Il Castello di Nozzano, situato a corona di un rilievo roccioso nella frazione Castello di Nozzano, rappresenta un raro esempio di borgo fortificato nella piana di Lucca. La sua storia affonda le radici in epoche remote, con notizie che risalgono addirittura al IX secolo.
La fondazione del castello è talvolta attribuita alla contessa Matilde di Canossa. Sebbene manchino documenti certi a conferma di ciò, è indubbio che la Grancontessa frequentasse assiduamente questa zona, da cui proveniva la sua famiglia. Suo padre, Bonifacio, si recava spesso a Lucca per conferire con il Vescovo Alessandro III, ecclesiastico appartenente alla famiglia Canossa, o transitava di qui verso Roma per incontrare Papa Gregorio VII. Circa nel 1100, Matilde fece costruire un piccolo palazzo nel Castello di Nozzano, di cui rimangono tracce evidenti accanto all'attuale chiesa.
La fortificazione fu voluta e realizzata dai Lucchesi, in particolare da Castruccio Castracani, Signore di Lucca, intorno al 1320. L'obiettivo primario era difendere il territorio dagli attacchi pisani. La posizione strategica del castello, su un colle che divide la pianura lucchese da quella pisana, lo rendeva un baluardo fondamentale per la difesa della città. Sulla sponda opposta del fiume Serchio, sorgeva infatti la corrispondente fortificazione pisana, la Rocca di Ripafratta, con le sue torri di avvistamento.
Per molti secoli, il Castello di Nozzano fu un solido avamposto di confine per Lucca, costantemente coinvolto nelle continue battaglie tra le due città. I Pisani riuscirono a distruggerlo una prima volta nel 1314, ma fu presto riedificato da Castruccio Castracani. Alla morte del condottiero lucchese, i pisani, tornati padroni di Lucca, lo distrussero una seconda volta. L'attuale struttura appartiene all'ultima ricostruzione, avvenuta nel 1395 per volere del lucchese Lazzaro di Francesco Guinigi, padre di Paolo Guinigi. Su una lapide posta all'interno della porta d'accesso si legge infatti la data 1395 come anno dell'ultima ricostruzione.
L'attuale struttura del castello è il risultato di questa ultima ricostruzione, della quale si sono perse totalmente le tracce della primitiva fortificazione a seguito della seconda distruzione. Il castello è composto da due sistemi difensivi organizzati su due livelli. La prima cinta muraria, eretta lungo le pendici del colle, racchiudeva il piccolo borgo che ancora oggi conserva parte della sua struttura medievale. All'interno di questo primo anello difensivo si trovava un pozzo profondo circa quaranta metri, interamente scavato nella roccia e coperto da una tettoia a doppia falda, dotato di un ingegnoso sistema di sollevamento della secchia. La seconda fortificazione, il cassero, era edificata nella parte più alta del colle. Era formata da una seconda cinta muraria con una sola porta d'ingresso, raggiungibile tramite una tortuosa scalinata, e da due torri. La più alta, il mastio, si trovava nella parte superiore e ospitava anche un orologio.
Il Castello di Nozzano fu attaccato e distrutto varie volte nel corso del XII e XIII secolo. Dopo la battaglia di Monteaperti (1260), divenne famoso per aver ospitato i Guelfi cacciati da varie città toscane. Fu utilizzato fino alla fine del 1500 per controllare le navi che risalivano il Serchio verso Lucca. Successivamente, la sua importanza militare e strategica cessò, e Nozzano divenne uno dei centri ad ospitare una delle prime stamperie d'Italia.
Durante la seconda guerra mondiale, le SS trasformarono la scuola del paese in un carcere. Nell'agosto del 1944, 69 detenuti furono prelevati da questo luogo, brutalmente fucilati dopo essere stati torturati e violentati. Si trattava in gran parte di partigiani e civili. Il maresciallo tedesco Josef Exner, a capo di questo attacco, fu accusato di concorso in violenza con omicidio contro privati nemici pluriaggravata e continuata.
Oltre al Castello con il borgo annesso, Nozzano è ricca di numerosi altri monumenti ed edifici di interesse storico e turistico, tra cui la Chiesa di San Giuseppe (fino al 1923 Chiesa dei SS. Cosma e Damiano).

Ogni anno, dal 1992, nelle settimane a cavallo tra agosto e settembre, Nozzano ospitava la manifestazione di rievocazione medievale "Il Castello Rivive", nata da una costola dell'ormai defunta Sagra dei Vecchi Sapori dell'Oltreserchio. Durante questi giorni, le antiche vie del borgo del castello tornavano a vivere come nel 1300. La manifestazione prevedeva rappresentazioni di antichi arti e mestieri, mercati e osterie, con una folla variopinta di personaggi: cittadini e contadini, artigiani e mercanti, soldati e cavalieri, ricchi e mendicanti, penitenti e peccatori. Nelle taverne si potevano gustare le cibarie del tempo e bere il buon vino aromatizzato, l'ippocrasso. Anche la moneta era dell'epoca: all'ingresso del castello, presso l'ufficio di cambio, si convertivano gli euro in Matildi, Matildini e Sercambi. Venivano inoltre organizzati vari giochi per bambini, musiche e diverse attrazioni del tempo. Dal 2022 la manifestazione non viene più tenuta.
La struttura del castello è un circuito murario ellittico munito di torri e con una unica porta d'accesso. Al centro si trova una costruzione di forma poligonale, la Rocca, con alte mura merlate e torri di avvistamento. La Rocca divenne la più importante "sentinella" per l'osservazione del territorio, punto focale del grande sistema di torri di avvistamento che Lucca realizzò e chiamò "l'Occhio di Lucca".
L'Associazione Socio Culturale "IL CASTELLO", da oltre 30 anni, cura l'accoglienza ai visitatori della Rocca grazie all'opera di appassionati soci-volontari. Tutta la struttura è a cielo aperto, per cui in caso di maltempo la visita non può essere effettuata.

È possibile ammirare una ricostruzione del Castello di Nozzano anche attraverso tour virtuali su piattaforme come YouTube, grazie alle riprese realizzate da numerosi visitatori con i loro droni.
Nozzano, terra di confine
Le scaramucce tra Lucca e Pisa per il controllo del territorio ai bordi del fiume Serchio, navigabile all'epoca, iniziarono agli inizi del 1000. La posizione del Castello di Nozzano, poco prima di Lucca, lo rendeva uno dei primi obiettivi militari nelle guerre tra le due potenti città. Ancora oggi, con il bel tempo e in assenza di foschie, è possibile scorgere dalla parte alta della Rocca il profilo dei monumenti iconici di Pisa, tra cui la Cupola del Battistero, il Duomo e la Torre Pendente.

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