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Le Nozze di Cana: Un Racconto di Gioia, Abbondanza e Fede

Non mi stanco di rileggere questo episodio raccontato dall'evangelista Giovanni perché mi piace tanto pensare a Maria e Gesù invitati a una festa di nozze. Che cosa avranno fatto quel giorno?

L'evangelista Giovanni specifica che l'invitata era Maria e Gesù con i suoi discepoli si uniscono per partecipare alla festa: "Ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli."

Mentre si svolge la festa, Maria si accorge che sta terminando il vino: le brocche che hanno portato in tavola sono le ultime, poi non avranno più vino da servire. Come fa ad accorgersene, Maria? Senza dare nell'occhio si rivolge a Gesù e gli fa notare la difficoltà: "Non hanno più vino".

Ora, prima di procedere nel racconto, mi piace notare con voi un dettaglio prezioso: questa frase di Maria è l'ultima frase da lei pronunciata tra quelle che il Vangelo ci riferisce. Altre volte, fino alla Croce, alla Risurrezione e poi alla Pentecoste, incontreremo Maria insieme al Figlio suo e insieme ai discepoli, ma il Vangelo non ci riferirà altre parole pronunciate dalla Madre del Signore.

Ma proseguiamo con il racconto, visto che abbiamo lasciato il banchetto in sospeso e quasi senza vino. Vicino al luogo della festa ci sono sei giare piuttosto grandi e Gesù chiede ai servi di riempirle di acqua. Quelli obbediscono e le riempiono fino all'orlo.

Giare antiche piene d'acqua

Chi è il maestro di tavola? Era la persona che vigilava sull'andamento della festa: dava le indicazioni in cucina, teneva d'occhio i servitori, faceva sì che tutto il pranzo si svolgesse per bene. È a questo maestro di tavola che i servi portano una brocca riempiendola dalle giare piene d'acqua. Quando l'assaggia, il maestro di tavola è entusiasta: si tratta di vino buonissimo, squisito, di prima qualità! Scriveva che, da un certo punto di vista, quello compiuto da Gesù a Cana potrebbe quasi sembrare un "miracolo inutile". Ma perché fare un miracolo per dare dell'altro vino a chi ne aveva già bevuto in abbondanza? Certo che no!

Questo miracolo bellissimo ci aiuta invece a conoscere meglio il volto di Dio. Ci rivela che il nostro Dio è un Dio che ama la gioia e la festa. Dio Padre è contento di vederci contenti, si rallegra profondamente quando il nostro cuore è in festa. Sì, vogliamo vivere sempre facendo quello che Gesù ci suggerisce attraverso la sua Parola che ascoltiamo ogni domenica.

In questa seconda domenica del Tempo Ordinario, il Vangelo ci conduce alle Nozze di Cana, un episodio narrato dall'evangelista Giovanni. Pur essendo l'Anno C, tradizionalmente dedicato alla lettura del Vangelo di Luca, questa scelta liturgica trova la sua radice nell'antica tradizione dell'Epifania. La solennità dell'Epifania celebrava infatti tre eventi rivelatori: l’adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù e le nozze di Cana, come testimonia anche l’antifona del Benedictus delle lodi dell’Epifania.

Icona delle Nozze di Cana con Maria, Gesù e gli sposi

Le Nozze di Cana sono il primo dei “segni” di Gesù secondo il Vangelo di Giovanni. Attraverso questo gesto, egli manifesta la sua gloria, e i suoi discepoli credono in lui. Questo brano ci invita a riflettere su alcuni aspetti fondamentali della nostra fede. Siamo chiamati a riconoscere la presenza di Dio nella nostra quotidianità e a lasciarci trasformare dalla sua grazia. L’ascolto e l’obbedienza alla Parola di Cristo sono il cammino per entrare in una relazione piena e gioiosa con Lui.

Il vino offerto da Gesù non è solo abbondante, ma straordinariamente buono. Questo elemento è un segno della novità che Cristo introduce nel rapporto tra Dio e l’umanità. L’acqua, simbolo dell’antica purificazione rituale, è trasformata in vino, segno di una gioia sovrabbondante e di una relazione nuova, intima e gioiosa con Dio.

L’inizio del ministero pubblico di Gesù non si svolge in un contesto solenne o solitario, ma durante una festa di nozze. Questo sottolinea che Dio si rende presente anche nelle realtà semplici e quotidiane della vita. I discepoli, invitati insieme a Gesù, iniziano a condividere con Lui ogni dimensione della vita, anche quella gioiosa e ordinaria.

Maria svolge un ruolo fondamentale in questo episodio, indicando ai servitori l’atteggiamento necessario per accogliere la novità di Cristo: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». I servitori, pur non comprendendo subito il senso del comando di Gesù, si fidano e agiscono. Questo atteggiamento di ascolto e obbedienza li rende partecipi del miracolo.

le nozze di cana

Il segno di Cana è molto umile, come il bambino avvolto in fasce, come l’uomo che passa il Giordano, come la tomba vuota. Lì, alla fine del Vangelo, l’assenza più grande. La mancanza segnala la risurrezione di Gesù e la sua presenza in un altro modo.

Nella sua versione letterale, l'aramaico di questo versetto diceva: "Vi erano là sei giare di pietra poste per la purificazione dei giudei, le quali contenevano un totale di due o tre misure." In pratica, le sei giare contenevano in totale ottanta o centoventi litri. Appare evidente che tale quantità d'acqua non è spropositata per la purificazione dei giudei, così come, una volta trasformata in vino, non è esagerata per le necessità di un banchetto nuziale nella città di Cana. Quindi, concludiamo dicendo: a Cana di Galilea, Gesù non fornì una quantità di vino esagerata per un banchetto di nozze.

Personaggi Ruolo nelle Nozze di Cana
Gesù Ospite d'onore, autore del miracolo
Maria (Madre di Gesù) Si accorge della mancanza di vino e chiede aiuto a Gesù
Discepoli di Gesù Invitati alle nozze, iniziano a credere in Gesù dopo il segno
Servitori Eseguono gli ordini di Gesù e portano il vino al maestro di tavola
Maestro di tavola Assaggia il vino trasformato e si stupisce della sua qualità
Sposi Beneficiari del miracolo che salva la loro festa

Mappa di Cana di Galilea nell'antichità

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua - chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».

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