Federico Bellucci è originario di Milano e ha fatto della sua passione per il restauro di mobili antichi una dimensione professionale di successo.
Il mestiere di mercante è arrivato nella sua vita "un po' per caso e un po' per passione".
Dopo un diploma come geometra e anni passati a lavorare nel mondo del restauro, Federico Bellucci ha deciso di vendere la sua numerosa collezione di lampade e da quel momento qualcosa è cambiato.
Oggi gestisce un suo spazio espositivo a Milano, Magazzino 76, e da due anni fa parte del cast di Cash or Trash alla ricerca di oggetti sempre più curiosi, alcuni da conservare per sé e altri da vendere ai clienti.
Federico Bellucci è giovane. Sui social scopriamo che, milanese di nascita, si è diplomato Geometra presso l’Itis Carlo Cattaneo nel 2015 con il voto di 70.
Qui ha imparato diverse attività come il design e l’autoproduzione, il controllo qualità per aziende del settore dell’arredamento moderno, ma soprattutto l’arte della falegnameria e del restauro dove però era già dentro da anni.
Federico, infatti, già da bambino si appassiona alle cantine e ai mobili abbandonati e crescendo diventa ragazzo di bottega di uno storico restauratore milanese e inizia a lavorare a Spaziostudio78.
È qui che Federico, anno dopo anno, ha affinato la sua arte da restauratore (che svolge tutt’oggi) e scopre il fascino dell’arte e dei mobili abbandonati.
Se Spaziostudio78 è la sua attività da restauratore, Magazzino76 è la sua attività da mercante.
Insieme ad un gruppo di amici, infatti, nel dicembre 2014 ha aperto un punto vendita per i mobili restaurati diventando in poco tempo un vero punto di riferimento per gli appassionati dell’arte.
In particolare per l’arte moderna dagli anni ’50 in poi.
Tutto è iniziato quando decide di vendere la sua collezione di 400 lampade restaurare che aveva accumulato nel tempo.
Nel giro di pochi anni, come si legge nella sua presentazione per la trasmissione, il suo Magazzino 76 è diventato un vero punto di riferimento nel panorama milanese per gli amanti del vintage e del restauro in chiave moderna di oggetti “dimenticati”.
Il format, condotto da Paolo Conticini, è ispirato all’originale tedesco “Bares für Rares”.
Una storia un po’ dickensiana quella di Federico Bellucci, proprietario di uno dei posti più interessanti per comprare arredo di design vintage a Milano, ovvero il Magazzino 76 di via Padova.
Lascia la scuola a quindici anni, inizia a lavorare come fuochista - quelli che controllano le caldaie nei condomini - e proprio grazie alla frequentazione dei sotterranei dei palazzi scopre il fascino delle cantine e dei mobili abbandonati.
La passione per il legno viene piano piano rimpiazzata da quella che Bellucci chiama «le cose colorate».
Si libera poi un magazzino, ex autorimessa convertita in scuola di musica e poi in centro sociale al civico 76 (al pieno interrato ci sono ancora i graffiti di una mostra collettiva di street art del 2000 che Bellucci ha deciso di non cancellare).
Lui, che aveva accumulato una collezione di 400 lampade, le vende in blocco per partire con un capitale.
Va a un noto mercato dell’usato di Amsterdam per vendere ancora, ma ritorna col furgone pieno.
«Il problema di questa attività è che diventa una droga, una cosa compulsiva, farne un mestiere non è così scontato, ma è più una necessità, se compri soltanto finisci in rovina».
Nel giro di 4 anni Magazzino 76 è una realtà sempre più solida e sempre più conosciuta nel panorama milanese, che certo non è privo di concorrenti.
Nel negozio ci sono al momento più di 100 poltrone, circa 500 sedie, oltre 300 tra lampade e lampadari all’insegna del “moderno” (anni ’50, ’60, ’70, ’80), con particolare attenzione al Mid-Century.
Quando gli chiediamo quali sono gli oggetti più preziosi che al momento si trovano in negozio, Bellucci ci indica una coppia di piccole lampade: sono le Polsino di Gio Ponti (valore circa 6 mila euro per la coppia) e un pannello a onde disegnato da Jean Prouvé.
«Ma le cose più preziose le esponiamo nella galleria», dice parlando di uno spazio espositivo che ha aperto in via Merano.
Da Magazzino 76 si trovano cose anche molto più abbordabili: del resto, più in generale, il vintage sta diventando la soluzione ideale per chi si è stancato del fast-design di Ikea e ha una sensibilità verso la casa più ricercata, ma magari non ama o trova troppo caro il nuovo.
«Trovo la fiera un mercato da vedere.
È dei tanti mercati italiani uno di quelli che ti rimane nella memoria perché Arezzo è una cornice perfetta per un mercato dell'antiquariato.
La cittadina così bella e storica valorizza il mercato e per chi è appassionato come di "cose vecchie" il mercato valorizza la città.
Spero che anche il sindaco apprezzi la fiera e il mio intervento.
È una delle grandi novità di “Cash or Trash - Chi offre di più?“. Stiamo parlando di Federico Bellucci che dopo esser stato uno dei mercanti d’arte extra in una puntata speciale natalizia, ora è stato promosso a mercante fisso.
Prende il posto di Giovanni De Santis, un altro che era entrato in corsa (aveva sostituito prima Giano e poi Gino) e che con il tempo ha fatto affezionare il pubblico alla sua simpatia e competenza.
Sei entrato a far parte di Cash or Trash a programma già iniziato.
È stato difficile integrarsi con il resto del cast?
Integrarsi è stato facile perché anche se erano persone che non conoscevo, parlavamo la "stessa lingua" e facevamo parte dello stesso mondo.
Seguivi il programma?
No, non sapevo neanche che esistesse, sono stati loro a contattarmi.
Nella prima riunione con gli autori, dopo una serie di domande che ho fatto, non ricordo con precisione quali, mi dissero: "Ma tu non hai proprio idea di quello che stai per fare vero?".
In base a cosa decidi per quali oggetti batterti durante le aste?
Mi batto principalmente per gli oggetti curiosi, per tutti quelli che non ho mai visto ma che mi suscitano un'emozione.
Può essere un'insegna, un cartello, una sedia, sento come una sorta di attrazione nei loro confronti.
Sì, era un oggetto che non sono riuscito a comprare, un set di miniature di arredi fedelissimi a quelli che avrebbero poi acquistato i negozianti.
Avevo vinto l'asta nel programma, ma il venditore alla fine non me l'ha venduto, nonostante avessi fatto un'offerta tre volte superiore al valore stimato.
Quindi loro possono anche cambiare idea?
Pensi che il motivo sia stata la storia legata all'oggetto?
Io sono convinto che sia sempre una questione di valore affettivo, perché qualunque venditore porta la sua emozione insieme a quel determinato oggetto.
E credo che questa sia anche una delle ragioni per cui il programma è cresciuto tanto come capacità di racconto, perché chi partecipa lo fa con un oggetto che ha una bella storia.
Conta molto di più la storia del valore economico, nonostante anche quello sia importante.
Siamo commercianti e dobbiamo tenerne conto nell'ottica di rivendere poi l'oggetto.
Il prezzo più alto che hai pagato per un oggetto?
Ho comprato il vaso di Cleto Munari (designer e architetto, ndr) a 19mila euro.
Lo volevo ed ero disposto ad alzare il prezzo sempre di più, anche se poi ho deciso di non venderlo.
Che fine fanno gli oggetti che acquisti?
Un po nel mio negozio e un po' a casa.
Oltre al vaso di Munari, ho tenuto per me anche il Telegatto del Drive In del 1986, lo conservo in ufficio.
Poi sono un grande appassionato di libri, a casa ne ho alcuni sui Barber Shop.

Ti definisci un mercante “un po’ per caso e un po’ per passione”.
Cioè?
Sono diventato un mercante per caso perché per anni ho lavorato come restauratore.
Poi per coincidenza un giorno mi sono trovato a vendere la mia collezione di lampade, quando mi sono state chieste per un evento, e da allora ho iniziato a commerciare.
Ne avevo 400 e ora sono forse 1500.
Contestualmente alla decisione di venderle ho trovato uno spazio a Milano, dove oggi c'è il mio negozio, e nel frattempo ho partecipato anche a un fiera in Olanda da cui sono tornato con un furgone carico di oggetti.
Però hai studiato per diventare geometra.
Sì, avevo scelto quella scuola perché era quella che più di ogni altra si avvicinava alla progettazione e mi dava anche la possibilità di studiare disegno tecnico e materiali.
E al mondo del restauro come ti sei avvicinato?
Avevo circa 14-15 anni quando ho iniziato a lavorare nella bottega di un restauratore.
In realtà, in quel periodo, ero un tecnico di caldaie e spesso mi capitava di andare a prendere le chiavi in un laboratorio di restauro e quando ci entravo sentivo una sorta di brivido.
Così ho chiesto: "Se continuo a fare il mio lavoro, posso venire qua a pulire per terra?".
Alla fine sono rimasto tre anni, fino a quando ho aperto una mia bottega a 19 anni e ho sempre lavorato da solo.
I tuoi genitori lavorano in questo ambito?
Mio padre prima faceva il programmatore e circa 15 anni fa è venuto a lavorare con me.
Mia mamma invece era un'antiquaria, principalmente di oggettistica come piatti e bicchieri, che a me non piacciono per niente, forse perché da bambino ne ho visti talmente tanti e mi è venuta la repulsione.
Il fatto che lei fosse una commerciante inizialmente mi ha fatto dire "no, non voglio farlo anche io", invece poi è stato fondamentale perché ricordo che da bambino andavamo insieme ai mercatini, quindi forse qualcosa mi ha trasmesso.
Quando eri bambino cosa volevi fare da grande?
Volevo fare il guardaboschi perché mi piaceva stare nella natura, andare per boschi a cercare funghi.
Ho studiato anche un anno di agraria prima di iscrivermi alla scuola per geometri.
Poi questa passione l'ho messa totalmente da parte.
Sei molto riservato sulla tua vita privata, come mai questa scelta?
È un tema che non capisco perché susciti così tanta curiosità, mi chiedo davvero cosa importi alla gente cosa faccio o con chi sto nella vita.
Ho una compagna, Dudi, che è venuta anche in trasmissione.
Siamo fidanzati da 7 anni e anche lei è un'antiquaria di professione, un'attività che ha iniziato da quando siamo una coppia.
Non abbiamo figli.

Ma per chi non avesse visto il programma, spieghiamo di cosa si tratta.
Al centro ci sono i venditori che portano in valutazione un proprio oggetto, l’esperto Alessandro Rosa ne illustra le caratteristiche e ne stima il valore.
Durante l’asta, tra i rilanci dei nostri mercanti, Paolo Conticini aiuta il venditore a mettere in risalto i pregi del proprio articolo.
Ma perché piace il programma?
Anzitutto il concept della forza del ricordo e dell’affetto legato all’oggetto in vendita.
Spesso dietro ci sono delle storie commoventi o tentativi di rimozione dopo momenti difficili.
Da qui l’identificazione dello spettatore nella storia.
Poi c’è la conduzione garbata e mai fuori dalle righe di Conticini, spalleggiato anche da ottimi autori.
Infine, ultima ma non ultima, la giuria composta da personaggi totalmente diversi tra loro.
Ci vorrebbe Alessandro Rosa…
Nel 1990 sposa il fotografo italiano di origine argentina Claudio Carlos Basso con una cerimonia molto riservata, ma i due si separano nel giro di qualche mese.
Dal 1990 ha una relazione di circa sei anni con l'attore italiano Nicola Farron.
Dal 2011, tuttavia, la coppia aveva occasionalmente trascorso con le figlie del tempo in Brasile, dove nell'autunno 2012 e nel gennaio 2013 l'attrice annuncia un imminente trasferimento.
La sua permanenza nella città carioca durerà non molte settimane, prima della separazione definitiva.
Da allora l'attrice risiede con le figlie a Parigi.
Quattro anni dopo, nel marzo 2017, il sito Dagospia pubblica un articolo in cui vengono riportati alcuni dettagli della doppia vita che Cassel conduceva a Rio alle spalle della moglie.
Tali indiscrezioni, che sarebbero le ultime reali motivazioni del divorzio voluto da lei, verranno pienamente confermate, seppur con riserbo, nelle interviste all'attrice nei mesi successivi.
Dal settembre 2016 possiede anche un'abitazione a Lisbona, dove ha dichiarato di volersi trasferire.

Figlia unica di Pasquale Bellucci, camionista, e di Brunella Briganti, casalinga, cresce a Selci-Lama, una frazione di San Giustino, nel Tifernate.
Nel 1988 approda a Milano, dove sfila sulle più importanti passerelle sotto contratto con l'Elite Model Management.
L'anno successivo raggiunge la fama a Parigi e a New York.
Nel 1997 è immortalata da Richard Avedon nel Calendario Pirelli.
Ha sfilato per Dolce & Gabbana, Fendi e tutte le più importanti griffe mondiali.
Ha guadagnato la copertina della rivista francese Elle e di Vogue, ed è inoltre stata testimonial per Alessandro Dell'Acqua e Blumarine.
Nel 2003, sempre per Dolce & Gabbana, diventa testimonial del profumo Sicily.
Dal 2008 lo stilista John Galliano insieme con il make-up artist Tyen l'ha voluta come testimonial del rossetto Rouge Dior, uno dei cavalli di battaglia della maison francese Dior nel campo del make up.
Testimonial per Dior anche per la linea di borse e accessori, nel 2010 ha vestito i panni di una moderna Eva per lo spot del profumo Hypnotic Poison.
Sempre nel 2010 l'attrice viene confermata da Martini (marchio) e da Dolce & Gabbana come protagonista di un nuovo spot tv (dall'atmosfera felliniana) per il lancio del nuovo aperitivo Martini Gold, nato dalla collaborazione tra i due stilisti e il brand di bevande.

L'esordio nel mondo della recitazione avviene nel 1990 con la miniserie televisiva Vita coi figli (regia di Dino Risi), a fianco di Giancarlo Giannini, Corinne Cléry, e il futuro compagno Nicola Farron.
È nell'anno successivo che esordisce nel cinema con un ruolo da protagonista nel film La riffa di Francesco Laudadio (in cui però la sua voce viene doppiata), con Massimo Ghini e Giulio Scarpati; è ancora protagonista al cinema con Alessandro Gassman e Angela Finocchiaro in Ostinato destino (in cui però la sua voce viene doppiata).
Nel 1992 fa la sua prima comparsa in un film in lingua inglese: Dracula di Bram Stoker (diretto da Francis Ford Coppola) nel ruolo di una delle tre concubine del conte Dracula.
Arrivano poi Briganti - Amore e libertà, di Gianfranco Albano, e la nota commedia I mitici - Colpo gobbo a Milano, di Carlo Vanzina.
Nel 1996, dopo aver già conquistato notevole fama oltralpe come modella, esordisce nel cinema francese con un ruolo da protagonista nel film L'appartement, di Gilles Mimouni; interpretazione che le varrà una candidatura ai Premi César.
Dopo Mauvais genre, Come mi vuoi, e Le plaisir, nel 1998 è tra i protagonisti de L'ultimo capodanno, diretto da Marco Risi e basato su un racconto scritto da Niccolò Ammaniti.
Seguono poi quattro pellicole di produzione francese, prima di arrivare ad affiancare i Premi Oscar Gene Hackman e Morgan Freeman nel thriller Under Suspicion, diretto da Stephen Hopkins e presentato in concorso al 53º Festival di Cannes.
Recita ancora in Francia ne Il patto dei lupi, diretto da Christophe Gans e in Asterix & Obelix - Missione Cleopatra, dove interpreta appunto la celebre sovrana d'Egitto per la regia di Alain Chabat.
Per quest'ultimo film la produzione chiede una reinterpretazione della canzone di Umberto Tozzi Ti amo, che ebbe grande successo internazionale all'epoca dell'uscita.
Il brano viene quindi nuovamente inciso, stavolta con la partecipazione di Monica Bellucci, e inserito come sottofondo in diverse scene del film in cui l'attrice è presente.
Nel 2002 recita e improvvisa, per via dell'assenza di un copione, con l'allora marito Vincent Cassel il controverso film di Gaspar Noé, Irréversible, nel quale è presente una scandalosa scena di stupro della durata di più di nove minuti, girata in un unico long take di un quarto d'ora.
L'idea iniziale del regista era quella di inserire nel film delle scene di sesso reale fra i due protagonisti e coniugi, ma a seguito del rifiuto di entrambi si arrivò a concepire l'idea della violenza sessuale.
La pellicola è stata presentata in concorso al 55º Festival di Cannes e ha vinto il Cavallo di Bronzo allo Stockholm Film Festival.
Il 2002 è anche l'anno in cui ha preso parte a celebri produzioni americane.
Nel 2003 esce nelle sale italiane anche il terzo film del regista Gabriele Muccino, dal titolo Ricordati di me, in cui la Bellucci è una madre e moglie che rincontra dopo anni un amico ed ex fidanzato (Fabrizio Bentivoglio).
Dall'interpretazione di questo personaggio ottiene una nomination ai David di Donatello e vince ai Nastro d'argento.
Nel 2004 è un agente segreto nel francese Agents secrets, la figlia lesbica di un mafioso per Spike Lee e l'adorabile/terribile strega del fantasy di Terry Gilliam I fratelli Grimm e l'incantevole strega.
Viene scritturata per il ruolo di Renata Crest in The Ice Harvest (2005), ma deve rifiutare improvvisamente per via della sua prima gravidanza; la parte a lei destinata va a Connie Nielsen.
Pochi mesi dopo la nascita della primogenita, è Daniela, prostituta italiana nel film di Bertrand Blier Per sesso o per amore?, con Gérard Depardieu.
Dopo L'eletto, di Guillaume Nicloux, nel 2007 è un'affascinante fisioterapista che fa perdere la testa al personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio in Eros, primo episodio del film Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi di Giovanni Veronesi.
Il regista francese Alain Corneau la vuole invece bionda nel film noir Le deuxième souffle, dove recita al fianco di Daniel Auteuil.
Con Clive Owen è inoltre protagonista assoluta del film d'azione Shoot 'Em Up - Spara o muori!, scritto, disegnato, e diretto da Michael Davis.
Nel 2008 partecipa al Festival di Cannes con il film italiano fuori concorso di Marco Tullio Giordana Sanguepazzo, dove veste i panni di Luisa Ferida, la diva dell'era fascista, moglie di Osvaldo Valenti.
Nel marzo 2009 le viene conferito il World Actress Award durante la cerimonia dei Women's World Awards, tenutasi a Vienna.
Al Festival di Berlino dello stesso anno viene presentato La vita segreta della signora Lee di Rebecca Miller, dove recita con altrettanti grandi nomi del cinema internazionale tra cui Robin Wright Penn, Winona Ryder, Julianne Moore e, per la terza volta, Keanu Reeves.
Alla quarta edizione del Festival del Cinema di Roma veste i panni di Tosca con Andrea Bocelli nel cortometraggio firmato da Franco Zeffirelli Omaggio a Roma, voluto fortemente dal Palazzo Senatorio per promuovere l'immagine della capitale nel mondo.
Nel 2010 prende parte ai film L'apprendista stregone, prodotto dalla Walt Disney Pictures, con protagonista Nicolas Cage, e al thriller The Whistleblower con Rachel Weisz.
Nel 2011, subito dopo la seconda gravidanza, è fra i protagonisti con tanto di scena di nudo, in Un été brûlant, film diretto da Philippe Garrel e partecipante a vari festival del cinema internazionale; è in Manuale d'amore 3 con Robert De Niro, Carlo Verdone, Michele Placido, Laura Chiatti e Riccardo Scamarcio, ed è inoltre ospite, con De Niro, nella quarta puntata del Festival di Sanremo 2011.
Nello stesso anno compare in una serie televisiva (R.I.S. Roma) per la prima volta dagli esordi, ed è nel ruolo di sé stessa, presentata come amica di Bianca Proietti, interpretata da Lucia Rossi, nata nella stessa città dell'attrice.
Il 3 gennaio 2013 è pubblica la notizia della conferma nel cast di Uno per tutti, noir psicologico diretto da Mimmo Calopresti e tratto dall'omonimo romanzo di Gaetano Savatteri; le viene affidato in questo film il ruolo dell'unica protagonista femminile, ma per ragioni riconducibili ai molteplici impegni dell'attrice e ai molti slittamenti della realizzazione del film, tale ruolo verrà poi ricoperto dalla collega (e amica) Isabella Ferrari.
Nell'estate dello stesso anno è in Serbia per girare la nuova opera di Emir Kusturica, di cui è co-protagonista insieme al regista che per la prima volta è anche in veste di attore; le riprese di tale film, come d'abitudine del regista, si protraggono per diverse stagioni estive fino al 2016.
Nel 2021 recita nel ruolo di Dolores nel film La Befana vien di notte II - Le origini di Paola Randi, prequel de La Befana vien di notte.
L'anno seguente interpreta la duchessa Altea di Vallenberg nel film Diabolik - Ginko all'attacco!, sequel di Diabolik, al fianco di Giacomo Gianniotti, Miriam Leone e Valerio Mastandrea; riprenderà il ruolo nel sequel del 2023, Diabolik - Chi sei?, sempre per la regia dei Manetti Bros.
Molto apprezzata in Francia, è stata eletta "donna più bella del mondo" dagli spettatori dello show televisivo La Plus belle femme du monde andato in onda l'8 novembre 2004.
In molti casi è stata l'attrice stessa a doppiarsi per il mercato italiano e francese.

Per quanto riguarda la vita privata, si sa davvero poco.
Non è emerso molto sulla storia personale di Federico Bellucci al di là della carriera, e su questo fronte il mercante di Cash or Trash sembra riservatissimo.
Dal 2019, Federico Bellucci è impegnato sentimentalmente con Giulia Cribellati, una donna dalle mille risorse che fa parte anch’essa del mondo del mercato dell’arte e del vintage.
La Cribellati, infatti, ha una sua attività su strada in via Stazio 18 a Milano, il “FleamarketMilan”, oltre che a quella online con il sito DaFlea.
Nel suo negozio, la Cribellati vende oggetti preziosi, importanti, colorati e originali, in perfetta sintonia con il suo spirito artistico e creativo che conquista appena si visita la sua pagina sul web o sui social.
Una passione per la vendita dell’arte arrivata dopo un’esperienza personale: «L’accumulo è stato per anni la mia nemesi: acquisti compulsivi ai mercatini che si tramutavano in riduzione di spazio vitale per me.
Dal 1990 ha una relazione di circa sei anni con l'attore italiano Nicola Farron.
Dal 2011, tuttavia, la coppia aveva occasionalmente trascorso con le figlie del tempo in Brasile, dove nell'autunno 2012 e nel gennaio 2013 l'attrice annuncia un imminente trasferimento.
La sua permanenza nella città carioca durerà non molte settimane, prima della separazione definitiva.
Da allora l'attrice risiede con le figlie a Parigi.
Quattro anni dopo, nel marzo 2017, il sito Dagospia pubblica un articolo in cui vengono riportati alcuni dettagli della doppia vita che Cassel conduceva a Rio alle spalle della moglie.
Tali indiscrezioni, che sarebbero le ultime reali motivazioni del divorzio voluto da lei, verranno pienamente confermate, seppur con riserbo, nelle interviste all'attrice nei mesi successivi.
Dal settembre 2016 possiede anche un'abitazione a Lisbona, dove ha dichiarato di volersi trasferire.
Si è dichiarata agnostica, nonostante abbia ricevuto un'educazione cattolica.
Oltre all'italiano parla correntemente il francese e l'inglese; conosce anche il portoghese e lo spagnolo.
Ha inoltre recitato in aramaico, persiano, serbo, latino, in un dialetto del sud francese e in diversi dialetti italiani.

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