Arianna è un personaggio fondamentale della mitologia greca, nota per essere stata principessa di Creta e, successivamente, sposa e paredra del dio Dioniso.
La sua storia affonda le radici in un passato mitico, intrecciandosi con le gesta di eroi e divinità. In una delle narrazioni più note, si racconta che Arianna si innamorò perdutamente di Teseo quando questi giunse sull'isola di Creta con l'intento di sconfiggere il temibile Minotauro, intrappolato nel labirinto.
Per aiutare Teseo a ritrovare la via d'uscita dal complesso dedalo, Arianna gli donò un gomitolo di lana, che divenne in seguito il proverbiale "filo d'Arianna". Teseo, una volta compiuta la sua missione, fuggì da Creta insieme ad Arianna e agli altri ateniesi, salpando verso Atene.
Tuttavia, il destino di Arianna prese una piega inaspettata. Teseo la abbandonò addormentata sull'isola di Nasso, dove la nave aveva fatto scalo. Al suo risveglio, Arianna si ritrovò sola, con la nave di Teseo che si allontanava all'orizzonte, e si disperò profondamente. Ma il suo dolore fu di breve durata.
In quel preciso momento, giunse sull'isola il dio Dioniso, su un carro sontuoso trainato da pantere, accompagnato dal suo allegro corteo di baccanti e satiri. Dioniso, colpito dalla bellezza e dal dolore di Arianna, decise di sposarla, celebrando un'unione sacra, una ierogamia, alla quale parteciparono persino gli dei dell'Olimpo.
Dall'unione tra Dioniso e Arianna nacquero diversi figli, tra cui Toante, Stafilo, Enopione, Latramide e Tauropoli. Secondo alcune varianti del mito, fu Dioniso stesso ad innamorarsi di Arianna mentre dormiva e a ordinare a Teseo di lasciarla. In altre versioni, è la dea Atena a intervenire, suggerendo a Teseo di abbandonare la principessa cretese.
L'immagine di "Arianna addormentata" ha ispirato innumerevoli artisti nel corso dei secoli. Esiste infatti una celebre scultura romana raffigurante Arianna addormentata, pervenuta in diverse copie, tra cui una conservata nei Musei Vaticani e un'altra agli Uffizi. La sua prima rappresentazione pubblica si ebbe a Venezia nell'inverno del 1726-1727.
La storia di Arianna e Dioniso, nota anche come le "Nozze di Bacco e Arianna", ha affascinato poeti e pittori, diventando un simbolo di passione, rinascita e gioia di vivere. Lorenzo de' Medici, il Magnifico, celebrò questo mito nei suoi celebri versi della canzone a ballo "Trionfo di Bacco e Arianna", scritta in occasione del carnevale del 1490.
In questa sua opera, Lorenzo de' Medici invita a godere della giovinezza e dei piaceri della vita, poiché il tempo fugge inesorabilmente: "Quant’è bella giovinezza, / che si fugge tuttavia! / chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c’è certezza." La canzone è un inno all'amore, rappresentato dall'unione di Bacco e Arianna, e ai piaceri mondani come il vino e il cibo, simboleggiati dalle figure di Bacco, Sileno e dai satiri.
Il mito, narrato da Ovidio nell'Ars Amatoria e nelle Metamorfosi, ci presenta Arianna come figlia di Minosse, re di Creta. Dopo aver salvato Teseo dal labirinto, se ne innamora e fugge con lui. Ma Teseo la abbandona sull'isola di Nasso, dove viene ritrovata da Dioniso. Il dio del vino se ne innamora, la sposa e, come pegno d'amore, trasforma la sua corona in una costellazione celeste, la Corona Boreale. Questo atto simboleggia l'immortalità conferita ad Arianna.

Le rappresentazioni artistiche delle nozze di Bacco e Arianna sono molteplici. Un esempio è l'affresco nella Sala dell’Eneide del Palazzo Buonaccorsi a Macerata, opera di Michelangelo Ricciolini. Qui, Arianna e Bacco si stringono la mano destra, circondati da divinità come Venere, Cupido, le Grazie, la Fama ed Ebe. Bacco è raffigurato con un mantello rosso, foglie di vite e tralci d'uva, mentre Giove, Diana, Apollo e altre divinità olimpiche benedicono l'unione.
Un altro esempio è il dipinto "Le nozze di Bacco e Arianna" di un Maestro Veneto del XVII Secolo, che raffigura la scena con un clima allegro e festoso, enfatizzando la gioia di vivere attraverso un cromatismo caldo e luminoso.
La storia di Bacco e Arianna non è solo un racconto mitologico, ma un viaggio attraverso emozioni profonde. Dopo essere stata abbandonata da Teseo, Arianna trova in Dioniso un compagno che le apre le porte all'ebbrezza della vita e all'allegria del vino, riempiendo la sua esistenza di gioia e significato.
La figura di Bacco, dio del vino, dell'estasi e della liberazione, si lega indissolubilmente ad Arianna, simbolo di amore tradito ma ritrovato, di trasformazione e di eternità. La loro unione celebra la capacità dell'amore di superare le delusioni e di aprirsi a nuove, gratificanti esperienze.
Le opere d'arte dedicate a questo mito spesso mettono in risalto la magnificenza del corteo dionisiaco: satiri danzanti, ninfe, Sileno ebbro e il carro dorato trainato da fiere. Questi elementi contribuiscono a creare un'atmosfera di festa sfrenata e di celebrazione della vita.

Il mito di Bacco e Arianna, con la sua ricchezza di significati, continua ad ispirare artisti e a risuonare nel cuore degli spettatori, ricordandoci la fugacità della giovinezza e l'importanza di cogliere l'attimo presente.
Il Trionfo di Bacco ed Arianna di Lorenzo de' Medici spiegazione, analisi e commento per studenti
La storia di Arianna, abbandonata sull'isola di Nasso, ha dato origine all'espressione idiomatica "piantare in Nasso", evolutasi poi in "piantare in asso", indicando un abbandono improvviso e inaspettato.
Il "Trionfo di Bacco e Arianna" di Lorenzo de' Medici è un esempio sublime di come il mito possa essere reinterpretato in chiave edonistica e filosofica, invitando a vivere pienamente il presente, senza lasciarsi paralizzare dall'incertezza del domani, un concetto già espresso da Orazio nel suo celebre "carpe diem".

