due pietre centrali dal taglio principessa costituivano il centro: uno smeraldo e un diamante brillante. Altri diamanti preziosi dal taglio marquise circondano le pietre centrali come il tralcio di una pianta.
L'anello di fidanzamento di Elizabeth Taylor entra sicuramente nella top 3 degli anelli di fidanzamento più spettacolari delle stelle. Questi comprò l'anello dalla famiglia tedesca Krupp. Dei suooi sette mariti Richard Burton era il preferito. Liz Taylor lo sposò ben due volte. Un anello solitario alla Liz Taylor è sempre una buona opzione per il fidanzamento. L'anello di fidanzamento è quasi così popolare come la sua portatrice.
Jose Antonio Baston l'ha capito: l'anello di fidanzamento deve adattarsi alla portatrice. Dal loro fidanzamento Eva e Jose irradiano con l'anello di fidanzamento con il rubino.
Fu un colpo di fulmine! L'attrice Keira Knightley e il musicista James Righton si conobbero nel 2011. Un anno dopo James le fece la proposta di matrimonio. Il classico anello solitario corona un diamante di circa 40.000 dollari e 2 carati di diamante. Con fiorellini tra i capelli, scarpe basse e un vestito fino alle ginocchia l'attrice rimase fedele al suo stile naturale. La macchina nuziale? Una vecchia Renault Clio.
Lo straordinario anello di fidanzamento di Heidi Klum è uno di quelli più conosciuti di Hollywood. La coppia si separò dopo nove anni di matrimonio nel 2014, ma come si dice sempre? Perché avere solo un anello di fidanzamento quando se ne possono avere 14? La collezione di anelli di fidanzamento di Victoria Beckham cresce di anno in anno. L'anello preferito della disegnatrice sembra essere uno di platino con un diamante a forma di goccia.
La dinamica dell’incontro tra Marilyn Monroe e Joe DiMaggio è stata proprio questa, quando lui è rimasto folgorato vedendola in un servizio fotografico sulla rivista sportiva National Enquirer. Marilyn Monroe, non ancora molto nota come attrice, si era prestata a fare da madrina alla squadra dei Chicago White Sox e nella foto era ritratta nella classica posa del battitore insieme ai giocatori. Joe DiMaggio, però, era la superstar di un’altra squadra, i New York Yankees, e fra i giocatori ritratti con quella bionda, futura icona c’era un suo amico, il battitore Gus Zernial. Lo chiamò subito. “Te la posso presentare!”, rispose Gus entusiasta. E così fu. Anche se Joe era proprietario di un ristorante di famiglia, aperto con i genitori pescatori emigrati dall’Italia, quell’appuntamento al buio si tenne in territorio neutrale. In un altro ristorante italiano, il Villa Nova di Los Angeles che oggi non esiste più, ma le cui mura ospitano un altro locale, il Rainbow Bar and Grill dove i fan dell'uno e dell'altra si recano ancora in pellegrinaggio. Lei si presentò in ritardo assurdo, pare addirittura di due ore. Lui fece finta di niente. Ai due venne riservato un angolino nascosto, dove ordinarono spaghetti per due. Finita la cena, salirono in auto e girarono per la città per tre ore. Anche se lui non era bellissimo, riuscì a suscitare l'interesse della futura star del cinema. Era il marzo del 1952 e la combinazione fra la diva in ascesa, bionda, curvacea, leziosa ma promettente, e il supercampione di baseball di origine siciliana - forse il più grande giocatore di tutti i tempi dello sport nazionale americano - era così perfetta da sembrare quasi studiata a tavolino. E che si trattasse di una storia montata ad arte, qualcuno lo ha sospettato per molto tempo. Nel periodo in cui sono iniziate ad apparire sui rotocalchi le foto rubate di Marilyn Monroe e Joe DiMaggio lei, che aveva 26 anni, aveva due pellicole in uscita, La tua bocca brucia e Il magnifico scherzo. Lui, 37enne, era single anche se non aveva ancora ottenuto il divorzio del 1943 dall’attrice Dorothy Arnold, da cui aveva avuto un figlio, Joe jr. Alla società americana non è mai piaciuto che i propri idoli rimangano single.

Grazie alla liaison che li rese subito protagonisti dei rotocalchi (e a Gus Zernial che spifferò subito tutto alla stampa), i due film con Marilyn Monroe andarono benissimo al botteghino e la sua carriera fece un balzo in avanti. Si dice che prima di accettare l’appuntamento con Joe, Marilyn abbia chiesto il permesso al suo agente David March, il quale la spinse a incoraggiare la corte del grande campione. Quando passarono la prima notte insieme, pare che Marilyn abbia chiamato March direttamente dalla suite dell’albergo e che l’agente avesse esultato assicurandole che la gavetta era finita e che da allora avrebbe avuto solo parti importanti. Marilyn e Joe, da quael momento cercarono di mantenere un basso profilo, evitando i paparazzi - o fingendo di farlo - e rifugiandosi spesso nella saletta privata del ristorante di lui, o nelle rispettive abitazioni. Joe DiMaggio, alto e atletico, non era mai stato un uomo da smancerie. Eppure, con lei cambiò completamente. Ancora oggi, le foto che li ritraggono in quel periodo lo mostrano molto affettuoso e intenerito dalla sua fragile conquista. La sua carriera era alla fine. Un po’ per sopraggiunti limiti di età, un po’ perché era tormentato dall’artrosi, era alla sua ultima stagione sul campo con la vittoria del campionato, e quell’amore lo aveva strappato dalla malinconia tipica dello sportivo ritirato, ridandogli la voglia di vivere. Con lei voleva fare le cose sul serio, anche se la famiglia italiana era su tutte le furie e aveva desiderato per lui un altro tipo di ragazza.
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