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Biografia di Damigella Teresa Contessa di Piazzo

La vita di Damigella Teresa Contessa di Piazzo si intreccia con le vicende storiche e artistiche di un'epoca di profondi mutamenti, lasciando un'impronta significativa nel panorama culturale e nobiliare.

Le Origini e il Contesto Familiare

Il periodo moderno a Marino e nel suo territorio vide una definizione urbanistica definitiva del centro storico, con l'affermarsi di importanti monumenti come Palazzo Colonna, la fontana dei Mori e la collegiata di San Barnaba. In questo contesto fiorirono le località del territorio, destinate a diventare centri di aggregazione nelle epoche successive.

Un momento cruciale per la famiglia Colonna fu la stipula dell'atto di procura da parte di Vittoria Colonna il 6 giugno 1507 a Marino, in favore del padre Fabrizio. Questo atto preparò il terreno per le nozze di Vittoria con Fernando Francesco d'Avalos, marchese di Pescara, celebrate a Napoli il 13 giugno 1507.

Vittoria Colonna

Tra Politica e Conflitti

Le vite di figure come il marchese di Pescara e Fabrizio Colonna furono segnate da eventi bellici, come la loro sconfitta e cattura nella battaglia di Ravenna l'11 aprile 1512.

La figura di Ascanio Colonna emerse con forza nel contesto delle tensioni tra il potere baronale e quello pontificio. Nel 1539, papa Paolo III impose una tassa sul sale, scatenando la "guerra del sale" contro Perugia. Ascanio Colonna si oppose fermamente al pagamento di questa tassa nei suoi feudi, intraprendendo una serie di provocazioni contro il potere papale, forte dei suoi legami con la Casa d'Asburgo.

Il 25 febbraio 1541, il papa lanciò un "monitorio" contro Ascanio, intimandogli di presentarsi al suo cospetto. Nonostante i tentativi di mediazione, anche attraverso Vittoria Colonna e l'ambasciatore spagnolo Juan Fernández Manrique de Lara, le trattative fallirono. Papa Paolo III armò un esercito sotto il comando di Pier Luigi Farnese, che assediò e conquistò i castelli dei Colonna, tra cui Marino il 15 marzo 1541.

La caduta di Paliano, ultima roccaforte dei Colonna, e la messa al bando di Ascanio segnarono un duro colpo per la famiglia.

Castello Colonna

L'Eredità dei Colonna e le Nuove Generazioni

A seguito della morte del fratello maggiore Fabrizio nella guerra di Parma, Marcantonio Colonna divenne l'erede del casato nel 1551. Il 1º marzo 1552, Marcantonio II Colonna sposò a Marino Felice Orsini, portando una dote di 20000 scudi.

Il secondogenito della coppia, Ascanio, nacque a Marino il 27 aprile 1560. Le tensioni tra Marcantonio, sua madre Giovanna d'Aragona e Ascanio culminarono nel 1553, durante la guerra di Siena. Mentre Ascanio era sospettato di accordi con la Francia, Marcantonio disobbedì al padre, partecipando alla guerra di Siena con un contingente di 300 cavalieri corazzati, contribuendo alla vittoria nella battaglia di Scannagallo.

Durante la "guerra di Campagna", il 2 giugno 1556, papa Paolo IV privò i Colonna dei loro feudi. Nonostante ciò, la famiglia continuò a trascorrere periodi significativi a Marino, come nella primavera e nell'autunno del 1565.

Il 1º marzo 1566, Marcantonio Colonna concesse al cardinale Giovanni Ricci da Montepulciano l'uso del Palazzo, del parco e della vigna di Marino. La primavera e l'estate del 1569 videro la famiglia trascorrere gran parte del tempo a Marino, mentre Marcantonio era impegnato nella guerra di Cipro. La sua partecipazione culminò nella vittoriosa battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571, in qualità di ammiraglio della flotta pontificia.

Alla morte di Marcantonio Colonna, il 1º agosto 1584, gli successe nella signoria del feudo il cardinale Ascanio Colonna. Ascanio commissionò una serie di opere architettoniche a Marino a partire dal 1587, tra cui la risistemazione dei Giardini Colonna e la ricostruzione della Porta Romana.

Ritratto del Cardinale Ascanio Colonna

La Vita Culturale e Religiosa

Marino divenne un centro di eccellenza per la formazione musicale. Le "Constituzioni" del 1677 prevedevano l'obbligo per la comunità di sostenere un maestro di cappella presso la basilica di San Barnaba per insegnare gratuitamente l'arte dell'organo a giovani talentuosi. In questo contesto fiorirono musicisti di rilievo come Giacomo Carissimi, Bonifazio Graziani e Giovanni Battista Mocchi.

Il 24 ottobre 1627, nella villa Barberini di Castel Gandolfo, si celebrò il matrimonio tra Taddeo Barberini e Anna Colonna, figlia di Filippo Colonna.

Nel 1639, Filippo Colonna istituì una seconda primogenitura in favore del figlio cardinale Girolamo Colonna, lasciandogli il titolo di duca di Marino.

La peste del 1656 colpì duramente Marino. Nel 1657, per iniziativa di Orazio Moscardini e Fabrizio Vannutelli, venne edificata una cappella dedicata a san Rocco, successivamente distrutta dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1675, Maria Antonia Colonna ottenne il permesso di fondare una nuova comunità religiosa femminile domenicana a Marino, che arrivò il 21 settembre 1676. Suor Maria Isabella morì a Marino nel 1682.

Veduta di Marino

Marino nel XVIII Secolo

Nel 1704, Marino contava 3160 abitanti, con un afflusso annuale di lavoratori forestieri. Le vedute di Marino realizzate da Caspar van Wittel tra il 1681 e il 1732 offrono una preziosa testimonianza storica dell'aspetto del paese.

Nel 1712 venne costruita la chiesa del Santissimo Rosario, annessa al convento delle suore domenicane. Il 15 agosto 1732 aprì la scuola delle Maestre Pie Venerini, grazie al finanziamento della duchessa Maria Lucrezia Rospigliosi.

In questo periodo, Marino fu meta di numerose visite papali e visse vicende legate alla guerra di successione austriaca. Tra il 30 e il 31 maggio 1744, l'esercito austriaco occupò Marino, compiendo atti di saccheggio.

Con la bonifica delle Paludi Pontine e la riattivazione della via Appia, Marino perse importanza come stazione di posta, ma in precedenza era stata una tappa del Grand Tour.

Figure di Rilievo e l'Epoca Napoleonica

Marino diede i natali a figure di spicco come il medico Domenico Gagliardi, protomedico generale presso l'Arcispedale di Santo Spirito in Saxia, che servì quattro papi.

Un altro medico marinese, Giorgio Giobbo, raggiunse una certa notorietà per il suo rimedio a base di cavoli.

Maria Domenica Fumasoni Biondi (1766-1828), archeologa e scienziata, originaria di Marino, dimostrò nel 1806 la tecnica di filatura dell'amianto.

L'epoca napoleonica vide l'invasione francese dello Stato della Chiesa. L'11 luglio 1796, a Marino, si verificò uno dei "miracoli mariani" del 1796, con un ritratto della Madonna che mosse gli occhi.

Nel febbraio 1798, l'esercito francese occupò Roma, sostenendo la proclamazione della Repubblica Romana. Anche a Marino fu innalzato l'albero della libertà. La città rimase fedele ai giacobini, distinguendosi nella provincia di Marittima e Campagna.

L'esperienza repubblicana fu breve. Il 27 novembre 1798, i francesi abbandonarono Roma, che fu occupata dai napoletani. La Repubblica Romana terminò ufficialmente il 30 settembre 1799.

Ritratto di Gioacchino Murat

La figura di Damigella Teresa Contessa di Piazzo, sebbene non esplicitamente dettagliata nel testo fornito, si inserisce in questo contesto di famiglie nobiliari, eventi storici e fermento culturale che caratterizzarono l'età moderna e le trasformazioni che seguirono.

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