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La Dichiarazione di Nullità del Matrimonio: Guida Completa

La riforma dei processi di nullità matrimoniale, approvata da Papa Francesco con il Motu proprio Mitis Iudex del 15 agosto 2015, ha apportato significative modifiche alla procedura canonica. Questa riforma ha sostituito integralmente la procedura per la dichiarazione di nullità del matrimonio (cann. 1671-1691) prevista dal CIC del 1983, "ha stabilito di rendere evidente che il Vescovo stesso nella sua Chiesa, di cui è costituito pastore e capo, è per ciò stesso giudice tra i fedeli a lui affidati".

L'Arcivescovo, visto il can. 1673 § 2 del CIC che stabilisce: "Episcopus pro sua dioecesi tribunal dioecesanum constituat pro causis nullitatis matrimonii", ha costituito il Tribunale Ecclesiastico Metropolitano (TEM) a servizio dell'arcidiocesi di Messina - Lipari - S. L'eventuale impugnazione delle Sentenze emesse da questo Tribunale metropolitano dovrà essere proposta davanti al Tribunale di Appello di Siracusa, eletto quale Tribunale di secondo grado, fermo restando la facoltà di appellare al Tribunale Apostolico della Rota Romana (can 1680 § 1).

I pastori in cura d'anime sono chiamati a verificare con più attenzione e competenza, specialmente nella fase prematrimoniale, le convinzioni dei futuri sposi, tenendo conto di tutti i condizionamenti odierni, come indicato nell'Amoris Laetitia. Papa Francesco ha auspicato un vero e proprio catecumenato per coloro che desiderano celebrare il sacramento del matrimonio, spiegando che "Per accedere al Sacramento del matrimonio, i fidanzati devono maturare la certezza che nel loro legame c’è la mano di Dio, che li precede e li accompagna, e permetterà loro di dire: “Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre”.

Preparazione al matrimonio cristiano

Papa Francesco ha indicato inoltre altri elementi sintomatici di invalidità, come il difetto di discrezione di giudizio o la mancanza di forma canonica. Tra le cause di nullità più comuni rientrano:

  • Esclusione dell'Indissolubilità (c. 1101)
  • Esclusione della Prole (c. 1101)
  • Esclusione del Bonum coniugum (c. 1101)
  • Simulazione totale (c. 1101)
  • Esclusione della Sacramentalità (c. 1101)
  • Esclusione della Fedeltà (c. 1101)
  • Condizione de futuro apposta (c. 1102)
  • Dolo (c. 1098)
  • Consenso dietro violenza e timore (c. 1103)
  • Errore sulla qualità (c. 1097)
  • Difetto di discrezione di giudizio (c. 1095)
  • Mancanza di forma canonica (assenza di delega legittima) (c. 1108)

Gli avvocati e i procuratori iscritti all'Elenco di un tribunale ecclesiastico sono tenuti, a turno, a prestare il proprio gratuito patrocinio alle parti alle quali è stato assegnato un patrono d'ufficio, a meno di gravi ragioni. Possono chiedere al tribunale il rimborso delle spese vive sostenute, previa presentazione di documentazione.

La legge dello Stato italiano non indica specifici requisiti per chi assiste a un matrimonio ai fini del riconoscimento civile, ma rimanda all'ordinamento canonico per la capacità e la legittimazione del ministro di culto. Ciò che conta è che alle nozze assista un soggetto civilisticamente qualificabile come "ministro del culto cattolico" sulla base del diritto canonico.

Per la celebrazione di un matrimonio concordatario, secondo il Codice Civile italiano e il Codice di Diritto Canonico, sono richiesti due testimoni.

Ruolo dei testimoni nel matrimonio

Nel caso di fedeli cattolici che desiderano sposarsi con un partner orientale non cattolico e divorziato, è importante tener presente che la dichiarazione di stato libero rilasciata dalla competente autorità della Chiesa orientale non cattolica non coincide con una dichiarazione di nullità. Permane quindi l'impedimento di legame, fino a quando il precedente matrimonio non sia dichiarato nullo da un tribunale ecclesiastico cattolico o sciolto dal Romano Pontefice.

I contenuti dell'Esame dei nubendi (processetto matrimoniale) sono sottoposti al segreto d'ufficio, che obbliga coloro che hanno svolto l'esame e chi è responsabile della conservazione del verbale. Tale segreto urge nei confronti di terzi non autorizzati.

Per quanto riguarda i fedeli ortodossi che hanno ricevuto una dichiarazione di nullità dal proprio Chiesa e desiderano sposare un cattolico, affinché tali dichiarazioni siano riconosciute dalla Chiesa cattolica, occorre che siano accertate mediante una procedura giudiziaria canonica per assicurare che il diritto divino non sia stato leso.

Il procedimento ecclesiastico di dichiarazione di nullità non "annulla" il matrimonio, ma stabilisce che esso non è mai sorto validamente. La sentenza civile di divorzio, al contrario, scioglie il vincolo matrimoniale. La dichiarazione di nullità è un atto con cui la Chiesa, in quanto custode del sacramento, accerta se esso si è validamente realizzato o meno.

Differenza tra divorzio civile e dichiarazione di nullità

La nascita di figli da un matrimonio dichiarato nullo non comporta alcun pregiudizio per essi. I figli restano legittimi, con i medesimi diritti e doveri verso i genitori biologici. La sentenza del Tribunale Ecclesiastico non è traumatica per i figli, che continuano ad avere un padre e una madre ben determinati.

Affrontare una causa di nullità richiede un'analisi approfondita della propria storia personale e l'accettazione delle proprie responsabilità nel fallimento del matrimonio. È importante riconoscere le proprie debolezze e limiti, comprendendo che certe situazioni possono derivare da esperienze vissute fin dall'infanzia.

Per avvicinarsi al Tribunale Ecclesiastico, ci si può rivolgere al proprio Parroco, alla Curia Vescovile o consultare il sito internet del Tribunale. La comunità ecclesiale ha un ruolo fondamentale nell'accompagnare i fedeli in questo primo passo, spesso il più difficile.

Le reazioni dell'altro coniuge alla richiesta di nullità possono variare: dalla collaborazione positiva allo scetticismo, fino all'assenza dal giudizio. Tuttavia, l'assenza di una parte non impedisce al Tribunale di procedere con la dichiarazione di nullità, purché la ricerca della verità sia garantita.

Le udienze e gli interrogatori avvengono in modo riservato, senza incontri tra le parti. Il processo si svolge in un clima di serenità, con l'obiettivo di accertare la verità, non di cercare colpevoli. La menzogna in Tribunale è facilmente dimostrabile e costituisce un grave peccato.

La causa di nullità, secondo Papa Francesco, dovrebbe essere gratuita. Coloro che non possono sostenere le spese hanno diritto al patrocinio gratuito. Per chi è in grado, è richiesto un piccolo contributo volontario, che può essere rateizzato.

I giudici e gli avvocati ecclesiastici sono animati da senso di pastoralità e delicatezza nell'interrogare, cercando di mettere a proprio agio le persone. Non bisogna aver paura di rispondere a domande delicate, poiché chi interroga è abituato ad ascoltare ogni tipo di racconto.

In caso di risposta negativa alla richiesta di nullità, è importante ricordare che il processo è necessario per accertare la verità su un sacramento pubblico. La sentenza negativa, seppur rara, può verificarsi qualora la coscienza dei giudici così lo suggerisca, a seguito di un'attenta valutazione della verità espressa dalle parti.

Il processo di nullità matrimoniale: il Libello

La corruzione è un grave problema che la Chiesa non tollera, e ciò vale anche per i processi di nullità. La ricerca della verità è l'unico obiettivo.

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