I fondi europei destinati all'accoglienza dei migranti, pur ritenuti insufficienti dal governo, si sono rivelati una fonte di ingenti guadagni per la criminalità organizzata calabrese. La 'ndrangheta, dopo aver risolto conflitti interni per la spartizione di tali risorse, ha trovato un metodo redditizio per gestirle, portando a un periodo di relativa tranquillità nel settore. Tuttavia, l'attenzione delle forze dell'ordine ha portato a indagini approfondite e a numerosi arresti.

L'operazione ha portato al fermo di sessantatré persone, tra cui figure di spicco come don Edoardo Scordio, parroco di Isola Capo Rizzuto, e Leonardo Sacco, presidente della sezione calabrese e lucana della Confraternita delle Misericordie. Le Misericordie, un'antica rete di associazioni di volontariato di ispirazione cristiana con una lunga storia e una vasta rete di iscritti, si sono trovate al centro di uno scandalo che ha scosso la loro reputazione.
- Don Edoardo Scordio: Parroco di Isola Capo Rizzuto, arrestato nell'ambito dell'inchiesta.
- Leonardo Sacco: Presidente della sezione calabrese e lucana della Confraternita delle Misericordie, anch'egli fermato.
La Confraternita delle Misericordie, fondata otto secoli fa, conta 700 sedi in tutta Italia e circa 670.000 iscritti. La loro missione, come dichiarano sul proprio sito, è "soccorrere chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto possibile, sia materiale che morale". Nonostante la loro lunga storia di solidarietà, i fatti accaduti a Isola Capo Rizzuto hanno gettato un'ombra sulla loro organizzazione.
In risposta agli eventi, i vertici delle Misericordie hanno annunciato il commissariamento della Misericordia di Isola Capo Rizzuto e della Federazione Regionale Calabrese. La gestione del centro di accoglienza, infatti, era stata affidata al consorzio "Opere di Misericordia" con sede a Firenze, che ha assicurato la continuazione delle proprie attività nel rispetto dei principi dell'associazione.

Il Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto è il più grande d'Italia, capace di ospitare tra i 1.500 e i 2.000 migranti. In dieci anni, lo Stato italiano ha erogato a questa struttura circa 103 milioni di euro di fondi europei. Secondo le indagini, una parte significativa di questi fondi, circa 36 milioni di euro, sarebbe stata deviata verso la famiglia Arena, un clan dominante nella zona, capace di mediare tra diverse famiglie mafiose locali come i Dragone, i Nicoscia e i Grande Aracri.
Leonardo Sacco sarebbe stato l'intermediario chiave tra la criminalità organizzata e le Misericordie, sfruttando la rispettabilità dell'istituzione per facilitare le operazioni illecite. Nonostante il prezzo giornaliero per migrante fosse sceso da 34,5 a 22 euro, la gestione del centro continuava a generare profitti considerevoli.
I magistrati sospettano che una parte dei fondi sia finita nelle tasche di don Edoardo Scordio. Secondo i calcoli dei carabinieri, il parroco avrebbe ricevuto indebitamente somme consistenti a titolo di prestito e per il pagamento di false note di debito. Solo nel corso del 2007, per servizi di assistenza spirituale ai profughi, avrebbe incassato 132.000 euro. In un decennio, si stima che don Scordio possa aver accumulato circa 3,5 milioni di euro. Le motivazioni addotte per il trasferimento di denaro dalla Misericordia alla parrocchia variavano da "restituzione prestiti" a "saldo note di debito" e "donazioni". Il denaro, una volta ricevuto, veniva consegnato da don Scordio al fratello, che lo depositava in Svizzera. Circolano voci secondo cui Sacco, di 35 anni, sia il figlio di don Scordio, di 70 anni, e che il sacerdote sia un cattivo gestore del denaro, incline a spese superflue.

Esistono indizi che suggeriscono un legame tra don Scordio e affiliati alla 'ndrangheta. Ha officiato messe in memoria di Carmine Arena, detto "Cicalu", ucciso nel 2004, e ha celebrato il sontuoso matrimonio di Raffaella Arena, figlia del boss Nicola, evento a cui hanno partecipato 1.700 invitati e che fu interrotto da un'irruzione dei carabinieri alla ricerca di latitanti. Tuttavia, don Scordio è stato anche in rapporti con figure di rilievo come Pier Luigi Vigna, Guido Bertolaso e Franco Gabrielli.
L'inchiesta, denominata "Johnny" e condotta dal procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e dall'aggiunto Vincenzo Luberto, potrebbe avere risvolti politici. Leonardo Sacco, infatti, risulta avere stretti legami con il governatore regionale Scopelliti e con Antonella Stasi, che gli è succeduta dopo le dimissioni di quest'ultimo. La possibilità che la 'ndrangheta abbia messo le mani sui finanziamenti per il Cara solleva interrogativi sulla sua possibile infiltrazione anche nel business legato ai flussi migratori dalla Libia.
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La gestione del Cara di Isola Capo Rizzuto è stata affidata al consorzio “Opere di Misericordia” con sede a Firenze, che ha continuato i propri compiti nell’interesse degli ospiti secondo i principi dell’associazione. Il consigliere nazionale Alberto Corsinovi si è recato sul posto per supervisionare la situazione.
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