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Addio al celibato: quando la festa si trasforma in guai legali

Le feste di addio al celibato, un tempo occasioni di svago e goliardia, possono talvolta prendere una piega inaspettata, trasformandosi in situazioni spiacevoli, persino pericolose, che finiscono con arresti e denunce. Un esempio eclatante è accaduto nella serata di venerdì 19 aprile all'ex convento di Lonato del Garda, nel Bresciano.

Tutto è iniziato con la festa di addio al celibato di un bergamasco di 30 anni, alla quale partecipavano circa 15 amici, tra cui il futuro sposo. Il gruppo era partito in pullman da un paese della Bergamasca, consumando alcolici, in particolare bottiglie di spumante, lungo il tragitto. La situazione ha preso una svolta drammatica quando lo sposo, insieme ad altri due amici, avrebbe fatto assaggiare a tutti gli ospiti una torta alla marijuana, preparata appositamente per l'occasione.

Il risultato è stato una raffica di malori tra i partecipanti. Improvvisamente, una decina di persone ha iniziato a stare male: qualcuno accusava mal di testa forte, altri svenimenti e tachicardie preoccupanti. Sul posto è intervenuto il 118 con quattro autoambulanze, ma subito dopo sono arrivati anche i carabinieri, allertati dai presenti per cercare di capire cosa fosse accaduto.

Tre persone, di 23, 27 e 44 anni, sono state addirittura ricoverate all'ospedale di Desenzano del Garda a causa dei malori. L'episodio più grave ha visto coinvolto il futuro sposo, che è finito in caserma a Desenzano del Garda, in attesa del processo per direttissima, con accuse legate alla somministrazione di sostanze stupefacenti.

Un'altra vicenda, che evidenzia come gli scherzi possano sfuggire di mano, è avvenuta nel Torinese, a Trofarello. Per festeggiare l'addio al celibato di un amico, nove giovani, tra i 23 e i 31 anni, si sono presentati alla sua abitazione con passamontagna e armi da softair, prive del tappo rosso previsto dalla legge, inscenando un finto rapimento. Hanno portato via di forza il futuro sposo, legandolo e imbavagliandolo, per poi rinchiuderlo in un furgone.

Finti rapitori con armi da softair

Tuttavia, questo scherzo, fin troppo veritiero, ha creato il panico tra i vicini di casa. Un anziano ha accusato un malore e molti altri condomini hanno chiamato la polizia, temendo un vero e proprio sequestro di persona. I carabinieri sono intervenuti e, dopo aver appurato che si era trattato di un addio al celibato finito male, hanno denunciato gli amici burloni e sequestrato le armi da softair, i passamontagna e altri indumenti.

In un altro caso, a Genova, un futuro sposo si è travestito da Gesù e ha iniziato a trascinare sulle spalle una grande croce di legno, in una sorta di via crucis, girando per le vie del paese con un gruppo di amici. La scena, oltre a non passare inosservata, è stata considerata irriverente e blasfema da alcuni cittadini, che hanno deciso di chiamare la polizia. La festa di addio al celibato è costata agli organizzatori 200 euro di multa e il sequestro della croce.

Uomo vestito da Gesù con una croce

Questa trovata goliardica, sebbene non illegale in sé, è stata sanzionata in base al regolamento di polizia urbana che considera tali comportamenti irriverenti e blasfemi. L'amministrazione comunale di Jesolo, per contrastare travestimenti e comportamenti simili, ha persino deciso di modificare il regolamento della polizia locale, con l'obiettivo di sanzionare i comportamenti considerati contrari al buon gusto e ai culti religiosi.

Un'altra forma di scherzo che può sfociare in problemi legali è quella del finto arresto. Ad esempio, in un bar, due finti poliziotti potrebbero iniziare a controllare i documenti di identità di tutti i presenti, trovando un pretesto per contestare il documento dello sposo e dichiarare il suo arresto. A quel punto, lo sposo verrebbe fatto salire in macchina per essere portato in una finta "stazione di polizia". Dopo un breve giro, i finti agenti lo lascerebbero nello stesso bar, creando scompiglio e divertimento (si spera) per gli amici.

Finti poliziotti che controllano documenti

In un'altra variante di questo scherzo, gli attori travestiti da agenti potrebbero entrare in uno strip club o in un ristorante e procedere al controllo delle carte d'identità. Assicurandosi che il futuro sposo non abbia con sé il documento, si comporterebbe il suo arresto e il suo trasferimento in commissariato per verificare la sua identità. In alternativa, i poliziotti potrebbero scortare lo sposo, a occhi bendati, per le vie di una città come Budapest, per poi condurlo in uno strip club, dove lo scherzo si concluderebbe tra risate.

Un altro scherzo, che ha portato a nove denunce per procurato allarme, ha visto protagonisti alcuni amici che, per festeggiare l'addio al celibato, hanno inscenato un finto rapimento. Hanno fatto irruzione in casa dell'amico, con passamontagna e armi, legandolo e imbavagliandolo prima di rinchiuderlo in un furgone. L'assalto, troppo realistico, ha spaventato i vicini, portando all'intervento delle forze dell'ordine.

In alcuni casi, la situazione può degenerare ulteriormente. A Genova, un futuro sposo, dopo essere stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e rifiuto di fornire le proprie generalità, è stato segnalato anche per ubriachezza. L'uomo, in preda all'agitazione, ha iniziato a insultare gli agenti, diventando sempre più violento.

Trofarello, finto rapimento per un addio al celibato - La Vita in diretta - 27/06/2023

In conclusione, sebbene gli addii al celibato siano spesso sinonimo di divertimento, è fondamentale che gli organizzatori e i partecipanti mantengano un senso di responsabilità, evitando scherzi che possano sfociare in reati o mettere in pericolo la sicurezza altrui. La linea tra goliardia e illegalità è sottile, e superarla può avere conseguenze molto serie, trasformando un momento di festa in un incubo legale.

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