L'Associazione Nazionale Sociologi (ANS), in collaborazione con la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha organizzato a Roma un importante convegno nazionale intitolato "Criminologia, Vittimologia e le nuove figure professionali del Sociologo". L'evento, tenutosi il 12 giugno presso l'Aula Wolf in Via Salaria 113, ha riunito studiosi provenienti da tutta Italia per discutere temi di grande attualità e impegno.
Dopo aver affrontato nei precedenti convegni temi come l'alimentazione, l'immigrazione e l'ambiente, l'attenzione si è concentrata sulla criminologia e la vittimologia, discipline che coinvolgono sempre più la figura del sociologo nel contesto del "Villaggio Globale" e della "Società Liquida". La complessità di questi argomenti è accentuata dalla pervasività delle tecnologie dell'informazione, che hanno contribuito a far emergere la "tuttologia" come fenomeno sociale, caratterizzato da individui presuntuosi e superficiali che si esprimono su ogni argomento senza adeguate competenze.
Il convegno ha visto la partecipazione di illustri studiosi e professionisti, tra cui il Presidente nazionale ANS dott. Pietro Zocconali, il segretario nazionale ANS Antonio Polifrone, la Vice Presidente nazionale ANS D.ssa Anna Maria Coramusi, il Prof. Italo Saverio Trento (Socio Onorario ANS e Direttore della Fondazione Icsa), il Dr Arnaldo Gioacchini (Sociologo e Dirigente Nazionale ANS), il Prof. Gemma Marotta (Socia Onoraria ANS, Sapienza Università di Roma), il Comm. Giuseppe Trieste (Socio Onorario ANS e Presidente di Fiaba), il Prof. Ferdinando Tramontano (Sociologo, Dirigente Nazionale ANS e Presidente VISION Osservatorio Vittimologia), il Dr Antonio Sposito (Sociologo e Presidente Dipartimento ANS Campania), e molti altri.
Tra gli argomenti chiave del dibattito vi sono stati la violenza contro le donne e i giovani, con un'attenzione particolare alla necessità di distinguere il ruolo del sociologo da quello del "tuttologo". Si è sottolineata l'importanza di un approccio critico e contestualizzato, che vada oltre la mera accumulazione di informazioni per giungere a una comprensione profonda dei fenomeni sociali. La riflessione si è estesa alla figura dell'"intellettuale tradizionale" e al suo ruolo nell'emergere di una classe subalterna, ponendo l'accento sulla necessità per i sociologi di chiarire la propria identità professionale e di evitare la superficialità.
Il Dr. Antonio Sposito, in particolare, ha portato la sua prospettiva come sociologo e Presidente del Dipartimento ANS Campania, contribuendo al dibattito sulle nuove figure professionali del sociologo e sulla sua capacità di osservare la realtà in modalità connessionale, andando oltre le equazioni fondamentali per comprendere il complesso intreccio dei fenomeni sociali.
Il convegno ha anche toccato temi legati alla vita quotidiana e al mondo del lavoro, come emerge da alcuni estratti del materiale fornito, che descrivono l'ambiente del pronto soccorso, la fatica, le emozioni contrastanti e l'importanza dei piccoli gesti. Questi passaggi offrono uno spaccato autentico della dedizione e della passione che animano chi opera in contesti di emergenza, ricordando che ogni lavoro, se svolto con amore, contribuisce al benessere collettivo.

La riflessione sul "fare la differenza" e sul valore del lavoro ben fatto come atto d'amore, citando Madre Teresa di Calcutta, sottolinea come anche nel caos apparente di un pronto soccorso, ogni gesto conti. La narrazione del pronto soccorso come "terra di confine" dove paura e speranza si incontrano, evidenzia l'autenticità dell'umanità che si manifesta in queste situazioni estreme.
La figura del sociologo, come delineata nel materiale, si discosta nettamente dal "tuttologo". Il sociologo è chiamato a un'analisi profonda, a un pensiero critico che non si limita a un quadro di riferimento limitato, ma cerca di comprendere la realtà in tutta la sua complessità. La passione, come motore del lavoro e contributo al benessere collettivo, è un elemento chiave per il sociologo che, ascoltando e accogliendo la diversità, riesce a svolgere al meglio la propria professione.
Il materiale suggerisce anche una riflessione sul valore della scrittura come strumento di auto-scoperta e di esplorazione interiore, paragonando la ricerca interiore alla scoperta di tesori nascosti nei fondali marini. Questo parallelismo evoca la profondità e la ricchezza che si possono celare in ogni individuo e nella professione del sociologo.
Il convegno ha quindi rappresentato un momento cruciale per approfondire il ruolo del sociologo nella società contemporanea, evidenziando la sua capacità di analizzare criticamente fenomeni complessi come la criminologia e la vittimologia, e di contribuire a definire nuove figure professionali in grado di rispondere alle sfide del nostro tempo.
La discussione ha posto l'accento sulla necessità di un approccio scientifico e metodologicamente rigoroso, distinguendo nettamente il sapere sociologico dalla superficialità della "tuttologia". La capacità di osservare la realtà in modo connessionale, di interpretare i fenomeni sociali nel loro contesto e di contribuire a un dibattito informato e consapevole, sono i pilastri su cui si fonda la professione del sociologo.

Il convegno ANS ha dunque offerto una piattaforma preziosa per la riflessione e il confronto, rafforzando l'idea che il sociologo, con la sua preparazione e il suo spirito critico, sia una figura professionale indispensabile per comprendere e affrontare le sfide della società contemporanea.
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